Bidoni, ridimensionamenti, delusioni, giocatori finiti.

La malinconia è la gioia di sentirsi tristi.


Tralasciando casi umani (McGee, Blatche), cause perse (Thabeet, Anthony Randolph), psicodrammi fisici (Oden, Jeff Green) e dando il tempo ai rookies di dimostrare quanto valgono in condizioni normali, chi ha rispettato meno le attese in questa atipica stagione NBA?

1 Lamar Odom

La dimostrazione di quanto testa, contesto e motivazioni possano incidere nelle prestazioni di un giocatore. Non era reduce dalla sua miglior stagione in maglia Lakers dopo essere stato la chiave tattica degli anelli, ma era comunque ben lontano dall’attuale immagine che ricorda di più un giocatore finito. E’ al minimo storico di carriera in qualsiasi statistica individuale ed ha flirtato addirittura con la NBDL in un viaggio punitivo dai contorni ancora non chiari. Se ha ancora qualcosa da dare, deve dimostrarlo ora che si fa sul serio.

2 Raymond Felton

Dopo anni in camera di consiglio tra pareri discordanti e raramente illuminati, la giuria è finalmente uscita col verdetto: Raymond Felton è scarso. Il cataclisma attorno a lui in quel di Portland non gli ha certamente permesso di esprimersi nelle condizioni ideali, ma il campo ci ha detto inequivocabilmente che il giocatore ha perso tutto l’appeal che aveva in uscita da North Carolina. Non si riesce nemmeno a venderlo come contratto in scadenza.

3 Glen Davis

Doveva essere l’uomo che si accoppiava con Dwight per deresponsabilizzarlo in attacco, in realtà non ha alcun senso nel sistema di Van Gundy all’interno del quale non è previsto un 4 che gioca le zone del campo di Big Baby; figuriamoci se poi crolla pure nelle percentuali dal 45% in maglia biancoverde al 38% in Florida. Prenderà $6.5 milioni fino al 2015, si può già parlare di albatros. Spogliatoio Celtics, quanto mi manchi!

4 Tyreke Evans

Caso più spinoso tra i presenti. Erano stati scomodati Oscar Robertson e LeBron James per dare un senso al suo mirabolante esordio balistico e statistico nella Lega (20.1 punti, 5.8 assist, 5.3 rimbalzi) ed ha giocato bene le prime 5 partite illudendomi, ma l’ultimo ricordo significativo di lui resta la folle corsa nelle highways californiane per la serie “Poncharello prova a prendermi”. Interessante il progetto chimico di coach Smart che prova a schierarlo da ala piccola allontanandolo da compiti intellettuali che non sembrano appartenergli. Francamente ci credo ancora, persino come All Star continuativo.

5 Devin Harris

L’ombra del playmaker che fu. Non ho mai pensato a lui come uno dei primi tre violini di una franchigia di livello, ma è pur sempre stato in grado di non gettare del tutto nel ridicolo i Nets con partite da più di 40 punti segnati ed una media stagionale sopra i 20. Non corre, non salta, non tira, non segna: ci si ricorderà di lui in maglia Jazz solo per la giocata decisiva contro gli amigos.

6 Shannon Brown

In molti si aspettavano un decollo delle quotazioni e delle statistiche dell’ex Lakers, vuoi per il presumibile ruolo di maggior rilievo ai Suns, vuoi per il contratto in scadenza che l’obbligava a tirare fuori il meglio per un’estensione estiva, vuoi per la presenza del canadese che ama Bale e Del Piero e valorizzerebbe in campo anche i lettori di questo blog. Niente di tutto questo, anzi Brown ha addirittura le stesse identiche cifre dello scorso anno in gialloviola.

7 Wesley Johnson

Diversamente dal quartetto del draft 2010 che imperverserà qui sotto dalla posizione 12 alla 15, per Wesley il discorso deve essere ampliato. Non si trattava di un giocatore dall’altissimo upside e dal presente incerto, ma di un junior con 3 anni di esperienza collegiale (per quanto solo l’ultimo eclatante) che avrebbero dovuto portarlo ad un impatto ben superiore tra i pro. Se persino Adelman pare averci rinunciato schierandolo in quintetto solo di facciata, il ridimensionamento è drastico e forse definitivo.

