Il mercato dei free agent (Restricted o Unrestricted che siano) è totalmente sfuggito di mano.

Incredulo persino lo stesso Nicolas.


Il gruppo di pluriennali a veterani quasi 40enni, ingolfato, esagerato, straripante e parzialmente ingiustificabile, trova almeno un senso nella grandezza carismatica e nell’utilità anche fuori dal campo che i giocatori coinvolti possono avere nella nuova o nella vecchia organizzazione.

Garnett, Allen, Nash, Kidd, Terry, a cui si aggiungerà presto Duncan, non sono proprio nomi qualsiasi, ma gente che non molto tempo fa ha deciso titoli NBA, vinto titoli di MVP o cambiato i parametri del gioco.

No, i contratti che mi mandano in tilt sono altri.

Ero convinto che il nuovo mercato, come conseguenza delle inflessibili norme introdotte dopo il lockout in materia di sforamento salariale, luxury tax ed abbattimento dei costi di franchigia, avrebbe calmierato i prezzi dei giocatori di fascia media, ovvero quelli che possono indifferentemente portarti all’inferno o al paradiso, che per anni puoi maledire o benedire, a seconda delle singole evoluzioni.

Come al solito mi sbagliavo, non considerando che il vero schiacciamento della spesa riguardasse i contratti al massimo salariale, tutti al ribasso. Ma cosa ancora più grave continuo a non comprendere le ragioni tecniche di certe offerte.

Sempre premettendo che fino a mercoledì si tratta di fonti ufficiose, nessuno di questi giocatori costituisce una garanzia alle cifre corrispondenti, in rigoroso ordine pecuniario:

$46 milioni in 4 anni per Nicolas Batum può pareggiare
Grandissimo terzo violino, in costante e vertiginosa crescita, ma nemmeno Pippen ha raggiunto i $12 milioni annui con tanta facilità (e lo fece proprio con Portland). Davvero il francesino ha un potenziale ancora così inesplorato da valere un contratto giustificabile solo col flirt al rango di All Star?

$45 milioni in 5 anni per Ersan Ilyasova
Ho già davanti agli occhi il progressivo calo di prestazioni e cifre del forse 28enne uzbeko o forse 25enne turco, ora che ha messo a posto i conti col passato e col futuro. Era l’esatto prototipo di uomo da non viziare e di giocatore da non sedare con $9 milioni all’anno. Figuriamoci poi in mano al burattinaio Skiles.

$40 milioni in 4 anni per Jeff Green
Mio pallino storico quando era sottovalutato a Georgetown grazie ai mille modi di rendersi utile in campo, è diventato progressivamente un caso alla rovescia di eterna sopravvalutazione che giunge ora al suo culmine con questo ermetico contratto. O Ainge sa qualcosa che noi non sappiamo, oppure siamo nella sfera dell’inintelligibile.

$40 milioni in 4 anni per Gerald Wallace
Firma che si innesta in un delicatissimo tessuto di operazioni dei Nets alla ricerca della strada più impervia per arrivare a Dwight. Il rinnovo di Wallace e l’arrivo dell’ancora più mostruoso contratto di Johnson sono all’origine della permanenza di Deron, ma anche dell’impossibilità di diventare contender nei prossimi anni qualora non arrivasse Howard.

$40 milioni in 5 anni per George Hill
Ok, difende. Ok, salta. Ok, ha energia. Ok, è umile e ben istruito. Ok, si è inserito bene nello spogliatoio. Ma è pur sempre George Hill. Schierato point guard nei finali contro Miami, la sua inadeguata playmaking ha consegnato ai tre amigos il ribaltamento della serie e la qualificazione.

$36 milioni in 4 anni per Ryan Anderson
Perde molto senso senza un lungo che comanda i raddoppi, come emerso nei disastrosi playoff contro Indiana, e fuori dal sistema perimetrale di Van Gundy, come le sorti di Rashard Lewis potrebbero testimoniare. Anthony Davis, per la fredda cronaca, non è ancora Dwight Howard e ci metterà un po’, ammesso e non concesso che ci riesca, a diventarlo.

$25 milioni in 3 anni per Omer Asik può pareggiare
Fa in modo favoloso tante cose, purché non siano con la palla in mano. In una pallacanestro sempre meno orientata verso un certo tipo di centro, col solo Chandler rimasto a fare babilonia anche per Team USA, non è forse il caso di smettere di giustificare certe cifre per certi lunghi eccezionali solo in una delle due fasi del gioco?

