Potevano e dovevano essere i playoff della “bella”, intesa come la finale risolutrice tra le due dinastie più nitide che hanno contraddistinto gli ultimi 4 anni di NBA: Lakers-Celtics.

Potrebbero essere invece i playoff delle vendette.

Nowitzki e Wade: obiettivo Finals, 5 anni dopo.


E’ in archivio quella di Atlanta ai danni di Orlando, dopo il massacro a parti inverse dell’anno scorso, uno dei 4-0 più fragorosi della storia recente NBA.

Ha stupito ed entusiasmato quella ai danni degli addetti ai lavori di Zach Randolph, ora in versione Zaccaria, profeta che mette tutti d’accordo, ma reietto fino all’altro ieri in versione Z-Bo, galeotto che si mette nei guai con la giustizia, che si droga, che guida ubriaco, che è sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato.

E’ in corso quella dei tre amigos di South Beach, non solo contro Boston che li ha regolarmente battuti dal 2007 in varie incarnazioni, ma anche verso il mondo intero che li ha guardati con occhi diversi dal luglio scorso, LeBron in testa.

Ci sarebbe poi quella in tono decisamente minore di Rose e Durant nei miei confronti, per smentire quella reiterata impossibilità dei giovani di vincere la NBA che vado ripetendo come un tormentone dall’inizio dei playoff.

Ma la suggestione aumenta se si sposta lo sguardo a quella che oggi 6 maggio è la finale NBA più plausibile. Dopo 5 anni, dopo quel 2006 epico per il consacrato Dwyane e drammatico per il perdente bollato Dirk, dopo le lacrime dei Mavericks per quel 3-0 solo sfiorato, dopo l’ennesimo trionfo di Riley e Shaq.

Sì, Dallas contro Miami, atto secondo.

Sono squadre che rientrano nei canoni: affamate, certo non appagate, né troppo giovani né troppo logore, con due meravigliosi campioni ancora senza titolo (LeBron e Dirk), con tanti giocatori che hanno già vissuto finali di conference o addirittura finali NBA (Kidd, Marion, Terry, Stojakovic da una parte, Bibby, Jones, Ilgauskas e gli altri veterani in panchina dall’altra).

C’è tutto quello che serve, mancano solo altre 6 vittorie e soprattutto il trionfo di guerra più ambito e simbolico: lo scalpo dei campioni.

Tanto più una squadra è vecchia, ha vinto ed è abituata a vincere, tanto più questa è destinata a resuscitare o ha comunque maggiori possibilità di farlo nel corso di una serie.
In due parole: impossibile dare per morti Lakers e Celtics, Kobe e Paul, Pau e Kevin, Lamar e Ray, Phil e Doc.

Eppure c’è una condanna che mina le rispettive possibilità di resistenza e rimonta: il campo.

Il campo ha detto nelle prime due gare che Miami e Dallas sono superiori, che Wade e LeBron sono troppo per questi big four appannati, che Kidd, Barea ed ovviamente il tedesco sono un rebus irrisolvibile per la difesa dei Lakers, che Spoelstra e Carlisle stanno allenando meglio di Rivers e Jackson.

Il campo ha detto che Mavs e Heat hanno più fame, o hanno più gambe, o hanno più basket. Ma di sicuro hanno avuto qualcosa in più, hanno giocato meglio, come i Grizzlies sui moribondi Spurs.

Si poteva ben cogliere i campanelli d’allarme suonati dai Celtics, tanto più dopo la delittuosa cessione di Kendrick Perkins e gli arrivi di giocatori (Krstic, Green, Pavlovic, Murphy, Arroyo) per cui nemmeno Chi l’ha visto? può intercedere.

Non avevo invece intuito quelli più flebili dei Lakers, che anzi (pronta la cenere per cospargermi il capo, ma spero non da solo) ritenevo avessero apparecchiato il tavolo per il titolo più semplice degli ultimi 3 anni.
Ma forse quel Chris Paul che imperversava a piacimento non andava archiviato semplicemente alla voce “Lakers svogliati”.

Dallas e Miami ora non devono solo sconfiggere Los Angeles e Boston, ma anche il cuore di campioni mai domi e gli incubi del loro passato, di squadra o individuali.
Lo devono fare partendo dal 2-0, vantaggio non da poco. Ma quando sei chiamato a riscrivere la storia, non puoi pretendere che sia anche tutto facile.

Tags: , , , , , , , , ,

One Comment to “Revenge”

  1. Luca 8 says:

    Mavs 3-0.. ok, il cuore dei campioni, la classe di kobe, ecc ecc ma a questo punto inizierei a preparare un bel requiem per i gialloviola. Ho finito ora di vedere la partita: ma è possibile che i lakers abbiano lasciato sistematicamente tirare da 3 kidd, terry e dirk con 2 metri di spazio? sulle situazioni di pick&pop kidd/barea – Dirk in almeno 3 occasioni gasol e il play lakers di turno sono andati come due dementi sul play texano lasciando il tedesco libero di punire da fuori; fisher e blake si sono fatti battere un’infinità di volte dal palleggio creando una catena di recuperi sempre più in ritardo culminati puntualmente da tiri facili dei mavs (stesso copione già visto tra l’altro in gara 2). Prendete tutto questo, unitelo ad un dirk formato MVP, ed ecco che la frittata è fatta in quel di los angeles. Pur non essendo tifoso (e nemmeno simpatizzante) lakers, mi spiace vedere kobe fuori in questo modo.
    P.S.: mamma mia Derrick Rose…ma che partita ha fatto??Gerry voglio un articolo sui bulls!!!

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>