E meno male che erano in estinzione!

Albatros o All Stars?


Ci sono tre livelli differenti del mercato Free Agent che sta entrando nel vivo: la prima classe è chiaramente quella che catalizza l’attenzione di tutti, ovvero la squallida cerimonia in atto dei vari LeBron, Wade, Bosh e soci, che merita sicuri approfondimenti e tutto il mio personale biasimo nei prossimi giorni.

Ma in questa determinata fase del mercato sono più affascinato dalla seconda e soprattutto dalla terza classe.

La seconda è la categoria più eterogenea, perché comprende sia illustri veterani alla caccia di nuove motivazioni o grandi occasioni, sia giocatori ancora sprovvisti del pedigree di All Star ma non lontani dal fare il salto in prima classe.

E’ il settore dei Pierce, Nowitzki, Ray Allen, Scola, Lee, Gay, Salmons.
Volendo azzardare anche dei Richard Jefferson (ma chi gli dà i soldi che avrebbe preso se non fosse uscito dal contratto?), Felton, Tyrus Thomas, Ronnie Brewer, Childress, Al Harrington, tutti borderline con la terza fascia.

Tra loro solo l’ala di Memphis ha al momento apposto la firma sul contratto. Ma che contratto!

Giorno dopo giorno l’ipotesi che i Grizzlies trovassero con lui l’accordo non era nemmeno più quotata, ma la penale che hanno dovuto pagare per la fatale esitazione nel mancato rinnovo di dodici mesi fa è salatissima: massimo salariale.

Rudy avrebbe accettato 50 milioni di dollari in 5 anni nel Novembre scorso; ne percepirà 82 sempre fino al 2015.

Ha le physique du role per diventare nel breve tempo una stella affermata e già adesso in singola partita manda segnali inequivocabili in questo senso, andando ad inserirsi certamente tra le prime 10 ali piccole della lega.

Addirittura l’avevo indicato come la più grande emersione ed il valore di mercato più aumentato durante l’anno, oltre che possibile grande occasione alternativa in estate, perché lo storico atletismo ed il talento puro uniti a completezza tecnica ed approccio in costante crescita non potevano sfuggire all’occhio di osservatori attenti.

Ma Gay è e soprattutto sarà colui che guiderà Memphis all’anello? Ha quel qualcosa di speciale che deve avere chi riceve certe cifre a fine mese?
Come giudicheremo questo contratto tra 4-5 anni, se i Grizzlies si saranno limitati a qualche sporadica presenza ai playoff senza mai dare l’impressione di poter competere per il vertice?

Non rischia l’ex Connecticut di entrare nella grande categoria di quei giocatori incompiuti o sopravalutati, che solo per le specifiche tempistiche del mercato o esigenze di franchigia hanno firmato quei contratti ad otto cifre, che già subito sembrano irragionevoli ma poco alla volta appariranno deliranti?

Perché se percepisci 15 milioni all’anno, il tuo status nella lega cambia. Non sei più il giovane emergente con fame di vittoria e contratto da rookie, ma sei visto da compagni, avversari, allenatori, dirigenti, arbitri e tifosi come colui che deve legittimare in campo e nei tabellini quelle cifre da capogiro. Come un primo violino.

Se fallisci, se la tua squadra perde o se, peggio ancora, ti siedi con pancia e tasche piene e rendi meno degli anni precedenti, diventi un indesiderato, un pacco postale, un incastro contabile per far quadrare trade e salari. Il classico albatros in scadenza che dopo estenuanti stagioni diventa comodo per scaricare l’IVA altrove.

A meno che tu non riesca a riadattarti come specialista o terzo violino in contesti diversi, rendendo così meno palese l’inghippo e rimanendo semplicemente nella sfera degli overrated.

Kirilenko, Stojakovic, Kenyon Martin, Redd, Zach Randolph, Iguodala, Jason Richardson, Lewis, Brand, Josh Smith, Deng, Terry, Ellis, Murphy, Dunleavy, Jamison, Dampier, Tyson Chandler, Al e Richard Jefferson sono, con diverse sfumature ed in ordine sparso, precedenti significativi ancora a libro paga nella lega: pagati come stelle, sembrano stelle, ma non lo sono.

Ed affossano o ridimensionano la franchigia con cui hanno firmato, che prova a liberarsene dopo la presa d’atto della triste verità decretata dal campo.
E’ il grande spettro che si aggira anche dalle parti di Bargnani e che coinvolge pure i suoi compagni Calderon e Turkoglu.

Dicesi quasar player.
Ma dicesi anche e soprattutto legge del mercato NBA, a cui non può sottrarsi nessuno.

La terza classe è invece semplicemente meravigliosa, un gentile omaggio a WWF e LIPU insieme, l’habitat naturale di uccelli descritti come rarissimi ed in presunta estinzione della famiglia degli albatri.

E’ la categoria di quelli che non saranno mai All Stars e forse nemmeno ci andranno vicini, ma che per le determinate dinamiche contrattuali e tecniche delle varie franchigie, oltre che per una manciata di partite appena decorose durante l’anno, riescono a spuntare anacronistici rinnovi che non esiterei a definire, con un sapiente eufemismo, poco interlocutori.

Amir Johnson: 34 milioni in 5 anni a Toronto.
Drew Gooden: 32 milioni in 5 anni a Milwaukee.
Darko Milicic: 20 milioni in 4 anni a Minnesota.
Channing Frye: 30 milioni in 5 anni a Phoenix.

Il fatto che andrà malissimo in tutti e 4 i casi e che avremo a che fare con pesantissimi mattoni per giocatori che non valgono e mai varranno quelle cifre, è oggi marginale.

Comunque vada, insieme a Gay sono loro i primi grandi vincitori di questa pazza estate 2010.

Anche se qualcuno adesso mi deve rispiegare la storia della crisi e dei dollari che non ci sono, perché temo di essermi perso qualche passaggio.
E siamo solo all’inizio…

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4 Comments to “Volano albatros”

  1. Mookie says:

    Ma come, neanche una parola per Ryan Gomes che – viceversa – è stato tagliato piuttosto di pagargli quello stipendio da terza fascia che compariva nel suo contratto? XD

  2. Gerry says:

    Ma Ryanone mio è un caso a parte: è un giocatore di prima fascia intrappolato in contratti di terza! XD

    Roba di classe, materiale sofisticato per pochi eletti ed attenti osservatori che sanno cosa fare per vincere. Insomma, non per l’attuale Portland, per farla breve.

    Sempre a proposito di uccelli, mi piace pensare che l’avvoltoio Ainge non si lasci scappare l’occasione…

  3. Max Giordan says:

    Cioè Milicic 5 milioni all’anno e Frye 6?
    E 7 all’anno a Amir Johnson e Gooden?

    Pazzesco… i casi di Toronto e Minnesota sono veramente da neuro…

  4. doppok says:

    119 a Joe Johnson? Li varrà davvero?

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