New East Rivalry: chi ha comprato meglio?


NEW JERSEY 8-
in: Brandan Wright, Dan Gadzuric / Deron Williams
out: Troy Murphy, 2nd round pick / Devin Harris, Derrick Favors, due 1st round picks and cash

M: Meno male che Melo ha scelto NY! Il colpo grosso l’ha fatto il russo che porterà Brooklyn nel panorama NBA. Su Deron Williams non nascondo di essere di parte, è di gran lunga il mio playmaker preferito della Lega (considerando Steve Nash on the way out). Se fossero riusciti a vendere meglio il contrattone in scadenza di Troy Murphy sarebbero stati impeccabili. 8,5
G: Poi però c’è la versione casa Deron, in cui i discorsi a tavola non sono diversi da quelli di Anthony: Brooklyn vale sempre la pena, ma vivacchiare intorno al quinto posto ad Est vale il rinnovo? Serve un altro big per scongiurare l’addio, ma di sicuro non sono peggio di com’erano ed almeno hanno dato un segnale alla lega in vista di una nuova possibile rivalità geopolitica in arrivo. 7

OKLAHOMA CITY 8-
in: Nate Robinson, Kendrick Perkins / Nazr Mohammed
out: Jeff Green, Nenad Krstic, 2012 Clippers 1st round pick / Mo Peterson, DJ White

M: Come detto già in passato, l’upgrade per i Thunder passava decisamente per il sacrificio di Jeff Green: buon giocatore con margini di crescita ma non l’ala forte adatta al progetto di coach Brooks. Serviva invece un difensore, un corpaccione cattivo ed esperto da mettere nel pitturato e Sam Presti ha pescato il primo volto evocato da questa descrizione. Che l’ex Celtics sia l’uomo giusto al momento giusto ce lo confermano anche i 40 punti con cui Dwight Howard ieri notte ha annichilito i Thunder. 7,5
G: Sam Presti ha un raro ed enorme pregio, oltre a quello di far apparire più scarsi i suoi 29 colleghi: fa le cose che servono, le fa bene, le fa nel momento giusto e le fa sembrare facili. 8

DENVER 8-
in: Raymond Felton, Danilo Gallinari, Wilson Chandler, Timofey Mozgov, Kosta Koufos, 1st round pick, tre 2nd round picks, il diritto di scambiare nel 2016 il 1st round pick con quello di NY
out: Carmelo Anthony, Chauncey Billups, Anthony Carter, Renaldo Balkman, Shelden Williams

M: Melo se ne voleva andare, pace. Il fatto che non sia arrivata nessuna star di per sé non è un male, e bisognerebbe aggiungere la formula ammesso e non concesso: Danilo alla seconda partita ne ha messi 30 (con una sola tripla) dimostrando che a NY non era sfruttato nel migliore dei modi.
I playoff non sono garantiti, ma c’è di che essere fiduciosi. Peccato solo per la partenza della “bandiera” locale Billups. 7,5
G: I miei personali vincitori della deadline. Sono ora costruiti sulla falsariga dei Pistons di Larry Brown: tanti forti, nessuno fortissimo, con la differenza che sono pure giovani e che non vinceranno mai un anello. Ma se non fanno errori nei prossimi mesi si sono assicurati un’altra generazione di presenze ai playoff. 8

MEMPHIS 7,5
in: Shane Battier, Ishmael Smith
out: Hasheem Thabeet, DeMarre Carroll, 1st round pick

M: Una singola mossa, ma davvero chirurgica. Shane Battier è da anni uno dei migliori difensori della Lega, in marcatura può alternarsi su almeno tre ruoli differenti, in fase offensiva gioca per i compagni e quando serve è capace di qualche tiro pesante dal perimetro. Sempre più convinto che saranno playoff. 7,5
G: Sono bravi, sono forti, sono belli, ed ora fanno pure trade azzeccate? Ci manca solo che vincano una partita ai playoff! Ed il vero capolavoro, sebbene al caro prezzo di una prima scelta, si trova alla voce uscite: il beffardo Milicic a confronto del tanzaniano è una signora seconda scelta assoluta. 7,5

PORTLAND 7+
in: Gerald Wallace
out: Dante Cunningham, Joel Przybilla, Sean Marks, due 1st round picks

