Un autunno a primavera.

Empire can’t strike back


SAN ANTONIO
2-4 vs Memphis

M: Confesso che vedere La Morte Nera saltare in aria così presto mi dispiace. Da mesi pregustavo il significativo scontro epocale tra Spurs e Thunder al secondo turno. Ma il duo Jefferson-Blair è evaporato in post-season e Duncan.. non è più Duncan. Le triple miracolose di gara-5 e ieri notte la bomba da metà campo di un commovente Ginobili mi sono sembrate segni del destino. Invece sono già in vacanza, prima di maggio. 5,5
G: Si diceva che non era importante contro chi avrebbero giocato, ma soprattutto in che condizioni sarebbero arrivati all’appuntamento: orrende. No Manu no fiesta, come gara 1 ha ben dimostrato, tuttavia l’incapacità non solo di ribaltare la serie ma anche di tenere vive le speranze suona come il più sinistro de profundis per coach Pop e per il simbolo più smagliante del declino col numero 21. Ma non può finire tutto qui, e soprattutto non così. 4

No regrets


NEW ORLEANS
2-4 @ Lakers

M: Gli Hornets non erano attrezzati per superare i Lakers e per reggere un’intera serie contro il mix di centimetri-chilogrammi-talento di Gasol e Bynum. Coach Monty Williams dimostra di valere anche ai playoff e di saper valorizzare al meglio Ariza, Okafor e Landry. Per stupire ancora, però, bisogna capire quali grilli han per la testa Paul e West. 7.5
G: Far credere ai propri tifosi che fosse possibile anche solo gara 7 in queste condizioni è il coronamento di un successo. CP3 ha messo a tacere tutti coloro (colui che scrive compreso) che sospettavano fosse oggi inferiore a Deron Williams; in gara 6 non ne aveva più, ma ne avrà ancora in futuro per Hornets da medio classifica? 7.5

Going nowhere


PORTLAND
2-4 @ Dallas

M: Tre volte al primo turno, tre volte la stessa storia: i Blazers vincono una partita, una se la prende da solo Roy anche in stampelle, le altre vanno a chi se le merita. McMillan inizia e finisce una serie senza aver cambiato nulla, Aldridge non trova mai easy baskets nel pitturato e rispetto al passato la panchina è meno profonda. Perché dovrebbe andare meglio tra 12 mesi? 6
G: L’inquietudine ora scaturisce dal rischio di non poter sapere cosa sarebbero stati questi Blazers senza l’idiosincrasia per il concetto di ginocchia sane. Si sono pure rinforzati con Wallace, hanno di fatto quadrato il cerchio per essere contender già oggi, ma senza fare i conti con le draconiane assenze delle due stelle previste nello screenplay: Roy (l’originale) e Oden. 5,5

Better after


DENVER
1-4 @ Oklahoma City

M: Lo abbiamo detto da subito, lo abbiamo detto mille volte: i Nuggets sono migliorati dopo la cessione di Melo. Mi sento di aggiungere che ci sembreranno migliori anche dopo che avremo ammirato il resto del cammino dei Thunder. Molti si aspettavano una serie più equilibrata, ma i Nuggets hanno sempre tenuto in bilico il risultato nei finali, quando le superstar (che OKC ha, Denver no) hanno fatto la differenza. E questo rischia di essere l’unico difetto strutturale dei Nuggets del futuro. 7-
G: Una nuova filosofia applicata a questa lega: nel dopo trade hanno avuto 8 giocatori in doppia cifra di media, nessuno oltre i 15 punti a partita ed un italiano come top scorer. Essersi assicurati i playoff per i prossimi anni è già un grande risultato viste le premesse; il liberal coach Karl assicura che si può fare, io temo invece non basti per vincere certe partite senza domani. Potrebbe spettare proprio a Danilo smentirmi? 6

The King of New York.. ed è subito sweep!

They belong


INDIANA
1-4 @ Chicago

M: Promossi con riserva dalla regular season (il regolamento scolastico prevede che non se ne possono bocciare otto per classe) i Pacers hanno dimostrato contro Chicago di aver meritato la spintarella. Nonostante l’avversario diretto fosse Rose, Collison esce da questi playoff come playmaker di sicuro affidamento per il futuro. Senza superstar ma con tanti buoni giocatori, potrebbero seguire il modello Denver. 6
G: Ora però occorre piegare la testa sui libri, per evitare di presentarsi alla maturità con il classico “ha potenziale ma non si applica”. Sono stati il migliore banco di prova possibile per i Bulls, acclimatando Chicago alle mille insidie dei playoff e costringendo Rose ad inaugurare lo show fin da gara 1. Forse hanno trovato anche un coach adatto con insospettabile faccia tosta. 6.5

No icing on the cake


PHILADELPHIA
1-4 @ Miami

M: È mancata la ciliegina sulla torta. Risorgono dopo un avvio da 3-13 e ritornano ai playoff nonostante il contributo irrilevante del loro top pick Evan Turner. Ai playoff deludono. Dallo scontro quasi ideologico tra balanced-offense e big three mi aspettavo uscisse una serie quanto meno incerta. E mi aspettavo che Thaddeus Young potesse avere un impatto. Not yet. 6.5
G: Sono un concentrato di favolosi secondi e terzi violini, gente che si esalterebbe accanto ad un campione, ma quando poi c’è da vincere le partite ai playoff chi può guidarli al successo? Non Iguo, non Holiday, non Brand, non Taddeo, tanto meno il Turner attuale. Un conto è non avere un giocatore che spicca sugli altri come i Pistons dell’era Brown, un altro è non avere proprio un leader carismatico che fa le giocate decisive. 6

Spike Lee can’t jump


NEW YORK
0-4 @ Boston

M: Ok, non è stato un disastro. I Knicks sono pur sempre tornati ai playoff, nonostante un roster stravolto in corsa. Ma a Boston è bastato difendere come si deve per 5-6 minuti per vincere le uniche due partite combattute della serie e chiudere in sweep. I playoff ci hanno detto che: Melo è il vero #1 a NY, D’Antoni non c’azzecca più nulla, Spike Lee può guardarsi con comodo i vhs dei primi anni ’70. 5
G: E magari può trovare un ruolo a Chris Paul nel suo prossimo film, per quella quadratura del cerchio regolarmente rinviata ai Knicks. Dovevano essere un passo in avanti nella costruzione di una contender, invece hanno ancora troppe incertezze a partire dallo staff tecnico e dall’incompatibilità delle due stelle. Ci si potrà chiedere cosa sarebbe successo con Amar’e e Chauncey sani o con altri arbitri in gara 1, ma alla lunga passava Boston lo stesso. 4,5

Superman was here


ORLANDO
2-4 vs Atlanta

M: L’improvvisa fiammata post Carter-Turkoglu trade è stato un bluff. La sola presenza in campo di Dwight Howard offre incredibili opportunità realizzative ai compagni di squadra e se una cosa è chiara oggi è che Nelson, Arenas, Turkoglu, Richardson e allegra compagnia non sono (più) un supporting cast adeguato alle ambizioni del #12. Valigia pronta con mantello. 5-
G: Il più grande fallimento del primo turno, perché diversamente da San Antonio qui c’è (c’era?) una storia in fase di scrittura ed una stella nel fiore degli anni che non trova risposte adeguate dall’organizzazione attorno a lui. Il celebrato Van Gundy surclassato dal debuttante peones Larry Drew è la più grande sorpresa della serie. La dannosità di Arenas e soci si riflette pure nel salary cap oberato che non concede spazio per manovre riparatrici. 3

Tags: , , , , , , , ,

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>