La stagione in tre foto.

«Ma dove sono finito?»


Ventitre diversi nomi a vestire la maglia dei Wizards in una sola stagione, ventuno dei quali hanno giocato almeno 10 partite. Prima e dopo Arenas, con o senza i fragili (e costosi) Rashard Lewis e Josh Howard, è possibile trovare una costante: Flip Saunders ha continuato a mangiarsi le unghie.

Nelle numerose sconfitte il passivo medio è in doppia cifra e l’ex allenatore di Pistons e T’Wolves non è mai riuscito a dare una parvenza di rispettabilità alla difesa della sua squadra. L’anno prossimo si ripartirà quasi da zero.

John Wall: come showman ci siamo.

Zero era il numero del precedente franchise player, quello nuovo invece è stata la scelta numero 1 al draft e indossa la divisa numero 2. Nonostante statistiche personali non disprezzabili da John Wall gli esperti si attendevano un impatto diverso, su tutti Magic Johnson – uno che di playmaker dovrebbe capirci qualcosa – che si sbilanciò con parole lusinghiere sul prodotto di Kentucky.

Per la point guard più atletica della Lega (ex-aequo con il thunder Westbrook) il modello di riferimento è Rose e come il prossimo MVP Wall dovrà costruirsi un jumper credibile per essere una vera minaccia, oltre a dover iniziare il percorso di crescita che ha compiuto Derrick nella leadership e nell’approccio da trascinatore. Ma è anche nelle letture e nel playmaking che deve maturare parecchio.
E con lui i suoi compagni di squadra.

Con JaVale si gioca in modalità Arcade.

Già perché il secondo uomo simbolo della campagna ’10-’11 è JaVale McGee: probabilmente il più creativo schiacciatore in circolazione e se continuerà a giocare 30 minuti a sera anche il sicuro vincitore della classifica delle stoppate per i prossimi 5 anni.
Questa macchina da highlights di 2,13 metri è però più vicino ad essere un personaggio dei videogames che un vero giocatore di pallacanestro, talvolta con risultati non proprio positivi o onorevoli per la sua immagine.

Con John e JaVale lo spettacolo è assicurato, ma per vincere qualche partita in più non ci sono dubbi che serva ben altro.

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3 Comments to “At home: the Wizards”

  1. Canigggia says:

    Ci starebbe una citazioncina da qualche parte per Nick Young, sul quale però so di non poter esprimere un giudizio obiettivo 😀

  2. Mookie says:

    Yep!
    Uno scorer a tratti infuocato come Nick Young meritava una citazione, e pure la foto visto l’afro! Anche Blatche meritava una riga. Lo stesso Crawford ultimamente non passa inosservato. Ma è una stagione intera di garbage-time, c’è da fidarsi a dare risalto alle stats individuali o ai periodi di grazia di potenziali meteore?

    Poi ovviamente nel selezionare solo tre foto qualcosa inevitabilmente restava “fuori campo”.

  3. Canigggia says:

    Chiaro che questa è stata una stagione di garbage, e che non c’è da fidarsi. Per ora si sono spartiti la regular season per mettersi in mostra (il che ci dice molto del controllo che ha Saunders della situazione, as usual…), ma quando (E SE) riusciranno a giocare insieme e/o difendere, un posto ai playoff se lo giocano alla grande.

    Dubito comunque sul difendere 😀

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