Ultimo Power Ranking della Regular Season.

Ma quali giovani! Ecco chi arriva meglio ai playoff..

1. (1) San Antonio 93

(M: 24+23; G: 23+23)

Gerry: Con la stessa posizione di seeding dell’anno scorso, ma col doppio della forma e delle aspirazioni.
Mookie: Solo il miglior Kobe di sempre può fermarli. Mezzo anello già al dito.

2. (2) Chicago 93

(M: 23+24; G: 23+23)

G: Con la stella in campo -27, con la stella fuori +37 nel big match con Miami: sempre la più “squadra” di tutti, ma con questo Rose non si vincono anelli.
M: Le premesse ci sono (best record), gioco e identità pure. Ma Rip Hamilton?

3. (3) Oklahoma City 90

(M: 22+23; G: 22+23)

G: Giocano talmente male di squadra da far dimenticare a volte quanto giochi bene Durant.
M: La differenza tra uscire al secondo turno o puntare alle Finals è nelle mani di quello che riceve, si alza e (quasi sempre) segna.

4. (4) Miami 87

(M: 21+23; G: 20+23)

G: Altro che Star Wars e Lato Oscuro, si presentano disorientati ai playoff in acuta fase Totò, Peppino e la Malafemmina: “noyo volevàn savuàr l’indiriss”.
M: Purtroppo non incroceranno Boston e la finale di Conference arriverà anche senza saper né leggere né scrivere.

5. (5) Lakers 84

(M: 21+21; G: 21+21)

G: Lo vai a dire tu a Kobe che sono diventati la squadra di Bynum, Gasol e World Peace?
M: Non mi sono mai ripreso dallo shock degli scorsi playoff. Ma come disse Tomjanovic, never underestimate the heart of a champion.

6. (6) Boston 80

(M: 21+19; G: 20+20)

G: Se l’Est scelleratamente dovesse portare in finale una squadra diversa da Chicago e Miami, questa sarà biancoverde.
M: Hanno portato il lettore all’ultimo capitolo con la giusta tensione. La storia del Big-4 può finire senza il secondo anello, ma non senza pathos.

7. (8) Clippers 80

(M: 21+20; G: 20+19)

G: La tavola è apparecchiata con salsa trevigiana: fuori Del Negro, dentro D’Antoni che trova CP3. Tante illusioni, esagerato divertimento, nessuna vittoria: Clippers basketball.
M: Buon finale di regular season, ma non arriveranno ad un tiro dalla finale di Conference come i Clippers di Cassell & Brand.

8. (12) Memphis 76

(M: 20+20; G: 18+18)

G: Ho finalmente visto la luce: sì, i Grizzlies sono una certezza. Ai playoff possono vincerne da 0 a 16.
M: La squadra che seguirò con maggiore curiosità. Non vorrei essere nei Clippers.

9. (13) Indiana 75

(M: 21+21; G: 17+16)

M: Terzo posto meritato, ora coach Vogel esorta i giovani Pacers a puntare alla Luna. Sono i Grizzlies dell’est, ma con poca esperienza.
G: Se il criterio di selezione del coach of the year viene confermato, Vogel ha già vinto il premio.

10. (7) Dallas 74

(M: 19+19; G: 17+19)

G: Mi sbilancio troppo nell’affermare che gli esperimenti di Galileo riuscivano meglio di quello di Dallas con Odom?
M: Gli ultimi a difendere il titolo senza avere mai il fattore campo nella post-season furono i Rockets di Hakeem & Clyde. Non ho la stessa sensazione.

11. (11) New York 72

(M: 20+16; G: 18+18)

G: Minimo sindacale raggiunto, ora saranno lo sparring partner perfetto per fare entrare subito in clima playoff una delle due big.
M: Il clima da dentro-o-fuori lo hanno già vissuto nel doppio spareggio contro i Bucks. Molta pallacanestro in meno dei Bulls e meno talento degli Heat: buoni giusto per l’auditel.

