Come diceva il sommo Dan, nessuno me l’ha chiesto però..
Benvenuti agli irrinunciabili awards di WeGotGame.
Perdonateci gli ex-aequo, d’altronde siamo in due.

MVP

Quelli che.. si girano quando sentono invocare MVP.

1. Kevin Durant (9)
1. Derrick Rose (9)

3. Kobe Bryant (4)

Mookie: Manca un candidato che mi convinca al 100%. Alla fine mi arrendo e vado con Rose, il difference-maker dei Bulls primi ad Est, seguito da vicino da Durant. I big di Lakers, Celtics e Spurs hanno tenuto il meglio per i playoff, quelli di Miami lo scopriremo.

Gerry: Effetti collaterali della moda dei big three: talento compresso in un unico team, più difficile individuare il leader assoluto, discorso che vale a San Antonio, Boston, Miami ed in parte a Los Angeles. Il fuoriclasse di Chicago è seduto in panchina, quello di Oklahoma scende in campo, ma la vittoria di Rose non mi scandalizzerebbe di certo.

Honorable Mentions: Dwight Howard (3), LeBron James (3), Dirk Nowitzki (2).

Most Improved Player

Aveva le valigie pronte, ora è il pupillo di Thibodeau.

1. Luol Deng (5)
1. Dorrell Wright (5)

3. Serge Ibaka (4)

M: Ad ottobre Deng era un buon giocatore, pagato troppo. Ora è il collante essenziale dei Bulls, il difensore incaricato di fermare l’avversario più pericoloso e non l’ho mai visto a questi livelli neppure in attacco: Rose ha il suo Pippen. Non riceve molte attenzioni Jrue Holiday, ma la crescita dei Sixers corre parallela all’ascesa del suo solido playmaker.

G: Come al solito ci si perde negli infiniti parametri possibili per questo riconoscimento: se si vuole premiare l’incremento numerico in quanto tale, Wright non ammette rivali; se si vuole premiare la crescita squisitamente tecnica, i progressi di Ibaka sono davanti ai nostri occhi; se si vuole invece dare credito al salto di qualità verso il rango di All Star, Aldridge, Love e Westbrook sono candidature che fanno Cassazione.

Honorable Mentions: LaMarcus Aldridge, Jrue Holiday (4), Tony Allen (3), Roy Hibbert, Kevin Love (2), Russell Westbrook (1).

Defensive Player

Tranquillo Dirk, ci penso io.

1. Tyson Chandler (7)

2. Dwight Howard (6)
3. Luol Deng (5)

M: Mi fido delle parole di coach Thibodeau e tra Noah e Deng vado con l’inglese, premiando la sua capacità di marcare avversari di più ruoli. Della coppia Okafor-Ariza invece accordo la mia preferenza al centro, Ibaka ha fatto da seracinesca anche prima dell’arrivo di Perkins, Howard e Chandler fanno reparto da soli.

G: Non si possono votare direttamente Thibodeau e Monty Williams? Più che dare credito al miglior interprete del miglior sistema difensivo (il primo agevolato dal secondo), penso sia allora più corretto evidenziare chi spicca in un sistema normale, costruendo il secondo attorno al primo: Dwight è la difesa dei Magic, così come Chandler e Iguodala cambiano marcia alle loro squadre nella propria metà campo.

Honorable Mentions: Emeka Okafor (4), Andre Iguodala (3), Kevin Garnett, Serge Ibaka (2), Andrew Bogut (1).

Sixth Man

Per una volta che vinco io, proprio di spalle dovevate mettermi?

1. Lamar Odom (10)

2. Jason Terry (7)
3. Glen Davis (6)

M: È ora che Lamar Odom ottenga un riconoscimento individuale. Che Bynum sia sano o meno, che Artest ci sia o ci faccia, il talento di Rhode Island è stato l’unico costante sostegno per Kobe & Gasol. Posto d’onore per Glen Davis, davanti ai soliti sospetti Terry e JR Smith, ma l’astro nascente nel ruolo è senza dubbio James Harden.

G: Si va sul sicuro con Lamar, non solo per i numeri ma anche per la banale considerazione che è la chiave tattica dei campioni del mondo. Terry inamovibile dal podio come sempre, mentre mi aspettavo un’evoluzione ben superiore di Young a Philadelphia, ma gli va almeno riconosciuto l’impatto dalla panchina nei sorprendenti Sixers.

Honorable Mentions: Thaddeus Young (3), James Harden (2), Jamal Crawford, JR Smith (1).

Rookie

Si sale di livello.

1. Blake Griffin (10)

2. DeMarcus Cousins (7)
3. Landry Fields (5)

M: Blake Griffin è un fenomeno, ma degli altri debuttanti c’è poco da segnalare. Due big-men sono emersi nel corso dell’inverno: Cousins e Monroe. Avranno una carriera solida nella Lega, per qualcosa di più aspettiamo la stagione da sophomore. Il pugno rifilato a Ilgauskas mi convince che anche per Wall i tempi sono tutt’altro che maturi.

G: Al Pacino in Donnie Brasco direbbe “forget about it”, brillantemente traducibile nel nostro “che te lo dico a fare”: Blake dilaga da rappresentante anomalo del draft 2009, sbaragliando la classe di rookie selezionata nel 2010, una delle peggiori e meno corpose della storia recente della lega.

Honorable Mentions: Greg Monroe (5), John Wall (3).

Coach

Ma chi, lui?!

