I giocatori potenzialmente All Star che vorrei veder giocare altrove.

Lotta per la consacrazione.

Fuori posto, fuori contesto, incompresi, incomprensibili, senza certezze, senza obiettivi.
Per colpa dell’allenatore, per colpa dei compagni, per colpa del sistema, per colpa della città, per colpa del parquet, per colpa del clima, per colpa del gol di Muntari, per colpa dell’ascella di Isla.

Accasato Steve Nash, chi ha ora il dovere di cambiare aria per veder chiarito il proprio valore, massimizzato il proprio rendimento ed appagate le proprie aspirazioni?

LaMarcus Aldridge
Che cos’è LaMarginal Aldridge? Un merito gli va preliminarmente riconosciuto: è l’unico rimasto e soprattutto rimasto quasi sempre sano della lazzarettiana Portland che avrebbe dovuto contendere ai Thunder il primato dinastico ad Ovest nel decennio 2006-2015. Una fetta molto consistente dei tifosi e dei blogger dell’Oregon non lo sopporta: non difende, non gioca interno, non è aggressivo, non è un primo violino, non è un leader, con lui non si va da nessuna parte. Eppure l’assalto alla terza stagione consecutiva oltre i 20 punti a partita fa impressione: è solo colpa sua se è una fattispecie atipica così difficile da collocare?

Andrea Bargnani

L’assistente del Mago

Tyreke Evans
Eravamo rimasti alle cifre da Oscar Robertson e LeBron James del suo primo anno. Poi un oblio direttamente proporzionale alla scalata della sua franchigia verso la vetta dei gulag della NBA 2013. Non ricordo una simile involuzione costante e progressiva di un giocatore in qualsiasi aspetto del suo gioco ed in qualsiasi cifra delle sue statistiche rispetto al primo anno, caso talmente raro e atipico da obbligare a concentrarsi anche sul contesto. L’alea nella quale i Maloof hanno fatto precipitare il destino dei Kings incide indissolubilmente sul rendimento e sulla testa del ragazzo. Date uno scopo a Reke dove esiste uno scopo, potrebbe anche stupirci di nuovo.

Pau Gasol
Non certo una grande sorpresa vederlo ridimensionato ai margini della rotazione nei Lakers di D’Antoni e Howard. Delle due l’una: o il catalano prende atto della nuova dimensione accettando un declassamento nelle responsabilità (ma non per questo risultando meno incisivo, anzi) oppure la sua avventura a Los Angeles è terminata. Poiché resta tuttora il centro più completo per tecnica offensiva dell’intero panorama cestistico internazionale, potrebbe tranquillamente ritagliarsi altrove un ruolo da uomo franchigia in un gruppo costruito attorno a lui ed in grado di proteggere i suoi limiti. Prima di tornare in Spagna per chiudere la carriera.

Paul Millsap
Sarà uno dei pezzi da novanta del prossimo mercato dei free agent, alla luce della stima trasversale di cui gode tra gli addetti ai lavori. Per esempio calzerebbe a pennello nei nuovi Rockets di Harden, soprattutto per il perfetto incastro salariale e la coincidenza tecnica tra le esigenze del giocatore e quelle di Houston. Utah sta sbagliando molto e tardando troppo nel prendere decisioni nitide sul futuro della franchigia e di un roster sconclusionato, in cui i giovani non esplodono ed i meno giovani perdono valore di mercato con l’avvicinarsi della scadenza contrattuale. Quando provi ad accontentare tutti, non accontenti nessuno, Paul in testa.

Josh Smith
Il suo contratto in scadenza fa gola a molti, anche se non tutti possono permetterselo. L’aver giocato ininterrottamente ad Atlanta, in una franchigia con poco seguito locale e nazionale oltre che con aspirazioni mai realmente al vertice, ha troppo penalizzato e nascosto le sue qualità da all around e strepitoso secondo/terzo violino per squadra da titolo. Ancora oggi a seconda dell’angolo di visuale può essere ugualmente decriptato come sopravalutato o sottovalutato, ma resta comunque inspiegabile che non sia stato convocato almeno una volta per l’All Star Game nell’Est degli ultimi 5 anni. Se rinnoverà in Georgia, il rischio è che prosegua questo ibrido trantran.

Onorevoli menzioni: Greg Monroe, Anderson Varejao, John Wall.

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9 Comments to “Go away to go on!”

  1. D’accordissimo su Millsap e sulla sua collocazione a Houston, ma anche ad Indiana con David West in scadenza non lo vedrei per nulla male (spazio dovrebbero averlo no? Vado a memoria).

    Sul Catalano.. io son anni che lo sogno in maglia Bulls a spalleggiare l’altro Europeo, ma temo che questa mia fantasia non si avvererà mai. A meno di un innamoramento del Trota per il buon Carlos.

