Difendono, corrono, si buttano su ogni pallone, attaccano, sono profondi, sono rodati.
In pillole: sono ben allenati. Ma non se li fila nessuno.

Ma perché nessuno viene ad applaudirmi?

Nel marasma di una regular season imprevedibile, ingovernabile, parzialmente falsata, probabilmente brutta, certamente anomala, la quantità di squadre orrende che non hanno modo e soprattutto tempo di diventare un po’ meno orrende è enorme.

Non può allora sorprendere constatare che i team che hanno cambiato meno rispetto all’anno scorso siano quelli con il miglior record iniziale: Miami, Oklahoma City, Chicago, Portland, Atlanta. Del gruppo fa chiaramente parte anche Philadelphia.

Era chiaro ed evidente, complice anche un calendario iniziale non proprio irresistibile ed i guai di Celtics e Knicks, che i Sixers sarebbero andati in fuga nella loro Division nel primo mese di stagione. Ma il campo ed i numeri dicono che ci sono tutte le premesse per mantenere la testa.

Primo posto per (minor) numero di palle perse e rimbalzi presi, terzo posto per stoppate effettuate, sesto posto per palle recuperate ed assist, secondo posto per punti segnati e percentuale dal campo: non c’è un solo indice statistico che non li veda nelle prime posizioni.

Sono intensi, difendono perché credono nella propria difesa e nella propria organizzazione, si aiutano. In attacco non sai di preciso dove e da chi vanno, ma sai che ci stanno per andare.

Come ricorda Brett Koremenos da NBA Playbook:

Ciò che manca ai Sixers per l’assenza di stelle in attacco, lo recuperano con disciplina ed esecuzione. Mentre siamo catturati dai sistemi offensivi incentrati sulle stelle NBA, ci dimentichiamo che talvolta non è importante chi esegue una specifica azione, ma come essa viene gestita. Con il loro movimento lontano dalla palla e la versatilità dei lunghi, difendere sui Sixers è per tutti un rebus indecifrabile.

La configurazione con Young da 4 e Hawes da centro li rende a tratti devastanti, anche perché tavolta Elton Brand pare essere a pochissime fermate dal capolinea della sua carriera.

Spiccano i progressi del mio storico pallino Thaddeus nella meravigliosa ed insospettabile applicazione difensiva e quelli di Spencer nella vastità di soluzioni offensive dopo aver portato il blocco, potendo sia aprirsi per il tiro con la sua mano morbidissima che andare dentro con inconsueta solidità (il contratto in scadenza fa miracoli?).

Holiday è ormai stabilmente nella top 10 delle migliori point guard della Lega, facendo dimenticare a tutti di essere solo della classe 1990 avendo sfruttato a livello scolastico quella che in Italia chiameremmo “primina”.

Louis Williams fa il Louis Williams, ovvero punti dalla panchina come Gremlins sotto la pioggia (è il miglior marcatore di squadra ed unico rivale credibile di Harden per il titolo di sesto uomo dell’anno); Meeks fa il Meeks, ovvero tira solo da tre punti e quando le sue percentuali sono oltre il 50% (poche volte quest’anno per la verità) non si inizia nemmeno a giocare.

Procede spedito anche l’ambientamento di Vucevic, che è già un fattore nella rotazione e lo sarà sempre di più ad ogni partita. Se n’è pure andato a Memphis l’indesiderato Speights, mal sopportato come pochi in città alla faccia dell’amore fraterno.

Cosa manca allora a questi Sixers? Semplicissimo, nonostante tutto: una stella, il primo violino, a causa dello storico equivoco Iguodala.

Andre è pagato come una stella, è stato spesso considerato una stella, ma non è una stella. E’ la guardia del corpo ideale di una stella, fa il lavoro sporco che non piace alla stella, è Nocerino per Ibra, Zanetti per Milito, Vidal per Pirlo, ma non deve e non può avere responsabilità da stella.
Fu il complemento perfetto di Durant ai Mondiali in Turchia, andando a rappresentare una delle chiavi su cui Team Usa ha costruito il successo: è quella e solo quella la sua dimensione.

Se questo gruppo, al netto di trade, vuole quindi avere aspirazioni presenti e più plausibilmente future per il raggiungimento della finale di conference, la condizione è una sola: Evan Turner deve diventare quello che una seconda scelta assoluta deve sempre diventare, ovvero un All Star.

Camera di consiglio in fermento, giurati divisi, preliminari flirt con la tripla doppia, verdetto di prima istanza non prima di Primavera. Ma i Sixers hanno fretta e sullo sviluppo del ragazzo si giocano la credibilità di tutti i progressi fatti attorno a lui.

Erano partiti 3-13 lo scorso anno, erano ultimissimi, giocavano in modo inverecondo, non difendevano, ogni giocatore era di fatto sul mercato. Poi nessun affare è andato in porto e da quella sfiorata smobilitazione è nata una delle più importanti certezze dell’odierna NBA, anche se i tifosi locali non se ne sono accorti (i Sixers sono scandalosamente al penultimo posto per numero di spettatori, meglio solo di Detroit).

