Finali di conference quasi delineate. Chi c’è, c’è; ma tra chi non c’è, quali giocatori sono stati le delusioni maggiori di questi playoff 2012?

Ragazzi, resti tra noi, ma abbiamo fatto incazzare quello là.

Ryan Anderson
Dimmi con chi giochi ed in che sistema lo fai e ti dirò che giocatore sei. Sottotitolo: Big Baby non è Howard. Senza le difese che collassano su Dwight, il Most Improved Player perde la sua essenzialità sul perimetro e nel peculiare allargamento del campo tanto caro al silurato Van Gundy. Non è una bocciatura, basta solo ricalibrare il giudizio su di lui e tenere a bagnomaria la parola All Star.

Carlos Boozer
In un mondo perfetto ed in una squadra che si rispetti, all’infortunio della prima punta la seconda e terza stella dovrebbero elevare il proprio gioco per sopperire a quell’assenza. Boozer senza Rose si è invece del tutto inabissato, dimostrando una volta in più di essere colui che separa Chicago dalle ambizioni di anello, ora in buona compagnia della sfiga.

Andrew Bynum & Pau Gasol
Se diciamo che non hanno reso Kobe particolarmente fiero di loro, non andiamo esattamente lontani dalla realtà. Molli, distratti, talvolta anche irritanti, quasi mai decisivi nei momenti importanti. Poco brillante fisicamente il catalano, con poca stamina il bamboccione, spazzati via entrambi dall’energia del frontcourt dei Thunder, che ha un terzo della loro tecnica.

Darren Collison
Nella giusta e doverosa esaltazione di questi Pacers, è passata sotto traccia la bocciatura dell’ex Hornets. Trombato quasi improvvisamente dal quintetto per dare spazio alla maggiore fisicità ed intensità difensiva di George Hill, il cui mediocre playmaking è tuttavia ed a mio modesto avviso costato carissimo ad Indiana nei finali contro Miami, raramente è riuscito a far cambiare passo alla second unit.

Danilo Gallinari
Quasi-stellar Gallo

OJ Mayo
Individuo in lui il principale anello debole dell’harakiri di Memphis contro i Clippers. Dopo le prime due gare positive si è letteralmente squagliato: il 6/34 dal campo e le 13 perse illustrano solo in parte le difficoltà tutto campo di Mayo nel contributo dalla panchina, che spesso non aveva fatto mancare in regular season. Perdere il duello delle riserve coi Clippers e con gli altalenanti Young e Williams è un’ulteriore aggravante.

Ramon Sessions
C’è una parola che meglio di qualsiasi altra racchiude ogni concetto: inadeguato. Male nel far girare la palla in attacco, male nel contenimento difensivo, male nel cambio di ritmo in velocità; persino l’entry pass per i lunghi con lui era diventato un passaggio thriller mai scontato. Avevo più volte sospettato che non sarebbe stato l’uomo giusto, ma è andato ben oltre ogni peggiore aspettativa.

Amar’e Stoudemire
Le sue ginocchia e la sua schiena furono una delle (tante) chiavi che portò i Suns a disfarsi di lui. Il micidiale quinquennale dei Knicks ieri appariva come il presupposto per attirare altre stelle a New York, oggi appare come un albatros, da domani sarà un’occasione contabile di cui disfarsi in qualche modo. Per il resto ci si ricorda solo dell’uno contro uno col vetro dell’estintore.

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5 Comments to “Under the weather”

  1. Luca 8 says:

    doverosa menzione d’onore per luol deng.
    Che booz non fosse il secondo violino si era capito da molto tempo; dopo l’infortunio di rose mi aspettavo di vedere la squadra presa in mano dal britannico

  2. simonpietro says:

    @luca 8 Deng però a marcarlo aveva Iguodala e in generale una difesa che sapeva che smontato lui Boozer e Chicago in generale non erano un problema.
    @gerry il contratto di Stat ha una clausola interessante (forse l’ho già scritto in un altro post ma non ricordo): se l’anno prossimo non gioca qualcosa tipo 2400 minuti il contratto può essere rescisso da NY, e considerando come sta Amar’e, potrebbe essere l’ultimo anno per lui ai Knicks, che a quel punto potrebbero usarlo come merce di scambio, perchè diventerebbe un contratto in scadenza a tutti gli effetti a febbraio.

  3. doppok says:

    Collison però lo terrei ancora da conto, è ancora troppo irregolare ma lo preferisco a Hill senza ombra di dubbio. Quest’ultimo non fa altro che pasticciare e non capisco l’ostinazione nel volergli far gestire i finali. Messo assieme a Barbosa con penetrazioni buone per prendersi le stoppate hanno affossato Indiana peggio di quel che ci si poteva aspettare.

  4. Matthew says:

    Ciao. Ottimo articolo, come sempre.
    @simonpietro 2400 diviso 35 minuti di utilizzo fa circa 68, per cui sì, rischia (ma in questi 2400 minuti sono inclusi anche eventuali playoff?)
    @Gerry la foto e la didascalia sono esilaranti(e azzeccate)!

  5. PROFETA says:

    D’accortissimo, aggiungerei Joe Johnson, che aveva l’occasione per dare una svolta alla sua carriera e l’ha mancata ancora; ed un Brendan Haywood imbarazzante.
    PS Stoudemire dovrebbe aprire una fondazione al mago canadese che gli ha permesso quel quinquennale…

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