Solo un ingenuo come me poteva sottovalutare il potere occulto di David Stern.

Non sono stato io!

Ho criticato duramente le basketball reasons, giudicandole uno dei fatti più scabrosi della storia recente della NBA.
Le ho criticate dal lato giuridico e da quello non sarei mai comunque tornato indietro, perché già a dicembre un terribile conflitto di interessi si era riverberato sulla libera contrattazione del mercato, falsandolo.

Ma ho poi commesso la sciocchezza di criticarle anche dal lato tecnico, di campo, perché consideravo l’oneroso pacchetto di giocatori destinato a New Orleans in grado di portare comodamente ai playoff gli Hornets in questa stagione e comunque superiore a qualsiasi forma alternativa di ricostruzione.

Così facendo ho commesso un passo falso di cui mi pento, il più grave possibile che può commettere chi ha a che fare con la NBA: andare contro il Commissioner.

Sì, New Orleans ha vinto la lottery draft. Gli Hornets avranno la prima scelta, gli Hornets avranno Anthony Davis, gli Hornets tra 3 anni potrebbero essere contender.

Ora il risultato è tanto eloquente quanto scontato: la stragrande maggioranza degli appassionati statunitensi e persino degli addetti ai lavori è convinta che la lotteria sia stata truccata, per permettere a New Orleans di quadrare il cerchio della iperbolica ricostruzione ed a Stern di flirtare col titolo di GM del decennio.

Chi vuole illudersi che non sia un caso faccia pure, non dimenticandosi di tirare in ballo anche il notaio di Indietro Tutta che avrebbe sovrainteso all’estrazione ed assicurato la regolarità della pantomima.
Ma poiché io non ho mai trovato al supermercato il Cacao Meravigliao, ho la certezza assoluta che sia stata davvero una coincidenza.

Conosco troppo bene i metodi e le linee guida di Stern per arrivare anche solo ad essere sfiorato dal pensiero che abbia imposto la prima scelta per i “suoi” Hornets. Potrebbe persino averne fatte di peggiori, ma di queste non si saprà mai nulla e di certo lui non cade proprio in una pacchianata così dozzinale.

Il problema è un altro: per la prima volta nei quasi 30 anni del suo regno, David Stern è sottoposto al più pruriginoso fastidio che gli potesse capitare, ovvero l’insinuazione del dubbio.

Per inerzia, in una cascata di malelingue che si riverberano su di lui andando persino a individuare altre lotterie taroccate nel passato, ma a causa della precisa responsabilità a monte che ha viziato la NBA di questi anni.

La terribile amministrazione della vicenda New Orleans, chiaramente troppo a lungo commissariata, ha creato ora l’ennesimo mostro giuridico in grado addirittura di mettere a repentaglio l’unico insindacabile punto fermo nella filosofia gestionale di David Stern: la percezione di credibilità dall’esterno.

Da vicende del genere non se ne esce più, il bollo resta per sempre. Qualsiasi successo del futuro prossimo di New Orleans sarà considerato ingiustamente con l’asterisco da una fetta importante di tifosi ed osservatori, che per questo avranno più difficoltà a complimentarsi con Monty Williams ed i suoi ragazzi.
Facile, siete la franchigia di Stern!

Alla faccia dei soliti sorrisetti quando c’è da confrontare le vicende italiche con quelle statunitensi, come se il complottismo, il clima di sospetti e la caccia alle streghe siano solo una prerogativa di chi è nato tra Predoi e Lampedusa.

I soliti italiani, si diceva sempre. Ma qui l’unica apprezzabile differenza nella rubrica di Stern è che almeno potrà evitare di sorbirsi un’edizione straordinaria del Processo di Biscardi a lui dedicata.
Con Michael Jordan tra gli ospiti più infervorati.

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8 Comments to “Gomblotto!”

  1. Saimon says:

    Mah….per come la vedo io, 100% coincidenza.

    In primis, L’occhialino è troppo furbo, troppo subdolo e sottile per fare volutamente una porcata di ‘ste proporzioni.

    Secondo, la franchigia se non sbaglio è già passata di mano (all’owner dei Saints)….cosa viene in tasca a Stern nello “sporcarsi le mani” così grossolanamente per una franchigia non più sua?

