No, niente a che vedere con Fellini, Mastroianni e Claudia Cardinale.

Sì, lassù c'è la finale NBA.

Otto, come le vittorie del percorso netto con cui gli Spurs si presentano in finale di Conference. Mezzo, come il piede che Duncan e compagni hanno in finale NBA.

San Antonio non può perdere con Oklahoma City. O almeno non razionalmente, al netto di prestazioni balistiche epiche o eventi imprevisti.

La serie è falsata e condizionata da un presupposto che si riverbera su qualsiasi discussione successiva: l’organizzazione dei Thunder è figlia di quella degli Spurs, Sam Presti è un prodotto di laboratorio di Spursello, le due squadre giocano a specchio, ma semplicemente quelli più forti lo fanno meglio e da più tempo.

Come la prima squadra del Barcellona contro gli under 19 della Cantera: stesso modulo, stessi concetti, stessi schemi, ma opposta esecuzione. Tra qualche anno i più giovani soppianteranno Xavi, Iniesta e Puyol, ma oggi non c’è partita.

Ce lo dice anche la storia recente, con una tendenza spietata nei precedenti: nel 2009-2010 in regular season fu 3-1 per San Antonio (sempre vittoriosa in trasferta), nel 2010-2011 è stato 3-0 (con annesso un +27) e quest’anno è 2-1 (ma con sconfitta degli Speroni arrivata in back to back, alla quarta partita in cinque giorni e dopo aver battuto Dallas e Denver).

Nessuno è in grado di difendere individualmente e di squadra su Durant meglio degli Spurs. La mefistofelica staffetta 4×100 Green, Neal, Jackson e Leonard ha la straordinaria capacità, ognuno con le proprie caratteristiche, di contenere Kevin sia senza palla che nell’uno contro uno che in aiuto.

L’impatto di Manu Harden sarà ridimensionato, per un motivo banalissimo: dall’altra parte c’è il Manu originale.

Quando le altre avversarie fanno entrare porci e cani, permettendo al Barba di imperversare e spesso di piazzare il parziale con la second unit, San Antonio chiama Bahia Blanca e fa invece entrare il principe dei sesti uomini, a cui chiaramente il Thunder si ispira per dinoccolate movenze mancine verso il ferro, creatività dal palleggio ed impatto su partita e compagni.

Westbrook non potrà più imperversare come ha fatto contro gli inadeguati Lakers dei difensivamente orridi Sessions e Bynum: al segnale di Popovich, “Smithers, libera i cani”, saranno sguinzagliati all’assalto di Russell i soliti Green e Neal e soprattutto l’intera squadra reagirà sui pick and roll battezzando regolarmente il lungo o Sefolosha e sfidando al tiro dalla media gli avversari.

Sull’affidabilità del jumper di Westbrook dai 5-6 metri, obiettivamente in crescita per meccanica ed esiti, Oklahoma City si giocherà molte possibilità di rimanere a galla.

Gli Spurs non concederanno spazio sui 28 metri ai virgulti, pennellando transizioni difensive sempre adeguate anche a costo di mandare solo Leonard a rimbalzo offensivo. E se fai giocare a metà campo i Thunder, esponi al mondo intero tutti i loro difetti e l’orrendo attacco tripartito.

Splitter sarà fondamentale per abbassare il tasso testosteronico di Perkins ed Ibaka, a rischio panchina in favore di Collison nei finali, mentre i due capolavori marzolini di R.C. Buford (il figliol prodigo Jackson ed il tridimensionale Diaw) permetteranno a San Antonio di vincere anche la battaglia della profondità.

Mio prediletto col numero 35, per farla breve: mi sa che non è ancora arrivato il momento.

Ma se, come diceva Guido Anselmi alias Marcello Mastroianni nel film, la felicità consiste nel poter dire la verità senza far mai soffrire nessuno, alla gioia di Duncan farà da contraltare l’ultima definitiva lezione imparata da Durant per essere ufficialmente pronto alla dinastia.

Dall’anno prossimo ogni risultato diverso dalla Finale NBA sarà insufficiente per i Thunder, rinnovo di Harden o non rinnovo di Harden.

Se quel traguardo viene raggiunto già quest’anno contro questi avversari ed in questo atipico scenario, si potrà tranquillamente parlare di impresa e di una grande pagina di storia NBA.
Tim, Kevin: a voi.