M: Cunningham vale una citazione nella lista dei most underrated, Przybilla ha lasciato corpo e anima al Rose Garden e due prime scelte non sono bruscolini. Ma Gerald Wallace è un notevole innesto per Portland, inutile negarlo. Improvvisamente torna ad essere una squadra che può vincere una serie di playoff, anche se per i traguardi più prestigiosi conta solo quanto è in salute Brandon Roy. 7+
G: L’altra vera notizia è che Wallace scendendo dall’aereo in Oregon non si è ancora infortunato. Si rafforzano nuovamente come una delle più credibili dinastie in via di formazione, nonostante si parli di loro in questi termini da almeno 4 anni ed abbiano dissipato in troppo poco tempo l’enorme vantaggio che avevano nei confronti di Oklahoma. 7+

NEW ORLEANS 6,5
in: Carl Landry
out: Marcus Thornton and cash

M: Altro prodotto locale costretto a fare le valigie: se ne va Marcus Thornton – per la gioia di Belinelli – ed arriva finalmente un valido rimpiazzo per la frontline. Carl Landry non trasforma il valore di questi Hornets, ma si rivelerà un’addizione preziosa. 6,5
G: Convincente la prima trade di David Stern, a condizione di rinnovare Landry che è l’ideale soluzione per la panchina di lunghi più spoglia della lega. 6,5

CLEVELAND 6+
in: Luke Harangody, Semih Erdan / Baron Davis, 1st round pick
out: 2013 2nd round pick / Mo Williams, Jamario Moon

M: Sono sempre la peggior franchigia della Lega anche dopo la deadline. E anche guardando in prospettiva. Almeno il Barone è più spettacolare di Mo Williams. 6+
G: Pagherei di tasca mia per leggere il diario del Barone durante la sua esperienza in Ohio. La prima scelta acquisita merita però il plauso ed un giudizio ampiamente positivo. 6,5

NEW YORK 6+
in: Carmelo Anthony, Chauncey Billups, Anthony Carter, Renaldo Balkman, Shelden Williams, Corey Brewer
out: Raymond Felton, Danilo Gallinari, Wilson Chandler, Timofey Mozgov, 1st round pick, due 2nd round picks, il diritto di scambiare nel 2016 il 1st round pick con quello di Denver, Anthony Randolph, Eddy Curry

M: Ci vorrà un po’ di tempo, forse quasi un anno, ma alla fine i Knicks troveranno il loro assetto migliore con Melo, Amare e – presumo – un terzo big pescato in estate (Paul?). Diventeranno una contender, ma resto molto molto scettico. Domanda: non sarebbe stato meglio puntare su Deron Williams? Forse si sarebbe potuto evitare anche il sacrificio di Gallinari. Il vero guaio è che pare sia tornato a comandare Isiah Thomas. 7
G: Non è Melo il giocatore che fa vincere D’Antoni. Lo può essere Deron, lo può essere CP3, difficilmente potrebbe esserlo per i prossimi due anni Billups. E’ un altro piccolo passo verso la benedetta quadratura del cerchio, ma il costo è stato enorme, la tempistica la peggiore possibile, la chimica indecifrabile ed il percorso è ancora lunghissimo. 5,5

«.. sì, ma sempre meglio che a Toronto!»

ATLANTA 6+
in: Kirk Hinrich, Hilton Armstrong
out: Mike Bibby, Maurice Evans, Jordan Crawford, 2011 1st round pick

M: Per sapere chi davvero ha fatto l’affare tocca aspettare il prossimo draft. Nel breve termine Hinrich rappresenta sicuramente un passo avanti sul versante difensivo e quindi un provvisorio plus a favore degli Hawks. 6,5
G: Hanno il merito di aver sdoganato un giocatore vero e da playoff come Kirk verso una squadra vera e da playoff, restituendolo alla lega. Ma il prezzo mi pare eccessivo. 6

HOUSTON 6+
in: Goran Dragic, 1st round pick (protetta) / Hasheem Thabeet, DeMarre Carroll, 1st round pick
out: Aaron Brooks / Shane Battier, Ishmael Smith

