La recente scadenza per rinnovare il contratto alle prime scelte del 2009, altrimenti restricted free agent in estate (saranno tali, tra gli altri, Evans, Collison e Jennings), porta alla ribalta sei nuovi Paperoni poco più che ventenni nella Lega.

Lawson e Holiday, new economy.

La soglia psicologica è 10 milioni di dollari annuali: se prendi di più, chi ti elargisce quei soldi vede in te uno dei tre giocatori chiave della squadra; se prendi molto di più, si pretende da te lo status di All Star; se prendi di meno, sei in un limbo misterioso che è spesso il regno dell’imponderabile.

In tutti quei casi il tuo contratto può essere indifferentemente un albatross o una mandrakata, per quanto imposto dal mercato. Provo a sbilanciarmi.

James Harden 80 milioni per 5 anni
Barometro dei campioni dell’ovest, membro di Team USA, futuro e duraturo All Star. Oltre ad essere chiaramente la stella che prima non c’era ai Rockets e colui che in un colpo solo ha dato senso al loro roster. Mi pare più che sufficiente per giustificare il massimo salariale. MANDRAKATA.

Ty Lawson 48 milioni per 4 anni
Qualche spicciolo di troppo, ma mossa inderogabile. L’ex North Carolina è il play ideale per il pionieristico ed anarchico sistema di coach Karl dei prossimi tre anni. Zero rischi, tante certezze, tutti contenti in Colorado. MANDRAKATA.

Stephen Curry 44 milioni per 4 anni
Dispiace tanto dover condizionare impressioni ed analisi al fattore integrità fisica invece di limitarsi al puro elemento tecnico, ma con Curry non si può farne a meno. Il suo gioco e la sua purezza valgono ampiamente quelle cifre, che anzi rappresenterebbero uno degli affari migliori degli ultimi anni; le sue caviglie no. ALBATROSS/MANDRAKATA.

Jrue Holiday 41 milioni per 4 anni
Non sta crescendo a livello esponenziale, ma non smette mai di farlo e lo fa da più giovane di tutti a livello anagrafico, essendo del 1990. Non legge adeguatamente, non gestisce il ritmo, non è affidabile al tiro; ma non sono limiti che gli negheranno di essere l’unica certezza dei Sixers orfani di Iguodala, sconcertati da Turner ed in attesa di Bynum. MANDRAKATA.

DeMar DeRozan 40 milioni per 4 anni
Ahia. Non c’è più un solo indicatore che possa far pensare al raggiungimento di quello status da All Star che era nell’aria 18 mesi fa, in primis ovviamente tiro da fuori e difesa. Si è voluto premiare di più il ragazzo che il giocatore, ovvero i classici errori inevitabili dei piccoli mercati che rischi di pagare caro molto presto. ALBATROSS.

Taj Gibson 38 milioni per 4 anni
Dopo aver perso Asik, Chicago non poteva lasciarsi scappare anche Gibson, in applicazione del dogma numero 1 dei rinnovi NBA: rifirma a qualsiasi costo un tuo lungo giovane titolare (o quasi). Tanti, troppi soldi lo stesso, se persino il giocatore non si aspettava da Chicago un’offerta del genere ed aveva già rilasciato dichiarazioni da ex Bulls. ALBATROSS.

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7 Comments to “Albatross o mandrakata?”

  1. gasp says:

    Complimenti per il blog sempre pezzi interessanti e ben fatti!Comunque sono d’accordo su tutto

  2. Roberto says:

    Grande Gerry! Non mi perdo mai un tuo commento, bentornato…
    Spero che questa tua prolificità continui! anch’io mi trovo d’accordo su (quasi) tutto, forse il termine Mandrakata per l’obliquo Jrue mi sembra un pochino tirato. Personalmente lo trovo leggerino per gli standard Nba e come dici tu difetta nelle letture, quindi i 41 milioni di presidenti spirati elargiti dal front office dei Sixers sembrano francamente un azzardo. Vero che Phila ha l’aspetto di una franchigia in perenne stand-by, però un pochino di spazio salariale in più per andare sul mercato dei free-agent non guasterebbe… Saluti!

  3. mircodiuboldo says:

    paragoni tra harden e mcgrady, ci stanno???

  4. Ste says:

    Gibson albatross no dai.
    E’ il prezzo standard per un lungo titolare NBA e considerando che Taj deve sistemare i buchi di Boozer sono i soldi giusti.
    Chi è il 4 che chiude in campo le partite tirate di Chicago?

  5. Gerry says:

    @ mircodiuboldo

    Hanno ampio diritto di cittadinanza nella dinamica delle carriere.

    McGrady è definitivamente esploso come leader, stella assoluta, Most Improved Player e miglior realizzatore al suo quarto anno, il primo ad Orlando, dopo aver fatto il sesto uomo (o giù di lì) nelle prime 3 stagioni a Toronto.

    Harden uguale con statistiche simili, solo invertendo Oklahoma City con Toronto e Houston con Orlando. E per il Most Improved 2013 c’è anche lui.

    Il Barba gode di ulteriore vantaggio perché, diversamente da quei Raptors, i suoi Thunder sono stati contender ed hanno raggiunto le Finals, mentre TMC non ha mai nemmeno vinto un primo turno playoff in carriera.

    Sul piano del gioco, sono talmente abbacinato dalle similitudini tra Manu Harden e James Ginobili da non poter considerare altri paragone. 😉
    In modo diverso, ma sia Tracy che il Barba sono sbadigliando nella top 20 dei talenti offensivi puri e più completi degli ultimi 15 anni di NBA.

    @ Ste

    Gibson infatti dovrebbe pagare una commissione di non meno del 45% a Thibodeau su questo rinnovo firmato: è l’uomo giusto al posto giusto nel momento giusto, niente da dire.
    Ma mi chiedo anche, sulla scia della solita regola numero 1 della NBA (“dimmi dove giochi e ti dirò che giocatore sei”): cosa sarebbe stato di lui e del suo contratto se fosse finito in un sistema diverso da Chicago?

  6. Ste says:

    Infatti il contratto, personalmente, lo giudico da tutti i fattori e la squadra dove giochi è uno di questi.
    Taj Gibson è sicuramente nella squadra giusta ma senza di lui (oltre che senza Asik) dalla panca i Bulls dove vanno?
    E’ una situazione win-win, anche perchè con gli stessi soldi ne trovi uno migliore di lui per quel sistema?

  7. Ste says:

    Poi io sono di parte perchè Gibson mi piace tantissimo 😀

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