Il dato certo è uno: se già con Dwight l’utilità e le quote di Gasol erano in caduta libera, con D’Antoni la sua presenza è diventata quasi una tassa per i Lakers.

Pau, cinque idee per cederti.

Non è colpa di nessuno dei tre protagonisti: non è colpa di Howard se ha quel tipo di gioco, non è colpa di D’Antoni se ha quel tipo di idee, non è colpa di Gasol se ha quel tipo di gioco che tutti conoscevano prima di ingaggiare Howard e D’Antoni.

Volgerei quindi l’attenzione alla ricerca di eventuali responsabilità sulle vicende di Casa Buss, al cui confronto i Forrester sono più pantofolai dei Vianello, ma ormai il danno è fatto.

Soluzioni? Il ridimensionamento di Gasol come rincalzo, l’esonero tragicomico di D’Antoni, l’infortunio di Howard.
Tutte ampiamente non praticabili oltre che non auspicabili.

No, lo sappiamo tutti, a partire dai diretti interessati: cedere Gasol non è solo la strada più logica, ma appare anche l’unica. Dicembre o Febbraio che sia, tendinite o non tendinite che sia.

Problema: Gasol prende $19 milioni fino al 2014.
E’ un contratto che fa gola alle altre 29 squadre?
E’ un contratto comodo da piazzare facendo coincidere salari in entrata ed in uscita?
E’ un giocatore che può trovare un senso altrove a quel prezzo?

Al netto di scenari immaginifici che coinvolgano più di due squadre ed ancora più giocatori e premettendo che ogni panoramica a seguire richiederebbe comunque ritocchi per poter andare in porto, ecco le uniche 5 basi di scambio vagamente sostenibili per trovare una destinazione a Gasol ed una chimica ai Lakers:

Andrea Bargnani
Senso per Toronto.
Senso per i Lakers.

Ormai ne parla pure la Gazzetta.
Sì, il Mago potrebbe far bene con D’Antoni, sia come alternativa che in qualche minuto accanto a Dwight, vicino al quale potrebbe persino trovare il suo habitat in difesa (nel senso che Andrea sta fermo mentre Howard ne marca due, tanto al coach frega il giusto).

E poiché sostengo la necessità impellente per Bargnani di rilanciarsi verificando al di fuori del Canada che tipo di scopo può trovare in questa Lega, non esiterei ad avallare lo scambio anche dal punto di vista del tifoso italico, fosse solo per l’esposizione mediatica che acquisirebbe all’istante ed il fascino di tre italofoni nella franchigia più glamour del mondo.

I Raptors hanno da poco firmato contratti piuttosto pesanti (DeRozan su tutti) che obereranno a prescindere il cap almeno per i prossimi due anni, quindi incamerare nel conto patrimoniale anche quello dello spagnolo è un problema parziale. Intimamente penso che non vedano l’ora di cedere il Mago, ma forse è solo una mia fissa.

Il vero sconfitto della trade potrebbe risultare Gasol, catapultato dal contesto più vincente ad uno dei più perdenti dall’oggi al domani, per quanto possa anche dilettarsi in una dimensione storicamente internazionale come Toronto facendo la chioccia per un anno a Valenciunas e sfogliando la margherita sulla sua prossima destinazione da free agent.

Carlos Boozer
Molto senso per Chicago.
Poco senso per i Lakers.

Ovviamente i Bulls la farebbero al volo, non trattenendo le cascate di acquolina dalla bocca all’idea di risolvere l’annoso problema del lungo con punti nelle mani e di rilanciarsi come contender liberandosi pure dell’ex Utah.

Ma Boozer non gioca gli spazi che vuole D’Antoni e non ha alcuna caratteristica, tecnica, mediatica o salariale che sia, per la quale possa considerarsi preferibile al catalano anche da separato in casa.
Eppure il dialogo sull’asse Illinois-California è storicamente fitto ed i Bulls sono nelle condizioni di potersi muovere sul mercato.

Paul Millsap + Marvin Williams
Senso per Utah.
Senso per i Lakers.