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12 Comments to “8 1/2”

  1. CureEclipse says:

    Hai detto tutto. Io tifo Thunder (per derivazione “supersonica”) ma sono perfettamente consapevole della superiorità di San Antonio in tutti quegli aspetti su cui si basa il basket di Oklahoma City. L’unica differenza è il fattore “velocità”, gli Spurs per motivi anagrafici potrebbere subire solo il gioco in contropiede di KD e compagnia scattante, ma non credo sia mai successo ai playoff che una squadra sia riuscita a vincere una serie solo col contropiede, perchè in post-season si gioca a metà campo. E lì, verissimo, i miei spesso sono inguardabili, al contrario dell’enciclopedia in movimento del gioco mostrata da quelli di Popovich.

  2. MVPizza says:

    completamente d’accordo
    come già detto sul forum, le speranze di okc devono passare su durant da 4 e collison (il miglior attaccante fra i lunghi).
    contro i lakers gli accoppiamenti (lunghi interni e poco mobili)
    li hanno favoriti, qui la presenza di diaw/bonner rappresenta un grosso problema per la difesa del pitturato.
    dagli aggiustamenti che farà brooks capiremo se è adatto ad allenare una contender (anche in caso di sconfitta).

    p.s. questa è la finale nba

  3. Matthew says:

    spero solo che chi passa poi batta miami in finale; sempre che non ci pensino prima i verdi, ma ho paura di no

  4. simonpietro says:

    da tifoso spurs mi gratto quando sento sti pronostici favorevoli ai nero-argento, che sono si favoriti, ma di la c’è sempre l’incognita Durant-Westbrook: il primo si è già levato la scimmia dal didietro di giocare ad altissimo livello marcato da Marion prima e Artest poi, mentre Russell mi sembra meno confusionario dell’anno scorso. e cmq hanno un anno in più di chimica e di esperienza, e un Fisher che contro gli spurs ha perso una sola serie ai PO.
    In parole povere: è molto più dura di quello che sembra. Mi aspetto parecchi momenti a 4 piccoli con Collison centro per OKC, mentre per SA probabili momenti con Leonard e Green contemporaneamente su KD e RW per far rifiatare Parker in difesa, oppure anche finali con Cpt Jack (da 4° piccolo al posto di Green), ancora molto silente in questa post-season

  5. DaKing says:

    Perfettamente d’accordo su tutta la linea, unico elemento di disaccordo, per me Westbrook farà una grandissima serie ma andrà in overconfidence come suo solito rischiando di estraniare dal gioco (per quanto possibile) KD e il Barba.
    4-2 San Antonio.

  6. Stavrogin says:

    Io parteggio per OKC, non perché non ammiri immensamente gli Speroni ma perché credo che Durant sia un giocatore eccezionale, in grado di far saltare tutto. L’articolo è perfetto e racchiude tutto quello che dovrebbe succedere, ma quando le sentenze sono già scritte sono solo i fuoriclasse veri che possono sparigliare le carte. Riusciranno gli Spurs a contenerlo? Vedremo. Gara 1 ci ha detto che gli Spurs ci sono (e sono meravigliosi), che KD c’è anche lui, e che tutto sommato la cosa non è sbilanciata come si poteva pensare.

  7. Frinf says:

    assolutamente…KD è stato ingabbiato solo nell’ultimo quarto (quando più contava in fondo), ma comunque siamo sul 50-50 per questa serie!

  8. from0tohero says:

    Già alla prima (la più tosta per entrambe) è servito un Manu da sogno e un Neal mica da ridere. Sacrosanto il tuo discorso sulla capacità di fare gioco di Harden contro le seconde linee avversarie. Favoriti gli Spurs (anche perchè scrivo già sull’1-0) ma per l’eventuale finals non saprei. Non aspetto altro che Duncan-Garnett Buone finali a tutti

  9. simonpietro says:

    avevo previsto Jackson da 4 tattico nel finale (sua la tripla del 91-84 importantissima) ma così efficace in marcatura su KD non me l’aspettavo. e ho colpevolmente dimenticato Gary Neal, il nostro Mr. Big Shot dal pino -dimostratosi tale sia ai PO dell’anno scorso contro Memphis sia in RS- da mettere contro il pesciolino malefico (6/6fg nei primi 3 quarti, quando vede nero-argento si eccita!).
    E’ tornato l’emmanuel, il “Dio con noi”XD!!!

  10. dreamtim says:

    un filo esagerate le conclusioni, anche se la lirica del pezzo merita un plauso.
    plauso doppio alll’utilizzo della parola “mefistofelica” che penssavo di usare solo io.

    in sostanza non c’è la distanza tra i due team che leggo, e non credo se giocheranno cosi questa serie, a meno di cambi culturali estivi, okc sarà pronta a spiccare il salto, evitando la matta dalla situazione (Mem, Dallas, ecc.) se non comincia a praicare una pallacanestro di letture.

