Penso che questo sia un post nella migliore delle ipotesi inutile.

Taglia fuori.. dalla NBA?

Taglia fuori.. dalla NBA?

Non so di preciso cosa voglio dimostrare e soprattutto non so di preciso come farlo, perché avrei bisogno di una quantità per me nemmeno lontanamente avvicinabile di conoscenze mediche, fisiche, storiche, fisioterapiche ed anatomiche.

Eppure so che qualcosa c’è, un qualche sottile filo rosso che lega una certa fattispecie di giocatore e soprattutto di struttura fisica nella NBA moderna del dopo Yao e del dopo Shaq esiste, è agli atti. Ed il discorso è anche se non soprattutto tecnico, come ricordava Federico Buffa:

Sono cambiati gli atleti. In tutti gli sport abbiamo un’evoluzione dal punto di vista numerico; nella pallacanestro te ne accorgi dalle posizioni in campo. Ci sono dei giocatori di 2.10 come Nowitzki, Bargnani, Steve Novak che tirano il 40%, il 50%, addirittura il 60% da tre punti, giocatori di 2.06 o di 120 chilogrammi che si muovono sul perimetro come Durant e LeBron. La loro presenza, il loro modo di interpretare la pallacanestro ha allargato il campo, stravolgendo i canoni. E il gioco li insegue.

Parto dal dramma della notte, che ci tocca un po’ troppo nell’intimo anche se sfiora solo in parte l’argomento: il ginocchio di un ragazzo di Sant’Angelo Lodigiano, con uno stranissimo ed altalenante rapporto in questi 5 anni con i pesi, la schiena, la palestra ed il proprio corpo, è completamente saltato.

Potrei portare a titolo di prova vari indizi (persino la NBA ha tolto il ruolo di centro nelle selezioni per l’All Star Game), ma ne azzardo uno rischiosissimo: come stanno e che fine hanno fatto tutti i giocatori alti almeno 208 centimetri scelti al primo giro dal draft 2004?

2004

1. Dwight Howard, 211 cm
Sono 27 mesi che ci dice che non è al top. E sta riuscendo nella non facile impresa di mettere a rischio l’accesso ai playoff a Kobe Bryant.
2. Emeka Okafor, 208 cm
Ancora solidissimo, ma non ha intrapreso un po’ troppo anticipatamente la strada del declino, al posto di quella del definitivo salto di qualità?
8. Rafael Araujo, 211 cm
Balla il samba al Gremio Mogi das Cruzes.
11. Andris Biedriņs, 211 cm
Riga non è più solo la città dove è nato, ma anche l’unica cosa che può tirare oggi. Sopra il suo nome in NBA.
12. Robert Swift, 210 cm
Non confermato dai Tokyo Apache.
15. Al Jefferson, 208 cm
Un ginocchio ricostruito nel 2009 e mai più tornato ai livelli precedenti.
21. Pavel Podkolzin, 226 cm
Qui a Varese ci si guardava straniti quando si abbinava a questo simpatico gigante il solo concetto di NBA. Dopo mille disavventure fisiche, gioca (poco) in serie B russa.
29. David Harrison, 209 cm
Andata male pure in Cina.

2005

1. Andrew Bogut, 213 cm
Cagionevole, ginocchia di cristallo, persino un gomito bionico. Purtroppo una prima scelta assoluta che non ha inciso come una prima scelta assoluta dovrebbe incidere.
7. Charlie Villanueva, 211 cm
Un grave infortunio nel 2006, da circa 3-4 anni sempre più vicino alla figura dell’ex giocatore.
8. Channing Frye, 210 cm
Qualche momento di gloria con gli scarichi dalla penetrazione dell’ultimo competitivo Nash, comunque troppo poco per derubricarlo dalla categoria delle delusioni. Ed ora ci si è messo pure il guaio cardiaco.
10. Andrew Bynum, 213 cm
Ahia.
11. Fran Vazquez, 209 cm
Non tra i 5 personaggi più popolari ad Orlando, topica epocale della dirigenza Magic. E’ al Malaga di Repesa dopo 6 anni al Barca.
12. Jaroslav Korolev, 208 cm
Fallimento ai Clippers, lotta per non retrocedere in Spagna.
25. Johan Petro, 213 cm
Riciclo immediato in specialista panchinaro nemmeno di lusso.
28. Ian Mahinmi, 211 cm
Vedi Petro, con un profilo un pizzico più alto.

