La formula è sempre quella: done for the season.
Playoff 2012: salta il primo protagonista.

..ed è un vero peccato.

Chris Paul, Mo Williams e Randy Foye. Aggiungiamo Eric Bledsoe che è a un passo dal rientro. E J.R. Smith potrebbe imitare il percorso dell’amico Kenyon Martin: Denver – Cina – Los Angeles.
Insomma i Clippers sono sufficientemente profondi nel backcourt per poter assorbire la perdita di Chauncey Billups. Ma c’è qualcosa che non si può rimpiazzare.

Il due febbraio due giocatori festeggiavano la loro presenza numero 1000 in NBA: da una parte Andre Miller, dall’altra proprio Billups. La guardia dei Clippers nelle due successive sfide mette assieme un letale 9/14 dalla lunga distanza contribuendo in modo decisivo alle vittorie esterne su Wizards e Magic. Purtroppo sono state le sue ultime partite della stagione: per tornare in campo dopo la rottura del tendine d’achille ci vogliono almeno 6-9 mesi.

Mr. Big Shot nei Clippers portava esperienza e pericolosità da oltre l’arco in campo, ma anche championship culture nella franchigia che meno ne possiede.

Chris Paul in questi giorni lo ha definito il miglior compagno di reparto con cui ho mai giocato, anche se l’integrazione tra i due doveva ancora passare i test più significativi. Specie nella propria metà campo dove, giocando accanto a Paul, da shooting guard, Billups si è trovato a marcare i “2” avversari. A 35 anni e mezzo.
In fase offensiva invece si stava trasformando in un tiratore puro, con oltre la metà dei tiri tentati in stagione da tre punti. Lasciando che fosse Paul ad attaccare l’area e creare per i compagni.

Le statistiche individuali in stagione non rendono la dimensione di quello che viene a mancare alla formazione losangelena: 15 punti, 4 assist, 38% da tre, 90% dalla lunetta. Questa è la parte meno dolorosa e forse sostituibile.

Non ne farei neppure un problema di leadership: Paul possiede anche questa qualità. Ma il vero guaio è un altro.

Dirk Nowitzki, Tim Duncan, Tony Parker, Manu Ginobili. Sono gli unici 4 giocatori in attività ad aver vinto una percentuale di partite superiore a Billups negli ultimi 10 anni.
Qualcuno ha il coraggio di sostenere che sia solo un caso?

Non fosse per l’infortunio, tra due mesi avrebbe disputato i playoff per la dodicesima stagione consecutiva. A Detroit in sei anni ha guidato i Pistons a sei finali di Conference, ha conquistato un anello da MVP nel 2004 ed ha sfiorato il repeat contro gli Spurs un anno dopo. Spedito nella sua Denver ha portato i Nuggets di Carmelo Anthony ad una finale di Conference mai raggiunta con la super star Iverson.

Non è più nel prime della sua carriera, ma sono passati appena due anni da quando ha sostituito proprio Chris Paul nei convocati per la squadra dell’Ovest all’All-Star Game del 2010 e fino a lunedì era ancora nel “listone” per il Team USA.

Paul e Griffin possono fare le fortune di questa franchigia, ma il primo ha vinto sola una serie di playoff in carriera, il secondo non ha ancora disputato una partita di post-season. Billups era il giocatore perfetto per accompagnare la crescita di questi due fenomeni.

Bisogna prima giocarle le finali di Conference o le Finals per imparare a vincerle.
Nemmeno “magistero superiore” Durant ha potuto saltare gli step naturali: perdere alla prima partecipazione, perdere una finale di Conference.. sono lezioni necessarie ed è verosimile che i Thunder giocheranno per l’anello prima dei Clippers.

Con un coach che deve ancora dimostrare il suo valore, con un gruppo giovane, in una franchigia storicamente in vacanza a fine aprile.. non è ora che i Clippers sentiranno la mancanza del loro campione.

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One Comment to “Loosing Chauncey”

  1. Dicko says:

    D’accordissimo, non ne è rimasto 1 con la mentalità vincente tra i velieri… vedremo…

    maaaa… il pr? XD

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