Le peggiori cinque storie della settimana.

5. DETROIT: WHO CARES?

L’unica ragione che mi viene in mente per guardare Lakers-Pistons: Kobe cambia maschera, ne indosserà una nera per questa partita.

[J.A. Adande (ESPN) – via Twitter]

Tanti auguri a Joe Dumars: risollevare la situazione in Michigan è sempre più difficile e alcuni pezzi grossi andavano ceduti quando avevano ancora mercato. Non si intravede ancora la proverbiale luce alla fine del tunnel, perché Greg Monroe da solo non basta a invertire la marcia.
Se la ridevano i “senatori”, quando remavano contro coach Kuester. L’ex allenatore dei Pistons stanotte torna al Palace di Auburn Hills da ospite, assistente di Mike Brown ai Lakers. Neppure lui se l’è sentita di prendersi una rivincita sul trattamento ricevuto a Detroit e culminato con il licenziamento: no ho niente di cui lamentarmi, vorrei solo che avessimo vinto qualche partita in più.
Come sono lontani i tempi dei Bad Boys, quando mezza America li odiava ma loro vincevano. Ora raccolgono la più totale indifferenza.

4. ORLANDO: SCUSATE IL RITARDO

Fran Vazquez fu selezionato dal GM Otis Smith con il pick #11 del draft del 2005; quella notte posò per la foto, l’unica cosa che da allora ha fatto per la squadra. C’è la possibilità che l’ala forte possa arrivare ai Magic questa estate, alla scadenza del contratto con la Lega Spagnola. […] Arriverà appena in tempo per vedere Dwight Howard lasciare Orlando da free agent.

[Kelly Dwyer – Ball Don’t Lie]

That’s the plan, ha confermato il GM. Al suo posto non mi sarei esposto, visto che lo spagnolo è da qualche annetto che preferisce non attraversare l’Atlantico. E francamente non so se sia più imbarazzante annunciare il lungo del Barcellona, o rispondere alle insistenti domande di Sager sulla cessione di Howard entro la trade deadline. Povero Otis, nessuno vorrebbe trovarsi al suo posto in questi giorni.

3. SAN FRANCISCO: EPIC FAIL VIA MAIL

“Nei giornali continuo a leggere che perdiamo intenzionalmente per una migliore posizione al prossimo draft. Questo non succederà MAI. Mai. Stiamo lavorando sodo ogni giorno per cambiare la cultura di questa organizzazione […] e istruire una squadra a perdere semplicemente NON è un’opzione.” Gli Warriors hanno dimostrato di essere già ben consapevole di come perdere domenica, affrontando un avversario inferiore e raggiungendo traguardi sempre più bassi per inettitudine offensiva, nel sonnolento 83-75 con cui hanno perso dai Toronto Raptors.

[Rusty Simmons – San Francisco Chronicles]

Le parole nel virgolettato sono dell’owner di Golden State, Joe Lacob, che ha inviato una mail agli organi di stampa locali per respingere le accuse di tanking. La successiva brutta sconfitta con i Raptors (ancora senza Bargnani, come aggravante) non può che esporre il proprietario di Golden State all’ironia del giornalista del Chronicles.
Ora è da vedere se Lacob è come il presidente della Longobarda che lancia proclami all’esterno, ma all’interno impone il “perdere e perderemo”. Come scoprirlo? Basta aspettare il 15 marzo e vedere chi sarà arrivato al posto di Monta Ellis nella baia. Augurando a Mark Jackson di non sentirsi dire “sono riuscito ad avere i tre quarti di Gentile e i sette ottavi di Collovati, più la metà di Mike Bongiorno.”

2. CHARLOTTE: NON SI SCAPPA DAL PASSATO

Il Fantasma del Draft Passato: nel 2005 il gm/coach Bernie Bickerstaff rinunciò a una trade che avrebbe portato a Charlotte Deron Williams. Sette anni dopo ecco quel che si sono persi: Williams, ora ai Nets, segna 57 punti e da solo batte i Bobcats 104-101. [..] Sì, probabilmente Williams sarebbe potuto essere di maggiore aiuto rispetto a quanto fecero Raymond Felton e Sean May.