2006

1. Andrea Bargnani, 213 cm
Qui come la mettiamo?
2. LaMarcus Aldridge, 211 cm
Interpreta il ruolo più come un ala piccola, ma primo vero caso su cui non c’è niente da dire. Per altro misteriosamente rimasto sano in quel Lazzaretto di Portland in questi anni.
5. Shelden Williams, 208 cm
Candace, ho già lavato i piatti ed ho appena finito di stirare i vestiti. Ora cosa ti preparo per cena?
9. Patrick O’Bryant, 213 cm
Nemmeno la riforma Fornero lo libera dalla disoccupazione. Strano.
10. Mouhamed Sené, 211 cm
Lotta per non retrocedere al Fuenlabrada.
12. Hilton Armstrong, 210 cm
Visto anche in Europa, è a Santa Cruz in NBDL.
18. Oleksij Pecherov, 213 cm
Dopo l’esperienza milanese, è tornato a casa in Ucraina.
23. Josh Boone, 209 cm
Capatina in Cina, poi spola tra NBDL e disoccupazione.
30. Joel Freeland, 208 cm
Forse era meglio rimanere in Europa?

2007

1. Greg Oden, 213 cm
I.N.R.I.
6. Yi Jianlian, 210 cm
Ma alla fine si è poi saputo se era nato nel 1984 o nel 1987?
9. Joakim Noah, 211 cm
Una delle poche certezze del gruppo, bisognava andare a pescare il figlio di un fuoriclasse del tennis e di Miss Svezia.
10. Spencer Hawes, 215 cm
Qualcuno ha capito cosa è stato, cos’è e cosa sarà?
17. Sean Williams, 208 cm
Pioniere in Cina, momenti di alta letteratura in Porto Rico e Israele, ora icona della NBDL e del narcotraffico al confine col suo Texas.
20. Jason Smith, 213 cm
Decoroso, ma niente di più.
28. Tiago Splitter, 211 cm
Indubbiamente grande specialista. Ma il sistema ed il contesto aiutano.

2008

2. Michael Beasley, 208 cm
Ora non si può più manco dire “discontinuo”, visto che gioca sempre male.
5. Kevin Love, 208 cm
Se si rompe così persino lui…
6. Danilo Gallinari, 208 cm
C’azzecca poco con quasi tutti gli altri, ma ciò non toglie che sia anche lui sopra la fatidica soglia e che abbia vissuto un curiosissimo rapporto con gli infortuni e coi suoi nuovi muscoli, fin dall’epoca in cui la schiena non gli permetteva di entrare in palestra a New York.
10. Brook Lopez, 212 cm
Una stagione è saltata, anche se era quella breve. Evidentemente resta tra i più incisivi, pur con tutti i suoi difetti.
12. Jason Thompson, 211 cm
E’ arrivato pronto tra i pro dopo 4 anni di college, ma è rimasto quello.
13. Anthony Randolph, 208 cm
Una delle più grandi allucinazioni collettive degli ultimi anni, io sono tra le vittime più duramente colpite.
15. Robin Lopez, 212 cm
Da quando hanno inventato la parola “specialista”, i mestieranti hanno trovato una nuova categoria che di colpo non li fa più sentire scarsi.
17. Roy Hibbert, 218 cm
Ad oggi, l’unica certezza della fattispecie puramente classica.
18. JaVale McGee, 213 cm
Asterisco.
20. Alexis Ajinca, 218 cm
Imperversa a Strasburgo.
23. Kosta Koufos, 213 cm
Togliendolo a Mozgov, ha trovato almeno un senso tattico come titolare a Denver.
28. Donté Greene, 210 cm
Ha provato a contribuire alla rivoluzione dei ruoli come ala piccola che tira quasi solo da tre, ma è andata male. Porto Rico per lui.

N.B.: non so se sia un caso, ma tre dei migliori attuali centri titolari assimilabili alla fattispecie classica e rimasti sostanzialmente sani sono stati scelti al secondo giro del 2008: Pekovic (31), Jordan (35) e Asik (36).

2009

1. Blake Griffin, 208 cm
Pronti via, e saltano rotula e stagione da rookie. Zompare zompa ancora, ma c’è addirittura chi sostiene che abbiamo già visto il meglio da lui. Cifre e minutaggio nel frattempo regrediscono costantemente.
2. Hasheem Thabeet, 221 cm
Dopo la sindrome Milicic solo Durant, ma diciamo che in passato ho visto seconde scelte assolute incidere di più in NBA.
8. Jordan Hill, 209 cm
Qualcuno a New York ha poi pagato per questa infausta scelta, oltre a quel poveraccio di D’Antoni che era l’unico che sicuramente non lo voleva ma se lo ritrova sempre tra i piedi?
24. Byron Mullens, 214 cm
Solo a Charlotte può sembrare per più di una stagione un giocatore NBA.

