Moneyball (diffuso in Itala col titolo L’arte di vincere) è entrato di diritto nella mia top 3 dei film sportivi extra basket, a far compagnia a Il maledetto United ed ovviamente L’allenatore nel pallone.

Preziosissimo Steve Novak.


Da vecchio amante dei giochi manageriali sportivi, potevo solo appassionarmi non tanto e non solo al film in quanto tale, ma soprattutto all’elemento centrale attorno al quale si dipana la storia (reale).

In estrema e dozzinale sintesi, la Sabermetrica è l’analisi del baseball attraverso le sue più particolareggiate statistiche ed in funzione delle vittorie di squadra, utilizzata dai protagonisti del film per costruire il proprio team vincente (Oakland Athletics) pur dimenandosi tra le ristrettezze finanziarie imposte dal proprietario del piccolo club, tali da rendere impari il confronto con i budget delle grandi piazze della MLB.

L’attore Jonah Hill, nelle vesti dell’ideatore del sistema, così riassume nel film la sua creatura convincendo Brad Pitt, nelle vesti del GM degli Athletics Billy Beane, a sperimentare questo approccio:

Si tratta di mettere tutto in relazione ad un numero. Utilizzando e leggendo le statistiche nel modo giusto, troveremo in giocatori non considerati un valore che nessun altro può vedere. La gente ha un approccio condizionato da una miriade di ragioni prevenute e difetti percepiti: l’età, l’aspetto, la personalità, l’origine, la storia. La matematica dà un taglio a tutto questo. Su 20.000 giocatori importanti che possiamo prendere in considerazione, credo ne esistano venticinque che ci possiamo economicamente permettere per formare una squadra che possa vincere il titolo, perché tutti gli altri nel mondo del baseball li sottovalutano.

Onestamente affascinante, ineluttabilmente stimolante: non ho resistito alla tentazione di creare il mio roster di possibili sottovalutati e parziali scarti per la caccia all’anello NBA, cavalcando qualsiasi parametro statistico a disposizione.

Regole finanziarie per la selezione:
-budget non oltre i 43 milioni, ovvero ben al di sotto del salary cap anche dei prossimi anni;
-nessun contratto oltre i 7 milioni annui, non ce lo possiamo permettere;
-nessun contratto da rookie, a meno che sia in scadenza e si preveda un rinnovo inferiore ai 6 milioni annui.

Con orgoglio presento i miei magnifici 12 prescelti.

PG: Jeremy Lin: $762,195
Va bene, ok, oggi è troppo facile. Eppure anche prima della sua esplosione i suoi risicati numeri in bugiardi spezzoni di gara ci potevano comunque suggerire qualcosa di suggestivo: nei 41 minuti totali giocati a Dicembre aveva messo a referto 28 punti e 15 assist complessivi, collocandosi così al quarto posto delle rispettive classifiche in base ai minuti giocati (0.68 punti al minuto; 0.37 assist al minuto). Era inoltre già quinto assoluto per %Ast, ovvero la percentuale di canestri della squadra da lui “assistiti” mentre è in campo (oggi è al 48%, secondo solo a Nash col 58.3%).

Con lui in campo New York è +12.4
Con lui in panchina New York è -2.0

PG: Earl Watson: $2,745,000
E’ il giocatore col miglior assist rate (AR) della Lega: su 100 possessi che lo vedono concludere l’azione (con tiro, fallo subito, assist o palla persa), 84 volte fa assist. Inoltre è secondo assoluto tra le guardie per giocate difensive (recuperi+stoppate+sfondamenti subiti) parametrate sui 40 minuti (4.11); meglio di lui solo Beaubois con 4.26.

Con lui in campo Utah è +2.7
Con lui in panchina Utah è -4.6

G: Louis Williams: $5,917,500
Il Win Shares (WS) è un complesso e micidiale indice che prende spunto sempre dal baseball e vorrebbe esprimere una stima del contributo di vittorie di ogni giocatore nel record della propria squadra. Accanto ai soliti noti (tra cui tuttavia spicca il ventunesimo posto di Gallinari e sbalordiscono il sesto posto di Ryan Anderson ed il settimo di Harden) il più sottovalutato è Williams, 19° con 3.4 (delle 20 vittorie dei Sixers, 3.4 deriverebbero da Louis).

Con lui in campo Philadelphia è +9.0
Con lui in panchina Philadelphia è +9.7

SG: Tony Allen: $3,150,000
Primo posto assoluto per recuperi sui 40 minuti (2.87), terzo posto tra le guardie per giocate difensive con 3.96 sui 40 minuti. Fattore determinante ed oggettivo dei Celtics prima e dei Grizzlies poi, fattispecie di specialista difensivo (ma non solo) indispensabile in un roster che punta in alto.