Ora sono 7-2, hanno in pugno la leadership nell’Atlantic e passare il primo turno di playoff sarebbe solo la più logica conseguenza.
Non sono ancora contender e non sarà facile che lo diventino nel breve periodo, ma un applauso a coach Doug Collins credo sia doveroso. Facciamoglielo almeno noi.

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4 Comments to “Scandalo a Filadelfia”

  1. simonpietro says:

    effettivamente tanti addetti ai lavori e non li mettevano fuori dai PO ad inizio anno(qualcuno li lasciava fuori per far posto nelle 8 a Nets e Bucks!!!).
    Hai accennato poco Gerry a mio avviso alla situazione economica: per quest’anno non arrivano in luxury, ma l’anno prossimo c’è da rinnovare Hawes (e se ti vince il MIP quanto gli dai? e soprattutto riesci a tenerlo?) e anche se Brand entra nel contract year e a febbraio lo usi come patata bollente, Iggy ha ancora 2 anni con quel cormorano di contratto. e nel 2013 scadono sia sweet Lou che Holiday. Situazione delicata, in cui hai comunque margini di manovra ma devi stare attento a non modificare troppo (esempio: Iguodala è un gran collante. ha un contratto esagerato, ma quanti ti danno come lui su 2 lati del campo?)
    Io ho fiducia in Turner, purtroppo per lui va a corrente alternata e con Iguodala mal si accoppia come zone di tiro, infatti gioca Meeks perchè è il tiratore ideale per aprire il campo ad entrambi

  2. Gerry says:

    Sto alla larga in generale dalle situazioni economiche future perché le dinamiche del nuovo contratto possono creare novità a cui non siamo abituati (si pensi alla moda dell’annuale strapagato di quest’anno) talmente imprevedibili da rendere troppo temerario avventurarsi in analisi approfondite.

    Hai però fatto una fotografia completa della delicatezza della situazione; personalmente da più di un anno penso che prima o poi sia necessaria una mossa drastica, di spaccatura rispetto a questa configurazione, perché non riesco ad intravedere i tasselli giusti per sognare in grande, sia a livello tecnico che per prospettive salariali.

    Sullo stesso Turner, come ho scritto nella preview, non ho buonissime sensazioni, anche se i suoi progressi sono palesi non solo nei numeri (fare peggio dell’anno scorso era d’altronde ostico).

    Penso ancora che sia New York che Boston abbiano il margine per riprenderli, ma da qui ad avere la scandalosa miseria di 13 mila spettatori di media al Wells Fargo Center (ti distrai un attimo e pure il Wachovia Center cambia nome :D) e ad essere così ignorati dai media USA (Hollinger a parte che addirittura li mette al primo posto del suo logaritmico Power Ranking), ce ne passa!

  3. sixerspride says:

    Il prox anno si scaricano anche 7.5 milioni di Nocioni e volendo anche 1.5 di brackins. Assieme al contract year di Brand, spazio di manovra ce ne potrebbe essere.
    Ricordiamoci che il roster ha solo 2 giocatori oltre i 25 anni (Iggy e Brand) quindi margini di crescita ci sono ancora.
    Manca la stella di prima grandezza, vero, però io spero sempre intraprendano la strada dei Pistons 2004.

    I veri perdenti sono i tifosi di Phila: se non scende in campo AI sembra quasi che non valga la pena spendere 18 $ (!!!!) di biglietto per vedere giocare bene a basket. Tristezza.

  4. Bandini says:

    Gerry, ottima fotografia di Phila, che già l’anno scorso era andata ai PO, ma nessuno l’aveva considerata! Doug Collins forse il vero allenatore dell’anno, e te lo dico da tifoso bulls che ha assistito al gran lavoro di Thibodeau. Phila sembrava una squadra allo sbaraglio, non aveva logica in nessun lato del campo. Poi, grazie al suo coach, ha iniziato a giocare a basket da entrambi i lati del campo. Ed il talento c’è, perchè siamo in Nba, ma siamo sotto rispetto ad altre squadre.
    Su Igoudala analisi impeccabile, vorrei sottolineare, come fatto da simonpietro, che ha sì un contratto esagerato, però si batte tutte le sere su entrambi i lati del campo. Sempre restando in casa bulls, ti posso citare Boozer come esempio di giocatore con contrattone ma non difendente.
    Su Turner, ci spero tanto anch’io, il ragazzo mi piace fin dal college, però o inizia a dimostrare di impegnarsi per migliorare anno dopo anno, oppure fra un paio di anni dovrà pensare ad inventarsi un ruolo specifico (dalla panchina alla jamal crawford?) su cui costruire una carriera.
    Ah, beh, poi a Phila si permettono di snobbare questa squadra, nemmeno avessero avuto grandi soddisfazioni dagli Eagles…

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