Il meglio e il peggio della Lega, tutto in una Division.

Rideranno anche alla fine della regular season.

MIAMI Heat

Mookie: Gli ultimi e forse unici a vincere un anello con un play e un centro non di alto livello furono i Bulls di Michael Jordan. LeBron al nono anno tra i professionisti non solo è attardato rispetto al primo anello di MJ, ma se non vince neppure quest’anno rischia di farsi appiccicare un’etichetta scomoda addosso.
Gerry: Ah sì? Dici? C’è questo rischio? Sicuro? Ma non facciamo scherzi, quest’anno non si accettano obiezioni ed è più dura anche tifare contro, specie dopo la punizione karmica dello scorso giugno. Tocca a loro. Tocca a lui. Tocca ai tre amigos. Con qualche aggiunta.
M: Non era quello di Shane Battier il nome nuovo che ci si immaginava arrivasse a dare maggiore peso al supporting cast, ma l’ex Grizzlies è uno dei migliori difensori della Lega e garantisce con la sua versatilità molte sfiziose soluzioni a coach Spoelstra. Compreso Bosh centro?
G: Male che vada c’è Eddy Curry. Il problema è che il rinnovo di Spoelstra rischia di istituzionalizzare la pallacanestro dello scorso anno, ovvero quella delle stelle che vincono col talento e non di squadra e che rende più evidenti i difetti di LeBron.

ATLANTA Hawks

M: In Georgia non c’è più Jamal Crawford, il sesto uomo capace di rivitalizzare l’attacco a suon di canestri; al suo post l’incognita Tracy McGrady. Insomma, pur non apparendo migliori di un anno fa, la sostanziale conferma di un gruppo che gioca assieme da anni potrebbe produrre il sorpasso ai decadenti Magic.
G: Sorpasso per altro già certificato nello scontro diretto con scopa annessa degli scorsi playoff. Il bello (o il brutto) è che Atlanta si trova esattamente come Aldo sulla roccia in Tre uomini e una gamba: non può né salire né scendere. E pure l’anno prossimo a libro paga il quartetto Johnson, Smith, Williams ed Horford è da solo già oltre il nuovo cap. Notizie su qualche giovane?
M: Con Kirk Hinrich fuori per un mese e mezzo occhi puntati su Jeff Teague: negli scorsi playoff si è fatto notare, quest’anno gli Hawks dovranno decidere se puntare su di lui in regia anche in prospettiva.
G: Non sono un suo fan, ma è l’unico che può dare un’alternativa alla monotematica degli isolamenti per Johnson, nonostante i progressi fatti da coach Drew dopo il regno dell’apatia di Woodson.

ORLANDO Magic

M: Voglio essere cauto, perché già di Dallas ero convinto che il treno per l’anello era passato e invece sono i campioni in carica. C’è ancora Dwight Howard, ma per quanto? E se saluta Superman, chi difende ad Orlando?
G: Il ragazzo non sa letteralmente cosa fare, tanto più con l’All Star Game che si disputerà a casa sua rappresentando uno sfizio per tenere duro ancora qualche mese. Ma ogni giorno trascorso a Disneyworld è un’occasione per rompere definitivamente con l’ambiente.
M: Glen Davis è una bella presa e renderà Dwight ancora più pericoloso in fase offensiva, ma Turkoglu e Richardson escono dalla stagione più deludente della loro carriera e non so quanta convinzione ci sia ancora nelle direttive di Stan Van Gundy.
G: Oltre che nelle scelte del GM Otis Smith, rincorso con la mazza ferrata in giro per la Florida. Eppure potrebbe bastare la scia degli Hawks per entrare ai playoff nemmeno dalla porta di servizio.

WASHINGTON Wizards

M: Se ha ragione Eddie Johnson a sostenere che Nick Young entro un anno diventa materiale da All-Star Game, se aveva ragione Magic Johnson quando proclamava che John Wall è predestinato a una carriera da superstar (chissà se ha cambiato idea), se Rashard Lewis valesse anche la metà dello stipendio che percepisce, se McGee oltre a saltare imparasse qualche movimento in post basso..
G: Ecco, “se” mi pare la parola chiave. Al momento il gameplan dei Wizards è così strutturato: Wall corre, McGee salta (e prima o poi si farà malissimo picchiando la testa sul ferro o contro il tabellone). Cosa pretendere d’altronde da un roster che registra 9 giocatori al primo o secondo anno?
M: Aggiungiamo anche un coach che viceversa ha vissuto i suoi giorni di gloria a Detroit con un roster di giocatori esperti e con più intelligenza cestistica che doti atletiche.
G: Tempi duri per un liberal come Flip, che comunque dovrà inviare qualche segnale di crescita fosse solo per guadagnarsi la riconferma. Fa un certo effetto pensare che ci possa essere chi sta peggio, eppure..

CHARLOTTE Bobcats

M: Neppure la presenza di una delle peggiori squadre della Lega permette ai Bobcats di salvarsi dal fondo della propria division.
G: Per fortuna che in North Carolina possono sempre trovare gratificazioni dal college basket, perché qui siamo molto in alto nella scala gulag dell’attuale NBA. Almeno è arrivato in extremis Bismack Biyombo, il culto può avere inizio.
M: Boris Diaw costretto a giocare centro nel quintetto base sostiene che per fare strada ai playoff ci vuole un vero pivot e nel farlo sottolinea quanto si farà sentire la mancanza di Kwame Brown. Un’affermazione che dice davvero tutto sullo stato di disperazione della franchigia di Michael Jordan.
G: Com’era la storia? Un grande giocatore di basket non necessariamente sarà un grande manager o un grande allenatore? Bene, direi che qui abbiamo un esempio piuttosto estremo.

Regular season: il nostro pronostico.
1. Miami – 2. Atlanta – 3. Orlando – 4. Washington – 5. Charlotte.

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2 Comments to “Southeast”

  1. simonpietro says:

    secondo me l’idea di Spoelstra/Riley è giocare i momenti importanti con Lebron da play “finto”, Battier e Haslem da ali e Bosh da centro (dice che ha messo su un sacco di chili di muscoli). Tanto la loro difesa protegge bene il pitturato, Lebron soffre si i piccoli (vedi il jet l’anno scorso) ma li può lasciare a Wade o mandarli verso l’aiuto del lungo iniziando la serie di close-out perfetti della difesa Heat. Tanto la palla in mano ce l’ha lui o wade, a che serve il play? ma se Bosh inizia a mettersi sotto in palestra questi sono i favoriti veri, davanti a Chicago
    e OKC.

  2. carter says:

    andrò controcorrente ma io voglio dare un pò di fiducia ai Wizard anche se Flip non è un allenatore che mi fa impazzire. Su John Wall c’è poco da dire…talento da vendere, D-Rose ci ha messo un pò per carburare a pieno regime, ci vuole un pò di tempo anche per Wall ma è di sicuro tempo investito bene

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