12. (10) Atlanta 70

(M: 19+19; G: 16+16)

M: Sono più squadra che in passato, ma neppure un superlativo Josh Smith può integrare completamente l’assenza di Horford. Upgrade fallito.
G: Che sia contro Indiana, Boston o Orlando partono almeno alla pari al primo turno.

13. (16) Denver 68

(M: 18+18; G: 16+16)

G: Sarà un caso, ma con Danilo si torna a vincere e nessuno mette più in dubbio la loro presenza ai playoff. Che è in dubbio.
M: Settimana decisiva: back-to-back con Houston, poi Clippers e Suns. Qualche timore ancora ce l’ho.

14. (15) Houston 65

(M: 18+18; G: 16+13)

G: Se indifferentemente sia Lowry che Dragic sembrano di colpo All Star, forse qualche merito va dato anche a sistema, compagni e staff tecnico.
M: L’allievo Dragic deve però guardarsi alle spalle dalla straordinaria rimonta del suo primo maestro, prima di calarsi nel mood playoff.

15. (14) Milwaukee 61

(M: 18+15; G: 15+13)

M: Fatale la doppia sconfitta contro i Knicks. Grande occasione persa, ora tocca sperare nelle disgrazie altrui.
G: Game over, cadaverici Sixers permettendo. Ma grandi applausi per aver ravvivato l’altrimenti moribonda corsa all’ottavo posto.

16. (9) Orlando 61

(M: 15+18; G: 13+15)

G: Ho edificato un altarino nella mia camera per poter venerare ogni mattina Stan Van Gundy.
M: Ma quando il tuo franchise player ti “de-followa” puoi dire al tuo agente di trovarti un’altra sistemazione. Peccato, con un’altra comunione di intenti potevano essere degli outsider ad Est.

17. (19) Phoenix 60

(M: 17+16; G: 14+13)

M: In attesa di riprendere il tormentone Free Steve, per ora alzo il cartello “MVP”. Da ripetere a triplette.
G: Se va a giocare a Miami da Totò, Peppino e la Malafemmina, divento comunque tifoso Heat.

18. (17) Philadelphia 59

(M: 17+16; G: 12+14)

G: Due partite di vantaggio sui Bucks: DON’T PANIC. Hanno smarrito l’attacco e chiudono con 6 trasferte nelle ultime 7: OKAY, PANIC.
M: Il Big Crash del 1929 aveva procurato meno danni agli States della sconfitta interna coi Nets ai Sixers.

19. (18) Utah 57

(M: 15+16; G: 13+13)

G: Gordon Hayward trasuda di Most Improved Player 2013. Gallinariano.
M: Acciaccati ma combattivi, cadono con gli Hornets e compromettono l’obiettivo playoff.

20. (21) Portland 47

(M: 13+14; G: 10+10)

G: Canales (che sarebbe l’attuale capo allenatore) è 8 vinte e 9 perse alla guida di un’Agenzia per il lavoro ed essendo 6 anni più giovane del centro di riserva: coach of the year!
M: In Oregon hanno invece già consegnato un altro premio: bust of the year. In confronto a Raymond Felton, Darius Miles è l’idolo del Rose Garden.

21. (24) Detroit 35

(M: 9+9; G: 8+9)

G: Non so ancora che tipo di compagno di reparto gli andrebbe affiancato, ma se i Pistons lo trovano Monroe va di filata all’All Star Game.
M: Hey Joe, where you gonna run to now?

22. (23) New Jersey 31

(M: 10+9; G: 6+6)

G: Deron si è riscoperto grande fan degli Europe.
M: E mentre decide il suo futuro, MarShon Brooks si candida a nuova attrazione dei Brooklyn Nets.

23. (20) Minnesota 30

(M: 6+11; G: 5+8)

G: Quando Anthony Randolph inizia a mettere insieme grandi numeri, vuol dire che siamo in piena garbage season. Ricky, donde estas?
M: Va bene il calo di motivazioni dopo aver perso il treno playoff, ma ora stanno esagerando.

