From Mavericks vs Lakers 122-86, del 8.5


Un massacro, una carneficina, un’umiliazione.

Il volto amaro della sconfitta.


Pathos dei termini accentuato non solo dalle proporzioni della disfatta, ma anche dalle modalità di gara 4 e da alcuni episodi (Odom e soprattutto Bynum) che autorizzano a pensare che saper perdere sia sempre più difficile che saper vincere.

L’emotività, si sa, non ha un bel rapporto con la razionalità; la delusione inattesa ne ha uno ancora peggiore con l’ottimismo e la riconoscenza. Eppure trovo lo stesso eccessivo il clima di mestizia che accompagna questa uscita di scena dei Lakers.

Ok, hanno perso una serie nella forma più ingloriosa possibile, con scopa e cappotto incorporati.
Dallas è stata più forte, più fresca, più motivata, più tecnica, più altruista, più imprevedibile, più precisa, più squadra. Più tutto.

Ma non ci sono e non ci possono essere i presupposti per il De profundis, la “fine della dinastia” ed il “crollo di un impero” che tanto vanno di moda tra osservatori e commentatori (e caso mai ben più appropriati per gli Spurs).
Questi Lakers sono tutt’altro che finiti. Questa squadra può ancora vincere, anche senza Jackson.

Kobe, intoccabile, ha 32 anni. Solo Gary Vitti sa quali siano le sue reali condizioni fisiche, ma anche scalando una marcia il suo motore è ancora in grado di girare per almeno altre tre stagioni ai massimi livelli. L’ha dimostrato anche nella sconfitta.
Michael Jordan ha d’altronde vinto gli ultimi titoli tra i 33 ed i 35 anni, giocando una pallacanestro più sotto il ferro e per certi aspetti ancora più qualitativa e completa.

Gasol, Odom ed Artest sono poco più che trentenni, si potrebbe addirittura azzardare che siano all’apice della loro carriera, anche se di certo non l’hanno mostrato contro Dallas. Tanto per capirci, hanno l’età che aveva Pippen nel secondo three-peat e sono tutti più giovani dei Celtics che vengono dati per morti da anni, ma che non muoiono mai.

E poi c’è il fattore Bynum. Nel marasma del 0-4 ha perso il controllo con una delle peggiori porcherie viste su un campo di basket (che gli sarà rinfacciata per tutta la carriera), ma non si può certo negare la sua consacrazione sul lato tecnico, sia come punto fermo in campo che come eventuale pedina di scambio per arrivare al CP3 o al Dwight di turno.

Come può questo scenario essere letto in modo così catastrofico e definitivo?

Verosimilmente qualche scambio ci sarà; probabilmente qualcuno partirà e qualcun altro arriverà; sicuramente bisognerà colmare la lacuna nel ruolo di play (unica casella che prevede la voce “bollito” nella venerabile figura di Fisher), fosse solo per evitare di vedere Isiah Thomas reincarnato nel primo Barea che si incontra per strada.

Ma un gruppo campione uscente, unanimemente considerato favorito fino a due settimane fa, non può essere una dinastia finita.

Brian Shaw può rimotivare questi ragazzi, tanto più se i metodi di coach Zen paiono aver esaurito la loro forza persuasiva. Se Shaw sarà, il contributo tecnico di coach Jackson si tramanderà perché il sistema è consolidato in molti suoi aspetti. Va rivisto, adeguato, perfezionato, ma non stravolto. Cambierebbe l’approccio, non la sostanza.

Ed anche se non si volesse dare continuità con la promozione dell’attuale assistente, non sarà così dannoso abbandonare il triangolo per sperimentare nuovi modelli di gioco, che possono rappresentare un’ulteriore sfida per tornare al vertice. Sfida in cui anche il nuovo allenatore avrebbe più partecipazione dell’attuale.

Il modo in cui è maturata l’eliminazione e le mille voci pruriginose che si susseguiranno durante l’estate penseranno al resto, facendo automaticamente tornare voglia e cattiveria eventualmente perdute a Bryant e compagni. Ciò che è successo dopo il meno 39 di gara 6 a Boston nel 2008 dovrebbe essere un insegnamento sufficiente in materia.

Ora è la notte dell’amarezza per i tifosi gialloviola e della gioia per gli inevitabili haters dei Lakers, che d’altronde sono tanto numerosi quanto è vincente la squadra da odiare.

Ma siamo davvero così sicuri che tra 12 mesi quei sentimenti non possano riproporsi a parti invertite, trasformando questo sterminio in uno scopo nuovo?
Kobe, prima di addormentarsi, inizierà a pensarci già da stanotte.