[Rick Bonnell – The Charlotte Observer]

Il celebre “potrebbe andare peggio, potrebbe piovere” di Igor (Frankenstein Junior) qui trova una nuova versione. Per quanto la situazione faccia schifo ora, basta guardasi alle spalle per accorgersi che anche in passato sono stati commessi autentici disastri, sembra suggerire il redattore dell’Observer. Consolatorio?
La franchigia di Michael Jordan è in piena corsa per finire la stagione quale peggior squadra di sempre, non ha nulla che assomigli ad un franchise player e probabilmente ha il suo miglior elemento in un francese sovrappeso e svogliato che nel momento in cui scrivo ha perso il posto in quintetto in favore di D.J. White. Un indizio che Boris Diaw sta per fare le valigie? Anche fuori forma ancora insegna basket e penso faccia gola a qualche dirigente con l’occhio lungo di qualche contender. Almeno lui può ancora scappare da tanta mediocrità.

1. PORTLAND: RAYMOND FELTON, IL FAN FAVOURITE

Quando mercoledì sono andato negli uffici dei Blazers per intervistare il presidente Larry Miller, queste sono state le prime due domande che mi hanno fatto: 1) dalla ragazza alla reception, “vuole qualcosa da bere?” 2) da un’altra impiegata, “Per favore mi può dire che stiamo scambiando Raymond Felton?”

[Ben Golliver – Blazersedge.com]

Non sono mai stato un ammiratore di Felton, anzi ricordo nitidamente che la notizia del suo arrivo significò per me la dimostrazione ultima che in Oregon, nella stanza dei bottoni, non ci sono più persone competenti.
Ma sta diventando ingiustamente il capro espiatorio per eccellenza di questa stagione orribile dei Blazers e viene mortificato oltre i suoi demeriti: oggetto di battutine taglienti dagli stessi tifosi del Rose Garden perfino durante le partite; per alcune partite retrocesso in panchina da coach McMillan che gli ha preferito Jamal Crawford, ovvero una point guard d’emergenza.

E proprio l’ex Hawks, anche lui alla prima stagione a Portland, potrebbe essere ceduto, oggetto dell’interesse dei Timberwolves che cercano un tiratore per il backcourt. L’impiegata però si sbaglia ad auspicare una trade, perché forse non coglie il fatto che le stesse persone che hanno scelto di dare vita a questo roster sono quelle che dovrebbero migliorarlo sul mercato.
Io me la prenderei più con il management e il coaching staff. O vogliamo dare colpa a Felton anche per il mancato passaggio di Deron Williams ai Bobcats nel 2005?

Solo per la cronaca, a Charlotte come a Portland, c’è sempre di mezzo Bernie Bickerstaff: arrivato per sostituire Monty Williams, mi ha detto male fin dal primo giorno..

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8 Comments to “Epic Fail”

  1. Saimon says:

    Bella novità ragazzi! complimenti!

    Io mi chiedo…..ma il tifoso medio Charlottiano, ammesso che ancora ce ne siano…come fa??
    Li hanno letteralmente derubati di una squadra che comunque a mia memoria tanto male non era, e gli han dato indietro sto scempio di franchigia…..ma come si fa? Only in America….

  2. MVPizza says:

    Portland è la grande incompiuta dell’NBA.Ma ora, persi Roy e Oden,
    deve ripartite (quasi) da zero.
    IMHO può lasciar andare tutti i FA, magari tentando di ottenere qualcosa, e ripartite dal trio Aldrige-Batum-Matthews.
    Wallace,Crawford e Felton sono buoni giocatori ma è inutile svenarsi per tenerli e continuare a rimanere nel limbo, è troppo tempo che i Blazers sono in questa situazione.
    Non è necessario avere la prima scelta per pescare bene, e il prossimo sarà un draft profondo…

  3. Mookie says:

    @ Saimon
    Abbonati alla lottery, non ricordo nei Bobcats un solo giocatore per cui spendere le parole “costruiremo la squadra attorno a lui”. Al massimo sono riusciti a mettere assieme un roster non tanto diverso da quello degli attuali Blazers.. Blame it on the management!

