Viaggio catodico nel panorama recente della televisione italiana: le “prime voci”.

Dietro di lui, di tutto di più.

Guido Bagatta

Guido Bagatta

Se osate negare che senza di lui la vostra vita sarebbe stata peggiore, non voglio conoscervi.

Mi fa sempre un certo effetto pensare che sia Flavio Tranquillo che Federico Buffa siano stati di fatto raccomandati e probabilmente siano diventati quello che sono proprio grazie al meraviglioso Guido e che lui sia l’unico italiano non professionista di basket che abbia giocato contro una squadra NBA.

Il replicante di Blade Runner al suo confronto è rimasto chiuso in camera tutta la vita. Senza giornali, senza internet, senza televisione e senza Real Bagatta. Quindi senza Guido.

Francesco Bonfardeci

La garanzia

E’ il classico elemento che prenderebbe un solido 7+ in qualsiasi argomento si è chiamati a giudicarlo: impossibile criticarlo, impossibile esaltarlo. Ed alla fine se si fa la somma di quei voti rischia di essere quello con la media più alta.

Sai già prima della palla a due che non ti emozionerai più di tanto, eppure al suono dell’ultima sirena vai via sempre soddisfatto. Garbo, equilibrio, competenza, precisione, asciuttezza: francamente non ho esitazioni nell’affermare che sia tra i miei preferiti anche grazie alla sua mestizia ed alla totale assenza di fronzoli.

Geri De Rosa

Nonno

L’ultimo ricordo che ho di lui è la clamorosa performance olimpica nel tiro con l’arco, in cui ha dovuto tenere a bada un fastidiosissimo arteriosclerotico democristiano della federazione che interveniva con banalità assortite e con l’unico requisito di essere sempre fuori tempo.

Poiché invecchia di 20 anni ogni volta che lo vedo, credo sia giunta l’ora di considerare l’ipotesi di un ritorno in pianta stabile nella pallacanestro. Per il bene suo ma anche nostro.

Paola Ellisse

Le 100 buone ragioni che mi hanno portato negli ultimi 20 anni a valutare l’ipotesi di disdire l’abbonamento a Sky (fu Tele+).

Partiamo da un presupposto: io sono femminista.
Sono cioè indissolubilmente convinto, ovviamente in termini generali, che la donna sia superiore all’uomo per una moltitudine nemmeno elencabile di aspetti.

Tranne uno: raccontare lo sport.

E poi c’è Paola Ellisse.

Franco Lauro

Marion Jones!

Faccio outing: ci sono sere in cui non resisto alla tentazione di sintonizzarmi su RaiSport per un’inutile partita in palazzetti deserti delle minors italiane tra Vattelapesca Basket e Pallacanestro Fuffa, pur di tornare nel magico mondo di Frankeeno.

In realtà spero solo di sentirlo urlare “MARIOOOON JOOOONES!” nel bel mezzo di un momento cruciale della partita, come in quella meravigliosa pagina di storia della nostra Repubblica ai mondiali del 2006, mentre Mason Rocca e Basile stavano strapazzando la Cina di Yao ma lui si sentì in dovere di comunicare agli italiani la positività dell’ex velocista fregandosene completamente di tutto il resto.

Uno dei dieci ricordi più nitidi della mia giovinezza è l’anticipo della serie A1 al sabato pomeriggio: Gianni Decleva al commento costretto durante i timeout a dare la linea, palesemente controvoglia e terrorizzato all’idea di riprenderla poco dopo, a questo ometto straordinario che vagava per il parterre ad intervistare Miss Agriturismo di Fabriano o l’assessore alla cippalippa di Desio, quest’ultimo regolarmente coinvolto in Tangentopoli nel giro di un mese dopo la benedizione di Lauro che tuttavia nel frattempo aveva ottenuto uno dei suoi innumerevoli scatti di carriera in RAI.

Ah, che nostalgia! Ma finché Libraun Geims e Duen Uei giocano ancora, c’è sempre speranza.

Ugo Francica Nava

Benvenuti nel pianeta dell’Iperbasket

L’unico uomo al mondo che sarà ricordato solo per una frase e per la sua voce, senza che nessuno sappia realmente chi sia e cosa pensi, dica o faccia nella vita.

Alessandro Mamoli

Il vanaboria

Lo rispetto, perché sicuramente ama la pallacanestro e vive di pallacanestro, quindi è un vincente a prescindere.

Ma non lo sopporto, perché non appena prende iniziativa su qualche spunto tecnico-tattico o sulla valutazione di un giocatore in prospettiva (aprendo una quantità sproporzionata di parentesi), mi regala puntualmente l’impressione che non capisca niente di basket, cosa poi confermata dall’andamento alla rovescia dei fatti.

