Ancora lacrime per Kendrick.

Boston cede Kendrick Perkins e Nate Robinson a Oklahoma City per Jeff Green, Nenad Krstic e la 1a scelta 2012 dei Los Angeles Clippers.

QUI BOSTON: voto 5.5

Ma fatemi capire: ci avevano detto che era l’assenza decisiva nella gara 7 delle scorse Finals, la causa dei 23 rimbalzi offensivi concessi e della mancanza di centimetri, l’uomo imbattuto ai playoff, la chiave della formula difensiva meglio funzionante nella lega, in grado di limitare qualsiasi lungo (Howard e Gasol compresi) senza l’ausilio di quei raddoppi tanto cari a Thibodeau quanto più sono eseguiti lontano dal ferro…

…ed ora questo mammasantissima che può decidere le sorti di un titolo NBA viene ceduto a due mesi dall’inizio della postseason?

Il disorientamento in casa Celtics è agli atti, come dimostrato dalla commozione in spogliatoio del ragazzo prima dell’addio, dalle parole di Ainge (autodefinitosi “agonizzante”), dagli inevitabili malumori dei veterani che vedevano in Kendrick “uno di loro” e dalle inquietudini dei tifosi che amavano il lavoro sporco ed il cuore grande del loro centro.

Hanno platealmente inciso, ben al di là delle questioni tecniche, le difficoltà nel rinnovo del contratto di Perkins, che certamente aveva per quest’estate un’idea diversa di “cifra accettabile” rispetto alla dirigenza: lui chiedeva almeno 30 milioni di dollari per 4 anni, Boston ne offriva al massimo 22.

Il diabolico ritorno di Jeff Green (Celtic per pochi minuti dopo il draft 2007) può essere letto, oltre che in prospettiva futura (ma la vicenda contrattuale è anche qui tutta da sviscerare e da farlo nel breve periodo: quanti soldi dare all’ex Thunder?), nell’ottica della presumibile finale ad Est contro Miami, nella quale un difensore eclettico nei due ruoli di ala può sicuramente avere più senso contro LeBron e Bosh rispetto ad un Perkins verosimilmente inutile in quella serie.

Con questa trade Boston ha individuato negli Heat i rivali numero uno per l’anello, nonostante non abbiano ancora perso contro i tre amigos di South Beach giocando sia senza Perkins che senza Green.

Ma contro i Lakers o contro Dwight come la mettiamo?

L’arrivo di Krstic, il recupero interlocutorio dei due O’Neal, la duttilità di Big Baby ed il paventato approdo di Troy Murphy mettono al sicuro Rivers sul piano quantitativo e delle soluzioni, ma l’apporto determinante di Perkins e la qualità del suo lavoro nella difesa a sanguisuga di Thibodeauiana memoria non possono neanche lontanamente essere ripianati da tutti quei giocatori citati messi insieme.

La partenza di Nate Robinson inoltre obbliga la dirigenza a cercare qualche altro screanzato con la faccia tosta e punti nelle mani in grado di cambiare emotivamente dalla panchina le fasi troppo stagnanti dell’attacco.

Gli spot liberi non mancano e l’aver rinunciato a Daniels, Erden ed Harangody rappresenta la certezza che ci sia dell’altro in vista: già si aggira la quadratura del cerchio Rasheed, insieme ai nomi di TJ Ford, Anthony Parker, Leon Powe, appunto Troy Murphy ed una residuale farsa andata-ritorno dello stesso KryptoNate.

E’ un rischio, una scossa, forse un battesimo, probabilmente una necessità finanziaria, temo un errore, sicuramente un duro colpo emotivo per la legione biancoverde.
Che potrebbe lo stesso funzionare, purché si sancisca subito un patto: qualora le cose dovessero andare male, nessuno dal Massachusetts potrà più permettersi di dire che “con Perkins sarebbe stata tutta un’altra cosa”.

Promessi sposi.

