In primis togliere di squadra Gordon, che è quello che ci può fare vincere.

Per fortuna che la stagione quest’anno è corta.
Dopo poco più di venti esibizioni possiamo iniziare a parlare di tanking per almeno mezza dozzina di franchigie: Detroit, Charlotte, New Orleans le capofila. New Jersey e Toronto non se ne sono ancora rese conto, per i testoni della baia non ci sono speranze di farglielo entrare in testa, Washington ci riesce senza volerlo, mentre finalmente si arrende all’evidenza Phoenix.

Steve Nash ha detto qualcosa che in Arizona anche i cactus sapevano, ma che sia proprio lui a dirlo è molto significativo.
Non siamo più i vecchi Suns, ora siamo una squadra con non molto talento.

Si chiude un’era e si spera che per iniziare un nuovo ciclo i dirigenti di Phoenix permettano al play canadese di andarsene, magari cercando anche di accontentarlo. Perché nessuno di noi vorrebbe vederlo in un team peggiore di questo o comunque non pronto nel breve termine per puntare in alto.

Il rookie Morris non spicca il volo, Robin Lopez sta certificando il suo status di flop, Hakim Warrick e Shannon Brown non giocano a slamball perché la NBA paga di più. Con Steve anche Grant Hill e Michael Redd non hanno più motivo di prolungare la loro permanenza a Phoenix, dove Marcin Gortat è l’unico vero elemento del roster da considerare per il futuro.

Su questo blog sono già un paio d’anni che prego perché Steve faccia i bagagli e prima fa le valigie, prima i Suns potranno andare a picco e contendere ai Calabroni della Louisiana il fondo della Western Conference.

Un altro former-Suns che meriterebbe di essere scarcerato è Boris Diaw. Anche se atleticamente è piuttosto discutibile, continua ad insegnare basket. Ma la sua resta la peggior squadra della Lega. A meno di voler spacciare i vari Kemba Walker, DJ Augustin, il sempre malconcio Tyrus Thomas o il progredito Byron Mullens come una buona base di partenza, in North Carolina c’è un bisogno disperato di fare un colpaccio ai draft futuri.

La striscia aperta di 10 sconfitte consecutive ci dice che ne sono ampiamente consapevoli. O che sono irrimediabilmente scarsi.

Sono solo 7 quelle che hanno messo in fila in Michigan, dove però hanno una vittoria di (s)vantaggio sui ragazzi di Michael Jordan. Joe Dumars è talmente nostalgico degli anni in cui lui era in campo, anziché dietro una scrivania, che perfino sul sito ufficiale il volto che compare in homepage non è di uno degli attuali Pistons. È quello di Vanilla Ice, rapper bianco in vetta alle classifiche nei primi anni Novanta: si esibirà al Palace di Auburn Hill nell’intervallo del match di stanotte contro i Bucks.

Detroit ha un vantaggio enorme sulle altre franchigie di queste righe: Greg Monroe. Ma anche diversi problemi di difficile soluzione, ovvero i contratti albatros che nessuno vuole prima dell’anno conclusivo: Gordon, Stuckey, Villanueva su tutti. E mettiamoci pure Prince.
Insomma, di margini ce ne sono pochi e Lawrance Frank ha buone chance di condurli fino al baratro.

Su New Orleans si sono abbattute due calamità: Kathrina prima, Stern poi.
Chris Paul non c’è più. In cambio potevano arrivare Kevin Martin, Scola, Dragic e Odom, invece ecco Eric Gordon, Aminu e Kaman.

Il primo, la principale contropartita della trade, ha già rifiutato il rinnovo e sta pensando a dove trasferirsi la prossima estate. Il secondo fin qui un flop, il terzo è finito sul mercato e fa gola ai team sicuri della post-season. Il quintetto di questa notte non lascia spazio a molti commenti: Vasquez, Summers, Ariza, Jason Smith, Okafor.
Aggiungiamo poi che la prima scelta 2012 ottenuta dai Timberwolves è meno seducente di quanto si potesse sperare pochi mesi fa. In questo momento perfino meno di quella che avrebbero incassato dai Knicks…

Povero Monty Williams, ha miracolosamente portato gli Hornets ai playoff un anno fa al suo debutto da head coach ed è stato premiato con sette anni di sciagure. La piaga del Commissioner. Lo vedete anche voi il presidente Borlotti-Stern che chiede a Canà-Williams la vedo strano, come si sente?

«Come uno che ha mangiato...»

Si fa presto a dire Brooklyn!
E si fa presto a dire miliardi. Né la re-location più fashion né la disponibilità del portafogli del’owner Prokhorov convinceranno Deron Williams a legarsi alla franchigia del New Jersey. I Nets devono firmare un top player o tra pochi mesi si troveranno con un team da NBDL.

Una citazione la meritano anche quelli della Capitale. Credo però che gli Wizards abbiano una fiducia tale in Wall da puntare a una pur lenta crescita piuttosto che a mettersi nella condizione di scegliere il più in alto possibile al prossimo draft.
Ennesimo errore.

Last but not least (maybe) Toronto.
Poche prospettive anche in Canada. Neppure un play capace ed intelligente come Calderon riesce a valorizzare il roster dei Raptors. Che senza Bargnani fanno più o meno i canestri del Limoges degli anni Novanta. Ammettere che Derozan, Ed Davis e Bayless non sono potenziali crack sarebbe un buon punto per studiare una rifondazione fatta a regola d’arte.

Le azioni del titolo “Andrea Bargnani” sono al loro picco massimo: vendere e venderemo?

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2 Comments to “Perdere.. e perderemo!”

  1. Vincent says:

    E volendo speculare..quali sarebbero i lidi dove potrebbero attraccare il Mago e Steve Mandela?

  2. Mookie says:

    Vincent,
    al momento discuterne sarebbe puro fanta-basket.
    Quella su Bargnani è più che altro una provocazione, perché non credo che Colangelo stia minimamente pensando a cedere il suo miglior uomo.
    Ma nei giorni del draft potrebbe avere senso almeno “studiare” ogni possibilità.

    Ancora non ci sono rumors concreti attorno a Nash, ma ci sono tanti piccoli indizi che mi fanno pensare che entro la deadline o al massimo la prossima estate Steve vada a finire la carriera altrove. Spero in una contender, ma a ben guardare non è facile immaginare una collocazione ad hoc, specie in quelle franchigie che hanno già un all-star nel ruolo di point guard.

    In estate New York mi sembrava la destinazione più idonea, ora decisamente meno.
    Ad Indiana, Atlanta, Denver (!!) e Portland difficilmente potrebbe giocare per il titolo, sarei curioso di vederlo ai Lakers ma accetto l’ovvia obiezione.

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