Non sarebbe una novità ed un problema in quanto tale, se non fosse per quell’aria da cacazibetto tipica di chi si è palesemente autocreato la pagina su Wikipedia per poi mandare il link agli amici e poter dire a tutti “guardate, sono un figo: sono su Wikipedia!”.
Pur essendo un Tranquillo 2.0 creato ad immagine e somiglianza di Flavio, senza essere Flavio.

L’ho però rivalutato a Londra quest’estate, quando è stato il miglior bordocampista che abbia mai visto nell’atletica. Effetti collaterali prevedibili dopo anni di Elisabetta Caporale.

Flavio Tranquillo

L’uomo grigio (o nero-argento)

Folgorato negli ultimi mesi dalla perversa esigenza di trovare un equilibrio ad ogni sua dichiarazione, si è di fatto ridotto a non avere più una posizione ed a non sbilanciarsi mai su qualsiasi cosa entri a far parte della sua vita (ovviamente lodevole impegno nella lotta contro la mafia escluso, ben inteso).

Se la moglie a colazione gli propone fette biscottate e marmellata, lui potrebbe benissimo sindacare che quel tipo di abbinamento può funzionare a condizione che ci sia il contesto giusto, che i 10 pasti precedenti ed i 10 pasti successivi siano finalizzati all’assimilazione di quella colazione, che deve sapere che marmellata hai per poter dire che fetta biscottata sei, che non bisogna per forza pensare che la marmellata sia superiore al miele perché sicuramente in altre case d’Italia non è così.

Ovviamente illustrando il tutto alla consorte con una lavagna tecnica.

Dopo di che andrebbe a cercare sul playbook degli Spurs, ovviamente scritto a mano per lui dall’amico R.C. Buford, cosa devono fare i due figli se il papà mangia fette biscottate e marmellata e che tipo di occupazione degli angoli della tavola devono avere per poter arrivare in tempo a scuola.

Eppure, tifosi di San Antonio e non, gli si vuole bene nonostante tutto. Un po’ perché ci siamo cresciuti insieme, un po’ perché quando se ne ricorda resta quello che ne sa più e meglio di tutti.

Niccolò Trigari

Il buono

Devo ancora capire se ha una vita talmente noiosa da non avere alternative o se è veramente così affabile, disponibile ed ecumenico. Propendo per la seconda ipotesi.

Su Twitter è stato avvistato rispondere anche a chi gli chiedeva la ricetta per preparare melanzane ripiene. Se la risposta non è ritenuta sufficiente dall’interlocutore, va direttamente a preparagliele in casa.

Pensavo avesse almeno 7 anni in meno di me, ho scoperto che ne ha 4 in più.

Inoltre è sodale di Dan Peterson, aspetto che me lo rende ancora più simpatico e mi fa dimenticare quella cantilena talvolta irritante e quel tifo sempre più accentuato per le italiane in Eurolega.

Meritano un plauso generale anche tutte le altre prime voci di Sport Italia: come si sarà intuito, il fatto che non mi ricordi uno solo dei loro nomi non deve essere considerato un fattore negativo, anzi…

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15 Comments to “Telecronisti italiani: play-by-play announcer”

  1. Cm_Barba says:

    io ritengo il miele superiore alla marmellata

  2. gasp says:

    Da Oscar la parte su Tranquillo

  3. Gobbazzo says:

    Hai dimenticato il Francicanava che Sfoderva la scopa per propagandare lo sweep dei Rockets… Memorabile.

    P.S.
    Lauro è anche peggio di come lo hai raccontato

  4. Mauro Magagna says:

    scusate, forse non sono degno di fare domande 🙂
    forse il blog è censurato da una entità superiore, dei del basket?
    forse non ci capisco una cippa,
    ma, ma, ma…. BUFFA?
    dimenticato? non è uno che sta dietro il microfono ma davanti?
    aspettavi questa domanda e adesso fai un articolo solo su di lui?
    scusa ancora ma non capisco, ma sicuramente è solo colpa mia 😀
    io me lo sposerei 😀 anche se ha il grandissimo difetto di considerare il calcio e tifare una squadra di calcio in modo troppo palese. c’è stato un periodo che volevo convincerlo che cosi facendo portava i giovani alla malaeducazione e che le conseguenze disastrose che si sono riversate sull’italia erano tutta colpa sua 😀
    ma poi ho desistito…..
    ciao mauro

  5. Mauro Magagna says:

    gerry, mi dimenticavo: COMPLIMENTI, vi leggo sempre volentieri.

  6. Saimon says:

    @Mauro

    Buffa non è un play-by-play ma un color commentator…..è giusto che manchi qui.

  7. Sergamo says:

    Menzione d’onore a un commentatore moooolto di nicchia: Sergio Tavcar, voce storica di Telecapodistria. Cattivo al punto giusto, purtroppo al momento attuale è un fervente anti-NBA. Molto carino il suo blog, e molto belle le telecronache che si possono trovare su youtube.