M: Adelman ha affidato a Kyle Lowry (alla miglior stagione in carriera) la regia dei Rockets, Aaron Brooks ha ancora tanti ammiratori.. la trade era nell’aria. Arriva Dragic, stesso ruolo, caratteristiche diverse, ma per quanto ammiri lo sloveno difficile immaginare che sposti qualcosa. A Houston almeno guadagnano un pick. 6+
G: Pur di acquisire un lungo avranno chiesto anche la disponibilità di Chiacig e Marconato, che per altro è tutto da dimostrare che siano inferiori all’attuale Thabeet. Le prime scelte sono preziose, ma non più per una Houston ambiziosa. 6+

MINNESOTA 6+
in: Anthony Randolph, Eddy Curry
out: Corey Brewer, Kosta Koufos, 2nd round pick

M: Anthony Randolph per ora è un flop come pochi. Ma il mio nome non compare tra gli estimatori di Corey Brewer, tanto valeva provare. Il contrattone in scadenza di Curry è la vera plusvalenza dell’operazione. 6+
G: Arriva un bust misterioso ai limiti del caso umano in cambio di un bust piuttosto prevedibile. Se fossero stati fermi non sarebbe cambiato nulla. 6

CHICAGO 6
in: 2011 Miami 1st round pick
out: James Johnson

M: Johnson doveva essere un prospetto interessante, invece non è riuscito neppure a farsi largo nella rotazione. Ci riproveranno a giugno con un altro universitario. 6
G: O con un europeo, visto che con Asik mi sa che hanno fatto centro. Ricavare una prima scelta da un giocatore così emarginato è certamente lodevole, ma il guaio è che i playoff alla fine si affrontano lo stesso con Bogans e Brewer. 6

TORONTO 6-
in: James Johnson
out: 2011 Miami 1st round pick

M: A Toronto c’è sicuramente più spazio per tentare il recupero di JJ. 6-
G: Sembra quasi tu voglia dire che andranno male lo stesso. 5,5

WASHINGTON 6-
in: Mike Bibby, Maurice Evans, Jordan Crawford, 2011 1st round pick
out: Kirk Hinrich, Hilton Armstrong

M: Al contrario di Hinrich, non so con quali motivazioni scenderà in campo Bibby con la nuova divisa. In ogni caso per i Wizards non un grande danno visto il ruolo marginale che aveva Kirk con coach Saunders. 5,5
G: Per queste occasioni amo citare il Clint di Gran Torino: Qualsiasi cosa farò loro saranno spacciati. Va detto che hanno fatto pagare caro agli Hawks l’upgrade da Bibby ad Hinrich, quindi concedo loro la sufficienza. Ma i problemi restano e sono ben altri. 6

SACRAMENTO 5,5
in: Marcus Thornton and cash / Marquis Daniels and cash
out: Carl Landry / 2017 2nd round pick

M: La frontline dei Kings è profonda mentre è il backcourt a necessitare rinforzi, le mosse di mercato sono dunque sensate e coerenti, ma ho un sospetto. Thornton è stato ceduto subito dopo aver fatto alcune prestazioni balistiche sopra le righe. 5,5
G: Landry in scadenza evidentemente chiedeva troppo e non era vitale nel progetto. Confusione per confusione, finché non trovano le pedine adatte ad affiancare Tyreke il rischio è di perdere anche Tyreke stesso tra qualche anno. 5,5

PHOENIX 5+
in: Aaron Brooks
out: Goran Dragic, 1st round pick (protetta)

M: Grande delusione. Phoenix ha bisogno di cambiare pelle, cosa che le riuscirà solo con l’addio di Nash. Quando questo avverrà, Brooks sarà una discreta alternativa (ma non poteva esserlo anche Dragic?), nella presente regular season però non riesco ad immaginare un cambio di marcia deciso. Continua a sfuggirmi il piano della dirigenza dell’Arizona. 6-
G: Giocatori deludenti scambiati tra squadre deluse. Ma com’era la storia di Goran erede del canadese? 5

UTAH 5+
in: Devin Harris, Derrick Favors, due 1st round picks and cash
out: Deron Williams

M: No more Sloan. No more Deron. Una tragedia.
Detto questo, Devin Harris è un buon playmaker, Favors un potenziale bidone, due prime scelte un buon punto per rifondare. Corbin e Hornacek tenteranno di tramandare la prestigiosa tradizione dei Jazz che, con Millsap e Jefferson, non devono crollare fuori dalla zona playoff. 5,5
G: Mi chiedo solo due cose: era questa la migliore soluzione possibile per cedere Deron? Era questo il momento migliore per cedere Deron? O c’è qualche vuoto di sceneggiatura che non sappiamo (vendetta nei confronti del giocatore?), oppure le risposte sono traumaticamente negative. 5

