Perché i Grizzlies hanno iniziato a vincere ora?

Perché i Grizzlies hanno iniziato a vincere ora?

Ursus arctos horribilis. Animale prevalentemente notturno e solitario.
Chissà se avevano pensato anche a questo quando, nel 1995, vennero fondati gli allora Vancouver Grizzlies.

In Canada sei anni senza mai superare le 23 vittorie a stagione. Trasferimento immediato in Tennessee in cerca di gloria e tre qualificazioni ai playoff (’04-’06) ma mai una gioia: dodici occasioni, tutte perse.
Quando horribilis sta per sweep.

La ricostruzione, che per l’ennesima volta fa rima con distruzione, inizia con la cessione di Pau Gasol ai Lakers. Seguono tre stagioni consecutive da 68 vittorie complessive.
Tanto horribilis che i sostenitori si defilano.

Quattro quinti dell’attuale quintetto di Memphis è stato draftato negli ultimi infausti anni e per capire la situazione frustrante in cui si trovano questi giovani atleti, cito Mike Conley dopo l’ultima partita casalinga. Ha parlato del pubblico di Memphis, più interessato a vedere le grandi stelle della Lega che a sostenere la squadra locale.

È deprimente quando li senti acclamare LeBron, Kobe o gente così.
Dobbiamo lavorare sodo e giocare da squadra sempre di più per vincere delle partite di fronte a loro, solo così li porteremo dalla nostra parte.

Sulla stessa frequenza coach Lionel Hollins.

Verso la fine della partita, mentre ero seduto in panchina, mi sono detto ‘forse se vinciamo questa partita, il pubblico qui inizierà a fare il tifo per noi’.

Se così stanno le cose a Memphis, chi vorrebbe andarci?
Qualche disperato in cerca di una rinascita. Come Allen Iverson, uno di quelli che riempie le arene.
Ma l’MVP del 2001 non accetta di essere parte della squadra, se questo significa partire dalla panchina. Se ne va subito, il 7 novembre, lasciando i Grizzlies con un record di una vittoria e sei sconfitte. Lasciando soprattutto la dirigenza nei pasticci con quei tifosi che vogliono essere risarciti dei soldi dell’abbonamento.

Storia ben diversa quella di Jamaal Tinsley, un tempo discreto protagonista in questa Lega, ora avviato ad una rapida e silenziosa uscita di scena. È lui che viene firmato per il posto di point guard liberato da Iverson. Un giocatore messo da parte dai Pacers, da tempo incapace di trovare un’occasione per cancellare il passato prossimo e fare vedere che sa ancora giocare. Mio figlio chiedeva ‘non ti vedo più in tv, che succede? ‘

A fine novembre nel provvisorio bilancio fatto da Paul Forrester (SI.com) Tinsley improvvisamente è cresciuto sia in termini di impatto che di minuti in campo. Nelle ultime cinque partite ha registrato una media di 9,6 punti e 4,8 assist in 24,6 minuti.

Per dirla tutta, le successive apparizioni non sono state altrettanto fortunate, riconsegnando il ruolo di vice Conley a Marcus Williams. Proprio quest’ultimo non è forse uno dei più clamorosi flop degli ultimi anni? Ebbene, adagio adagio, sta iniziando a dimostrare di valere la categoria pure lui. E se perfino il gigante iraniano Hamed Haddadi, in campo perché Marc Gasol fa qualche fallo di troppo, riesce a fare bella figura contro Shaq.. il Tennessee cestistico tutto d’un colpo sembra la terra delle opportunità.

La partenza (1-8) prometteva la solita solfa, poi ai Grizzlies s’è accesso qualcosa che ha portato otto vittorie nelle successive dodici partite. Dopo aver espugnato Minneapolis, due vittime eccellenti come Dallas e Cleveland confermano che Mayo e compagni sono i più in forma del momento.

La vittoria contro i Cavs arriva all’overtime, dopo essere stati sotto di sedici lunghezze nel primo quarto di gioco. Zach Randolph 32 punti, O.J. Mayo 28, Rudy Gay 21, ma il tiro della vittoria viene concesso a Conley (12) che sfrutta un blocco, scherza O’Neal ed appoggia il sottomano decisivo.

Vittorie che danno fiducia. Il segreto?

We believe in each other and we trust in each other. – Zach Randolph.
If we play together, we can play with anybody in the NBA. – O.J. Mayo.

Sentire che la squadra è al centro di un pensiero di un mangiapalloni come Zibo o di uno che ha la fama di spacca-spogliatoi come O.J., mi lascia un attimo interdetto. Le solite frasi fatte per la stampa o ci credono davvero?

Hollins sembra confermare questa inattesa unione di intenti. Per l’allenatore difendendo con intensità, parlando molto in attacco e aiutandoci a vicenda nel trovare la giusta posizione siamo diventati una squadra migliore.

Ammettiamo che sia vero e che ai Grizzlies non passi presto la voglia di sudarsi le vittorie, cos’ha innescato questo cambiamento?

Marc Gasol nel suo blog su Marca.com ha ammesso che la verità è che Allen Iverson ci ha destabilizzato. Tutta la confusione che si era creata ci mise in difficoltà. [..] A noi compagni non ha parlato dei problemi che aveva. Riguardavano più l’allenatore e la nostra filosofia di squadra.

A me però vengono in mente i due ultimi mondiali vinti dall’Italia calcistica, quando gli scandali avevano prodotti haters anche tra le fila amiche. Poi penso ai giocatori della Lazio che in un infausto 5 maggio demolirono i sogni scudetto dell’Inter in un Olimpico che esultava ai gol degli ospiti. Allora mi rispondo che più che la toccata e fuga di Iverson sono servite le sedie vuote del FedEx Forum e gli incitamenti rivolti agli avversari.

E proprio la solitudine dei Grizzlies si sta trasformando nella loro arma vincente.

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