8 Marvin Williams

Involuzione del gioco e nei numeri, anche se tira meglio da tre. Si sta ormai specializzando sempre di più come uomo di chimica che tira dallo scarico e non mette mai palla a terra, ma per $8 milioni all’anno ci si dovrebbe aspettare qualcosa di più. Ora ufficialmente quella seconda scelta assoluta nel draft 2005 davanti a Chris Paul e Deron Williams farà sempre parlare di lui dal lato sbagliato della storia.

9 John Wall

Non mi ha mai entusiasmato e convinto del tutto dai tempi del college, ma ha preso una piega eccessivamente pericolosa ed è lo specchio del malconcio draft 2010 di cui è stato prima scelta. Direttamente da Qualcuno volò sul nido del cuculo, gli è stato chiesto di fare il Jack Nicholson della situazione e di essere il leader di un reparto psichiatrico allo sbando. Tutte cose che non sa fare, dando invece il meglio in ruoli involontariamente comici come dimostrato dalla figuraccia all’All Star Game.

10 Eric Gordon

D’accordo le basketball reasons. D’accordo il tanking. D’accordo la particolare situazione contrattuale ed il fatto che agli Hornets convenga per mille ragioni tenerlo in naftalina e non esporlo ai temutissimi potenziali offerenti. Ma due partite giocate, una stagione da desaparecidos, l’injury prone cronico e la voglia zero di rinnovare sono a prescindere un dato inaccettabile e preoccupante. Il tutto mentre CP3 ha già ovviamente in mano quegli altri. GM Stern, come la mettiamo?

11 DeMar DeRozan

Ecco cosa succede ad imparare la pallacanestro in un supermercato: forse oltre ad un certo livello non si va. Brusco stop alla bella crescita dell’anno scorso.

12 Al-Farouq Aminu

Risposta alla domanda lotteria draft 2010: che ce ne facciamo del potenziale se poi questi comunque non sanno giocare?, parte I: niente. Fallire persino nella New Orleans di quest’anno è gravissimo, Monty non fa sconti.

13 Derrick Favors

Risposta alla domanda lotteria draft 2010: che ce ne facciamo del potenziale se poi questi comunque non sanno giocare?, parte II: direi niente. Non ha alcun motivo di esistere e di crescere quando i titolari sono Jefferson e questo Millsap.

14 Ed Davis

Risposta alla domanda lotteria draft 2010: che ce ne facciamo del potenziale se poi questi comunque non sanno giocare?, parte III: ancora niente. Anche per lui non riuscire ad emergere in un contesto volutamente perdente lascia inquietanti strascichi in prospettiva.

15 Ekpe Udoh

Risposta alla domanda lotteria draft 2010: che ce ne facciamo del potenziale se poi questi comunque non sanno giocare?, parte IV: sì, sempre niente. Ma terrei d’occhio il giocattolino sotto la cura del burattinaio Skiles.

16 Terrence Williams

Mister “so fare tutto, ma non gioco mai”. Forse un motivo ci sarà, Terrence? Per il momento, rilasciato da Houston, va a finire nella squadra che meno ne ha bisogno: Sacramento.

17 J.J. Hickson

Un anno fa se ne parlava come possibile nuovo leader di Cleveland dopo l’abbandono del Re di South Beach, ora è free agent dopo una stagione ignominiosa ai Kings. Tracollo libero.

18 Omri Casspi

C’è una faccia scura nella comunque felice stagione dei ragazzi di coach Scott. L’israeliano non la mette più da fuori ed ha un decimo dell’energia di Alonzo Gee, giustamente preferitogli in quintetto.

19 Richard Hamilton

Un terzo di partite giocate non sono un po’ troppo poche? Inoltre col 28% da tre non raggiunge lo scopo di dilatare il campo per le scorribande dell’MVP.

20 Jermaine O’Neal

C’è un modo sintetico per riassumere il tutto: it’s over. Anche se è pur sempre la Lega in cui Grant “Lazzaro” Hill va ancora in doppia cifra a 40 anni.

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10 Comments to “I’m goin’ down”

  1. Fazz says:

    mmm… sicuro sicuro sicuro su Favors?

  2. Luca 8 says:

    sicuro sicuro sicuro di non metterci dentro pure beasley?

  3. Gerry says:

    Non ho alcun dubbio che prima o poi Favors possa imbroccare i 4 mesi o la stagione da 15 punti e 10 rimbalzi.
    Però al momento mi pare che la sua stagione sia stata deludente o comunque di mancata crescita tecnica e statistica, chiuso com’è da una delle migliori frontline titolari e dall’equivoco dei Jazz che manco loro sanno se puntare o meno ai playoff (se ci vanno mi pare che perdano la loro prima scelta, “lotteria protetta”, a favore dei Wolves).