BOSTON 5+
in: 2017 Kings 2nd round pick / Jeff Green, Nenad Krstic, 2012 Clippers 1st round pick / 2013 2nd round pick
out: Marquis Daniels and cash / Nate Robinson, Kendrick Perkins / Luke Harangody, Semih Erdan

M: La cessione di Perkins è un punto interrogativo grande come una casa. Jeff Green può rappresentare una buona soluzione nel lungo periodo e la diversità di caratteristiche (oltre che di ruolo) rispetto a Perkins potrà anche dare nuove soluzioni di gioco, ma nel breve termine salta all’occhio quello che Doc Rivers ha perso con la rinuncia a Kendrick. Questa trade tra qualche mese avrebbe avuto certamente più senso. 5
G: E’ un rischio, una scossa, forse un battesimo, probabilmente una necessità finanziaria, temo un errore, sicuramente un duro colpo emotivo per la legione biancoverde. 5,5

LA CLIPPERS 4,5
in: Mo Williams, Jamario Moon
out: Baron Davis, 1st round pick

M: Va bene che la stagione si trascina avanti senza ambizioni, ma che bisogno c’era di mandare via subito il Barone? Per la causa si era pure prestato a quella fesseria di lanciare la palla da dentro la Kia alla gara delle schiacciate. Mo Williams ai Clippers è utile quanto un ombrello in un frigorifero. 5
G: Detto che la faccia del Barone che spunta fuori dalla Kia è stato di gran lunga il momento più alto dell’intero All Star Game, il problema qui è uno solo: stavano diventando forti, bisognava intervenire subito per evitare questo rischio. La prima scelta ceduta poi è una stortura agghiacciante. 4

CHARLOTTE 3,5
in: Mo Peterson, DJ White / Dante Cunningham, Joel Przybilla, Sean Marks, due future 1st round pick
out: Nazr Mohammed / Gerald Wallace

M: Come vanificare una risurrezione miracolosa che ti può regalare l’accesso ai playoff? Cedendo uno degli elementi chiave della tua squadra in cambio di una manciata di giocatori che lotteranno per giocare dieci minuti a sera. Incomprensibile. 4
G: Lo so, lo so: ci sono ragioni finanziarie, esigenze differenti, necessità di ricostruire, a cui si aggiunge un primo turno di playoff che ha le sembianze del 4-0 in qualsiasi modo venga raggiunto. Ma lo stesso io non ci sto. Ormai ci sono tre livelli di ricostruzione nella NBA: quelle che vengono bene, quelle che vengono male e quelle dannose fatte da Michael Jordan l’inverecondo. 3

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10 Comments to “Grading the deadline”

  1. Premetto che sono basito dall’addio a Perkins e che la trade per quello che sappiamo non l’avrei fatta (intanto però è già saltato fuori che Perkins starà fuori 3 settimane più), però qui nessuno considera che la scelta dei Clippers nel 2013 potrebbe essere la 1, e attenzione il draft ’11 si prospetta scarso, in quello del ’12 con il nuovo CBA che alza l’età di una anno non ci saranno i migliori frashman della stagione 2011-12 di NCAA (Austin Rivers per capirsi), e nel 2013 potrebbe essere l’unico draft normale dei prossimi tre. Quindi questa scelta potrebbe far gola a molti tra 12 mesi, magari a una Minnesota con Love che già punta i piedi per andarsene oppure ad Orlando dove Howard è a 5 minuti dall’iniziare la telenovela in stile Melo.

  2. GiangioTheGlide says:

    E’ vero, la vera notizia è che Wallace sceso dall’aereo a Portland non si sia infortunato…:-)

  3. francesco says:

    Vista la seconda partita di Danilo a Denver ho avuto la nettissima impressione di aver visto un giocatore che a New York non si era mai visto (da tempo coltivo il sospetto che nel sistema di D’Antoni Gallinari era costretto a lavorare al 50% del suo potenziale). Sono curiosissimo di vedere che cosa combinerà da qui alla fine della stagione; la mia scommessa è che i Knicks si mangeranno mani e fegato. Danilo può giocare titolare in una contender? Credo di sì. Qual’è il suo “full potential”? Che ne pensate? Many Thanks

  4. Stavrogin says:

    Francesco, seppure io tifi Knicks, spero (e credo) anche io che a NY si mangeranno le mani per aver mandato via Danilo. Rispondo alla tua domanda anche se non era rivolta a me… il suo full potential secondo me è Paul Pierce. Sarà dura realizzarlo, certo.

