We got a song, but ain’t got no melody.

Musicista affermato cerca nuova band.


Attualmente in NBA c’è solo un giocatore sul mercato che possa spostare qualcosa. Eppure ad oggi mi sembra quasi certo che Carmelo Anthony non riuscirà a trovare una soluzione adeguata alle sue aspirazioni.

Fatto #1.
Denver non ritiene equa la contropartita proposta da New Jersey. Così dopo un lungo corteggiamento, amplificato dai media, il ricchissimo proprietario dei Nets ha speso una conferenza stampa per far sapere al mondo che è ora di mettere la parola fine al sogno di portare a Brooklyn il figliol prodigo.
Ammesso e non concesso che quello di Prokhorov sia un colpo di teatro (studiato ad arte per giocare al ribasso), una cosa resta chiara: i Nets non sono disposti a migliorare la propria offerta.

Domanda #1.
A differenza della scorsa estate, quella del 2011 non passerà alla storia per i suoi free-agent. Così come il prossimo draft non si preannuncia esaltante. E allora perché una franchigia che ha tutte le carte in regola (owner spendaccione, spazio salariale, un mercato glamour come Brooklyn) non è disposta a fare un sacrificio per firmare uno dei migliori talenti della Lega?
Per LeBron o Wade sarebbero stati altrettanto rinunciatari?

Fatto #2.
Denver si trova costretta a cedere Melo ora, se vuole ricevere qualcosa in cambio. Tra i possibili acquirenti ci sono i Knicks, che ovviamente non rinuncerebbero a Stoudemire, e Chicago. Ma anche qui Melo non vale il sacrificio di un giocatore essenziale al progetto di coach Thibodeau. Ovviamente non parliamo di Rose, è sufficiente chiedere Noah per spingere il management dell’Illinois verso un probabile ci chiedete troppo. Specie se Deng continua nella sua miglior stagione in carriera.

Domanda #2.
Premesso che Noah è già – e lo diventerà sempre più – il centro perfetto per coach Thibodeau. Cosa ci dice il fatto che una contender non se la senta di rinunciare ad un pur ottimo elemento, quando potrebbe aggiungere al roster una delle superstar più acclamate della Lega?

Lo status di Carmelo Anthony non è mai stato così in discussione.
Chi è Carmelo Anthony?

Per talento sicuramente un top-class player che ha poco o niente da invidiare agli altri fenomeni della Lega. Con qualche fondato dubbio sulle sue doti di leadership e sulla tenuta psicologica quando viene provocato.

L’idea che prende forma nella mia testa è che il suo ruolo ideale sia accanto ad un’altra superstar. Ne ha bisogno molto più di Wade o LeBron, ma meglio di entrambi saprebbe fare il Pippen della situazione.

A sostegno di questa tesi: con Billups due anni più giovane, un coach meno ammalato ed un roster con meno infortunati, ha disputato le finali di conference ad Ovest.

I tifosi in Colorado hanno preso a fischiare Carmelo.
La star dei Nuggets, però, l’estensione contrattuale non l’ha firmata già in estate. E a giudicare dalle recenti prestazioni tutto si può dire meno che Anthony stia giocando come se fosse con la testa altrove. Non si merita questo trattamento, come ha sottolineato anche Kobe Bryant.

Certo che se al Pepsi Center hanno messo le canotte #15 in vendita a metà prezzo, quale reazione ci si può immaginare dal pubblico?

La mia sensazione è che il management a Denver non abbia gestito al meglio questa situazione. Ora il tempo stringe e qualcosa devono concludere, se non vogliono restare a bocca asciutta tra pochi mesi. Nonostante un record di 24-17 a metà campionato, nonostante coach Karl ritenga questi i migliori Nuggets che ha mai allenato, l’entusiasmo e la convinzione necessarie per finire alla grande la stagione sono compromesse.

A complicare le ipotesi di trade si aggiunga il fatto che chi si prende Melo, tra pochi mesi rischia di vederlo andare via. Anthony infatti vuole un’estensione contrattuale da subito, ma non vuole legarsi ad una franchigia che non gli garantisca di competere per il titolo nel breve termine. Eccezion fatta per la sua New York.