  2. Dike says:

    Posso farvi una domanda che c’entra poco? Secondo voi il mitico Fredette riuscirà a sfondare o sarà destinato a diventare una delle più grandi delusioni della NBA?

  3. Frinf says:

    …la domanda è rivolta a Gerry&Mookie, ma intanto la mia opinione provo a darla. non è destinato ad essere una delle più grandi delusioni NBA più che altro perché quasi nessuno degli addetti ai lavori si aspettava chissà quali cose da lui una volta passato dall’NCAA al piano superiore. sicuramente una delusione, sicuramente un peccato che non riesca a “jimmerare” anche qui, ma prevedibile. ce ne sono altri che dovevano realmente spaccare il mondo e sta annaspandando malamente (qualcuno ha detto Giovanni Muro?).

  4. Dike says:

    Però al di là delle folle era considerato un ottimo prospetto anche da molti addetti ai lavori, ricordo che su questo sito all’epoca si parlò di un giocatore che avrebbe potuto generare un “culto pagano” (ovviamente un’iperbole, però traspariva grande stima per lui). Dopo un penoso anonimato mi è tornato in mente perchè mi pare recentemente abbia siglato il tiro della vittoria contro Utah, tanto che devo aver pensato qualcosa del tipo “Chi si rivede!”. Mi domando se in un ambiente meno devastato di Sacramento avrebbe potuto esplodere. Se penso che in estate l’aveva cercato Oklahoma e che in questo momento Martin si sta trovando a meraviglia grazie alla libertà di tiro di cui gode, chissà se anche il buon Fredette avrebbe potuto dire la sua.

  5. Gerry says:

    Non ho mai pensato a Fredette come ad un protagonista assoluto o ad un titolare NBA, ma mi pare il classico giocatore che può rendere al massimo come specialista in sistemi strutturati e vincenti, in campo e fuori.

    Ovvero tutto quello che non è stato in questi due anni Sacramento, come già detto per Evans, tanto è vero che si è addirittura vociferato negli States di una sorta di “mobbing” ai danni di Jimmer, emarginato in varie forme dal turbolento spogliatoio dei Kings.

    Per altro trovare minuti tra il nuovo idolo delle folle Thomas, Tyreke e Thornton era già difficile, ma l’aggiunta di Aaron Brooks sembra fatta apposta per far perdere senso alla presenza di Fredette per somiglianza tecnica e persino somatica.

    In pillole, sì, Fredette rientra certamente tra gli altri giocatori che vorrei vedere altrove e che sono convinto possano rendere di più altrove (penso a San Antonio per educazione cestistica, contesti come Boston o Utah dove sarebbe un’icona, gli stessi Lakers di D’Antoni o la Miami dei tre amigos potrebbero dargli molto più senso), con l’unica differenza rispetto ai protagonisti di questo post che non ha ovviamente potenziale da All Star.

    Steve Kerr e JJ Redick sono le prime carriere che mi vengono in mente per uno scenario realistico ma certamente ambizioso e non scontato per Jimmer. Ma anche un ruolo da 8-10 minuti in una squadra da titolo potrebbe essere sufficiente per non parlare di delusione e per rinverdire il “culto pagano”. 😀

    @ Carmine
    Indiana è andata un po’ fuori standard con le firme di Hibbert e Hill ($22 milioni in due per un totale vicino ai $50 milioni complessivi), quindi è diventato più arduo trovare spazio anche per Millsap nonostante la scadenza di West. Che Paul possa essere l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto anche ai Pacers, concordo senz’altro.

  6. A me intrigava l’ipotesi di una S&T in cui veniva messo il contratto in scadenza di Danny Granger. Ma siamo al puro Fantabasket, era solo pour parles.

  7. Saimon says:

    Occhio anche al mio pupillo Wes Matthews…

  8. dicko says:

    Reke a Minnesoooota… Reke a Minnesoooota!

    Gasol ai Bulls sarebbe un sogno da paura… fitta perfettamente con Noah, e in tandem con Rose sarebbe un sogno…

  9. simonpietro says:

    leggevo John schumann di NBAdotcom che consigliava ai lakers di bussare a Denver per avere Gallo (o Iguodala dico io) e Chandler per Gasol, con i 2 che riabbraccerebbero il coach che li ha resi grandi in quei Knicks con Stat formato MVP e Felton da doppia-doppia: qui però ci sarebbero Nash e Howard e in più a tempo perso anche una guardia con punti nelle mani:) scambio neanche tanto assurdo, ma Karl vuole un giocatore da ritmo controllato come il professore catalano?
    per quanto riguarda Evans, ma ai Bulls farebbe schifo uno così? anche se chi ha più bisogno di una guardia è la Minnie citata da Dicko.
    uno che vorrei vedere altrove è Bradley Beal, senza se e senza ma.

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