Sottobosco NBA: la sorpresa e la delusione squadra per squadra, rookies, premiati e giocatori nella bottom 25 esclusi. Western Conference.

Il piacere di essere riserve.

Il piacere di essere riserve.


🙂 Brandan Wright
Infortuni suoi ed errori di valutazioni di altri ne hanno inficiato la carriera da ottava scelta assoluta. Ritrovare un senso in NBA da queste premesse è ancora più difficile, ma ci sta provando con rinnovato atletismo.

🙁 Darren Collison
Ha ampiamente perso lo status di play titolare NBA.

DEN

🙂 Corey Brewer
Non penso sia un caso che abbia avuto la migliore stagione della sua carriera nel magico mondo di coach Karl in cui partire dalla panchina non è mai una retrocessione ma quasi un privilegio.

🙁 JaVale McGee
Vero che può cambiare una partita con la sua sola irrazionale presenza specie difensiva, ma una riserva da 19 minuti vale $44 milioni per 4 anni?

🙂 Klay Thompson
Non una sorpresa, perché aveva già messo le cose in chiaro l’anno scorso, ma non se ne parla lo stesso un po’ troppo poco?

🙁 Richard Jefferson
Tra le tante meravigliose mosse di Buford a San Antonio in questi anni, una delle migliori è stata sbarazzarsi in questo modo del più grande errore commesso.

🙂 Carlos Delfino
Coi Rockets ci si può sbizzarrire, ma merita la citazione questo cittadino del mondo a cui basta dare un obiettivo per garantirne l’utilità.

🙁 Aaron Brooks
Ma che cosa ha inalato in Cina? Irriconoscibile.

🙂 Matt Barnes
Gioca più del titolare Butler ed ha statistiche migliori. Segreto occulto della solidità dei Clippers.

🙁 Eric Bledsoe
Secondo molti addetti ai lavori (CP3 incluso che fece la stessa manovra con Collison agli Hornets) sarebbe titolare quasi ovunque: quindi per questo è stato inserito in tutte le ipotesi di scambio formulate dai Clippers quest’anno? Intravedo ancora qualche missing links di troppo.

LAL

🙂 Earl Clark
Non sarà Boris Diaw, ma D’Antoni ci ha visto qualcosa del genere e l’ha oggettivamente valorizzato.

🙁 Devin Ebanks
Il tipico passo indietro di un terzo anno che dovrà reinventarsi una carriera altrove.

MEM

🙂 Mike Conley
Via Mayo, via Gay, ora le responsabilità del reparto esterni sono tutte su di lui, oltre a buona parte degli ultimi tiri. A Memphis non si potrà mai rinfacciare carenza di chiarezza. E persino Bayless sembra un giocatore di basket.

🙁 Ed Davis
Vittima del paradosso Duke/North Carolina che ogni tanto torna a colpire: non tutti quelli che si laureano alla Bocconi devono per forza diventare Presidenti del Consiglio o Ministri.

🙂 Ricky Rubio
Gli ultimi due mesi fugano ogni dubbio: olè olè olè olè! Ora mettiamogli intorno anche qualche campione sano però.

🙁 Kevin Love
Infortunio a parte, avevo intravisto qualche insidioso peggioramento nel suo gioco ad inizio stagione, specie in attacco nell’ambito della sua evoluzione perimetrale. Dettagli, ma da monitorare fin dal prossimo training camp.

🙂 Greivis Vasquez
L’avevo già messo tra i premiati? Ma chi se ne frega. Vamos Greivis!

🙁 Al-Farouq Aminu
Ad inizio stagione aveva mandato qualche segnale incoraggiante, ma è ripiombato ben presto nel solito tran tran del grande potenziale inespresso, pur giocando tanto e titolare. Citazione anche per Xavier Henry, fallimentare tra i pro.

OKC

🙂 Reggie Jackson
Continuo a pensare che una fattispecie alla Maynor fosse più utile per dare ordine e riequilibrare i momenti di schizofrenia di Westbrook, ma i Thunder hanno individuato in “Pordenone” l’identikit del cambio di Russell e bisogna riconoscergli miglioramenti in ogni fase del gioco.

🙁 Kendrick Perkins
Siamo sempre sicuri che la sua assenza sia stato ciò che ha separato Boston dalla vittoria in gara 7 allo Staples nel 2010? Mah.

🙂 P.J. Tucker
Mio vecchio pallino, lo metti nel giardino di casa e ringhia a chiunque sporcando il minimo necessario. Speravo riuscisse a giocare in NBA, ma non ne ero affatto sicuro.

🙁 Wesley Johnson
Non c’è solo Beasley a tenere alto il prestigio dei bust in Arizona.

🙂 J.J. Hickson
Sarà che LaMarcus non è sempre interessato all’argomento, ma più di 10 rimbalzi a partita in una squadra che ha lottato fino a marzo per l’ottavo posto non sono da buttare via.

🙁 Nolan Smith
D’accordo Lillard ed il fatto che non ci si aspettasse più di tanto dall’ex Duke, ma qui ci sono anche tutti i presupposti per finire in altre leghe.

SAC

🙂 Isaiah Thomas
Ormai idolo delle folle, ma resta sempre la sensazione che altrove sarebbe a malapena un decoroso cambio.

🙁 Jimmer Fredette
Che fatica. Fa ancora in tempo a ritagliarsi una carriera alla Steve Kerr dei poveri, ma deve sbrigarsi a provarci lontano dal gulag in cui si trova.

🙂 Kawhi Leonard
Ormai consacrato, ci sono partite in cui la sua energia e la sua difesa appaiono persino più indispensabili delle improvvisazioni palla in mano di Ginobili.

🙁 Patty Mills
Sembrava decisamente destinato a qualcosa in più, ma con Green, Neal e questo Parker trova spazio solo nel campo di addestramento a Spursello.

🙂 Randy Foye
Bisogna dargli atto: grazie ai progressi al tiro da fuori (settimo posto assoluto per canestri da 3), è riuscito ad essere un fattore in questo meccanismo.

🙁 Alec Burks
Quando una guardia al secondo anno mette insieme cifre identiche al primo anno, può solo suonare il campanello d’allarme.

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3 Comments to “Understory (West)”

  1. skyliuker says:

    penso che Eric Maynor fosse il panchinaro prescelto anche da Presti e Brooks, ma l’annata è stata disastrosa, e quindi l’hanno scambiato e sono arrivati a Brewer. Però mi sembra indubbio che Reggie Jackson stia facendo vedere tanto, su due lati del campo. E mentre Maynor doveva essere rinnovato, Reggie Jackson ha ancora due anni sul contratto da rookie.

  2. nobloodnofoul says:

    Burks paga più Corbin che altro secondo me

  3. bobomerendone says:

    condivido, Burks ha trovato la continuintà di Redondo al Milan.

    Non ho visto molte partite dei miei Jazz, ma ho seguito abbastanza da dire che non c’era abbastanza spazio per crescere.

    …così come molti tifosi (almeno su forum italiani) pensano che, per quanto fosse di più, era poco anche lo spazio per Kanter e Favors

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