  8. Pi-Diddy says:

    Bell’articolo!!!
    Io ricordo ancora le telecronache di guido bagatta e tullio lauro, quest’ultimo scomparso prematuramente.
    Tu che sicuramente sei molto più bravo a commentare e scrivere, che ne dici di dare un giudizio postumo anche a lui?
    L’omonimo Franco ne insozza il nome secondo me!
    ciao!
    pididdy

  9. luca says:

    Concordo su (quasi) tutti.

    Ellisse insopportabile, non so se sia stata lei a inventarlo, tuttavia lo usa in continuazione, uno dei termini più tristi che io abbia mai sentito in vita mia: magata.
    Agghiacciante.

    Su Tranquillo: perfettamente d’accordo sul discorso del trovare sempre un equilibrio nelle risposte. Non ne posso più di sentirgli dire “la realtà è molto più complessa di quello che appare”. Non prende mai posizione, se va avanti così potrebbe candidarsi per le prossime politiche con il PD. In una presentazione su youtube gli ho sentito dire che non parteggia per nessuna squadra NBA: il coraggio suo a dire una cosa del genere…

    Non concordo su Bagatta: lo trovo inutile e i suoi programmi ex-basket sono tra le peggio monnezze mai viste in tv.

  10. Francesco says:

    Teanquillo è diventate sicuramente illeggibile e in certi contesti anche inascoltabile. Il cerchiobottismo ha amplissimamente tracimato.

  11. Gianluca says:

    Bellissimo pezzo. D’accordissimo su tutto. Esilarante la parte su casa Tranquillo. Su Franco Lauro: chi ha visto Casale-Pistoia di qualche settimana fa si ricorderà la sua “non-telecronaca” per tutta la durata dell’ultima azione. Ormai non ho più parole.

  12. matteo says:

    Grande articolo!
    bell’omaggio a nic the trig e agli altri professionisti di sporitalia. con il poco budget(rispetto a sky) offrono un servizio di alto livello per il basket!

  13. docpretta says:

    cioè ragazzi.. sono arrivato dopo Gobbazzo.. francicanava è l’uomo che in diretta da houston si presentò a bordo campo con una scopa di SAGGINA per evidenziare il prevedibile sweep di houston.. Un uomo un mito… peccato sia finito a fare spesso calcio.

  14. Gerry says:

    La mia memoria fa pubblica ammenda sulla scopa di Francica Nava: grazie a voi ora ricordo benissimo quel memorabile momento che aumenta senza dubbio di un’unità le cose per cui il buon Ugo dovrà essere ricordato. 🙂

    @ Pi-Diddy

    Un giudizio su Tullio Lauro per me è difficile, non tanto per il fatto che non ci sia più quanto molto banalmente perché la sua vita di telecronista e la mia vita di appassionato telespettatore non si sono incrociate a sufficienza.

    Le ragioni sono esclusivamente logistiche o contingenti, per esempio mi ero buttato a capofitto sulla NCAA e sul basket italiano nel periodo in cui lui e Bagatta commentavano la NBA su Telemontecarlo, così trascurandoli.

    Per quel poco che posso aver capito in via indiretta e leggendolo nelle varie riviste, ma soprattutto alla luce del calorosissimo e stimatissimo ricordo di ogni suo collega, il livello di competenza, passione e cultura di Tullio Lauro ha raggiunto vette avvicinabili da poche persone sia nel passato che nel futuro del giornalismo sportivo italiano.

  15. from0tohero says:

    D’accordo su tutto.
    Note a margine:
    1) De Rosa: uno dei migliori per tecnica, competenza, aplomb anche quando commenta il calcio.
    2) Mamoli: potenzialmente bravo, ma ossessionato dal volere essere l’erede di Buffa (buonanotte!!!) basta vedere cosa dice, e come vuole (vorrebbe?) dire le cose.
    3)Tranquillo: premesso che l’impegno extra-basket è da osannare, la deriva cestistica comincia dal 2005 con l’esplosione dei Suns di D’Antoni (non casualmente programmati settimanalmente su Sky). Ricordo una semi-litigata in telecronaca con Buffa ai tempi della New-York del Baffo, in cui l’avvocato venne interrotto almeno 4 volte consecutive appena si “azzardava” ad affermare che D’Antoni avesse colpe parziali nella gestione del Team. Le Razionalizzazioni attuali sono solo l’ultima fase di un processo in atto da anni. Non credo tifi Spurs, bensì “venera” il loro modo di intendere la loro organizzazione delle risorse (Spurs culture), il che è più condivisibile.
    4) Bagatta: Mi dicono essere figlio di Papà con agganci politici altissimi nel Centro Destra Lombardo. Ripeto, mi dicono quindi non ci metto la mano sul fuoco, anche se giustificherebbe il fatto che questo ha fatto qualsiasi lavoro nell’entertaiment anche se dannoso, incapace e poco rispettato da chiunque. Cercate “everybody loves guido Bagatta” su Twitter e fatevi 2 risate.

    Ciao

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