    Anche giocanmdo male, Okc è rimasta là, e proprio la loro forza intrinseca, rischia di minarne gli sviluppi, forse solo uno shampoo al primo turno (vedi Spurs) potrebbe far cambiare idea a westbook, lieto di sbagliarmi per okc.

    e serie aperta, eccome (purtoppo) go spurs

  11. Gerry says:

    Concordo sul fatto che Oklahoma City potrebbe anche non fare l’ulteriore salto se non passa ad una pallacanestro di letture e di sistema (ed in questo senso trovo molto sottovalutata l’assenza di Maynor) e che questo salto non sia scontato con Westbrook.

    Ne facevo un dato cronologico: Durant e compagni hanno sempre fatto tutto in grande vantaggio, arrivando con uno-due anni d’anticipo a traguardi importanti.
    Ora che gli ultimi passi sono la finale ed il titolo NBA, il tempo di colpo si comprime, i traguardi diventano veramente ostici, la pressione aumenta e quella precocità rischia di venire dilapidata.

    Nella tabella di marcia ci starebbero pure due finali di conference perse, ma se dinastia deve essere la terza andrebbe vinta. E Presti e Brooks qualcosa dovranno inventarsi, anche perché il 2013 si presenta molto delicato sotto ogni profilo.

    P.S. per dreamtim: “mefistofelico” è una delle tante parole di cui ti ho rubato il copyright e che ho sdoganato anche dalle mie parti. Se capiti a Varese e senti la gente usare termini come “scaldapizzette” o abusare della desinenza -ezza, sai già il motivo. 🙂

  12. Johnny Firpo says:

    Ragazzi, prima di tutto complimenti a tutti: sono capitato per caso su questo blog e questo articolo, e credevo di avere le traveggole. Ho letto un articolo ben scritto, e una serie di commenti competenti, educati e, incredibilmente, sintatticamente e grammaticalmente corretti…grazie!!Mi avete ridato la speranza: esiste ancora qualcuno che scrive in italiano, e non posta solo insulti, attacchi/difese ottusi per partigianeria e, permettetmi la licenza “poetica”, epocali vaccate 🙂
    Detto questo, io davvero non so spiegarmi come sia possibile questa fioritura di San Antonio: come sottolineava Tranquillo in telecronaca, è senz’altro frutto di un cambio di sistema di gioco che affonda le proprie radici in un lavoro di almeno un anno e mezzo; tuttavia è sorprendente come sembri che tutte le pedine siano andate a posto contemporanemante e subitaneamente, producendo come effetto la squadra perfetta: un attacco assolutamente infermabile perchè temibile in qualsiasi situazione, condito da una circolazione di palla che è pura poesia e una sensazione che deve essere disarmante per gli avversari, ovvero quella che ogni Spurs sappia esattamente cosa fare in ogni momento.
    Non so se sia merito di Pop, che indubbiamente è riuscito a creare un sistema che valorizza i suoi giocatori e nel quale pare essere facile inserirsi: Jackson e Diaw sembrano tornati ai fasti migliori delle rispettive carriere e sono diventati ingranaggi importantissimi di un sistema vincente, dopo pochi mesi dal loro arrivo(e per inciso, sono giunti da “reietti” visto che nessuno li voleva più), dando una profondità al roster che non ha nessun’altra contender. Io propendo sempre per l’idea di Buffa-Tranquillo: gli dèi del basket ci sono, e hanno deciso di regalarsi un anno di divertimento; non si spiegherebbe altrimenti il ringiovanimento di un Duncan che non era a questi livelli almeno da 4-5 anni, proprio quando la stagione ipercompressa avrebbe dovuto sfavorire i giocatori attempati.
    Detto questo, e scusandomi per la prolissità, chiudo con una piccola considerazione: secondo me il motivo principale della resurrezione di San Antonio, oltre al ringiovanimento di Tim, è il ritorno a livelli di eccellenza di Tony Parker. Nelle ultime stagioni si era abbastanza appannato, senza mai essere il giocatore inarrestabile di qualche anno fa(come testimonia anche la perdita dello starting five per un certo periodo). Ora non so, sarà stata la Longoria che evidentemente assorbiva troppe delle sue energie…ma quest’anno è tornato dominante, inarrestabile penetratore che scardina le difese e le manda in tilt; e i risultati si sono decisamente visti, pur in assenza del miglior Ginobili causa infortuni. La morale penso sia facile: il sistema è indispensabile per vincere, ma le partite le vincono sempre le superstar; se non hai la chiave per farlo girare, il miglior sistema del mondo non ti porta da nessuna parte

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