    Beasley è brutalmente borderline tra le due categorie non prese in considerazione nella premessa, i casi umani e le cause perse.
    Con un coach ortodosso come Adelman, il contrattone che Minnesota non ha mai pensato di rinnovare e la priorità assoluta dei Lupi di sviluppare Derrick Williams, avevo aspettative talmente basse da non riuscire nemmeno a considerarlo una delusione.

  4. fidi says:

    Su tutto d’accordo tranne che x Favors e Udoh.. Il problema del primo è chi gli sta davanti ma da titolare potrebbe mettere numeri discreti.. sempre se bastassero quelli..
    Udoh mi sembra in divenire ma dipende quello che ti aspettavi.. non so l’hype che avesse al college..
    EVAN TURNER???? io da simpatizzante sixers c speravo.. è troppo discontinuo.. cmq non bisogna rinunciarci…

  5. Gerry says:

    Due settimane fa avrei considerato Turner per la top 3 di questa classifica, ma poi ha giocato un paio di partite da futuro All Star non appena è stato lanciato in quintetto, costringendomi a sospendere il giudizio.
    Nelle ultime 3 gare è ripiombato nel tombino in cui si trova da un anno e mezzo, forse è il giocatore più enigmatico e di cui ci capisco meno della intera NBA.

    D’accordissimo su Udoh, che al college mi sembrava tutt’altro che sprovveduto anche sul piano tecnico. Potrebbe essere lo “steal della trade” Ellis-Bogut a favore dei Bucks, ma resta agli atti il fallimento del progetto su di lui a Golden State.

  6. Vincent says:

    Ho appena visto i bucks e forse potrebbero essere il team giusto per mr.Terrence

  7. Emanuele says:

    Però Favors quando schierato in quintetto si è fatto sempre trovare pronto, concordo con gli altri ma Favors ha fatto un notevole upgrade, limitato solo dalla presenza di altri 3 lunghi dalla discreta dote di punti (Millsap, Jefferson) e rimbalzi (Kanter)

  8. Cava says:

    As usual bell’articolo, colgo l’occasione del primo commento per farvi tutti i complimenti possibili per il blog.
    Però Gerry, e lo dico dopo che lo riscontro da un po’ di tempo, sugli Hornets mi sembri piuttosto prevenuto.

  9. Gerry says:

    Lo sono sicuramente, ti sembra benissimo.

    Le Basketball Reasons mi sono andate di traverso, più sul piano giuridico che altro; ora qualsiasi cosa accade a New Orleans mi condiziona e forse la situazione degli Hornets mi sembra regolarmente più nera di quello che è.

    Certo si sapeva che sarebbe stato un anno volutamente perdente, ma spero mi concederai che un Gordon da sole 2 partite ed un Aminu così impercettibile sono anche peggio delle peggiori previsioni. 😉

  10. Cava says:

    Su Aminu sono d’accordo. Non mi aspettavo di meglio francamente, ma devo dire che le mie aspettative erano appunto molto basse (non mi piace come giocatore, e il potenziale appunto serve a poco in casi come il suo).
    Però al contrario credo che il fallimento con Monty non sia tanto preoccupante preso come fatto in sè: Williams ha silurato gente ben più capace, e d’altra parte Aminu ha in rotazione Ariza che nel sistema degli Hornets ha un’importanza capitale.

    Per Gordon è sfiga, tra l’altro le due partite le ha giocate tutto sommato bene; e appunto c’è da considerare che lo stanno tenendo fuori volutamente.
    Non sembra avere molta voglia di rinnovare (e vabbè, non gli si può chiedere di meglio: quanti nella sua situazione sarebbero felici di farlo?), ma è RFA quindi alla fine conta relativamente.

    Più che altro mi piacerebbe approfondire la questione delle “basketball reasons”, magari in futuro perchè mi rendo conto che non è questa la sede più adatta.
    Al tempo avevo letto il tuo articolo in merito (condividendo molto poco, devo ammettere) e quindi credo di ricordare la tua posizione, ma giuridicamente mi sembra non ci sia niente da dire: innanzitutto perchè la sua era una posizione legittima in quanto presidente degli Hornets (e questa è una discreta porcata, ok, ma è un altro discorso), e poi perchè a quanto pare non ha bloccato una trade già conclusa ma solo una trattativa quasi conclusa.

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