Periodaccio per i buoni sentimenti nella NBA, ottimo per i fotomontaggi premonitori.

This looks damn good to you.

Come se Winnie the Pooh prendesse il mitra e sterminasse Pimpi, Tigro, la mamma canguro e tutti i suoi amici.
Come se Michele Zarrillo prendesse la chitarra elettrica e suonasse rock al dopofestival di Sanremo.
Come se Luciano Rispoli mandasse a quel paese qualche suo ospite in trasmissione.
Come se Bruto, figlio suo, cospirasse contro Cesare per ucciderlo.
Come se Scarlett Johansson decidesse di girare un film porno.

E come se, ovviamente, ripercorrendo la celebre metafora che ci ha accompagnato durante tutto l’anno, Anakin Skywalker passasse al lato oscuro e diventasse Dart Fener.

Ray Allen a Miami non si può vedere.

Non si può vedere non tanto e non solo per un fatto puramente tecnico, che rischia ora di elevare Miami nelle più strette vicinanze dell’ingiocabile.

Wade che va dentro, LeBron che LeBronizza, Bosh che si piazza al gomito, mentre Allen si muove come un pazzo senza palla ed occupa gli angoli per il suo tiro?
Ok, quattro amigos di South Beach, a chi gioca col Gratta e Vinci piace vincere più difficile che a voi.

Ray Allen a Miami non si può vedere perché manca un presupposto fondamentale per rendere accettabile questo passaggio: la separazione temporale, la scissione tra dove hai appena perso e dove vai a giocare.

Kidd è stato un Net amato come pochi altri dal pubblico del New Jersey, ma prima di accettare l’offerta dei sempre più cugini Knicks ha fatto ben 4 anni a Dallas con titolo annesso.
Persino Shaq, irriverente, oltraggioso, che aveva mandato su di giri i tifosi gialloviola con le sue scelte successive ai Lakers, aveva raggiunto provocatoriamente i Celtics dopo aver almeno giocato in altre tre squadre e dopo 6 anni.

Già Nash è più borderline in questo senso, essendo stato enorme rivale dei Lakers ed avendo perso da loro in finale di conference solo nel 2010. Ma dalla sua ci sono anni ed anni di sofferenza a Phoenix, il fatto di non aver mai vinto ai Suns ed una squadra che non poteva più avvicinarlo nemmeno a playoff da protagonista.

Ray Allen invece è semplicemente indifendibile per il metodo, perché va a giocare da chi l’ha appena sconfitto e da chi lo può far vincere ancora, in piena modalità not one.

Ha scelto di spaccare col passato, perché ha davvero spaccato col passato nelle figure di Rondo (caratteri diversi), di Rivers (panchina intesa come lesa maestà) e di Ainge (troppi tentativi di scambiarlo negli ultimi mesi).

Ma l’ha fatto subdolamente, chiedendo un rinnovo triennale simile a quello di Garnett ben sapendo di chiedere un’utopia salariale, con già pronte le bermuda per portare il suo talento dove sappiamo. Non si è accontentato di rifiutare Boston, ma ha scelto Miami, rifiutando nella sostanza $12 milioni in due anni per accettarne $9 in tre.

Il risultato è disastroso per la sua immagine, perché non può anche pretendere di uscirne in gloria oltre che col secondo anello.

Ma la grandezza dell’uomo Ray e del giocatore Allen non può in alcun modo essere intaccata da queste vicende comunque prevalentemente gossipare ed extra parquet, più da Novel Two Thousand che altro.

Ha sbagliato una scelta da certi punti di vista, ma ha fatto la scelta perfetta sotto altri.

Intimamente, e forse non solo intimamente, i tifosi di Boston, e forse non solo di Boston, si augureranno per lui percentuali infime sugli scarichi dei tre amigos ed una bella cruenta eliminazione prematura ai playoff, dimenticandosi quanto l’hanno stimato in questi anni.

Ma saremo lo stesso qui tutti ad ammirare le sue uscite dai blocchi e le sue sobrie esultanze col pugnetto, in grado anche di rendere sempre più simpatici James e compagni in un processo ormai ben avviato da qualche settimana.
Ormai vince sempre e solo LeBron, in ogni senso.

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14 Comments to “Heat got game”

  1. Ciombe says:

    vi siete Orianizzati un po troppo…

  2. Gerry says:

    🙂 E’ possibile.

    Ma se Miami è sempre dal lato oscuro di queste manovre (per altro – ci tengo a ribadirlo – legittimamente e senza responsabilità, anzi solo con merito) e se la posizione di Allen è più grave di quella di tutti gli altri veterani in movimento, forse non è solo colpa di Oriani (che ne ha comunque tante a prescindere ;))

  3. Frinf says:

    per una volta non sono granchè d’accordo…allen ha fatto una scelta. magari non condivisibile ma rispettabile…ha rinunciato ai soldi pur di vincere (sto sentendo l’insulto opposto nei riguardi di deron williams questi giorni, un po’ controsenso,no?), è vero che ha scelto il “ti piace vincere facile”, ma dove altro poteva andare a 36 anni per riuscire a vincere? a ock sarebbe stato tanto diverso? a me fa quasi piacere perchè ormai nei celtics non avrebbe più fatto la differenza (non come due anni fa almeno) e contribuirà nel far diventare un minimo più simpatici gli heat…nonchè darà un motivo per guardare il basket di miami dal punto di vista puramente artistico, fino ad ora perfettamente assente. grazie di tutto ray, vai a divertirti dove puoi correre meno…

