Altro che «At least we're not Cleveland».

1. (1) San Antonio 96

(M: 24+25; G: 24+23)

Mookie: Popovich vincerà più di 63 partite di regular season per la prima volta in carriera, Alamo mai espugnato nelle ultime 22 sfide, stesso starting five per 60 volte su 62. Preoccupati?
Gerry: Nessuno oggi si spazia meglio in attacco dei Los Spurs, ma nessuno sa di preciso cosa saranno a maggio.

2. (2) Boston 95

(M: 24+24; G: 24+23)

M: Con Jeff Green, Nenad Krstic, Sasha Pavlovic e Troy Murphy i Celtics non perderanno il primato in regular season. L’assenza di Perkins si avvertirà ai playoff.
G: Se poi riescono pure a far difendere tutti i nuovi arrivati, voglio bere anch’io l’acqua del Massachusetts.

3. (4) Dallas 94

(M: 24+24; G: 24+22)

G: Com’è come non è, con Beaubois non si perde più e non ci si va nemmeno vicini.
M: I Sixers hanno reso le armi definendoli la squadra più completa contro cui abbiamo giocato.

4. (7) Lakers 92

(M: 23+24; G: 22+23)

M. Come prevedibile, nel dopo ASG si cambia marcia: c’è un secondo posto da conquistare. Domenica big-match contro i primi della classe per verificare se la svolta è reale.
G: Ma allora lo Zen serve davvero a qualcosa.

5. (5) Chicago 91

(M: 24+23; G: 23+21)

M: La squadra più in forma della costa atlantica lascia solo 30 rimbalzi ai Magic ed è pronta per giocarsi il secondo posto a Miami.
G: Non si sono mossi con trade perché si sono impuntati sull’inserimento di Omer Asik: hanno fatto bene, il turco è un fattore.

6. (6) Oklahoma City 85

(M: 22+22; G: 21+20)

G: Durant riceve palla, accoglie nel suo salotto i profughi nordafricani, risolve il conflitto di attribuzioni, si alza e segna.
M: Lo sapete perché Phil Jackson si ritira a giugno, vero?

7. (8) Orlando 84

(M: 21+21; G: 21+21)

G: A rimbalzo ci hanno preso a calci nel culo, non ne prendevamo uno: coach Van Gundy accoglie con la consueta imperturbabilità la sconfitta contro Chicago.
M: La rimonta più clamorosa della storia della franchigia, compiuta a casa dei vicini rivali di Miami. Ma per il terzo posto bisogna sperare che LeBron e compagni cadano in crisi nera.

8. (3) Miami 84

(M: 20+23; G: 19+22)

G: Il fatto che giochino in 3 non vuol dire che debbano giocare solo 3 quarti. Acuta fase Winnie the Pooh, dategli una Washington o una Minnesota e tornano Bud Spencer e Terrence Hill.
M: Sperperano un +24 contro Orlando e vengono strapazzati dagli Spurs. Sono 0-3 contro i Celtics e 0-2 contro i Bulls. Perché ai playoff dovrebbe andare diversamente?

9. (13) Denver 75

(M: 20+18; G: 19+18)

M: Il nuovo vocal leader Kenyon Martin orchestra la difesa, Ty Lawson si guadagna il posto di Billups e Gallinari fa il fenomeno contro i Blazers: i nuovi Nuggets non hanno intenzione di dimostrasi inferiori a quelli che se ne sono andati per vincere.
G: Il motivo è semplice: sono superiori.

10. (9) Atlanta 72

(M: 19+19; G: 17+17)

M: Al Horford ne mette 36 contro Noah mentre Kirk Hinrich fa passare una notte da incubo all’ex compagno Rose. Senza Josh Smith chiedere il miracolo-bis contro Durant sarebbe stato troppo.
G: Anche coach Drew se ne accorge: ci manca sempre qualcosa nelle partite “playoff-calibrate”.

11. (10) Portland 71

(M: 21+18; G: 16+16)

M: Roy contro Denver ricorda a tutti cosa può dare a questa squadra. Una breve illusione, la realtà è che gioca 15 minuti facendo fatica.
G: Con annesso il divieto di giocare nei back to back. E’ quasi più confortante la situazione di Oden, ed ho detto tutto.

12. (11) Memphis 69

(M: 20+18; G: 16+15)

M: Giunti al momento di massimo splendore, i Grizzlies conoscono la proverbiale paura di vincere e si arrendono agli Hornets. Sarà un finale di stagione al cardiopalma.
G: Ma servono le pulsazioni di Rudy Gay per il rush finale.

13. (14) Phoenix 68

(M: 19+17; G: 16+16)

M: Mettiamoci pure il calendario agevole, ma sono sempre 12 W nelle ultime 16. Sono ad un Vince Carter out for the season dall’inserire il loro nome nel tabellone.
G: Datemi uno Spurs-Suns al primo turno e fate felice un appassionato NBA.

