Territori del Nord-Ovest: tuoni ovunque.
In Colorado possibili schiarite, altrove pioggia senza tregua.

Sarà un déjà vu?

OKLAHOMA CITY Thunder

Mookie: Il primato nella Northwest non è più un problema per i Thunder di Durant e Westbrook. Stessi starter e stessa rotazione della passata stagione, l’unica vera novità è la nuova silhouette di Kendrick Perkins. Ma per imparare a fare canestro in post basso non era necessario dimagrire, come può testimoniare Zach Randolph.
Gerry: L’importante è che continui a fare la faccia cattiva, poi ad addobbare l’albero, a moltiplicare pani e pesci, ad abbassare lo spread ed a vincere le partite ci pensa quello col 35.
M: Sono curioso di osservare Kevin Durant “down the stretch”, soprattutto dopo l’eccesso di protagonismo del pur straordinario Westbrook. Sono potenzialmente il miglior duo della Lega, ma resta ancora da limare qualcosa.
G: Ovvero chiedere a Russell di diventare un play a tutti gli effetti, ma le istantanee degli scorsi playoff erano agghiaccianti. Ciò nonostante mi sembra tutto pronto per la finale NBA, i tre amigos sono lì che aspettano a South Beach.

DENVER Nuggets

M: Sono la franchigia più stravolta dal lock-out, o meglio dalle scelte dei cinesi. Tuttavia quelli su cui puntare sono rimasti: Nenè, Afflalo e Gallinari. Andre Miller è un play old-school che (ri-)porta esperienza a Denver nel ruolo che ormai è diventato di Ty Lawson. Ultima chiamata per Rudy Fernandez, per sua fortuna George Karl riuscirà a rivitalizzarlo e liberarlo dal ruolo di specialista nelle triple.
G: Due delle 30 squadre NBA hanno come miglior giocatore un italiano: quando ero piccolo non me l’avevano anticipato.
M: Credo che Denver sia lontana la cessione di Al Harrington per un lungo con punti nelle mani sotto le plance dall’iniziare il second round senza partire battuti in partenza. Anche così un posto ai playoff non glielo toglie nessuno.
G: La loro panchina è tra le più sottovalutate dell’intera Lega nonostante la Cina, ma un basket così democratico ed un gruppo in cui tutti contribuiscono senza precise gerarchie non mi pare adatto per la post season.

PORTLAND Trail Blazers

M: Sliding doors: la franchigia di Durant è già contender, quella di Oden non è più sicura di centrare la post-season. Inoltre Oden in campo.. non ci sarà. Da belli e vincenti a brutti e senza ambizioni, i nuovi Blazers correranno al ritmo di Raymond Felton dopo anni di slow-pace. Non una cattiva idea visto che i nuovi protagonisti sono Wallace e Matthews e che Aldridge è forse il big man più veloce della Lega: QI ai minimi storici e un roster mai con così poche alternative.
G: Ritmo alto a patto che il monotematico McMillan ci creda veramente e non torni alla moviola dopo le prime sconfitte.
M: In un mese l’unica franchigia senza GM ha incassato i no di Landry, Hayes, Nenè, Glen Davis, Pendergraph e perfino Jamal Crawford era indeciso se accettare l’offerta recapitatagli dall’Oregon o finire a Sacramento. Paul Allen non vuole più spendere, i playoff sono il traguardo massimo.
G: Si chiude qui l’incredibile storia della più grande dinastia in divenire che non ha mai passato un turno di playoff. Che sia paradossalmente la volta buona?

MINNESOTA Timberwolves

M: Lo dico: nessuno mi irrita tanto quanto Beasley su un campo da basket. Le qualità ci sono, la testa è quella di Homer Simpson: rovi che rotolano. A Minnesota una guardia sopra il metro e novanta forse non la vogliono e così è arrivato Barea a fare compagnia al debutto americano di Ricky Rubio.
G: La quantità di talento complessivo è enorme, anche se direttamente proporzionale a quella dei rovi di cui sopra; so per certo che qualcuno dei giovani esploderà, ma non saprei indicare chi di preciso. Le garanzie sono due: il coach e la stella.
M: Adelman li renderà più divertenti e belli da vedere, ma la fase difensiva promette di essere un piccolo teatro degli orrori. Love in preseason ha detto a chiaro lettere: altro che classifica dei rimbalzi, quest’anno punto alla gara dei tre punti!
G: E visto che non gli piace parlare per niente, nel frattempo piazzava un inquietante 6/11 complessivo dalla lunga distanza. Abbiamo trovato la prima scelta assoluta dei fantaNBA dei prossimi dieci anni.

UTAH Jazz

M: Il dopo Sloan a Salt Lake City è tutto fuorché eccitante. E la ricostruzione non è ancora iniziata davvero, o sai indicarmi chi è il franchise player attorno al quale costruire il nuovo progetto?
G: Al Jefferson? Ok, forse era meglio chiedere l’aiuto da casa. Tra lui, Millsap ed Harris di sicuro non si intravede un leader in prospettiva, ma le vittorie in diminuzione e la presenza dei giovani in aumento sono indizi a favore della ricostruzione.
M: Non credo possano finire con un record positivo, ma sono curioso di seguire l’entità della crescita di Gordon Hayward e verificare se tutte queste presunte potenzialità che gli addetti ai lavori vedono in Derrick Favors trovano un riscontro sul parquet.
G: Per i centri puri il tempo di gestazione è invece ancora più lungo, quindi vietato aspettarsi troppe cose subito dalla terza scelta Kanter. Certo che cedergli a sangue freddo il mentore e compaesano Okur, regalato ai Nets per un Kinder Colazione Più ed una cedrata, non è il modo ideale di dargli il benvenuto tra i mormoni.

Regular season: il nostro pronostico.
1. Oklahoma City – 2. Denver – 3. Portland – 4. Minnesota – 5. Utah

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