Con lui in campo Memphis è +6.7
Con lui in panchina Memphis è -4.3

SG: Nick Young: $3,695,857
E’ la quarta guardia per punti segnati sui 40 minuti (22.6), dietro solo a Bryant, Wade ed Ellis, ma è l’unico dei quattro oltre il 35% da tre. Indisciplinato, esagerato, poco indottrinato, troppo spesso fuori controllo: tutto quello che si vuole, ma se si riuscisse a dare un senso al suo talento in un progetto tecnico con uno scopo?

Con lui in campo Washington è -4.8
Con lui in panchina Washington è -14.7

SG/SF: Brandon Rush: $2,956,658
Sta tirando con il 50% dal campo ed il 55% da tre (mostruoso 40 su 73), che gli assegnano una pantagruelica percentuale ponderata (TS%, True Shooting Percentage, pesando il maggiore impatto dei canestri da tre punti e quello minore dei liberi) del 66%. Nessuna guardia è più efficace di lui in questo dato dopo un certo Manu Ginobili.

Con lui in campo Golden State è +3.6
Con lui in panchina Golden State è -6.0

SF: Nicolas Batum: stima $5,000,000 (attuale: $2,155,364)
Dopo Williams è l’altro giocatore non ancora considerato e pagato tra i primi 50 della Lega ad essere tra i primi 50 nel Win Shares, 33° con 2.9. Ma Batum è anche la seconda ala piccola per giocate difensive e sfondamenti subiti, curiosamente dietro al compagno Wallace in entrambe le classifiche. E’ lui il contratto da rookie in scadenza che mi concederei nel roster offrendo un pluriennale a cifre relativamente contenute.

Con lui in campo Portland è +0.5
Con lui in panchina Portland è +8.9

F: Steve Novak: $992,680
Il principe degli specialisti: nessuno sa fare così tanto bene una sola cosa su un campo di basket. In 6 anni di carriera si è preso 571 tiri da tre punti (con sontuosa percentuale del 43%) e la miseria di 51 (cinquantuno!) tiri liberi, per altro mettendone a segno 46 (91%!). Il 97% dei suoi canestri arriva da un assist dei compagni, ovviamente nessuno come lui nella Lega; gli unici che gli si avvicinano sono James Jones e Raja Bell: per caso ve li ricordate in un precedente sistema vincente di D’Antoni? Non è solo Lin il segreto del nuovo volto dei Knicks.

Con lui in campo New York è +8.8
Con lui in panchina New York è -0.6

PF: Paul Millsap: $6,700,000
Il più pagato della mia squadra prende meno del quinto/sesto più pagato di quasi tutti i team NBA. Si può obiettare che lo status di Millsap sia ormai nelle prossimità del rango di All Star, ma sfido chiunque a negare di aver intuito già 3-4 anni fa che dietro Boozer ed Okur si nascondesse il più lampante caso di sottovalutato della Lega. E’ 18° assoluto nel Win Shares (3.5) ed è regolarmente la seconda o terza ala grande in qualsiasi indice statistico preso in considerazione, preceduto spesso da Love e talvolta da Aldridge.

Con lui in campo Utah è +1.1
Con lui in panchina Utah è -5.7

PF: Brandon Bass: $4,000,000
Dopo Nowitzki e Bryant, nessuno segna più di lui nel mid range game, dai 3 ai 7 metri: 4.7 canestri sui 40 minuti, per altro con percentuali oltre il 50%, ben superiori a Dirk e Kobe. Inoltre nessuno più di lui, Boozer e Brand segna e tira così tanto dai 6-7 metri senza prendersi mai un tiro da tre punti.

Con lui in campo Boston è +3.1
Con lui in panchina Boston è +3.8

C: Nikola Pekovic: $4,320,000
Nessuno segna quanto lui da sotto (schiacciate, tip-ins, lay-ups) in relazione ai minuti giocati: 7.5 canestri ogni 40 minuti. Non solo, perché è in testa per distacco nell’Offensive Rebound Rate (ORR), ovvero i rimbalzi offensivi catturati ogni 100 possessi con lui in campo (17.7, il secondo è Varejao a 15.6).

