Se per una volta i grandi elettori del premio di Defensive Player of the Year non hanno guardato le statistiche o la dozzinale brutalità fisica sotto canestro, ben venga questa scelta.

Cercasi Tony Allen.

Cercasi Tony Allen.


Ma non si può esagerare sempre da un eccesso all’altro, dalla forma alla sostanza: Marc Gasol, piaccia o non piaccia, non è assolutamente il miglior difensore e non ci va nemmeno vicino all’esserlo nell’attuale NBA.

Non ce la fa fisicamente, atleticamente ed aerobicamente: la sua mobilità laterale ed i suoi piedi cementati nel parquet affossano le sue qualità nelle letture e nella posizione.
Non è un fattore così determinate per i Grizzlies nella propria metà campo, anzi talvolta è addirittura un oneroso pegno da pagare.

Ma non contesto Gasol in quanto tale, a cui andrà la mia sempiterna stima per la stupefacente crescita che ha compiuto da quando ha salpato l’oceano da fratello sfigato e ciccione di Pau.
Solo uno stolto può negare che la genesi di questo premio risieda in tutto quello che Marc ha imparato nelle giovanili del Barcellona grazie all’attenzione ai fondamentali difensivi individuali e di squadra come solo in Europa hanno.

Contesto il metodo, al solito: come si può passare nel criterio di scelta per questo award da chi salta o stoppa più di tutti a chi invece non lo fa mai o lo fa in maniera del tutto opposta?

E se proprio il voltafaccia è un’improvvisa ed imprescindibile esigenza dei grandi elettori, come si può preferire Gasol a Noah, Asik, Hibbert e soprattutto Duncan?

C’è poi un’altra magagna che mi sta particolarmente a cuore, forse per immedesimazione tecnica: secondo la NBA i piccoli non difendono?
Come diamine è possibile che dal 1988 gli unici non lunghi ad aver vinto il premio siano stati Gary Payton ed il fu Ron Artest?

Mai sentito parlare di Tony Allen, Thabo Sefolosha, Luol Deng, Raja Bell, Shane Battier, Bruce Bowen, Kawhi Leonard, Danny Green, Andre Iguodala?
Sì che ne hanno sentito parlare, visto che sono giocatori spesso presenti nei migliori quintetti difensivi degli ultimi 10 anni.

Ma loro non possono vincere, sia mai, come se arrivare a stoppare sfruttando i centimetri ed il tonnellaggio sia a prescindere preferibile allo sbattimento sul perimetro, agli scivolamenti contro dinamitardi funamboli ed alle sportellate prese sfracellandosi sui blocchi ciechi di qualche montagna mezzo quintale più pesante.

Sarebbe come dire che nel calcio, per quanto bravi potessero essere Baresi e Maldini, il difendente più importante di quel Milan fosse Giovanni Galli o Sebastiano Rossi. O che la Juve di Conte, con o senza Barzagli e Vidal, sia lo stesso perché tanto c’è Buffon.

Provate a togliere Conley, Allen, Pondexter e Prince ai Grizzlies e poi vediamo se Marc Gasol è quel fenomeno in aiuto che tanto appare agli espertoni oltreoceano.

La pallacanestro si allontana dall’area, i lunghi vecchia scuola sono estinti, la palla in post basso non si vede più e quindi molto inferiore è la sollecitazione a cui sono sottoposti i pochi reduci presenti.
Eppure questo premio va solo ai pachidermi d’area, oltre a vagonate di dollari ai McGee di questo mondo.

Evviva Marc, nonostante tutto applaudo alla tua vittoria che ha molto più fondamento di altre in passato.
Ma dall’anno prossimo non è ora di dare uno sguardo anche un po’ più lontano dal canestro?

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14 Comments to “Il prezzo del Gasolio”

  1. SirMitch says:

    quoto in toto !

