Delusioni, dispersi, bidoni, sfigati: accantonando i rookies, chi non ricorderà la stagione NBA 2013 come la più positiva della carriera?

Sindrome Darko Milicic.

Sindrome Darko Milicic.

25. Marvin Williams

E’ la sindrome Milicic, il temutissimo virus che dopo il clamoroso bust del serbo nel 2003 ha colpito quasi tutte le seconde scelte assolute del draft (c’è una discreta eccezione). Quiz amarcord, per non dimenticare: chi è stato chiamato da Stern 5 minuti prima di questo e 10 minuti prima di quest’altro?

24. Timofey Mozgov & Anthony Randolph DEN

C’è anche qualche faccia che non sorride nel magico mondo democratico di coach Karl.

23. Matt Bonner

Meno in campo c’è lui, più vuol dire che gli Spurs fanno sul serio.

22. Ekpe Udoh & Drew Gooden MIL

I Bucks e soprattutto Larry Sanders sono andati troppo bene per dare loro spazio. Ma coi $13 milioni da regalare a Ciccio Coso per i prossimi due anni come la mettiamo?

21. Hasheem Thabeet OKC

Seconda scelta, sindrome Milicic, vol. 2009.
Eppure come vice Perkins, specie questo Perkins, poteva trovare un senso. Ma è proprio la fattispecie del pennellone che non sa fare niente palla in mano a non avere più spazio in questo sport.

20. Daniel Gibson

Sembra un’altra era geologica quando imperversava come il pretoriano preferito di LeBron in finale NBA.

19. Luke Babbitt

Se ne parla poco, ma da una sedicesima scelta assoluta era lecito aspettarsi qualcosa in più.

18. Elton Brand

Talvolta bastano poche parole: it’s over. Ma non sorprendiamoci di ritrovarlo decisivo a rincorrere un titolo dalla panchina nei prossimi anni in qualche Miami di turno.

17. Brandon Roy

Beh, 5 partite in più dell’anno scorso! Andata di lusso, no? Sigh.

16. Andris Biedrins & Andrew Bogut

Il simbolo di un ruolo che non esiste più o non può più incidere in un certo modo nella NBA moderna. Rivolgersi Bynum e Oden per ulteriori elementi a supporto della teoria.

15. Derrick Favors & Enes Kanter

E si rinvia, e si rinvia, e si rinvia, e si rinvia…

14. Rodrigue Beaubois & Anthony Morrow

Au revoir Bau Bau, torna in squadre orrende Anthony!

13. Cole Aldrich & James Johnson SAC

Che forse siano semplicemente scarsi?

12. MarShon Brooks BKN

In effetti tirare a canestro qualsiasi cosa si ritrovi in mano non fa di lui necessariamente un giocatore di basket.

11. Hedo Turkoglu

Sono dovuti andare a beccare un inutile turco, pure lui ben contento di fare altro, per salvaguardare l’ologramma di quella farsa ipocrita dell’antidoping nella NBA. Ora per altri 5 anni sono a posto. Statunitensi turchi: una faccia una razza.

10. Derrick Williams

Seconda scelta, sindrome Milicic, vol. 2011.
Ha avuto tutto lo spazio e tutte le occasioni possibili, eppure ancora non ha convinto del tutto e non si è capito cosa potrà diventare. Nonostante Ricky.

9. Corey Maggette, Jason Maxiell, Charlie Villanueva DET

Charlie ha ancora un anno di sproporzionato contratto, ma ora chi si piglia gli altri due in scadenza?

8. Omri Casspi

Eppure prometteva bene.

7. Landry Fields

Che quel contratto offerto per strapparlo ai Knicks fosse eccessivo per un onesto mestierante come lui, era intuibile, ma ha fatto proprio poco per smentire quella previsione.

6. Tyrus Thomas

Seconda scelta, sindrome Milicic, vol. 2006 (con gabola scambio).
Il Mago disperso, Roy ex giocatore, Adam Morrison e Patrick O’Bryant disoccupati, Shelden Williams in Francia, Mouhamed Sené al Fuenlabrada. E poi sto bidone che non gioca manco ai Bobcats. Certo che il draft 2006, riletto a 7 anni di distanza…

5. Evan Turner

Seconda scelta, sindrome Milicic, vol. 2010.
Sorvolando sul caso Bynum, è lui il vero motivo per cui i Sixers sono stati la più grande delusione dell’anno, a dispetto delle statistiche in crescita.

4. Al Harrington

Diciamo non esattamente a proprio agio e punto fermo indiscutibile nel progetto di ricostruzione dei Magic. Sono andato bene?

3. Dwight Howard & Steve Nash LAL

Quelli che arrivarono noni?

2. Andrea Bargnani

Non ha solo compromesso la sua immagine nella Lega e fatto esaurire la pazienza ai suoi tifosi, ma è riuscito nell’impresa di azzerare il suo valore di scambio rendendosi di fatto non alienabile visto che nessuno se lo prenderebbe. Difficile che il futuro possa essere peggio, ma a Toronto piove pure abbastanza spesso.