24. (29) New Orleans 25

(M: 12+5; G: 5+3)

G: Eric Gordon riappare, vince altre tre partite, rischia di chiudere la stagione col 67% di vittorie e tornerà precipitosamente alle sue primarie occupazioni: Risiko, Paroliamo e Forza 4.
M: Con un roster del genere rasentare il 30% merita bene un premio. Ecco Tom Benson, nuovo proprietario della franchigia: peggio di Stern non può fare. Anche se il nome “Hornets” non gli piace..

25. (27) Toronto 24

(M: 9+7; G: 4+4)

G: 2013, stazione cruciale per il Mago a Toronto: o playoff o trade.
M: Ma l’hai scritta tu quella frase? Davvero?

26. (25) Golden State 22

(M: 6+9; G: 3+4)

G: Calendario ed assenze alla mano, hanno tutto per chiudere la stagione con 11 sconfitte di fila. L’obiettivo è arrivare nelle ultime 7 per non essere costretti a cedere la prima scelta a Utah.
M: Coach Jackson era partito promettendo i playoff subito. Deve aver realizzato meglio dov’è finito se l’obiettivo che ha fissato per la prossima stagione è semplicemente maturare.

27. (26) Cleveland 21

(M: 4+6; G: 5+6)

G: Pur di avere qualche pallina in più in lotteria ben venga anche Donald Sloan titolare.
M: Certo che finire dietro a Toronto non rende giustizia ad una stagione molto positiva.

28. (22) Sacramento 19

(M: 5+6; G: 4+4)

G: Closed for vacation.
M: Closed forever. I Maloof porteranno la franchigia lontano da Sacramento.

29. (28) Washington 18

(M: 4+4; G: 5+5)

G: La nota lieta in questo finale è il miglioramento dell’Ibakiano Kevin Seraphin.
M: Senza il brasiliano si fatica a far 60 punti a New York. Per fortuna che c’è..

30. (30) Charlotte 4

(M: 1+1; G: 1+1)

G: Che ce frega de giocare, noi c’av(r)emo Anthony Davis. Una sola data in agenda: 30 maggio, 2012 NBA Draft Lottery.
M: Worst team ever. Period.


Nota.
Il punteggio totale di ogni squadra è la somma di quattro valori, due per ciascun blogger, compresi tra 1 e 25 e indicati tra parentesi. Per ciascuna coppia di numeri il primo esprime lo stato di forma attuale della squadra, il secondo la prospettiva finale (di regular season) percepita.
Hollinger who?

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8 Comments to “Power Ranking #7 – 2012”

  1. fidi says:

    posso sbagliarmi ma trovo che i celtics siano un po troppo sopravvalutati.. saranno pure in buona forma in questo periodo ma i big three hanno un anno in piu un jeff green in meno rispetto ai playoff dell’anno scorso e soprattutto non hanno una frontline credibile.. voglio proprio vedere stiensma ai playoff e garnett diciamocelo non è piu quel fattore difensivo degl’anni scorsi.. x conto mio non hanno una singola chance contro gl’heat che già l’han distrutti l’anno scorso.. anzi vedo favoriti gl’hawks nell’attuale accoppiamento di primo turno..

  2. Frinf says:

    io penso che i celtics se la potranno giocare invece…il loro problema è “solo” la benzina. col cuore e con la classe (e con doc in panchina) possono fare a pezzi quasi tutti sulla singola serie (sottolineo il POSSONO, non sto dicendo che lo faranno). il problema è che se fanno a pezzi qualcuno vuol dire che alla serie dopo non ne avranno più.

    contro chicago sulle 7 partite la vedo malissimo, ma sarebbero la squadra perfetta per rompere le palle agli heat…purtroppo probabilmente non si incontreranno, come già detto sopra. comunque da tifoso verde consapevole che si uscirà al primo o secondo turno spero solo che si esca con onore. se KG rimane in questo stato immacolato a differenza di un anno fa si potrà ancora insegnare basket a qualche giovincello per qualche partita.

    se potessi pagare per scegliere le finals, darei qualunque cosa per vedere una sfida tra spurs e celtics, pur con tutti gli acciacchi dell’età.