QUI OKLAHOMA CITY: voto 8

Sam Presti ha un raro ed enorme pregio, oltre a quello di far apparire più scarsi i suoi 29 colleghi: fa le cose che servono, le fa bene, le fa nel momento giusto e le fa sembrare facili.

Come Dan Peterson insegna, nella conta da 1 a 5 del quintetto dei Thunder balzava agli occhi ormai da qualche anno il micidiale buco nero presente nel ruolo di centro e nella intimidazione in area; rivolgersi Bynum e Gasol negli scorsi playoff per ulteriori chiarimenti.

Ora tutto il beneficio che la difesa di Kendrick offriva ai Celtics viene trasferito a casa Durant ed ogni tassello appare rigorosamente al proprio posto. D’altro canto non bisogna dimenticare che il valore assoluto del giocatore era ed è certamente inferiore a quello che appariva nella struttura di Boston, nella quale era esaltato difensivamente: Perkins non è una fattispecie produttiva a prescindere, ma necessita di un sistema che dia un senso alle sue caratteristiche.

Il sacrificio di Green era nell’aria da tempo, soprattutto per ragioni economiche in quanto il rinnovo per un terzo violino come lui avrebbe richiesto un delicatissimo esborso finanziario, che avrebbe poi reso più complessa la fase del consolidamento del progetto: un conto è dare 15 milioni annui a stelle come Durant e Westbrook, ma se un comprimario di lusso come Green ti chiede 35-40 milioni per 5 anni come si esce dall’inghippo?

Ora la vicenda si fa seria: quando al migliore attaccante della lega metti attorno 4 dei primi 20 effettivi difensori NBA (in una graduatoria sensata, non in quell’americanata imbarazzante del Defensive Player of the Year) nelle figure di Westbrook, Sefolosha, Ibaka e Perkins (si aggira pure il rigenerato Nazr Mohammed sbarcato da Charlotte), la sensazione è che almeno sul piano della chimica e della completezza non ti si possa rimproverare nulla.

I Thunder viaggiano sempre con almeno un anno di anticipo sulla tabella di marcia che li dovrebbe portare al vertice e si presentano a questi playoff già con l’ambizione di passare uno o più turni.
Il difficile arriva ora, perché come più volte ricordato diventare forti è molto più facile che diventare vincenti. Ma mi raccomando non ditelo a Sam Presti, potrebbe avere idee differenti.

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3 Comments to “Sliding doors controsenso”

  1. simonpietro says:

    io credo Gerry che Perkins avrà ripercussioni non solo sulle difese di Boston e Oklahoma, ma anche sugli attacchi: perchè parliamo delle squadre con i 2 migliori tiratori in uscita dai blocchi per punti per possesso (ovviamente parlo di KD e Ray Allen) e i blocchi di Kendrick erano essenziali a Boston per il single-double dei Celtics e potrebbero sdoganare Durant verso i 33 a gara a Oklahoma City.

  2. Luca 8 says:

    Gerry, visto che tu ne sai di basket…mi spieghi la trade di wallace? Oddio, che MJ (rispetto)non fosse un grande GM si era capito ma questa proprio non esiste. Se non erro il contratto di gerald W. scade nel 2012, non dopodomani..non è un pò prestino per svenderlo così?

  3. Fazz says:

    Mi fa male dirlo, ma ormai non si gioca più contro Howard. Orlando rischia di uscire al primo turno. E dato che nessuno degli altri ha un centro buono in attacco e che l’unica potrebbero essere i Lakers (ammesso che arrivino entrambe in finale e ammesso che Bynum ci arrivi in piedi) a Boston hanno preferito un giocatore più versatile, che dia loro più profondità.
    Contro Duncan, Bosh e Gasol KG basta e avanza, non serve tonnellaggio tranquillamente.
    E in più hanno un giocatore che cambia Allen (con Pierce da 2), PP e i lunghi.

    Quindi al 6 ci arriverei.

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