    Cmq, parentesi…da quando ha smesso di giocare per davvero (nel 98 intendo) MJ non ne becca più una né per bravura né per fortuna…è veramente His Sfigness…adesso chissà chi mi va a draftare!!

  2. Mavio says:

    Neppure a me Stern non convince, in ogni caso il problema sollevato dall’articolo non è già l’imbroglio ma il sospetto che ci sia stato. Ad ogni modo, non c’è ancora Benson a capo della franchigia, c’è ancora qualcosa da formalizzare…

    Capitolo MJ: voglio provocare! Secondo voi è davvero tanto male che Davis non andrà a Charlotte? Per me niente affatto.

  3. simonpietro says:

    penso che pur di non far vincere la lotteria a MJ e fargli rovinare Davis posso accettare anche il più “moggiano” dei magheggi possibili…
    peccato per i Cavs, Buffa già pronosticava la botta di culo della prima scelta di Davis per Gilbert e lo spazio salariale nel 2014 (scade Telespalla Bob) per strappare il figliol prodigo alle spiagge del sud…

  4. Saimon says:

    @simonpietro

    eh beh, ma beccare sia Lebron nel 2003 che Davis nel 2012 era decisamente troppo, colpo di natica peggio di Shaq in post ai tempi d’oro. Ricordiamoci che Cleveland è pur sempre un mistake by the lake.

    @Mavio

    concordo con te, per Davis è certamente meglio finire in un contesto più vincente. Per Davis è certamente meglio non dover essere in balia delle scelte di un GM alquanto discutibile.
    Per Jordan però no, quantomeno nell’immediato. Era la sua prima chance di prendere una decisione dove, in caso di fallimento, era pronto l’alibi “perchè-ditemi-voi-avreste-scelto-altro?”.

    Invece niente…e ora Dio lo aiuti….

  5. simonpietro says:

    @mavio povero Kidd-Gillchrist finire a Charlotte, dove MJ ultimamente ha provato anche a portare i suoi “nemici” Ewing e Sloan pur di invertire il trend
    @saimon ma se i Clippers possono vincere una gara-7 fuori casa, sperare non costa nulla no?XD
    cmq la presenza di Monty Williams in panchina ci leverà, in caso di parziale flop di Davis, l’alibi che avrebbe avuto da altre parti. la situazione tecnica mi sembra peggiore, perchè con Okafor in attacco fa decisamente scopa.

  6. Mavio says:

    @Simonpietro: e pensare che Gilchrist, tiro da fuori a parte, pare pure arcipronto al passaggio in NBA! Sulla scopa Davis-Okafor ti quotissimo, ma non gli sarebbe cambiato molto con Biyombo a Charlotte (che per giunta ha addirittura dichiarato tempo fa che per nulla al mondo vuole giocare in PF)

    @Saimon: se vuole sbagliare la seconda scelta, si prenda Robinson o Drummond, scommetto che tutti gli daranno contro! 🙂

  7. hellas1983 says:

    Perdonami ma non sono d’accordo con la tua tesi, New Orleans era quarta in graduatoria di scelta, mica ventesima, vorrei ricordare inoltre che è dal 2004 che la squadra che arriva ultima non si aggiudica la first pick (accadde con Orlando che si portò a casa Dwight Howard), inoltre nel 2008 i Bulls (grande mercato) che avevano possibilità praticamente nulle si portarono a casa un certo Derrick Rose che se non sbaglio è nato proprio da quelle parti e nessuno disse nulla, come mai?

  8. Vincenzo says:

    Pure per me, il caso è il caso. E anche culo ci aggiungerei. Teniamo conto anche che senza gli infortuni gli hornets non avrebbero fatto questo tipo di stagione.
    Al di la di tutto però vorrei fare una precisazione. Non difenderò mai Stern per nessuna ragione al mondo in qualunque contesta, sia chiaro, ma capiamoci che gli hornets erano di proprietà dell’nba tutta e non dell’avvocato o altri dirigenti, i quali semplicemente “amministravano” il commissariamento. Voglio dire, anche se il commissioner c’ha messo la faccia, a far saltare lo scambio di Paul non è stato tanto lui, quando le altre 28 squadre che, anch’esse comproprietarie degli hornets, si sono opposte

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