  3. Luca 8 says:

    3 spunti cose:
    -Toronto ai PO nel 2013?? cos’hai fumato gerry?
    -Mi sento male all’idea che nash possa andare a miami..dai sarebbe come se luke skywalker abbracciasse il lato oscuro!
    -Ma che ridere se i bobcats non dovessero vincere la lottery! anche perchè tolto “l’insbagliabile” davis chissà cosa sceglierebbe jordan!

  4. MVPizza says:

    i lakers hanno trovato la formula vincente:
    la bistecca in panca(tranne l’ultimo minuto) e Mr.Potato a vendere
    magliette fuori dallo Staples…

    P.S. voglio tutti i vecchietti in finale

  5. Gerry says:

    Penso possano essere playoff spartiacque, di importanza epocale per certi aspetti, perché per la prima volta il gruppo di contender “giovani” (Chicago, Miami, Oklahoma City) ha complessivamente superiori probabilità di vincere del gruppo di contender “vecchie” (Boston, San Antonio, Lakers, Dallas).

    Tuttavia i biancoverdi arrivano a maggio come meglio non potevano pensare, hanno trovato in Bradley un insperato fattore “TonyAlleniano”, sembrano accoppiarsi bene con gli Heat, sanno giocare meglio di chiunque altro queste partite e la stagione corta, che in regular season li penalizzava, ora paradossalmente li potrebbe agevolare.

    Fatico comunque a vedere Boston vincente con Chicago o con Miami, figuriamoci con entrambe, ma non ho dubbi che ad Est sia l’unica alternativa a Heat e Bulls.

    @ Luca 8

    Inutile rimarcare che Toronto ai playoff era solo una delle due alternative proposte e non necessariamente quella che ritengo più probabile. 🙂

    Ciò detto, magari i Raptors faranno schifo lo stesso, ma ho la sensazione che lo faranno un po’ meno del solito nella prossima stagione.

    @ MVPizza

    Incredibile quanto Kobe in borghese abbia interagito e dialogato col coach e coi compagni nella partita contro Dallas.
    E d’altronde, come ci ricorda spesso l’avvocato…

  6. Mavio says:

    @Gerry: attendevo quella frase da tempo! Ma su Boston hai guardato decisamente il bicchiere mezzo pieno: verissimo che Bradley è una piacevolissima scoperta (che difendesse bene si sapeva, che segnasse discretamente no) e lo è anche Stiensma, ma sono troppo troppo corti. Mi aspettavo si fosse puntato di più su J.Johnson riserva di Bass, a me è parso non male quando chiamato in causa…

    @Luca 8: se non becca la prima scelta, scommetto che MJ punta su Drummond o Robinson. E non è un fatto positivo per una 2a (o 3a) scelta.

    @MVPizza: Bistecca + Potato = Gnam!

  7. Gerry says:

    Quella frase non è molto apprezzata dalla foltissima comunità italica dei tifosi Raptors, quindi va rispettosamente usata col contagocce se non proprio mai più. 😉 (se magari la squadra mi desse almeno una mano a non pensarla…)

    Di Boston sono pure tifoso, quindi è probabile che veda il bicchiere troppo vuoto quando le cose sembrano andare male e troppo pieno quando viceversa paiono andare bene.

    Sono corti, è verissimo, eppure la configurazione con Garnett da centro ha esaltato la nuova chimica e crea insospettabili accoppiamenti favorevoli con Chicago e soprattutto contro Miami.

    Non scommetterei mai su di loro e temo molto anche l’eliminazione al primo turno, ma mi limito a dire che se per pura utopia una delle altre 6 squadre ad Est riuscirà nel miracolo di arrivare in finale al posto di Miami e Chicago, quella potrà solo essere Boston.

  8. Mavio says:

    Probabile vada così, anche perchè ad est, escluse le prime 2, a mio avviso c’è il nulla cosmico, quindi il cuore dei vecchi campioni può emergere in ogni momento. E poi il backcourt è in un periodo di forma fenomenale (Rondo fa a dir poco spavento), Garnett dirige la squadra meglio di Muti con la Sinfonica di Chicago e sembrano in modalità marce basse in vista dei PO. Sarà da verificare a questo punto l’impatto di Hollins (mi sembra blasfemo dirlo ma è così).

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