14. (16) New York 68

(M: 18+17; G: 16+17)

M: In due settimane i Knicks di Melo & Amar’e hanno perso 2 volte contro Cleveland. Fa parte del piano?
G: We wanted Melo.

15. (12) New Orleans 66

(M: 15+18; G: 16+17)

M: Gli infortuni stanno mettendo a rischio la qualificazione ai playoff. Si ricaccia indietro la paura espugnando il parquet dei Grizzlies, con un ringraziamento speciale a Willie Green.
G: Ed una stretta di mano a Landry che ha avuto un solido impatto in Louisiana.

16. (15) Philadelphia 65

(M: 18+16; G: 16+15)

M: Da otto anni Philadelphia non vantava il Coach of the Month.
G: Considerando com’erano ad ottobre e come sono ora, premio meritatissimo.

17. (20) Houston 54

(M: 15+15; G: 12+12)

M: I Rockets ne portano a casa 5 di fila e, finalmente, arrivano al 50%. Appena il tempo di pensare che sono tornati in corsa e perdono contro i Clippers.
G: Ho terminato la consultazione del codice per i playoff, non ci sono più regole per andarci.

18. (18) Indiana 51

(M: 14+14; G: 12+11)

M: Anche se i diretti concorrenti per l’ottavo posto si stanno eclissando, i Pacers qualche match devono ricominciare a vincerlo. In questo momento avrebbe fatto comodo il veterano Dunleavy.
G: Hanno dovuto sdoganare persino il cavalier servente Born Ready, non meno produttivo in campo che nei letti di nobildonne del Settecento.

19. (17) Utah 50

(M: 12+14; G: 12+12)

M: Tyron Corbin proseguirà a lungo termine, in perfetta tradizione Jazz. Era considerato il miglior assistente della Lega, inizieremo a valutarlo dal prossimo anno, questo ormai è history.
G: Ma allora è successo qualcosa?

20. (21) Golden State 48

(M: 14+12; G: 12+10)

G: Ormai proseguo il tormentone fino alla fine: ad Est sarebbero ottavi.
M: Monta Ellis ci sta mettendo l’anima, ma neppure il miglior David Lee può aiutarlo a tenere in vita un’utopia chiamata playoff.

21. (19) Charlotte 44

(M: 13+12; G: 11+8)

M: Sono contento di rivedere Shaun Livingston recitare una parte non da semplice comparsa, ma i playoff tornano una chimera se l’ex Clippers e Matt Carroll sono i migliori in campo.
G: E se Michael Jordan è l’inverecondo proprietario.

22. (22) Milwaukee 40

(M: 9+9; G: 10+12)

M: Mamma butta la pasta!
G: E già che ci sei compri anche qualche biglietto della lotteria?

23. (23) Clippers 35

(M: 8+10; G: 9+8)

M: Fatti: il periodo con Eric Gordon fuori per infortunio si è concluso con un record di 4-14. Opinioni: la cessione del Barone è una cagata pazzesca.
G: 92 minuti di applausi.

24. (25) New Jersey 24

(M: 7+6; G: 4+7)

G: Deron ha già chiesto di essere ceduto?
M: Per ora lo mandano in gita a Londra.

25. (24) Detroit 22

(M: 4+7; G: 6+5)

M: Un informatico consiglierebbe due operazioni: prima salvare su un supporto esterno Monroe, poi fare una bella formattazione del disco.
G: Invece hanno disinstallato persino l’antivirus.

26. (28) Toronto 17

(M: 6+4; G: 4+3)

M: Dopo il travestimento usato nelle sorprendenti vittorie su Chicago e New Orleans portano in Europa la loro solita faccia.
G: Avevano l’occasione per poter essere l’unica squadra NBA imbattuta fuori dall’America. Persa.

27. (27) Sacramento 17

(M: 6+5; G: 3+3)

M: L’ex star NBA Kevin Johnson, attuale sindaco di Sacramento, sta cercando di trattenere nella capitale della California i Maloof, pronti a portare i Kings ad Anaheim. Ma se Stern dà la spintarella, c’è poco da fare.
G: Un federalismo municipale che funziona.

28. (29) Minnesota 15

(M: 4+3; G: 4+4)

G: Inizia a venirmi il dubbio che Love a rimbalzo sia bravino.
M: Contro Detroit il solito Love prende più rimbalzi dell’intera frontline avversaria. Ma se Kevin non demolisce gli avversari, i Lupi non riescono neppure a stare in partita.

29. (30) Cleveland 14

(M: 6+2; G: 4+2)

M: We can be heroes, just for one day..
G: ..forever and ever.

