Solo di nome: è battaglia a Los Angeles per il primo posto.
Il resto è noia, nonostante Nash.

«Lo portiamo da te Kobe», mi dicevano..

LOS ANGELES Lakers

Mookie: Prima considerazione: sono ancora i Lakers di Kobe Bryant. Anche se per un po’ giocherà con un legamento del polso strappato. Seconda: tanti, forse troppi, i cambiamenti per la grande delusa degli scorsi playoff. Erano pur sempre contender.
Gerry: Se n’è andato il coach con la protesi per gli anelli, se n’è andata l’indispensabile chiave tattica, se n’era andato Gasol prima di tornare, se n’è andata la scritta “Artest” dietro una shirt NBA e se n’è andata pure Vanessa.
M: Ecco, terza considerazione, fortemente personale: non scriverò MAI “Metta World Peace” riferendomi a Ron Artest. Doh! Ci metteremo un po’ a capirli i gialloviola di Mike Brown, e potrebbero cambiare ancora prima che chiuda il mercato. Howard lascerà Orlando, resta solo da capire quando e verso che destinazione.
G: Sicuramente cambieranno, anche se stringi stringi non so cosa Dwight possa dare più del duo Gasol-Bynum. Sposterei allora le attenzioni sul reparto dietro, al momento improponibile per le massime aspirazioni specie nel nuovo sistema offensivo più tradizionale senza Triangle Offense e con Ettore Messina non estraneo. E’ libero Chris Paul? Ops..

LOS ANGELES Clippers

M: Ci voleva David Stern per dare a Donald Sterling materiale da anello! Poi da qui a vincerlo ne passa..
G: Si è parlato tanto e non sempre a ragione di sconfitti e vincenti, ma sui Clippers siamo tutti d’accordo: comunque vada sono loro i trionfatori di questo anomalo mercato e saranno loro la squadra più eccitante da vedere di questa stagione. Ma qualche esitazione è lecito averla.
M: Del Negro deve dimostrarsi all’altezza, Paul non ha mai giocato in una contender, Griffin deve continuare ad essere un caso medico inspiegabile. Le incertezze dei Lakers potrebbero concedere un gap iniziale sufficiente a condurli al titolo divisionale.
G: Aggiungerei la panchina inadeguata, nonostante il meraviglioso Ryan Gomes. Certo che se CP3 ha vinto due partite di playoff con Aaron Gray centro, mi sa che con questi ne vincerà qualcuna in più. Ed un’altra cosa è certa: siamo passati da una rivalità sulla falsariga di Roma-Lodigiani o Milan-Brera a quelle ufficiali che ben conosciamo con Lazio e Inter coinvolte. Pandemonio a South Figueroa Street.

PHOENIX Suns

M: Finché c’è Steve Nash siamo sicuri di una cosa: i Suns giocheranno alla solita maniera e resteranno in zona playoff a prescindere da quanto somari siano i compagni del canadese.
G: Che sono davvero somari ed anonimi, per amor di chiarezza, obbligando a concentrare attenzioni e speranze su un polacco sempre troppo sottovalutato e sull’indecifrabile terzetto Shannon Brown, Warrick e Dudley, tutti prossimamente esaltati nelle statistiche dal numero 13.
M: E poi Frye, Childress ed il sempreverde Hill. Faranno tutti una decina di punti, ci saranno anche 8 giocatori vicini alla doppia cifra, ma sono gli stessi di un anno fa e sufficientemente rodati per partecipare alla corsa per l’ottavo posto.
G: Manca all’appello Brooks, reduce dal golpe cinese che spero porti a qualche disoccupato in più tra gli agenti dei giocatori. Dopo le prime cinque ad Ovest c’è d’altronde spazio un po’ per tutti, ma vedere il gruppo attuale ai playoff mi sorprenderebbe molto.

GOLDEN STATE Warriors

M: È un mio limite, lo ammetto. NON capisco come questa squadra non abbia finito con il peggior record ad ovest nei precedenti tre anni. Ora è arrivato Kwame Brown nella speranza di darmi finalmente ragione, eppure so che anche quest’anno faranno un campionato vagamente decoroso.
G: Anche perché è arrivato colui che ritengo la novità più interessante in panchina, un giocatore mai troppo sopravalutato, un “analyst” talvolta troppo apprezzato, ma sicuramente una delle menti di pallacanestro più fervide dell’attuale panorama USA.
M: Mark Jackson in pre-season aveva la faccia incazzata anche quando i suoi erano +20. L’atteggiamento di chi vuole sempre il massimo dai suoi, o ha capito dov’è finito?
G: Diciamo entrambe. Nel suo manifesto programmatico c’è anche l’intenzione di tornare a correre come è sempre stato sulla Baia in questi anni: Curry, Ellis, Lee ed i tanti atleti nel roster non possono che sorridere; se si perde almeno ci si diverte.

SACRAMENTO Kings

M: Dando uno sguardo al roster, giocatore per giocatore, i Kings sulla carta sarebbero terzi nella Division. E’ tornato pure uno dei nostri preferiti, Chuck Hayes.
G: C’è tanta voglia di giocarseli come sorpresa della stagione, ma quando poi pensi che i loro successi dipendono dalla continuità e dall’approccio di Evans e Cousins qualche freno inibitore si fa largo.
M: Protagonista a sorpresa potrebbe essere Marcus Thornton, che ha viaggiato ad una media di 20 punti a partita nell’ultimo scorcio della precedente stagione.
G: E sarebbe anche il caso che faccia bene, alla luce del mefistofelico contratto che porterà nelle sue tasche più di 30 milioni nei prossimi 4 anni. Se i risultati non dovessero arrivare, sarebbe almeno assicurato il culto pagano per il tiratore ed il soggetto più affascinante uscito dal college: Jimmer Fredette, difficile non innamorarsene.

Regular season: il nostro pronostico.
1. Los Angeles – 2. Los Angeles – 3. Phoenix – 4. Golden State – 5. Sacramento

Tags: , , , ,

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>