1. Michael Beasley

Seconda scelta, sindrome Milicic, vol. 2008.
Trovare qualcosa di positivo nella stagione di Phoenix è impresa equiparabile al rimontare due gol a questo Bayern Monaco, ma trovare qualcosa di più negativo del resto non è affatto difficile. Il ragazzo prima del giocatore non ce la fa e soprattutto non può essere un contesto così perdente l’habitat per mascherare i suoi difetti ed evidenziare le sue qualità.

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7 Comments to “Maghi, Milicic e pennelloni”

  1. skin says:

    Concordo,forse Bogut che porello,le sue ginocchia sono di cristallo!
    P.s sentite attentamente Stern quando chiama Paul:dice “NBA draft 2004”!

  2. Saimon says:

    A 7 anni di distanza, forse in quel draft 2006 un tardo secondo giro riuscivo a strapparlo pure io.

    Che ho ammaccato diversi ferri in prima divisione.

  3. Francesco says:

    Non riesco a immaginare cosa sarebbe potuto andare peggio in questa stagione per Bargnani. Il tutto condito da una intervista alla gazzetta, rapidamente rimbalzata a Toronto, che avrebbe fatto indemoniare anche il piú pacato dei tiosi dei raptors. Per lui futuro densissimo di incognite. La butto lí: come lo vedreste a San Antonio?

  4. Luchino says:

    Sindrome Milicic…che spasso!
    D’accordo su quasi tutto…certo che Maxiell (con il limitato talento e la stazza non proprio adattissima all’NBA in quel ruolo) così alto mi sembra troppo…concordo invece su Bargnani…annata talmente negativa che poteva anche valere la N.1!!!

  5. Gerry says:

    @ Francesco

    Premesso che una qualsiasi delle altre 29 franchigie ormai è sempre meglio che restare a Toronto, Bargnani a San Antonio potrebbe avere senso solo a patto di un suo ridimensionamento a specialista da 20 minuti (alla Bonner), perché in un sistema così strutturato non vedo poi così tanto spazio per trovargli posto e soprattutto trovarlo ai suoi limiti.

    In effetti il campo ci ha detto che nel saldo tra pregi e difetti quella potrebbe essere la sua collocazione ideale, visto che il beneficio dei 20 punti di media è quasi azzerato dalle questioni difesa, leadership e soprattutto rimbalzi. Oltre al resto.

    Mi sembra ormai appurato che lui non sia in grado di tramutare un sistema perdente in vincente, perché non è Nowitzki e perché non può valere per sette anni l’alibi dei compagni scarsi e dei coach inadeguati.

    A questo punto proviamo a vedere l’effetto che fa in un sistema vincente, finalmente deresponsabilizzandolo e quindi liberandolo dal fardello di quella prima scelta assoluta ai Raptors che non trova giustificazioni.
    L’unica alternativa è trovare un coach che creda fortemente in lui e giochi quel sistema atipico in grado di esaltare la sua atipicità, proteggendola. Ma visto che D’Antoni ha altri problemi, Popovich temo non risponda a questo identikit. 🙂

  6. Gerry says:

    @ skin

    Dici bene, anche se ormai sto arrivando alla drastica conclusione che in una competizione di così alto livello il fattore “integrità fisica” sia ormai elemento essenziale nella valutazione di un giocatore, come il tiro, la difesa, l’atletismo, il ball handling, etc.

    Circa 3 anni fa azzardavo addirittura a considerare Bogut in lizza come miglior centro offensivo in circolazione.

    Ora però la lista di questi prestigiosi lunghi “pennelloni” che non riescono più a garantire salute e tenuta fisica ridimensionando la propria carriera si sta facendo piuttosto lunga, tanto da obbligarmi ad un dubbio: ci sarà ancora spazio nella NBA del 2020 per questa fattispecie?

    Guardando anche ai recenti draft ed alla NCAA in generale, mi sa di no.

    Oh, si è appena fatto il crociato persino la potenziale prima scelta assoluta del prossimo draft, Nerlens Noel, ovviamente centro di 2.13. 😮

    @ Saimon

    Per altro anche scorrendo gli altri nomi di quel primo giro c’è un concentrato di bidoni e desaparecidos inquietante:
    Hilton Armstong, Ronnie Brewer, Simmons, Carney, Shawne Williams, Pecherov, Douby, Balkman, Marcus Williams, Boone, Farmar, Rodriguez, Ager, Mardy Collins, Freeland.

    Francamente a mia memoria negli ultimi 20 anni solo il draft 2000 si avvicina ad una catastrofe simile.

    @ Luchino

    Diciamo che Maxiell paga la scelta di inserirlo insieme ai due compagni di merenda, che ne affossano la posizione. 😉

  7. Canigggia says:

    Gerry però Nerlens Noel è 2.13 solo coi capelli, sarebbe 2.08 (e parecchio mobile pure, non proprio la fattispecie di Bogut) 🙂

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