Dwight ai Nets si può fare.

Stiamo lavorando per voi.

Scomodando non meno di 4 squadre, muovendo non meno di 15 giocatori, facendosi prestare gli avvocati ed i contabili del signor Burns per far tornare i conti, arrivando probabilmente ad una porcata di rare proporzioni, tanto più grave perché arriva proprio nell’estate successiva al lockout che doveva prevenire anche certi scenari.
Ma si può fare.

Servono solo gli allocchi, ovvero almeno due franchigie che si inseriscono nella trade e sono in grado di soddisfare i requisiti necessari per far combaciare tutte le esigenze di compratore e venditore.
Anche senza apparente motivo.

Se Fantozzi aveva stabilito il nuovo record condominiale di zapping con 380 cambi di canale in 26 secondi, il GM dei Nets Billy King sta stracciando il record di contatti e telefonate in questa caccia.

Non si può fare infatti uno scambio diretto che coinvolga solo Brooklyn e Orlando.

I Magic cedono Dwight solo insieme ad almeno uno dei loro albatri (Richardson, Turkoglu, Davis), ma i Nets non hanno spazio per accoglierlo e materiale per pareggiarne il salario nello scambio.

Primo presupposto degli allocchi: devono accollarsi l’albatross di Orlando o permettere a Brooklyn di accollarselo dando qualcos’altro di costoso (ovviamente purché in scadenza) ai Magic.

I Nets possono ottenere Dwight solo muovendo Lopez ed Humphries in sign&trade, ovvero rifirmandoli a cifre importanti per poi cederli ad altre squadre. I Magic potrebbero faticosamente accettare (dopo mesi di rifiuti) l’idea di prendere il gemello forte da Stanford (a patto di stare ben alla larga dal massimo salariale), ma non vogliono vedere nemmeno in fotografia l’ex signor Kardashian.

Secondo presupposto degli allocchi: devono prendersi il contratto di Humphries (e magari anche quello di Brook se pretende il massimo contratto), il cui agente ovviamente pretende un pluriennale al passo col mercato viste anche le eccelse cifre di Kris a New Jersey.

I Magic infine non si accontentano delle prime scelte dei Nets, che a causa del presumibile ottimo record in arrivo con quel ben di Dio sarebbero oltre la 25a posizione e quindi relativamente inutili.

Terzo presupposto degli allocchi: devono mettere sul piatto una prima scelta o qualcosa di molto interessante da girare ai Magic, in cambio di qualcosa probabilmente nella figura di Marshon “tiro tutto quello che ho in mano” Brooks, a cui Brooklyn rinuncerebbe e che Orlando non sembra desiderare.

I nomi dei papabili allocchi che si fanno oltreoceano al momento sono simbolici: i più perdenti della storia della NBA (Minnesota e Clippers, in attesa che i rispettivi playmaker completino la metamorfosi), i più grandi trombati della storia recente della Lega (Cavaliers) ed il più desolante gulag attuale in giro tra le 30 squadre (Charlotte).

Mi sfugge come si possa uscire vincitori inserendosi in questo Howardgate, perché nessuna combinazione può in alcun modo migliorare lo stato attuale delle rispettive franchigie, a meno di essere diventati improvvisamente stalker ossessionati da Humphries, Brooks, la paccottiglia dei Nets e gli albatri dei Magic.
Dwight ai Nets è incompatibile secondo le più basilari logiche NBA.

Soprattutto non ha alcun senso per Cleveland pagare profumatamente Humphries, quando hai già Tristan Thompson da sviluppare con non meno di 35 minuti a sera e Varejao che ha un gioco alla fine non così dissimile da Kris.
A meno che il GM dei Cavs abbia la prioritaria missione di lavorare contro Miami ed in subordine di migliore la propria squadra…

Ogni indizio mi porta a credere che questo passaggio di Howard ai Nets non sia da fare, perché farne parte da esterni vuol dire accettare di aver contribuito a realizzarlo e basta, essendo ricordati sempre dalla parte sbagliata di questa vicenda: quelli che hanno accontentato i capricci del bimbo Dwight.

Ma nell’estate in cui si va a giocare da chi ti ha fatto piangere 20 giorni prima o da chi è stato il tuo grande avversario di division per 10 anni, non ho alcun dubbio che trovare due allocchi nella selva di David Stern sia impresa tutt’altro che proibitiva.
Al confronto i tre amigos di South Beach sono ormai diventati tre Angeli del divino ministero.

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6 Comments to “Caccia agli allocchi”

  1. MVPizza says:

    al peggio non c’è mai fine
    se questa trade va in porto vorrei sentire le ragioni che avranno spinto gli eventuali polli a farla, e farmi delle grosse risate.
    in questo contesto persino il GM dei cavs che lavora contro Miami sembrerebbe il meno idiota….
    ma cosa aspetta Orlando a spedire il bimbo capriccioso ad Houston, dove il pollo N°1 Morey è pronto a regalare tutta la squadra pur di averlo anche per un solo anno?

  2. Matthew says:

    @ MVPizza: lascia stare i miei Rockets che qua spari sulla croce rossa…mercato che per quanto scoppiettante mi lascia molto amareggiato e soprattutto deluso per come ci stiamo muovendo…mah

  3. Saimon says:

    Una schifezza immonda, come vado dicendo già da un po’…..oltretutto, volete la mia? Dwight Howard NON farà di Brooklyn una seria contender…..con o senza i Tre amici di South Beach.

    4 squadre, in pratica un roster intero mosso per i capricci di questo qua…..robe da matti….

  4. doppok says:

    Allocchi trovati e impallinati, l’unica nota positiva è che sono riusciti a non dare via Gasol per prendere un altro centro che non vedrà palla durante il quarto quarto..

  5. Saimon says:

    Et voilà!!

    Lakers 2004 2.0 serviti!!!!!

  6. Ezio says:

    Ma non pubblicate più??

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