Tags: , , , , , , ,

8 Comments to “Il fine o la fine?”

  1. Fra says:

    è vero che dopo il disastro di ieri forse è troppo facile e scontato proclamare il de profundis per i Lakers; ma “questi” Lakers sono molto probabilmente finiti davvero. Fisher è stato imbarazzante, Bynum verrà crocefisso per il fallo terminale su Barea e ancora di più per essersi levato la maglia uscendo, Gasol ha qualche problemone extra-cestisco con Bryant forse irrisolvibile. I Lakers non hanno molta flessibilità sul salary cap, per usare un eufemismo. In più a ovest ci sono i thunders di Durant, Westbrook e Perkins, questi sorprendenti Mavs formato play-off e a est Miami e i Bulls. Prima di capire quale sia il futuro immediato dei Lakers bisogna almeno capire che Lakers saranno a ottobre secondo il verbo proferito da Artest ieri sera (“It’s going to be a l-o-o-o-ng summer”). Insomma i Lakers pronosticati vincenti con una gamba sola e una mano legata dietro la schiena a ottobre per me a meno di trade strane sono finiti. Possono essere una contender uno status molto diverso da “marziani invincibili”.

  2. Dis/Impegno says:

    La serie ci ha suggerito le stesse domande, quasi formulate con le stesse parole. Le conclusioni però sono diverse. Penso che Kobe Bryant sia ancora, per attitudine e mentalità, il più “forte”, ma penso che i suoi 32 anni siano diversi dai 32 di Jordan, complici due carriere molto diverse, seppur accomunabili.
    Non è un mistero che tutto passa per il 24. Ma giocare senza fiducia nei compagni è deleterio e Kobe ha passato gli ultimi 5 anni a combattere contro questi (ed i suoi demoni). E non penso possa permettersi di farlo ancora. Per quanto mi riguarda, quindi, sebbene la somma dei loro valori assoluti sia sempre tra le più alte (se non la più alta), questi Lakers sono finiti.

    P.s. è sempre un gran piacere leggervi.

  3. Io però mi ripeto prima di parlare di Lakers in rifondazione o di ciclo finito aspetterei un attimo, perchè questi con la compiacenza di forze occulte, sono capaci di spedire Gasol a Orlando e prendere Howard e Bynum a New Orleans e prendere Chris Paul, tanto dopo la pagliacciata della trade di gasol del gennaio 2008 non c’è da stupirsi più di nulla.

  4. Max Giordan says:

    @Leo: certamente come celtico sei pratico di “pagliacciate”, quella di Garnett per un esercito di journey man rimane ancora ineguagliata, nonostante all’epoca i tifosi biancoverdi sostenessero fosse stato pagato troppo! Negli anni la trade di Gasol si è un filino-ino-ino rivalutata, quella di Garnett se possibile è peggiorata!

    Comunque per i Lakers la perdita più grave lo sappiamo tutti sarà quella di coach Jax, senza di lui rischiavano l’autodistruzione prima e la rischiano pure dopo…

  5. Mookie says:

    È il momento di Rick Adelman.

  6. Daniele Oppo says:

    Bè la trade Gasol ha portato ai Memphis di oggi…direi che di pagliacciata non si può più parlare senza essere prevenuti.
    Per il resto concordo con Gerry, credo ci sarà qualche cambiamento funzionale al nuovo coach e alle inevitabili nuove alchimie di squadra.
    Adelman al posto di Coach Zen sarebbe davvero bello perché Adelman è un grande allenatore, tatticamente superiore a Phil (secondo me) e poi sarebbe un bel cambio anche a fronte dei vari screzi fra i due negli anni…

  7. simonpietro says:

    no mookie, Adelman ai lakers no!!! non so se gli dai il titolo, ma sarebbero devastanti in attacco: continui back-door sui passaggi di odom Bynum e Gasol??? bryant ne fa 25 a sera senza sudare e Shannon brown fa la top 100 delle schiacciate in stagione regolare!!
    l’unico problema è dire a Ron che deve imparare nuovi schemi e una nuova filosofia di gioco… già che lo immagino mentre mangia il sushi che dice “peccato perchè sta triangolo cominciava a piacermi, l’avevo praticamente memorizzata…”

  8. Daniele Oppo says:

    Adelman ai Lakers si… http://sports.espn.go.com/los-.....id=6534904

    sarebbe ora per questo grandissimo allenatore…

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>