  4. Only4game says:

    Come riportato sopra:
    “Intimamente, e forse non solo intimamente, I TIFOSI DI BOSTON e forse non solo di Boston, si augureranno per lui percentuali infime ”

    A parte che ci sarebbe da arrestarli certi soggetti che si augurano cose simile per un patrimonio dell’umanità, aggiungerei anche un bel: Ma i tifosi dei Celtics non sono quelli che si vantano di essere diversi dagli altri tifosi e che Celtics vuol dire stile di vita? Dove sarebbe di grazia questo stile di vita?

  5. simonpietro says:

    io aspetto la prima di conferenza di Ray Allen per capire cosa sia successo, forse ci sono cose nascoste (e non parlo dei dissapori con Rondo o del risentimento verso Ainge che son 6 mesi che lo mette sulla porta di casa per mandarlo via) che noi non sappiamo ancora, mi sembra strano poi che i Celtics abbian preso Terry senza sapere che Ray sarebbe emigrato. Certo, l’avrei preferito veder portare i suoi talenti da Cp3 o da Dirk o da qualcun altro, per forza dai fighi di South Beach doveva andare? 🙂
    Su Nash un appunto Gerry: la rivalità con i lakers è stata asincrona, si sono incontrati o quando i lakers erano in netta difficoltà e c’era solo Bryant contro tutti (2006 e 2007), o quando nel 2010 i lakers erano uno squadrone e Phoenix andò molto aldilà delle proprie possibilità grazie all’apporto impronosticabile di Dragic, di Hill e dei suoi comprimari. la rivalità vera sarebbe scattata in un eventuale serie tra la Phoenix di Shaq e i LAL di Kobe, ma i Suns non arrivarono nemmeno ai PO. a mio avviso è più sentita per Nash e Kobe la rivalità in comune con gli Spurs che non quella tra loro 2 (Braynt la rivalità la vive finchè sente di non aver dimostrato la sua onnipotenza, e con Phoenix l’ha fatto nel 2010, dunque è chiusa li). la differenza con Allen è li: nash ha perso con Bryant 2 anni fa e senza troppi rammarichi, Allen ha perso con i 3 amicissimi 1 mese fa.

  6. JS.12 says:

    certi discorsi non li capisco..innanzitutto Allen non è certo una bandiera dei Celtic, c’ è andato che aveva gia 32 anni con lo scopo di vincere l’anello,mica perche gli piaceva la maglia verde..non penso che abbia qualcosa contro gli Heat o gli interessino cose tipo rivalità quindi perchè doveva rifiutare l offerta? meglio fare panchina in una sqaudra con ottime probabilità di vincere il titolo o farla in una squadra che, salvo cataclismi, non lo vincerà?

  7. Luca 8 says:

    Tu quoque ray….la mia guardia preferita ( insieme all’immortale manu) nella squadra che più detesto… Sigh!

  8. delsa says:

    Ray Allen si ama. punto.

    Lo amerei persino giocasse nell’inter

  9. Vitor#41 says:

    No scusate, non sono d’accordo su un passaggio.
    Quello della Johansson e del porno precisamente.

  10. mircodiuboldo says:

    quoto delsa! (anche se ci speravo ancora….. sigh…..)

  11. doppok says:

    Scusate, ma è passato inosservato Zarrillo che suona in questi commenti…

  12. Saimon says:

    No ragazzi….stavolta non concordo. Pur da tifoso, pur da tifosissimo anzi.

    Ray ha dato il 110% fino all’ultimo secondo di stagione, nonostante Ainge l’avesse offerto anche al Casalpusterlengo praticamente….ha sempre portato il suo mattone (pur tirandone pochi) alla causa, adesso è il momento della riconoscenza senza se e senza ma.

    Se lo merita…..

  13. Francesco says:

    Se, per problemi di “convivenza” o risentimenti di qualsiasi tipo, fosse andato in qualsiasi altra squadra (lakers esclusi) avrei capito ma andare a giocare per la squadra dei tre amigos che ha eiliminato boston ai play off per due volte di fila di cui l’ultima due mesi fa è perfidia pura e per niente classy. Per me traditore senza se e senza ma nonostante come giocatore sia indiscutibile. Il sogno è che Boston si porti a casa il titolo con ray a guardare ma sinceramente a parte infortuni primaverili Miami mi sembra inarrivabile soprattutto con Allen. Mi Sa che una salva di meritatissimi boo al td garden non gliela leva nessuno.

  14. Saimon says:

    Però ragazzi siamo obiettivi…..i primi ad inaugurare i Big3 sono stati proprio lui, KG e Pierce…..non è una scelta classy ok, su questo concordo, ma come commentavo su un altro articolo: una volta vista la Decision, di lì in poi vale tutto…..

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