From Knicks vs Nuggets 112-106, del 9.12


Gallinari is the best shooter I’ve ever seen.

The way we were, the way we are.


Così D’Antoni battezzò Danilo a New York nel 2009.
E così D’Antoni condannò Danilo al tranello in cui siamo caduti quasi tutti.

D’accordo, il modo di intendere la pallacanestro di Mike è talmente e cocciutamente distante dalle logiche comuni della NBA da far sembrare E.T. uno che si è perfettamente ambientato sulla Terra.

Eppure, provocazione o motivazione che fosse quella boutade, il coach chiedeva anche al giocatore di andare maggiormente dentro e di variare le proprie selezioni, prevedendo per lui uno sviluppo da all-around:

Danilo è un giocatore intelligente che deve imparare a trovare i suoi tiri arrivando a prenderne anche 20 a partita. Vogliamo evidenziare le sue caratteristiche assicurandoci che abbia spesso in mano il pallone.

Contraddizioni e controindicazioni erano palesi: da un lato il sistema del coach con occupazione degli angoli e spaziature allargate permetteva di esaltare le percentuali del giocatore confinandolo in tiri dallo scarico, con l’unica variante del caratteristico step-back che divenne un must per Spike Lee e soci al Garden.

Dall’altro lato la corazza ancora inadeguata di Danilo (senza dimenticare i preoccupanti guai alla schiena dopo i primi tentativi di tonnellaggio in palestra) non gli permetteva di avere la fiducia necessaria nel cercarsi contatti e diversificare il suo gioco, così accontentandosi.

Nacque in quegli anni uno dei più grandi equivoci della storia recente della NBA: Gallinari specialista del tiro da tre punti, con annessa convocazione all’All Star Game per partecipare al three point shootout:


In quella poco confortante ma emblematica eliminazione al primo turno, per quanto ovviamente da prendere con le dovute pinze, c’è molto del Gallo di New York.
Se è vero che il grande tiratore si vede dagli errori, il primo caso di cross al primo tiro nella gara da 3 punti è il chiaro sintomo di un tiratore non puro, altalenante, magari di striscia, ma con spadellate e mattonate sempre a portata di mano.

E non è affatto un caso che dei suoi 11 canestri su 25 tentativi, ben 7 siano arrivati dagli angoli: quello era il tiro che c’era per lui ai Knicks e per cui si allenava quotidianamente, quello era il meccanismo che la sua testa perspicace aveva assimilato meglio.

Non appena la schiena ha smesso di angustiarlo, il Gallo ha portato a termine quel processo di crescita muscolare che ha sempre avuto in testa dal primo giorno in cui salpò per l’Atlantico.
Per andare dentro, per resistere ai contatti, per prendere falli, per mettersi in ritmo, per passarla nel traffico, per andare a rimbalzo, per andare più in alto, per giocare più duro, per difendere più forte.

Per diventare cioè un giocatore totale, tanto più nella democrazia di coach Karl a Denver.
Un giocatore totale che tuttavia non segna più da tre:

2009, New York: 44% (32/72)
2010, New York: 38% (186/488)
2011, New York+Denver: 35% (103/293)
2012, Denver: 33% (60/183)
2013, Denver: 28% (29/103)

Ci si può mettere dentro di tutto, e tutto sicuramente incide: sistemi diversi, squadre diverse, ruoli diversi, allenatori diversi, avversari diversi, difese diverse che imparano a contrastarti, involucri diversi appunto.

Ok, ma quei numeri spietatamente in declino delineano anche la proporzionalità inversa che il tiro ha subito col crescere di tutte le altre caratteristiche fisiche e tecniche.

E non è solo una questione di coperta corta.
Più semplicemente il primo Danilo era costretto a fare una cosa sola ed aveva le condizioni per farla al meglio; il Danilo attuale invece fa molte più cose e le fa bene, avendo così perso il focus su quell’unica cosa che un tempo faceva al meglio.

Il tiratore è più o meno sempre quello, discreto ma non ottimo; il giocatore è migliore, semplicemente ottimo. Ed il giocatore migliore riverbera la sua crescita sul tiratore meno efficace.

Il passo successivo è quindi capire che D’Antoni aveva ragione a metà: Gallinari non è il miglior tiratore che si sia mai visto, ma è un giocatore che può e deve prendersi 20 tiri a partita.
Forse è solo il caso che lo faccia da più vicino.

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5 Comments to “Gallo Two-Face”

  1. Dave says:

    Cavolo, nemmeno a farlo apposta lo stavamo commentando ieri sul post su Gasol… d’accordo su tutto, Gallinari è uno splendido tiratore per essere un 2.08 che deve giocare all around… forse nel suo ruolo è uno dei migliori NBA… ma da qui a dire che è il migliore in assoluto… ne passa di acqua sotto i ponti…

  2. Saimon says:

    Cito l’avvocato…

    “Se non ho sbagliato i conti… aspetta che controllo i numeri sul mio tovagliolino dell’happy hour, in questo momento ci sono più di 90 giocatori dell’NBA che tirano più del 38% da tre punti…”

  3. Federico P. says:

    Giusta analisi a mio avviso. Ritengo che quel 44% iniziale non sia veritiero, lo credevo allora e lo credo oggi. Quella non era la reale efficacia di Gallinari dal perimetro ma una semplice annata sopra le righe dovuta al gioco d’antoniano e alla sua condizione fisica e mentale, come è stato già ben sottolineato.
    Io resto dell’idea che il “pompaggio” muscolare abbia influito non poco. Poi forse anche la questione mentale: Danilo stesso ad un certo punto ha sentito la pressione dello “specialista” e ogni giornata storta dal perimetro la viveva in modo più drammatico di qualunque altro giocatore. Ora, sotto questo punto di vista, lo vedo molto più sereno. Evidentemente perché si è tolto l’etichetta di “gran tiratore”. Ora però gliene stanno appiccicando una molto più pesante…dovrà essere bravo a meritarsela

  4. Andrea says:

    Tutto giusto, ma è anche vero che esiste una via di mezzo, perché il 28% è ridicolo e senza il tiro da tre sarebbe un po’ prevedibile e comunque non il giocatore che tutti noi crediamo possa essere.. Mi ripeto perché ne abbiamo già parlato nell’altro post, ma ritenere che il gioco di D’Antoni non lo esaltasse credo sia restrittivo, visto che era una matricola con problemi fisici vari.. Non sappiamo se con questa nuova struttura fisica e una maggiore esperienza sarebbe stato meglio o peggio di oggi.. Peggio lo escluderei..

  5. Alessio says:

    Visto il bel momento di Belinelli, perchè non fare un bell’articolo su di lui? 🙂

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