Con lui in campo Minnesota è +4.7
Con lui in panchina Minnesota è -1.5

C: Hamed Haddadi: $850,000
Nessuno prende più rimbalzi di lui sui 40 minuti (17.1) e nessuno prende più rimbalzi percentuali di lui nel periodo in cui è in campo (Total Rebound Rate, TRR), 24.3. Altro dato per certi aspetti ancora più clamoroso considerando il contesto è il settimo posto assoluto dell’iraniano nel Defensive Rating, ovvero una stima dei punti concessi alla squadra avversaria con quel giocatore in campo (94).

Con lui in campo Memphis è +2.1
Con lui in panchina Memphis è +0.9

Salario complessivo: $41,089,890

Penso sia inutile ricordare che il percorso qui sopra affrontato, partendo dai dati individuali per arrivare ad un possibile successo collettivo, per quanto possa trovare un senso nel baseball è sicuramente troppo alienante, giocoso e menzognero in uno sport che esalta ancora di più il concetto di squadra come la pallacanestro.

Ma se, come dice Brad Pitt (You get on base, we win. You don’t, we lose), alla fine anche nel basket la differenza tra vincere e perdere è data dal segnare o non segnare un canestro…

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3 Comments to “NBA Moneyball”

  1. Dicko says:

    … FA – VO – LO – SO! un post interessante e una “materia” che dovrebbe cominciare a essere insegnata ai corsi per allenatori della NBA… avrei giusto sostituito qualcosa e piantato dentro qualche “bastardo disfunzionale” in più… di quelli che, come dicono buffa e tranquillo “ti fanno vincere la partita se in giornata”. Tipo un Nate Robinson o un Anthony Randolph… e poi avrei sostituito Young con Paul George, che a me piace tantissimo, ma ammetto di non avere sotto mano il monte salari… e al posto di watson preleverei di corsa Eric Maynor dai thunder… il fatto è che hai ragione. nella pallacanestro è difficile perché la chimica di squadra conta più che nel baseball, dove alla fine la giocata individuale è più importante. Però pagherei per vedere una squadra così giocare nella nba!

  2. PROFETA says:

    Complimenti per l’articolo,
    molti spunti interessanti,un film da vedere e grandi scelte.
    Oltre ai numeri credo che per questi giocatori sia fondamentale capitare nel giusto contesto e nel giusto momento; potrebbe essere molto labile il confine da protagonista e vincente in una squadra a comparsa anonima in un’altra(Stevenson docet).
    Personalmente aggiungerei un giocatore di Houston tra Budinger e Lee,e almeno uno tra Hansbrough,DeJuan Blair.
    Gerry ma da chi faresti allenare la tua squadra?

  3. Gerry says:

    Vaglierei una rosa di quattro allenatori, in quest’ordine di chiamata: George Karl, Scott Skiles, Rick Adelman, Mike D’Antoni.

    Karl è un maestro nel creare un sistema liberal e democratico dal nulla, non a caso la filosofia con cui è stata costruita la sua Denver non è molto lontana da quella di questo roster Moneyball.
    Skiles è il più grande valorizzatore e motivatore della Lega di giocatori scarsi e scartati, paradossalmente andando in crisi non appena assumono lo status di stelle.
    Adelman è molto banalmente il migliore e più completo allenatore dell’attuale NBA (il “mio” centro Pekovic sta per altro esagerando negli ultimi giorni).
    D’Antoni, con tutti i suoi limiti, è il più grande moltiplicatore statistico di giocatori non considerati prima della sua cura. Non è un caso che Lin sia esploso con lui, se si pensa che persino Duhon (D-U-H-O-N) flirtava con la tripla doppia ogni sera a New York.

    Tutti i giocatori che avete citato avrebbero potuto far parte di questo roster.
    Per esempio Maynor era altissimo nell’Assist Rate gli scorsi anni, Hansbrough e Blair avevano cifre pazzesche parametrate sui 40 minuti e soprattutto Anthony Randolph era un caso statistico assurdo negli anni di Golden State.

    Il fatto che anche a Minnesota non riesca ad esplodere ci dà un chiaro ed ulteriore segnale di come la valutazione di un giocatore NBA coi numeri sia davvero temerario e quel “capitare nel giusto contesto e nel giusto momento” sia la regola fondamentale in un meccanismo come la NBA, come corollario a “dimmi che allenatore e che compagni hai e ti dirò che giocatore sei”.

    P.S.: il film può essere pesantuccio se non si ama il mondo manageriale sportivo ed in particolare se non si è dentro i meccanismi delle leghe professionistiche USA. Se invece siete cresciuti a pane, Football Manager (e suoi antenati) e salary cap…

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