2010

3. Derrick Favors, 208 cm
E si rinvia, e rinvia, e si rinvia, e si rinvia…
5. DeMarcus Cousins, 211 cm
La grande speranza, vol. 1. Ma per ora è solo una testa disabitata che domina in un gulag.
6. Ekpe Udoh, 208 cm
Scavalcato nettamente da Sanders, adesso la situazione si fa critica.
7. Greg Monroe, 211 cm
La grande speranza, vol. 2. Ma per ora è solo una testa indecifrabile che domina in un gulag.
11. Cole Aldrich, 211 cm
Che sia semplicemente scarso?
13. Ed Davis, 208 cm
Personalmente bollato negativamente dal primo giorno, non mi ha mai anche solo lontanamente smentito.
15. Larry Sanders, 211 cm
Si sta facendo sorprendentemente interessante.
21. Craig Brackins, 209 cm
E’ riuscito nella rara impresa di incappare nella peggior Biella degli ultimi anni, che per la prima volta non lancia stranieri in NBA e retrocede pure.
29. Daniel Orton, 209 cm
Gli scouting report pre draft mi fanno impazzire: prototipo del fisico NBA, sposta in difesa grazie alla presenza intimidatoria. Ma giocare a basket, no?

Troppo presto per giudicare i draft 2011 e 2012, specie considerando che il periodo di gestazione nella Lega per un lungo è già di suo non inferiore ai 2-3 anni. Anche se, quello col monociglio che doveva essere il nuovo Garnett, insomma…
E non è che si intraveda tra gli altri (Kanter, Vesely, Drummond, i lituani) così tanta gente pronta ad un’imminente detonazione.

Il bilancio mi sembra semplice: moltissimi bidoni, tantissime fragorose delusioni, qualche dramma individuale, un gruzzolo di specialisti mestieranti, pochissimi All Star ed ancora meno giocatori che fanno la differenza ad alti livelli.

Le mie tesi spicciole, che sono sicuro di essere riuscito a non dimostrare con uno studio che è solo una tappa di un possibile approfondimento, sono allora in ordine sparso:

1. Il giocatore oltre i 208 centimetri non ha più senso tecnico o non può più incidere nella NBA moderna come faceva fino a qualche decennio fa.
2. Anche quando il giocatore oltre i 208 centimetri incide, è più soggetto ad infortuni che ne compromettono o limitano la carriera e la longevità, spesso pregiudicando anche le sorti pluriennali della propria franchigia.
3. Nella NBA moderna, la compressione ed il miscuglio dei ruoli, grazie a fattispecie pionieristiche di esterni come LeBron James e Kevin Durant, ha definitivamente annullato lo spazio materiale ed il ruolo di centro.
4. Ci sono solo guardie ed ali, con le vecchie “ali grandi” sempre più trasferite con successo nel ruolo ormai solo formale di centro (Garnett, Gasol, Duncan e Bosh su tutti).
5. Non c’è convenienza a scegliere al draft un giocatore oltre i 208 centimetri.

Si prospetta un draft 2013 con elevata presenza di lunghi potenzialmente da primo giro: Nerlens Noel (crociato già saltato incluso), Alex Len, Cody Zeller, Kelly Olynyk, Mason Plumlee, Rudy Gobert, Dario Saric, Lucas Nogueira, Isaiah Austin, Steven Adams, Gorgui Dieng, Jeff Withey, Mouhammadou Jaiteh.

Cari ragazzi e soprattutto cari front office che deciderete di sceglierli, che non si dica tra 5 anni che nessuno ve l’aveva detto nel lontano 2013.

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10 Comments to “La drammatica soglia dei 208 centimetri”

  1. gasp says:

    “1. Blake Griffin, 208 cm
    Pronti via, e saltano rotula e stagione da rookie. Zompare zompa ancora, ma c’è addirittura chi sostiene che abbiamo già visto il meglio da lui. Cifre e minutaggio nel frattempo regrediscono costantemente.”

    Mi sembra troppo severa la descrizione,ha 23 anni e dopo quell brutto infortunio non ha avuto altri seri problemi,dichiaralo già in declino mi sembra molto sbagliato.
    Comunque concordo,quei giocatori alti più di 2.10 stanno diventando sempre più inutili.
    Brutta tegola l’infortunio di Danilo…

  2. Gerry says:

    Su Griffin non volevo sembrare così negativo come in effetti appare il trafiletto, ne approfitto per fare ammenda (ma in generale qualche giudizio è volutamente forzato e tirato per i capelli allo scopo di portare acqua alla mia teoria 😉 ).

    Non sono tra quelli che sostiene che Griffin sia in fase calante, anche perché il contesto attorno a lui rispetto alla sua prima stagione è stravolto in meglio ed ovviamente le statistiche assolute ne risentono.

