Ben arrivato Lance Stephenson.

E chi lo ferma questo adesso?

E chi lo ferma questo adesso?


Amava dire Rino Tommasi a proposito delle morti sul ring nel pugilato: sono e saranno sempre di più le vite che la boxe ha salvato di quelle che la boxe ha interrotto.

Lance rientra di diritto nella categoria, perché aveva come unica alternativa un destino segnato nel sottobosco della delinquenza, come prevede il menù di chi nasce e cresce a Coney Island e di chi, mentre finisce sulle prime pagine nazionali a 17 anni in coabitazione con LeBron, interpreta il concetto di stupro e violenza sulle donne come noi interpretiamo l’obliterazione del biglietto del tram.

La voglia e l’energia sproporzionate che Stephenson detona in campo sono una fame antropologica che non ha nulla a che vedere coi fondamentali della pallacanestro.
La sua specialità è diventata il dritto per dritto, una scheggia impazzita in progressione tutto campo e che si butta dentro, vada come vada. Ma intanto vada.

Paradossale che un giocatore così talentuoso ed insieme problematico abbia in realtà trovato un embrionale senso tra i pro grazie a temperamento ed intensità prima ancora che per un preciso elemento tecnico del suo gioco.
Non casuale che l’abbia fatto in questi giovani Pacers scatenati e rampanti.

Storie americane, certo, ma non perché altrove non capitano. Americane perché là, piaccia o non piaccia, quelle storie e quel vissuto sociale vengono visti come un successo personale, come la realizzazione di un percorso salvifico, come la redenzione grazie solo a se stessi.

Lance, pur nelle mille inevitabili contraddizioni statunitensi, è un ragazzo che ce l’ha fatta.
Il giorno in cui in Italia soggetti come Balotelli e Cassano saranno visti non solo per quello che sono ma anche e soprattutto per quello che sono riusciti a non essere, forse anche noi saremo un paese migliore.

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8 Comments to “Born almost Ready”

  1. Alessio says:

    Le ultime tre righe sono verità assoluta.

  2. gasp says:

    Sthephenson sta crescendo anche se alterna ottime prestazioni ad altre mediocri ( mi ricorda un rookie con il monociglio…)

  3. superfranky says:

    Finalmente siete tornati! era da un pò che vi aspettavo, gran bell’articolo!grandi!

  4. delsa says:

    passi per cassano

    ma balotelli ha avuto una vita che molti, purtroppo, si sognano, non viveva in strada fra gang e delinquenza.
    direi che il paragone non ci sta proprio

  5. mircodiuboldo says:

    @delsa prova a vivere nel nord italia ed essere nero, e vedi se non cresci “spigoloso”…

  6. delsa says:

    mirco non diciamo cazzate.
    al nord italia ci vivo già, non è il bronx o un ghetto americano.

    con extracomunitari ho a che fare tutti i giorni nel mio settore giovanile

    ci sono ragazzi splendidi, nonostanze situazione veramente difficili. giustificare balotelli è il miglior modo per fargli del male

  7. Gerry says:

    Penso ci sia differenza tra giustificare e capire.
    E per quanto anch’io ritengo non sia corretta la prima, trovo obbligata la seconda, che era poi il senso del mio post.

    Per tutto il resto mi limito a fare mie le parole di Leonardo nella seconda metà di questo video:

  8. Niubi says:

    Bentornati! Bellissima la chiusura del pezzo.

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