  5. Gerry says:

    @ Leo

    Sacrosanto Leo, però non mi sembrava la stagione ed il momento di iniziare a pensare alla ricostruzione in modo così deciso. Cosa che non preclude ai nostri Celtics di essere competitivi anche quest’anno, ma certamente rappresenta un controsenso rispetto a quello che si è visto (e detto!) negli scorsi playoff, nelle scorse Finals e nella tradizione di Boston che si lega indissolubilmente a figure come Kendrick.
    Detto in pillole: per Maggio io ora mi sento più debole dopo questa trade, sia pur in attesa di vedere chi arriverà a completare il roster.

    Il mio giudizio negativo si basa anche sulla figura di Green. Più ancora che sul piano tecnico, per il quale nutro qualche dubbio, è la vicenda salariale che mi rende perplesso: Jeff chiederà gli stessi soldi se non qualcosa in più di Perkins. Siamo davvero sicuri e convinti di voler dare 7 milioni all’anno a lui e non a Kendrick?

    @ francesco / Stavrogin

    Nelle mie proiezioni prima che debuttasse nella NBA, mi sono sempre immaginato Danilo come l’ideale terzo violino di una squadra da titolo.

    Qualcosa in più di quello che era Kukoc per i Bulls di Jordan, per dare un riferimento. Ovvero lo stesso Kukoc che aveva un senso proprio perché era al posto giusto nel momento giusto in Illinois, ma che fuori da Chicago non ha mai trovato una proficua dimensione nella lega perché o gli veniva chiesto troppo o gli veniva chiesto troppo poco.

    Non riesco ad immaginarmi il Gallo a suo agio, anche al suo pieno potenziale, come primo realizzatore di una squadra, magari appunto alla Paul Pierce. Non è nel suo DNA, non gli piacerebbe, non si divertirebbe.
    Poi la regola numero uno della NBA, “dimmi dove e con chi giochi e ti dirò chi sei”, costringe sempre a relativizzare tutto: se per esempio Gallinari fosse ora a Toronto al posto di Bargnani, sarebbe come Andrea il miglior realizzatore dei Raptors, che comunque non vincerebbero più di quanto stanno facendo adesso.

    In una franchigia perdente sarebbe sprecata la capacità di Danilo di essere utile in tanti modi, quei tanti modi che secondo molti non sono stati sfruttati completamente da D’Antoni a New York, col suo sistema solo apparentemente democratico che in realtà ha regole molto più rigide di quanto si tenda a riconoscere; si pensi a quell’immagine che abbiamo visto spesso di Danilo fermo in angolo o sul perimetro, isolato dal gioco e non coinvolto, ad aspettare lo scarico per il tiro da fuori.

    Con Melo i Knicks non si possono certo lamentare, è un sicuro salto di qualità, ma la chimica non è ancora quella ideale. Resto convinto che il target sufficiente fosse Deron o Paul o comunque un play di primo livello, condizione necessaria per il coach, anche senza Carmelo e tenendo Gallinari. Ora invece manca ancora l’ultimo passo per la quadratura del cerchio.

  6. Hank Luisetti says:

    Ma quando mai l’ottimo Mike ha vinto..nonostante il miglior play, 2 volte MVP, della lega eh.. 🙂

    Deron? ottimo, ma qui lo si pompa un po’ troppo a mio parere eh.. 🙂 ..anche perchè ultimamente, come nelle star new generation, stà sorgendo prepotentemente anche un’altro aspetto del suo carattere.

  7. Gerry says:

    Ma è stato Nash a rendere ottimo Mike o D’Antoni a rendere grande Steve?

    Il canadese prima di arrivare a Phoenix era un signor play ma non il migliore della lega né un candidato MVP. Era forse equiparabile all’attuale Deron.
    Ma solo con D’Antoni e Nash i Suns sono stati per quattro anni contender, per due anni oltre le 60 vittorie, arrivando spesso a dettagli dalle Finals (ed io sono tra quelli che riconosce dei limiti nel coach quando si tratta di fare l’ultimo passo verso la vittoria).