    Volevo solo limitarmi a farlo rientrare nel lungo sotto-elenco di prime scelte assolute che per guai fisici hanno saltato una o più stagioni intere, che non è una cosa da poco a prescindere da come si rientra.
    Quindi non è uno scandalo e sarebbe giustificabile mantenere uno stato di allerta sulla sua evoluzione, specie per l’incidenza che ha l’aspetto fisico nel suo gioco attuale rispetto al resto.

    Oltreoceano e non solo ci sono addetti ai lavori che ci vanno anche più pesante sotto certi aspetti:

  3. Lukish says:

    Credo che Biendrins tiri anche altri tipi di righe

  4. gasp says:

    Gerry
    Voglio ricordare una frase di Barkley detta l’anno da rookie di Griffin “se impararerà a giocare a basket sarà la fine per tutti”
    Sta migliorando il tiro dalla media,i liberi…
    Aspettiamo almeno 3 anni…

  5. jay jay okocha says:

    Punto di vista interessante.
    Faccio notare che qualche partita fa, mi pare contro i Celtics, i miei Knicks hanno addirittura messo in campo un quintetto con tre playmaker e due sg, cioè Kidd-Prigioni-Felton-Shumpert-Jr Smith. Ok le contingenze e gli infortuni, ma nel basket anche solo di 5 anni fa non sarebbe stato possibile pensare di mettere in campo 5 giocatori sotto i 2 metri.

  6. from0tohero says:

    Grande post…

    Approfitto dello spazio per una riflessione da 2 soldi: 82 partite di regular permettono di trattenere i 50 migliori all’interno della medesima lega…. vero, ma se a turno si rompono – quindi non giocano – non si abbassa di molto sia l’interesse per il prodotto (per me è così) e di conseguenza anche il suo valore (e questo SI alle Olympic tower dovrebbe interessare)

  7. HV says:

    Ottimo articolo, però vorrei spezzare una lancia in favore di Anthony Davis: se definisci azzardato il paragone con Garnett, vatti a guardare le statistiche di The Revolution al suo primo anno nella lega…

  8. Fraccu says:

    Il tema meriterebbe una tesi di laurea in due tomi, ma per commentare “sinteticamente”:

    – l’abolizione del centro offensivo “old school”, ufficializzata anche dalle categorie dell’All Star Game, rasenta l’essere un dato di fatto, nel senso che adesso avere un centro interno (per i nomi, telefonare alle varie infermerie…) è diventata un’arma tattica (e in quanto tale non necessaria) tanto quanto lo era, a fine anni ’90, avere un lungo in grado di essere pericoloso lontano dal ferro; ironia darwiniana…

    – Difensivamente, invece, sono poche le squadre dei prossimi playoffs che non impiegano regolarmente un lungo difensivo “spaventapasseri”; è quello il futuro certo per gli spilungoni… se poi alcuni vorranno avere più mercato, non sarebbe inutile se in attacco, scordatisi il post-up, imparassero a passare e tagliare, così da non essere solo bloccanti o “sponde”…

    – Parlare dei canonici 5 ruoli, ha ormai un retrogusto “vintage”: se devono essere le categorie interpretative ad adattarsi agli elementi in esame, e non il contrario, allora, anziché barcamenarsi nel definire con criteri obsoleti (non mi riferisco al post, parlo in generale), è probabilmente il caso di aggiornare tali criteri. Alla MIT Sloan Sports Analytics Conference dell’anno scorso, un relatore ha individuato 13 ruoli (usando paradigmi statistici); un altro relatore ne ha individuati 14 (usando paradigmi statistico-tattici); forse è il caso di accettare pacificamente una suddivisione più “numerosa”…

    – Spesso si usa il “come” prima di “LeBron” o di “Durant” (parossismo adrenalinico del Buffa?); non per fare il pedante, ma nell’Nba di oggi loro sono l’eccezione, non la regola: non c’è un gruppo di giocatori “come Lbj” o cloni di Durant in altre squadre; anche trovare somiglianze vaghe è una bella impresa… almeno per ora…

    – In una lega di quintetti con 2/3 guardie + 2/3 ali, scegliere un 7 piedi può essere un rischio, ma se c’è del talento, può sempre tornare utile come variante tattica, o difensiva (McGee) o offensiva (Frye); se poi si pesca la versione fortunata di Bynum…

  9. Gec says:

    Dottore, si scordò di Durant, perchè che stia mentendo spudoratamente sulla sua altezza al ribasso è evidente visto che praticamente è alto quanto Marc Gasol

  10. Gerry says:

    La materia è circoscritta agli essere umani, le divinità sono escluse dall’argomento. 😉

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