30. (26) Washington 12

(M: 3+4; G: 2+3)

M: Parola d’ordine: buy-out. Prima Bibby, poi Thornton. Al loro posto firmato per il resto della stagione Mustafa Shakur. Obiettivo: nessuno.
G: Quando arriva anche il turno di Saunders?


Nota.
Il punteggio totale di ogni squadra è la somma di quattro valori, due per ciascun blogger, compresi tra 1 e 25 e indicati tra parentesi. Per ciascuna coppia di numeri il primo esprime lo stato di forma attuale della squadra, il secondo la prospettiva finale (di regular season) percepita.
Hollinger who?

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4 Comments to “Power Ranking #12”

  1. Bisogna iniziare a chiedersi come sarà possibile battere gli Spurs in una serie di PO senza vantaggio del campo. La vedo sempre più dura.

    Mi pare che un po tutto il mondo NBA tenda a dare per scontato che LA avrà il secondo posto ad est a spese di Dallas, che LA cambi marcia ci sta, che Dallas ne scali una molto meno. Magari a PO Dallas mancherà di consistenza nei momenti chiave, ma fino a li mi sembrano quasi ai livelli degli Spurs. In più Brewer potrebbe essere il colpo di febbraio.

    Jeff Green stanotte ha dato un paio di lampi, magari l’avversario gli si addiceva, ma se si sintonizza con Rajon ritrova il sorriso in breve. Da registrare qualcosa sotto, ma a Boston in pratica mancano 5 giocatori, e a meno d suicidi il primo posto ad est sarà raggiunto con una stagione regolare senza giocare una gara al completo.

    La Miami di stanotte è tragicomica, ho appena pubblicato questo articolo sul nostro sito : http://www.iamaceltic.it/archi.....utati.html Non sto ad aggiunger altro. Così come sono tra dodici mesi esplodono e iniziano a smontare spedendo via Bosh che dei tre è quello che ha meno colpe se non quella di essere un enorme sopravvalutato ma quella non è una sua colpa. Cose come quella di stanotte non esistono per squadre che vogliono vincere il titolo. Per fortuna il basket è ancora un gioco di squadra e non uno sport in cui basta collezionare figurine.

    Due parole su Minnesota, dopo aver ricoperto di merda McHale per anni adesso sono nel pieno di una gestione folle, Love ha già fatto sapere che gradirebbe andare altrove al più presto, così dopo di lui chiudono baracca e burattini e riportano le chiavi a Stern.

  2. @ Mookie

    tornando sul trasferimento di Perkins secondo me con il passare dei giorni il trasferimento di Perkins ai thunder assume contorni più chiari, Ainge dice che nella pausa dell’All Star game ha riparlato con l’agente di Perkins, facendo una nuova offerta e l’agente di Perkins ha ribadito la volontà di esplorare la free agency, poi salta fuori che 24 ore prima della Deadline Chris Johnson era a Waltham per i test fisici. Inoltre da Oklahoma City trapela pure che l’accordo economico per il rinnovo di Perkins fosse già stato discusso dal suo agente nelle ore precedenti la trade (dubito Perk sia stato tenuto all’oscuro) situazione sicuramente molto probabile visti i rapidissimi tempi dell’estensione. Alla fine credo che il “divorzio” con Perk sia stato qualcosa di consensuale tra lui e Ainge e non una decisione presa dal GM contro tutto e tutti e inizio pure a dubitare che BigThree ne fossero stati tenuti all’oscuro.

  3. Mookie says:

    Ciao Leonardo.
    La mia considerazione è molto banale: personalmente non credo che nei prossimi tre anni i Celtics saranno migliori di quelli dell’ultimo triennio. In altre parole quest’anno Boston ha una chance di vincere l’anello e questo deve avere la priorità su tutto. Togliere Perkins dal mix mi pare un clamoroso azzardo.
    Poi, una volta che la decisione di fare a meno di lui è stata presa.. la mia opinione è che Ainge ha portato a casa dei buoni giocatori per sostituirlo e Boston ha ora un roster più profondo e con maggiori soluzioni.
    Ma una cosa mi sembra certa: i Celtics non saranno gli stessi. E secondo me non hanno scelto il momento migliore per fare esperimenti.

    Se penso ad un precedente “fortunato”, mi vengono in mente i Rockets campioni che scambiarono Otis Thorpe per Clyde Drexler, stravolgendo di fatto il DNA della squadra. Ma quei Rockets erano sesti ad Ovest, una brutta copia di quelli che avevano conquistato l’anello un anno prima, ed erano sostanzialmente disperati.
    Boston ha invece il secondo record della Lega..

  4. LUigi says:

    Cosa c’entra Phil Jackson con i Thunder?

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