  2. simonpietro says:

    per me questo era nettamente l’anno di Duncan, che aveva dalla sua numeri, risultati personali, record e la 3 miglior difesa NBA per punti per possesso. lo danno più ai lunghi questo premio perchè guardando agli esterni sarebbe dura definire il migliore, perchè nelle migliori difese NBA un po’ tutti gli esterni sono buoni difensori e dietro sono protetti da almeno un lungo bravo a ruotare: tranne Thabo e battier, scienziati a priori in qualsiasi sistema, le grandi difesi della NBA (Indiana, Memphis, Chicago, OKC, san Antonio)ha almeno 2 o 3 esterni di assoluto valore difensivo: Memphis ha 3 terzini come Conley Allen e prince, a Indiana Paul george, Hill e Stephenson sono ottimi difensori e ben protetti, a Chicago oltre a Deng c’è stata l’esplosione di Butler e ci sono i lunghi più mobili lateralmente della lega (tranne Boozer), San Antonio associa a Duncan i vari Leonard, Green e un sottovalutatissimo Parker, fenomenale nel cambiare su guardie e ali più alte e resistere sia davanti che in post.
    p.s le statistiche per la difesa di solito sono fasulle, però ci dicono che gasol è il giocatore con il miglior Defensive rating nella squadra che ha il miglior defensive rating, anche se è solo 8° nella classifica generale. Il primo è Duncan, terzo george (primo invece di Defensive Win Shares, ma non chiedetemi cosa siano). Ovviamente tante aberrazioni, come West prima di Noah e Durant meglio di Thabo

  3. Sergamo says:

    I lungagnoni al giorno d’oggi già non toccano palla in attacco, figuriamoci se non gli si dà nemmeno il premio per la difesa.
    …Magari è un subdolo tentativo da parte della NBA di ri-classificare i ruoli dall’alto…

  4. Saimon says:

    E’ anche dura assegnare un premio al miglior difensore in una Lega in cui, considerando una RS da 82 partite, si difende veramente soltanto in una decina di queste.
    Poi bisogna considerare la visione tutta particolare degli americani dello sport e del mondo. Ricordo sempre che nell’hockey è perfettamente legale, anzi normato nello sport, fermare la partita per prendersi a sganascioni. E vogliamo discutere di “filosofia del difensore” con questi qua?? 🙂

  5. Andrea Triano says:

    Anvedi c’è SimonPietro….

  6. Fatto Quotidiano says:

    @Simonpietro: A Ribbone!

  7. fedrunner says:

    SimonPietro?
    non eri passato a miglior vita… ?? =D
    A n’fame! A rovinafamigliedeiforum! (cit.)
    Yahoo è come cosa nostra.. quando ci entri non ne esci +… se non da morto! vedi Dige…
    invece a quanto pare ti abbiamo pianto invano.. ricito il Fatto..”a Ribbone!!”

  8. Matteo says:

    Simon torna da noi !!! da quando sei scomparso non c’è più nessuno che commenta le partite degli Spurs !!! saimon e sergamo venite anche voi, più siamo meglio è XD

  9. Saimon says:

    @Matteo io vengo anche volentieri (anche se non abbandonerò certo Gerry e Michele, idoli assoluti), ma…..dove, di grazia? 🙂

  10. Andrea Triano says:

    il forum di yahoo Eurosport basket !! Quello da dove è sparito SimonPietro facendoci anche un po’ preoccupare..

  11. Saimon says:

    Ne parlerò col mio agente…. 🙂

  12. Fatto Quotidiano says:

    …tra l’altro aveva anche ingravidato mia sorella prima di sparire, è ora che si assuma le sue responsabilità. Simonpietro sei diventato papà
    PS:scusate l’intrusione e complimenti per il blogghe

  13. Fazz says:

    Secondo me l’impatto difensivo globale di un lungo è superiore a quello di un esterno.
    Quest’ultimo può complicare la vita a un solo avversario, costringendo in casi limite ad attaccare 4vs4.
    Un lungo difensivo di un certo tipo condiziona tutto ciò che succede in campo.

    Detto ciò: condivido, Gasol risulta COSI’ forte grazie anche ai fantastici difensori perimetrali che lo accompagnano.
    Hibbert, Noah, Duncan, il Chandler e l’Howard degli anni passati sono altro.

    Però Gerry, al solito, vorresti dire “Marc non è meglio di X, Y e Z” e finisci col dire “non è assolutamente il miglior difensore e non ci va nemmeno vicino all’esserlo nell’attuale NBA”…
    Cosa secondo me troppo netta per essere corretta o anche solo plausibile.

    PS: ti si aspetta sempre a BdL eh, anche se ignori i segnali di fumo…

  14. Luca 8 says:

    Può succedere che un piccolo possa vincere il premio difensore dell’anno, così come che un difensore vinca il pallone d’oro. Gli awards esistono per premiare quello che al pubblico piace, e tanti saluti alla completezza dello sport

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