    @ MVPIZZA
    Sì. Anche se è da Batum e Aldridge che puoi “ricavare” qualcosa in cambio.
    In ogni caso il vero problema è che non c’è un GM, Paul Allen è un biennio che combina malanni e – non che mi dispiaccia – neppure coach McMillan è certo resti in panchina anche l’anno prossimo. Nonostante abbia un altro anno di contratto.

  4. MVPizza says:

    @Mookie
    io non li scambierei, per avere una buona base di partenza, e mi baserei sopratutto sul draft per ricostruire. ovviamente tutto questo non può prescindere dall’avere un (si spera decente) management…

    P.S. riguardo ad orlando, sai qual’è l’intenzione dei proprietari? ricostruire o mantenere la squadra a livello playoff? riguardo la seconda ipotesi ho sentito di un possibile scambio con chicago…

  5. simonpietro says:

    Stuckey 34 e canestri pesantissimi, il buzzer del pareggio di Kobe… Adande ha avuto tempismi migliori in passato XDXDXD

  6. Mookie says:

    @MVPizza

    Non lo so e penso che non lo sappiano neppure loro!
    Sono consapevoli che Howard vuole giocare per una contender, altrimenti saluterà.

    Quindi ci sono due fronti aperti:
    1) elaborare una trade che possa affiancare a DH – fosse anche solo per una breve finestra di tempo – gli elementi necessari per rendere i Magic credibili avversari di Heat e Bulls. Ritengo sia questa la loro priorità, tentare un ultimo colpo di reni.
    2) trovare una trade soddisfacente per colmare il vuoto lasciato dalla cessione di Superman. È il piano B, i playoff per quest’anno sono già in cassaforte e l’importante è avere in ritorno qualcosa di solido da cui rifondare (non necessariamente da zero).

    La mia sensazione è che non riusciranno né nella prima, né nella seconda e che – dunque – potrebbero tenere Howard fino al termine della stagione.

    Se ti riferisci alle voci su Boozer in Florida, sono scettico. Sia, in generale, perché possa esserci una trade tra queste due franchigie proprio in questo momento. Poi perché non ritengo che Boozer possa rendere i Magic contender. Infine perché i Bulls – che potrebbero anche cederlo Boozer – credo aspirino a ben altro che Redick o Turkoglu come contropartita.

    @Simonpietro
    È un periodo (anzi, è tutta la regular season) che come si emette una sentenza si viene subito smentiti. E che questo accada proprio con questo calendario compresso non è un caso. Non lo dico per difendere Adande, ma alzi la mano chi è senza peccato..

    Comunque Stuckey resta.. Stuckey, nonostante ieri. I Pistons restano un team da lottery con parecchie grane a livello salariale e a guardarli ci sono davvero pochi motivi per definirli interessanti.

  7. Saimon says:

    @Mookie

    concordo su Orlando, ho anch’io la sensazione (per quel poco che vale la mia) che alla fine resteranno col cerino in mano. Tante voci, più o meno fondate, ma a parte l’avvicinamento ai Lakers mi sembra che nessuno abbia ancora deciso quale bottone spingere veramente.
    Tra l’altro…magari sbaglio, ma non è che anche l’accoglienza freddina (se l’episodio è reale) che Kobe avrebbe riservato al suo possibile nuovo compagno abbia fatto alzare qualche sopracciglio in giro per la Lega? Voglio dire: Kobe ha “fatto muro” all’arrivo di Superman solo per il suo ego o perchè ci ha visto più lungo magari di altri?

  8. simonpietro says:

    si si mookie assolutamente la mia era solo una battuta, lungi da me criticare un mahatma di Espn come Adande! e come dici tu i Pistons restano nel complesso la peggior franchigia NBA per abbinamento record-soldi spesi: almeno Charlotte New Orleans e Washington hanno poca gente a basso prezzo o in scadenza, i Pistons han 3-4 contratti inscambiabili per almeno 2 anni…

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