Chicago irraggiungibile, Indiana almeno ci prova.
Per le altre la conferma di un record negativo.

State buoni che sto difendendo.

CHICAGO Bulls

Mookie: Quando hai uno dei migliori coach in circolazione e hai già costruito una contender non hai bisogno di una superstar che ti costringa a cercare nuovi equilibri in campo. Il colpaccio è pescare il tassello mancante e allo United Center è arrivato quel che serve: Rip Hamilton. Con l’arrivo dell’ex Pistons Derrick Rose si è già autocandidato al primato nella classifica degli assist.
Gerry: Sanno cosa fare, c’è cultura di pallacanestro, c’è una chimica che soddisfa lo staff tecnico, anche se non è sempre detto che una superstar in entrata debba rompere gli equilibri, anzi. Hamilton è enigmatico e cagionevole, anche se non giocasse sarebbe comunque meglio di Bogans sano, ma oggi non è una superstar e non crea per conto suo. E poi resta l’altro inghippo.
M: I Tori sono lontani un Boozer tosto in difesa dall’essere un’arma letale nelle mani di Thibodeau. Ma la perfezione non è necessaria per puntare all’anello.
G: Basta non dirlo a LeBron. Avrebbero tutto (giovani, contratti pesanti, filler) per muoversi sul mercato da protagonisti, ma sembrano non considerare l’ipotesi. L’accontentarsi di piccoli ritocchi ad un meccanismo che funziona basta ed avanza per vincere la Division, ma per sconfiggere Miami?

INDIANA Pacers

M: Danny Granger e David West, ovvero due tra i migliori secondi violini che si esibiscono nella Lega.
G: Il regno dei quasar player, brillano come stelle ma non sono stelle. Però insieme faranno ancora più luce. In punta di piedi erano il gruppo giovane da tenere d’occhio ad Est, ora dopo questo eccellente mercato sono a tutti gli effetti la novità più suggestiva. Ed occhio a Paul George.
M: L’asse play centro è decisamente interessante: Darren Collison esce da una stagione molto positiva e l’ex sperone George Hill rappresenta un backup di lusso (e potrebbero anche giocare assieme), ma è soprattutto Roy Hibbert nel pitturato l’uomo da seguire in questo 2011. Le big ad est sono ancora uno-due piani sopra, ma coach Vogel ha tutto per centrale comodamente i playoff.
G: Ho qualche perplessità sul rendimento di Hill fuori dal sistema di San Antonio, così come devo ancora inquadrare il coach e l’identità che intende dare ai suoi. Ma se dalla Central escono solo due squadre ai playoff, l’altra è certamente Indiana.

MILWAUKEE Bucks

M: Per l’eventuale terza, guardiamo pure in Wisconsin. Lo diciamo da anni, date a coach Skiles due giocatori di talento e tanti bravi ragazzi dalle discutibili qualità ma pronti a dare l’anima in campo e il record-man di assist in una partita un posto nel tabellone dei playoff lo centra.
G: Il problema è che dopo averlo centrato e quando ci si attende il passo successivo verso il consolidamento, tutto quello che pochi mesi prima sembrava sorprendentemente ottimo torna ad essere meno che normale, come nel caso di Brandon Jennings. E si torna a smobilitare, con facce nuove dalla discutibile ortodossia.
M: Stephen Jackson non è il soldatino disciplinato per coach Skiles, ma ha un IQ cestistico infinitamente superiore a Corey Maggette, cosa che possiamo dire anche di Dunleavy Jr rispetto a Salmons.
G: Se poi Bogut torna ad essere quello che pareva prima dell’infortunio, ovvero uno dei primi 3 centri della lega, si può azzardare un record in zona 50% nonostante la crescita della Eastern.

DETROIT Pistons

M: Ben Gordon sostiene che il passaggio da coach Kuester a Lawrence Frank avrà lo straordinario effetto di far rendere al massimo delle potenzialità quanti hanno deluso finora. Credo che nell’elenco ci sia anche il suo nome, assieme a Villanueva, Stuckey, Maxiell, Daye..
G: Di sicuro non c’è quello di Monroe, che strizza pericolosamente l’occhio alla candidatura come Most Improved 2012, oltre ad essere già a 21 anni il miglior giocatore e l’unica certezza di questi Pistons.
M: Se Monroe è il nome più affidabile, il rookie Brandon Knight è la scommessa in cabina di regia. Comunque vada sarà un successo, se a Stuckey non verrà più chiesto di essere un playmaker.
G: D’altronde il danno è già stato fatto: qualcuno mi deve spiegare il senso dei 25 milioni di dollari in tre anni elargiti a Rodney, che palesemente ha dimostrato di non essere il giocatore che si aspettavano in Michigan. Se poi penso ai 27 in 4 anni a Prince, alzo le mani di fronte a Dumars e pronuncio solo due parole: mi arrendo.

CLEVELAND Cavaliers

M: L’anno sbagliato per avere due primissime scelte al draft.
G: Guardando al bicchiere mezzo pieno, Kyrie Irving e Tristan Thompson potranno vivere una stagione senza le aspettative che normalmente accompagnano l’esordio dei pick #1 e #4. Anche perché ormai a Cleveland ci si concentra solo su laghi e centri commerciali.
M: Con lo sguardo malinconicamente perso nel vuoto, tra le rovine della città che fu di LeBron si aggirano ancora Jamison, Varejao ed Anthony Parker. Qualcosa di buono saprebbero ancora farlo, ma con coach Scott in panchina ci togliamo subito il dubbio. O sbaglio?
G: Non sbagli. Anche se bisogna dargli atto di essere stato il mentore a New Orleans di quella che oggi è considerata la migliore point guard della lega, il che fa ben sperare per lo sviluppo di Irving. Ovviamente tra una sconfitta e l’altra.

Regular season: il nostro pronostico.
1. Chicago – 2. Indiana – 3. Milwaukee – 4. Detroit – 5. Cleveland.

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2 Comments to “Central”

  1. Anjin-San says:

    Ragazzi, la caption sotto la foto di Boozer mi ha fatto rotolare giù dalla sedia…

  2. Mookie says:

    Ti confesso che il vero motivo per cui esiste questo blog è proprio quello: ci divertiamo un sacco a mettere caption alle foto.

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