$20 milioni in 3 anni per Landry Fields può pareggiare
Funzionava come idolo delle folle sotto D’Antoni stupendo tutti, è precipitato nella gestione Woodson tornando a fare quello che sempre sarà: il comprimario. Ovvero quello che può fare benissimo anche in Canada, ma che potevano fare ugualmente bene anche altri per molto meno di $7 milioni annui.

Scagiono invece le maxi offerte a Gordon (massimo salariale da Phoenix, New Orleans può pareggiare), Lin (Houston, New York può pareggiare), Dragic (Phoenix) e Hibbert (massimo salariale da Portland, Indiana può pareggiare), comunque ad altissimo grado di rischio.

Injury prone il primo, fenomeno mediatico e di marketing il secondo, figliol prodigo al posto giusto nel momento giusto il terzo, centro decorosamente completo nelle due fasi il quarto, si tratta comunque di quattro giocatori che non mi sorprenderebbe vedere (o rivedere) convocati all’All Star Game nei prossimi anni.

Di certo mai avrei pensato di arrivare il 9 luglio a considerare nientemeno che un triennale a Michael Beasley ($18 milioni, Phoenix) come uno dei maggiori potenziali affari di questa free agency.

Ma ancora meno avrei pensato di sentire e condividere in toto queste parole di Mark Cuban, nonostante siano dettate a giustificazione del fallito assalto a Deron ed in palese contraddizione con la sua storia: è meglio perdere il giocatore giusto che firmare il giocatore sbagliato.
E se lo dice lui, buon mercato a tutti.

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5 Comments to “Caccia agli albatri”

  1. Saimon says:

    Proviamo a darci delle spiegazioni?

    Parto io, mi espongo per primo…..il mercato dei big non lo fanno più i GM ma i big stessi. Voglio andare qua, gioco solo con quello là, o mi scambiate adesso per due figurine e un paio di Crocs oppure mi perdete per niente ecc. E magari si decurtano pure lo stipendio, se e quando vogliono loro.
    A questo punto il GM medio può trovarsi in 3 situazioni tipo:

    1)deve assicurare buoni giocatori di complemento alla superstar che ti ha onorato della sua scelta.

    2)deve prendere buoni giocatori a cifre magari esagerate per far quadrare l’eventuale trade che accontenti la suddetta primadonna e gli permetta di accasarsi da lui.

    3) essendo tra i 29 sfigati rifiutati dalla solita primadonna, annaspa cercando nel mercato dei superstiti il “meglio” disponibile e lo strapaga pur di far fare (si spera) un minimo di upgrade alla franchigia….

    Mare di frottole o può esserci un fondo di senso?

  2. Sergamo says:

    La cosa buona è che qualche squadra con un po’ di fiuto può costruire un roster recente con 3 soldi: basta pescare in Europa!
    Comunque ci sono talmente tanti brocchi in NBA che non mi stupisco di niente. Come dice il buon Sergio tavcar “quando guardo una partita NBA i giocatori fanno sempre tutto il contrario di quel che farebbe un giocatore di basket”.
    Per concludere, forse i GM sperano di ingaggiare un giocatore decente, prendendo la strada breve e facile (pagare) invece di quella difficile (creare nel tempo un ambiente sano in cui far cerscere i giocatori).
    Quasi questione morale.

  3. Luca 8 says:

    Quoto saimon in toto, soprattuto per i punti 1 e 3. Ne è un esempio evidente la free agency di due anni fa: per cercare di attirare il lebron di turno sono partiti contrattoni assurdi tipo quelli di boozer o stat, le altre sfigate hanno invece iniziato a distribuire contrattoni tipo quello di joe johnson.
    Vorrei evidenziare infine come l’imminente approdo di howard ai nets sancisca il totale fallimento del nuovo contratto collettivo che, almeno sulla carta, doveva impedire queste cose.
    P.S.: ma quanto odio questa nuova tendenza dei giocatori di usare l’arma del ricatto per decidere dove andare e gli amichetti con cui vogliono giocare!

  4. mircodiuboldo says:

    batum ci può ancora stare, ha ancora molto da farci vedere a livello nba, ma ilyasova e anderson no… no….
    occhio a jeff green, non mi convince, ma da tifoso boston so bene che ainge spesso ci vede molto più lungo sia di me che di molti altri….

  5. Saimon says:

    Concordo Luca, odiosissimo. Mi ricorda quando da mocciosetti alla materna ci si faceva i dispetti a vicenda perchè volevi giocare solo con l’amichetto preferito di turno. E’ la figura che ci fanno questi qua adesso. Con la differenza che loro spostano milioni di dollari, noi spostavamo un panino al formaggio, o al massimo alla nutella se avevamo ancora spazio sotto il cap 🙂

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