Da Boston a Brooklyn passando per il Madison Square Garden.
Passato, presente, futuro della Division con la candidatura più debole per l’anello.

Certo che a vederli così..

BOSTON Celtics

Mookie: Pochi ma buoni. Ma pochi! La squadra più forte è vecchia e senza rinforzi. Se vedono Heat e Bulls con una marcia in più saranno ancora motivati? Sono ancora una contender?
Gerry: Quei 4 sono a prescindere motivati e Boston è a prescindere contender finché ci sono loro, bisogna come al solito vedere come stanno quando si fa sul serio.
M: D’accordo ma leggi il roster: in Massachusetts sono rimasti quelli del Big Four.. e basta! House, Scalabrine, Tony Allen, Glen Davis, Perkins, oltre ai ritiri di Shaq e Rasheed: in due anni un intero supporting cast svanito e non rimpiazzato. E il calendario compresso non aiuta.
G: Si è aggiunta pure la beffa Jeff Green ed è svanito in extremis David West, a conferma della classica regola per cui una trade sbagliata chiama solo sventura. Partendo però dal presupposto che questi ai playoff ci arrivano, non ci sarà quello che serve per battere Miami, ma c’è ancora quello che serve per fare paura a tutti.

NEW YORK Knicks

M: E chi farà paura a Boston? Il roster che prende forma a New York sembra dirci che il parere di Mike D’Antoni conta esattamente come quando Steve Kerr ha preso il comando a Phoenix: zero. E Baron Davis (infortunato) sembra la mossa per salvare le apparenze. Però il materiale per vincere tante partite non manca.
G: Se D’Antoni potesse scegliere due giocatori dell’intera NBA che non vorrebbe mai nel suo roster, probabilmente andrebbe con Anthony e Chandler, la nemesi per il suo sistema: uno vuole la palla in mano, l’altro occupa l’area. Resto convinto che la sua esperienza ai Knicks sia finita nel momento dell’arrivo di Melo; ora si tratta solo di formalizzare la separazione e di convincere Jeff Van Gundy (o chi per lui) a tornare in panchina. Però con quel gruppo il 60% di vittorie è assicurato, nonostante tutto.
M: E Boston arriva al 60%?
G: Ai Celtics non interessa, basta ed avanza l’ottavo posto, conta solo stare bene a maggio, poi comunque vada a giugno si rifonda.
M: Quindi andiamo con i New York Knicks vincitori dell’Atlantic.

NEW JERSEY Nets

M: Spazio salariale, disponibilità a spendere, spostamento a Brooklyn: i Nets dovevano essere la franchigia del futuro e attirare i migliori free agents, invece le perplessità del primo pezzo da novanta arrivato sono abbastanza eloquenti. Deron è ancora solo nell’altra metà della Mela, il corteggiamento a Dwight Howard è valso un provvisorio due di picche.
G: Ma ci continueranno a provare, perché Deron, se non arriva Dwight, saluta la compagnia e non rinnova, visto che non si fa scrupoli a giocare persino in Turchia. E perché Brook Lopez forse mai sarà un credibile secondo violino.
M: D’altronde hai voglia a dire che con le migliori point guard le squadre crescono: Morrow e Shawne Williams tirano e basta, Graham, Shelden Williams e Petro non vale la pena nominarli; mancano giocatori versatili, talenti grezzi che possano maturare con un play di questo calibro. Restano solo gli youngsters.
G: Marshon Brooks mi pare l’unico potenziale upgrade nel breve periodo, poi tocca sperare nell’ignoto. E quanto al coach..
M: Carlisle è appena riuscito in quello che non portò a termine Avery Johnson con la Dallas migliore.

PHILADELPHIA 76ers

M: Tra i tre litiganti s’infila.. Philadelphia. I Sixers di Evan Turner (se non spicca il volo ora, quando?) sono lo stesso gruppo che ha fatto bene un anno fa con il confermato coach Collins.
G: Un gruppo rodato, in una stagione con pochissima preparazione, è destinato a partire alla grande ed a prendere fiducia: potrebbero ritrovarsi in vetta alla division a fine gennaio.
M: Le due point guard sono molto diverse ed assicurano cambi di ritmo, Iguodala è all’apice della maturità, Brand se integro è ancora un signor giocatore, Hawes ha fisico e mani educate, Young è l’arma tattica, possono correre, possono mettere un quintetto alto. Se solo esplodesse Turner…
G: L’anno scorso sono decollati dopo una sfiorata rivoluzione, ora il salto di qualità dipende esclusivamente da quello di Evan. Ma non ho buone sensazioni.

TORONTO Raptors

M: Perché siamo sempre così imbarazzati quando tocca parlare dei Raptors?
G: Forse perché non hanno colmato una sola delle loro tante lacune in questi 5 anni?
M: Nonostante Calderon, proveranno a far crescere Bayless che non è un play nell’istinto; non c’è un affidabile tiratore tra le guardie; DeRozan e Bargnani non sarebbero franchise player in nessun’altra città; la fase difensiva resta una chimera da anni. Che altro possiamo dire della Toronto allenata da Dwane Casey?
G: Che il Mago continuerà a fare incazzare i tifosi anche da 4, che Amir Johnson è strapagato, che Magloire e Butler non spostano alcunché, che la prima scelta Valanciunas arriverà nella prossima stagione, che DeRozan e Ed Davis cresceranno.. e che i Raptors faranno schifo lo stesso.

Regular season: il nostro pronostico.
1. New York – 2. Boston – 3. Philadelphia – 4. New Jersey – 5. Toronto.

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One Comment to “Atlantic”

  1. simonpietro says:

    grazie di esistere ragazzi!
    ricominciano le voci su Dwight ai Nets, se arriva Superman i play-off a est li fanno facile anche loro.
    l’unica cosa che non condivido è l’impressione di gerry su phila, francamente non so chi a est potrebbe levargli i PO: milwaukee? Washington? Detroit (questa l’ho sparata apposta)? hanno la stessa squadra, un anno in più di esperienza e un turner che ai PO era apparso in miglioramento rispetto alla RS, anche se probabilmente è in un contesto di corsa e di pochi tiri a cui mal si adatta l’ex Ohio State

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