    Mi limito solo a dire che il sistema offensivo di D’Antoni è playmaker-centrico: il play esalta il suo sistema ed il suo sistema esalta il play. Fu così persino con Duhon! 🙂
    Più è forte e con certe caratteristiche il playmaker di Mike, più Mike vince.

    Il terzetto Deron-Gallinari-Stoudemire è secondo me superiore al terzetto Billups (quello attuale)-Anthony-Stoudemire. Quest’ultimo, tuttavia, è comunque meglio di quello che c’era prima, ovvero Felton-Gallinari-Stoudemire.

    P.S.: d’accordo poi sul lato oscuro della personalità di Deron che sta emergendo: le vicende recenti di Utah hanno ancora tali e tanti vuoti di sceneggiatura da lasciare piuttosto inquieti.

  8. Gerry per quanto ripeto io da tifoso quella trade l’ho giudicata folle, stanno però emergendo fattori da non trascurare, ossia Ainge l’unica offerta che tecnicamente poteva far pervenire a Perkins gliela ha fatta e Perk l’ha rifiutata al volo. Sacrosanto direi 5,5M$ annui con gente come Haywood che ne prende quasi il doppio.

    Si però con l’attuale CBA (per i Thunder fino all’estate siamo ai soliti 22M$ * 4 anni), proprio nei giorni scorsi l’NBA ha fatto capire che potrebbe introdurre il salary cap rigido (quindi senza eccezioni), abbassando pure allo stesso tempo il tetto salariale a 48 M$. Questo significa che senza eccezioni le squadre da titolo Perk lo possono firmare solo al minimo salariale, e che con il cap abbassato di quasi 10M$, nessuno potrà offrire a Perkins le cifre tirate via dai vari Haywood Delambert etc negli anni passati.

    Non vorrei per Perkins che alla fine si ritornasse su un’offerta come quella dei Celtics da 22M$.

    Purtroppo quali saranno le nuove regole del nuovo CBA noi non lo sappiamo ma i GM lo sanno di già e bene.

    Io comunque l’avrei portato in scadenza in estate e poi se proprio voleva andare via facevi un sign & trade, però poi un Jeff Green via non ce lo portavi.

    Per primo bilancio comunque bisogna aspettare perlomeno le firme dei tagliati, Murphy pare probabile, e anche per Bibby sembra ci sia la possibilità.

  9. simonpietro says:

    mi trovo molto d’accordo con Gerry sul ruolo di Danilo, quando sei un giocatore di 2,08 che fa quelle cose l’ideale è fare il collante, alla Deng (sempre citando Chicago) per capirci.
    MDA non ha vinto, ma nel 2007 non fosse stato per la spallata di Horry a Nash in gara-4 che fece squalificare mezza Phoenix per la decisiva gara-5 allo US Airways Center secondo me sarebbero andati loro in finale contro Utah (e lo dice un tifoso nero-argento e idolatra dichiarato di Big Shot Rob): poi da li sarebbe stata strada in discesa per l’anello.
    Come ho già detto nell’altro post, Perk in attacco con i suoi blocchi può diventare letale, i Thunder li sfruttano molto in pieno stile spurs e Durant è statisticamente il quarto migliore giocatore in off-screen (dietro il solito sospetto Ray Allen, Wes Matthews e D-Will e davanti a…Marco Belinelli!)

  10. Mookie says:

    A Perkins direi che è andata di lusso, visto che l’estensione contrattuale è già firmata e sono 36 milioni in 4 anni. Cifre indubbiamente fuori portata per i Celtics, ma resto dell’opinione che valesse la pena perderlo a fine stagione (anche senza un ritorno) piuttosto che affrontare i prossimi playoff senza di lui.

    Condivido quanto già anticipato da Gerry sul ruolo e il contesto migliori per Danilo.
    Ne consegue che Denver e coach Karl sembrano poter essere più idonei per la maturazione di Gallinari di quanto non fossero D’Antoni e NY. Ma anche che questa versione dei Nuggets non sono di certo la squadra ideale per Danilo: non ne è il terzo violino, non è una squadra da titolo (e difficilmente lo diventerà).
    A me piacerebbe vedere Danilo negli Spurs di Popovich, al posto di Jefferson. Ma questo è fanta-basket.

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