1. Tom Thibodeau (10)

2. Monty Williams (8)
3. George Karl (6)

M: Buona la prima! Un anno fa sostenni che Tom e Monty fossero due su cui scommettere, ma confesso che non immaginavo ad aprile 2011 uno scenario con i Bulls primi ad est davanti ai Celtics di Rivers e gli Hornets qualificati ai playoff davanti ai Blazers di McMillan. Fattore comune: l’upgrade parte dalla difesa.

G: Negli ultimi 5 anni nessun vincitore di questo premio aveva le credenziali di Monty Williams, ma a Chicago c’è qualcuno che è riuscito a fare ancora meglio, a conferma della reiterata indispensabilità di Thibodeau nella formazione dei Celtics campioni. Favoloso il lavoro di un “liberal” come Karl nell’assemblare dall’oggi al domani questi Nuggets spauracchio ad ovest.

Honorable Mentions: Doug Collins (4), Rick Adelman, Greg Popovich (1).

Executive

L'uomo che inventò il Tuono perfetto.

1. Sam Presti (9)

2. Masai Uriji (6)
2. John Paxson (6)

M: Troppo facile: Sam Presti. Non toppa un draft pick, non sbaglia una trade. Westbrook tiene in penombra il colpaccio Maynor, quello di Perkins si noterà di più. A John Paxson va il premio miglior mossa della stagione: la scelta del coach! Masai Uriji si trova la tegola Melo e ne esce con un piccolo capolavoro, Rich Cho sopravvive al malocchio prendendo in saldo Gerald Wallace, Billy King dal nulla pesca Deron Williams. Pat Riley who?

G: Riuscirsi a garantire una possibile nuova generazione di playoff cedendo in quel modo la propria stella è già un gioiello, ma farlo pure con le spalle al muro rende eclatante l’insediamento di Masai Uriji a Denver. Presti flirta da sempre con l’arte di rendere facile le cose che agli altri sembrano impossibili, mentre Riley nel bene e nel male ha fatto qualcosa che non si era mai visto in 60 anni di NBA.

Honorable Mentions: Rich Cho (3), Pat Riley (3), Billy King (1).

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5 Comments to “WGG 2011 Awards”

  1. Mike says:

    “Il fuoriclasse di Chicago è seduto in panchina, quello di Oklahoma scende in campo.”: questa me la lego al dito (rischia di fare il paio con quella su Marcus Williams).

    su Deng, il più anomalo candidato al Most Improved (che non vincerà, sicuramente): come migliorare più di tutti senza alzare di nulla le proprie cifre, l’apoteosi dell’inutilità statistica.

  2. simonpietro says:

    bellissimi awards, come sempre.
    Cito 2 assenze che avrei voluto vedere nelle HM:
    Gary Neal tra i rookie (impatto superiore a qualsiasi matricola escluso The Quake, uomo barometro della panca spurs e pedina fondamentale della nostra RS)
    Eric Gordon tra i MIP. Vero che è stato tante partite fuori, ma nei mesi invernali aveva sfavillato con Griffin, e ha viaggiato sui 23-24 per parecchio tempo, rispetto ai 16 dell’anno scorso, aumentando assist e percentuale dal campo, oltre che a maturità, leadership e propensione al tiro importante.
    ultima considerazione: ma un Difensive player alla carriera per Grant Hill non si può proprio fare??? lo meriterebbe troppo.

  3. Mookie says:

    @ Mike
    Ovviamente Deng non vincerà, non so neppure se comparirà in classifica.
    D’altronde i nostri non sono dei pronostici, ma unicamente dei pareri.

    @ simonpietro
    Avevamo cinque nomination a testa, Neal sarebbe stato citato se avessimo aggiunto 1/2 nomi. Per quanto questa classe di rookie..
    Sono un sostenitore di Eric Gordon della prima ora.. detto questo, al terzo anno ha avuto più responsabilità offensive (+ tiri, + punti) ma il vero upgrade rispetto al suo debutto nella Lega è la capacità decisionale. Non che prima fosse scellerato, è sempre stato solido e intelligente, ma ora che ha acquisito maggiore esperienza tutto il suo gioco ne ha giovato. Migliorato sì, ma non in modo sorprendente.

  4. Hank Luisetti says:

    Dietro Rose.. io riesco a vedere solo DH..davvero disarmante quanto sia cresciuto e quanto questi Magic, di caratura decisamente inefriori agli ultimi anni dipendano da lui..

    ..ad esempio i Tuoni..li vedo molto più dipendenti da RW.. o meglio la straordinaria crescita di questo ha un po’ oscurato e tolto spessore all’interno del Team a Durant..

    Sul DPoY invece non saprei davvero chi votare..non trovo un giocatore singolo così determinante in assoluto..mentre per la squadra tenderei a premiare o Igudala o DH

  5. Fra says:

    Per il coach of the year io metto Thibodeau davanti a tutti per quello che ha fatto a Chicago che pagherà ancora di più ai play-off.
    Per l’executive capisco perfettamente Presti ma sarebbe un vero peccato per Masai Uriji che ha chiuso una trade incredibile anche e soprattutto in prospettiva con una pistola alla tempia. Ci si sarà messo di mezzo anche Dolan/Isahia ma Denver comunque vada si è garantita, se vuole, un futuro assicurato ai play-off (nella Western..) per i prossimi 5 anni. Mi spiace per Presti ma il mio voto va a Uriji.

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