Attenzione alla situazione dei Jazz, molto particolare.

Il loro obiettivo presumo sia lanciare nel giro dei prossimi mesi Hayward, Favors e Kanter, sfruttando le imminenti scadenze di Millsap e Jefferson. Gasol si calerebbe in una squadra con ambizioni di postseason che nel frattempo può finalmente verificare i propri giovani dal prossimo training camp mantenendo un rendimento più che decoroso.

Millsap gode di tale stima dagli addetti ai lavori da far pensare improbabile una conferma a Salt Lake City: si giocherebbe allora una sfiziosissima opportunità di confrontarsi in un top team prima di mettere la firma al contratto della definitiva svolta di carriera. Ovviamente altrove.

Marvin Williams sarebbe fondamentale finanziariamente per completare la trade e mi sembra il classico giocatore le cui statistiche potrebbero decollare con D’Antoni. Incastro non facilissimo, ma sedersi al tavolo è meno improbabile di quanto si possa pensare.

Josh Smith
Poco senso per Atlanta.
Senso per i Lakers.

Non so che futuro possano avere J-Smoove ed il suo contratto in scadenza tra pochi mesi, ma cosa se ne fanno di Gasol in Georgia?

Gli Hawks stanno clamorosamente mischiando vittorie e ricostruzione con un Al Horford finalmente restituito al suo reale valore e senza nemmeno il fisiologico bisogno di una fase di transizione (ribadisco la candidatura come Executive dell’anno a Danny Ferry in alternativa a Morey di Houston).

Josh Smith non è il “4” ideale per D’Antoni, ma sarebbe il suo centro dei sogni escluso LeBron. Resterebbe comunque un evidente upgrade grazie alle sue graditissime qualità all-around.

Amar’e Stoudemire
Molto senso per New York.
Poco senso per i Lakers.

Los Angeles Suns? New York Lakers? Oltre alle mille controindicazioni che lascio alle varie immaginazioni, Amar’e ha senso per coach Pringles solo in contumacia Howard, andando altrimenti a ripercorrere esattamente il pasticcio chimico esploso con Tyson Chandler nella Grande Mela o gli attuali impicci con Gasol.

I Knicks con l’ispanico passerebbero in un colpo solo da sicuri battuti contro Miami in una serie playoff a più credibili rivali dei tre amigos per il titolo.

Scenari alternativi che fatico a considerare o che al massimo possono incastrarsi per trade con almeno tre squadre:
Boston: Jeff Green, Courtney Lee
Charlotte: Ben Gordon, Tyrus Thomas
Cleveland: Anderson Varejao
Detroit: Rodney Stuckey, Charlie Villanueva
Golden State: David Lee
Milwaukee: Ersan Ilyasova, Beno Udrih
Orlando: Al Harrington, Hidayet Turkoglu
Phoenix: Jared Dudley, Channing Frye, Marcin Gortat

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11 Comments to “Gasoline tax”

  1. Vincentvega says:

    da tifoso lakers ad interim (causa contratto di nash) direi che lo scambio con utah sarebbe il più suggestivo e da come lo dipingi sembrerebbe anche fattibile!poi non seguo tanto ma mi pare che millsap stia pure mettendo su un decente tiro da 3..poi con un po’ di patriottismo e romanticismo sarebbe bello ci andasse il Mago ma a me sembra molto improbabile..con la piega che hanno preso i lakers ultimamente mi sa che lo scambiano con Tyson Chandler 🙂

  2. Dave says:

    Bargnani tutta la vita. Apre il gioco d’attacco di LA permettendo al mago di fare l’unica cosa che vuole fare: stare lontano dal canestro. perché facendo un secondo le persone oggettive non esiste lungo (crucco escluso) che tiri meglio di bargnani e che si diverta e giochi così bene far from the rim. Gasol potrebbe essere poco contento.

    Se ai Chicago viene quella magata e torna rose, Chicago contender e finale SUBITO.

