Può un tifoso Celtics provare simpatia ed esultare per le vittorie dei Lakers?

These are they.

La rivalità sarebbe tale da richiedere uno sforzo davvero eccessivo, fermandoci solo a rispetto, stima, plauso, riconoscimento e tutte quelle robe lì da fair play che mi stanno a cuore.
Ma tutti i fans di Boston in queste ore si stanno ponendo la stessa crudele domanda: ed ora come la mettiamo col canadese?

Purtroppo un fan biancoverde più degli altri.
Nella paginetta del “chi siamo” col mio nome qui in alto su questo blog, si incrociano in un fotomontaggio le due principali passioni del sottoscritto a livello NBA, con un sinistro This is me nella didascalia, come un sogno di bambino ed un’utopia di innamorato da non abbandonare mai: Boston Celtics e Steve Nash.

Ho contagiato parenti, cuginette, amici profani della pallacanestro ed un pizzico del mio gioco in campo sulla magia di questo brevilineo da Santa Clara. Non ho avuto bisogno di farlo coi compagni di squadra e gli appassionati di basket, perché chi conosce o gioca questo sport arriva alla conclusione ed all’amore per inerzia.

Ok, Steve Nash è un Laker, prima o poi bisogna iniziare a prenderne atto. Ma io resto lo stesso con lui.

Anche a Los Angeles, esattamente come a Boston e Brooklyn, si è deciso di andare all-in provando a cavalcare fino in fondo i fuoriclasse veterani presenti a roster, aggiungendone altri ed aprendosi una finestra temporale di non più di due anni per dare l’assalto a Heat e Thunder.

Volano triennali da 30 milioni a quarantenni, ma la voglia di battere i tre amigos il più presto possibile deve essere feroce per i vecchietti di lungo corso che non hanno avuto recentemente la possibilità di soddisfarla.

Ed allora chi se ne frega della difesa che non c’è e di come contenere Westbrook, Parker e Paul. Da oggi i Lakers sono ad un’ernia del disco di un 38enne dal riproporre con 20 anni di distanza il più fulgido remake di showtime dopo il ritiro di Magic.
Che potrebbe mettere d’accordo tutti, Dwight Howard, coach Mike Brown, chimica improbabile e progetto tecnico improvvisato permettendo.

Threatt, Peeler, Van Exel, Fisher, Lue, Harper, Pargo, Smush Parker, Sessions: 20 anni di point guard di Los Angeles, il cimitero di un certo modo di essere playmaker, la rinuncia programmatica alla qualità geometrica ed al talento coinvolgente, con un triangolo ed un coach con la protesi alle mani non certo estranei alla faccenda.

Manca un nome in quell’elenco, che non evoca certo piacevoli vibrazioni ma solo un parallelo da brividi sulla schiena per i tifosi gialloviola: Gary Payton.

Protagonista di quella traumatica edizione dei Lakers del 2004 insieme a Karl Malone, alla vana caccia di un titolo NBA solo sfiorato con Seattle e Utah, sfumato sempre per colpa di quello con la lingua di fuori a cui si ispira e che vuole raggiungere Kobe.

Corsi e ricorsi.

Cambiando Payton con Nash, Sonics con Suns e Chicago con San Antonio, la situazione è del tutto identica, ma la simpatia per l’uomo ed il giocatore è del tutto opposta.

Tolta la scimmia dalla spalla dell’amico Dirk, evidentemente nessuno oggi merita un titolo più del primo tifoso di Tottenham e Del Piero, insieme proprio all’altro suo compagnone Grant Hill non a caso subito associato a Bryant e soci.
Sì, sarebbe la vittoria dei Lakers più dolce della storia per un tifoso dei Celtics.

Ma ora voglio proprio vedere se prima delle finali di conference tra Celtics-Heat da una parte e Lakers-Thunder dall’altra, la NBA avrà ancora così tanto bisogno di tifare Miami ed Oklahoma City, la vera e bella pallacanestro.
Cosa ne pensi Steve?

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11 Comments to “Showtime 2.0”

  1. Frinf says:

    olè,olè,olè,olè!

  2. MVPizza says:

    eh si, almeno non ci toccherà leggere certe cavolate su nba.com
    e questa è L’UNICA cosa positiva per un tifoso celtic,
    capito Gerry? 😀
    certo che dover scegliere tra L.A. e Miami in una finale nba……
    solo io penso che, per kobe&steve, sarebbe meglio avere Gasol e non Bynum in squadra?

  3. Mavio says:

    Vederlo in gialloviola mi fa un effetto terribile. Vai Steve, meglio per te che lo vinci sto anello…

  4. Saimon says:

    Questo scambio non è regolare!!! Steve non può andare coi “cattivi”….Io non lo vedo proprio col gialloviola…..e poi vuoi mettere la sua chioma, così poco fashionable, a Los Angeles?

    Ci sarà almeno una basketball reason che lo impedisce, o no????

  5. Matthew says:

    Steve ma che hai fatto?!?! E adesso come faccio a insultare liberamente gasoft, il bamboccione e compagnia briscola?!? Mi tocca pure di simpatizzare i Lakers (Ray non andare a miami ti prego non farlo!!!). Tornando seri quel che è peggio è che i Suns hanno pensato bene di rifarsi con Dragic, 40mln per 4 anni. Peggio di così… (tifo Rockets se non si era capito)

  6. Mavio says:

    @Saimon : hai ragione, c’è ancora la speranza delle basketball reasons! David, pensaci tu!!

    @Matthew: tifo Suns e Dragic mi piace tantissimo (quel primo turno contro S.Antonio del 2010 non lo dimentico più) quindi immagina come sono contento. Poi pensa che prende meno di quella cifra (i milioni sono 30 + 1 all’anno ogni volta che va all’ASG) e capisci che gioisco pure per il salary cap! 😛

  7. Sergamo says:

    Come si fa a non tifare Lakers adesso?
    Semplice: basta aspettare che Kobe metta Steve in un angolo.
    Sempre complimenti per gli articoli!

  8. Mike says:

    e sentiamo un po’: che problemi c’avresti con Gary Payton?

  9. Gerry says:

    Nessun problema, proprio perché avrei il terrore di averceli con lui!
    Ci mancherebbe, gran giocatore e uomo di rara personalità.

    Però non credo sia un azzardo dire che nell’immaginario collettivo Payton era il cattivo, il trash talker, il difensore feroce, il diavolo, mentre Nash è il buono, l’amico di tutti, il passatore sublime, l’acquasanta.

  10. Mike says:

    faccio sempre molta fatica a confrontarmi con l’immaginario collettivo ma credo tu abbia ragione.

    non è un caso che dinanzi ad un trade-off tra i due, tu prenderesti il buon Steve e io mi terrei il trash talker Gary.

  11. Sandrokan says:

    è come quando anakin passa al lato oscuro e diventa dart fener.

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