  3. Francesco says:

    Perché denver nemmeno nominata? Hanno un roster profondissimo pieno di pezzi interessanti e hanno inchiostrato diversi giocatori a cifre rotonde. Gallo ai lakers da papá d’antoni é una bestemmia?

  4. Dave says:

    Bah… @Francesco… non saprei, secondo me si… a parte che avremmo una delle involuzioni peggiori della storia (gallinari se torna da da pringles), non so se Denver prenderebbe un Gasol (trentenne con uno stipendio da panico) per un giovane su cui hanno deciso di puntare parecchio… Denver è una squadra con le posizioni 2, 3, 4 che praticamente sono scambiabili… basata praticamente su ibridi… molto mobile e veloce… tecnicamente Gasol è mostruoso, ma è un gatto di marmo dai…

  5. Andrea says:

    Un curiosità, dite sempre che il sistema D’Antoni distrugge il Gallo, ma con 3/4 anni di esperienza in meno segnava di più e con migliori percentuali.. Ovviamente le statistiche non dicono tutto, ma secondo voi se dovesse scegliere lui non andrebbe a LA? Correndo?

  6. Frinf says:

    forse ci andrebbe pure perchè comunque è LA e quella squadra è contender quasi tutti gli anni, in un modo o nell’altro. nei posti in cui puoi sperare di vincere anche solo “passando per caso” è perfetto.

    non ricordo le statistiche di gallinari ai primi anni ma comunque è vero che è involuto nel tiro da 3 rispetto a quei tempi ma comunque giocava in una squadra di d’antoni (quindi a punteggi alti) e soprattutto prendeva tiri molto molto meno importanti di quelli di adesso. l’anno scorso gli hanno messo in mano dei buzzer beater, come prima scelta offensiva! se va a LA sarebbe la second..terz..quart..vabbè insomma, si deve infortunare metà roster prima che costruiscano un gioco davvero importante per lui!

  7. simonpietro says:

    perchè lo scambio con i Celtics non sarebbe intrigante? servirebbe una terza squadra che si suicidi per pareggiare i salari, tipo la minnesota pre-Rubio, ma sarebbe interessante vedere Gasol con Garnett che lo maltratta come nel 2008 pur avendo la stessa casacca 🙂
    poi oh se ai Lakers serve un tiratore da 3 in ala grande, c’è sempre il nostro Red Rocket disponibile, se i lacustri vogliono gli regaliamo anche Blair e De Colo 🙂
    il migliore rimane quello con Utah, ma 2 anni di contratto a 19 mln sono troppi per i mormoni, difficile che lo vogliano. poi uno con quelle mani e con quello stipendio gli fai giocare 20 minuti a partita per far crescere i giovani? una squadra attenta al cap non lo prende un contratto così

  8. Dave says:

    No ragazzi, intendevo che l’involuzione la vedremmo nel caso torni con Pringles. Le statistiche non sono tutto, e già detto, ma a NY Gallinari era monodimensionale in maniera mostruosa. Ok, più punti e maggiori percentuali, ma il basket non è punti e percentuali. Gallinari a NY tirava. e tirava. e tirava. Da quando è a Denver ha maggiori responsabilità, attacca l’uomo, difende, fa gioco… a NY giocava come gioca ora Novak cavoli, faceva le stesse cose, ovvero: tirava. E il gallo è molto più di questo.

    @Simonpietro: eeeh… a Spurserello sarebbe da panico, ma io non darei mai via blair. MAI…

  9. Saimon says:

    Io scambierei tutti insieme, Bargnani, Gasol, Millsap, Smith, per il ritorno del Power Ranking.

    Fate voi 🙂

  10. Dave says:

    io quoto Saimon… senza power ranking non si vive… voglio il “faranno schifo lo stesso” sui toronto e gli insulti gratuiti sugli wiz…

  11. Enzo says:

    New Orleans?
    Che si prenderebbe Gasol a far giocare da centro accanto a Antony Davis, mentre ai Lakers Ryan Anderson che la tira tanto quanto il mago e prende qualche rimbalzello in più

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