Se Kobe ha ragione quando sostiene che Melo mette in secondo piano l’aspetto economico ed ha come priorità la chance di andare all’assalto dell’anello, allora l’unica soluzione che mi viene in mente è Dallas.

Ho letto che anche in Texas ci stanno facendo un pensierino: Nowitzki non ha mai avuto accanto una minaccia offensiva migliore di Jason Terry e con Butler fuori gioco sembrano svaniti anche i sogni cullati durante lo strepitoso avvio di regular season.

Melo potrebbe reppresentare l’ultimo treno che passa per quella Dallas che ha sentito il profumo del Titolo durante la reggenza Avery Johnson. E chi se ne frega se Anthony non se la sente di firmare un pluriennale ora.
Un anno secco: o la va o la spacca.
Che hanno da perdere entrambi?

Purtroppo è una jam session che nessuno ascolterà, perché i Mavs hanno ben poco per ingolosire Denver.
Sia Melo che il management di Denver guardano ad est.

Se la spunteranno i Knicks, a New York ci sarebbe un sound migliore ma forse non abbastanza da valere il primo posto su Billboard. Perché Amar’e è la cosa più vicina ad Anthony nella Lega: un frontman che ha bisogno di un leader accanto.

Se il colpo lo faranno i Bulls, vorrà dire che in Colorado si sono accontentati di Deng e altro rinunciando al figlio di Yannick.
Allora sarà un tour istantaneamente sold-out, e poi si sa.. Chicago è sempre stato un buon posto per suonare.

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7 Comments to “No Melody”

  1. Secondo me la faccenda è di chiara lettura, Melo vuole andare ai Knicks e giustamente dagli ambienti di NY gli è stato fatto notare che se rinuncia a qualche milione di dollari, arrivando da FA la prossima estate (se rinnova per 5 anni e poi viene scambiato siamo sui 105M$, se firma da FA con i Knicks d’estate siamo sugli 85) trova una squadra più forte perchè i Knicks non dovrebbero privarsi di uno tra Gallinari Fields o Chandelr per dare il contentino ai Nuggets a Febbraio. Peraltro poi un sign & trade con due briciole regalate ai Nuggets (come nei casi di LeBron e Bosh) lo si può fare anche in estate.

    Quindi Melo ha sempre detto che lui rinnova solo se lo cedono ai Knicks e i Knicks hanno sempre detto che non vogliono toccare il trio Chandelr Fields Gallinari, mi sembra la faccenda sia chiara.

  2. Mike says:

    il fatto #1 è errato:
    non sono i Nuggets ad aver rifiutato l’offerta dei Nets (anche perché difficilmente riceveranno una proposta migliore prima della tradeline) ma è stato Melo a non dare garanzie sulla firma dell’estensione e quindi ad indurre NJ a ritirarsi.

    http://confortevolmenteinsensibile.blogspot.com/

  3. Mookie says:

    @ Mike
    Melo e Prokhorov avrebbero dovuto incontrarsi a breve, dubito che il russo abbia abbandonato ogni speranza di convincerlo a firmare l’estensione prima ancora di averci parlato assieme. Credo che ci siano anche altre problematiche irrisolte, per così dire “a monte”.
    Eppoi Favors fino a dieci giorni fa era davvero un fantasma, a dirla tutta i Nuggets non stavano ottenendo un gran ritorno dalla cessione della loro star, non mi pare si fossero convinti ad accettare l’offerta dei Nets. Avrebbero aspettato fino all’ultimo sperando di raccattare di meglio, finendo per far perdere la pazienza al management di New Jersey.

    @ Leo
    Con Melo a NY ci sarà da divertirsi. Ma da qui al titolo mi pare ci sia ancora un abisso, no?
    Detto questo, se Melo aspetta l’estate per firmare, con il nuovo CBA rischia di perdere non pochi soldi, come dici tu. Non pochi!

  4. Paolino says:

    Piccola provocazione da tifoso Lakers: non succederà finchè c’è Sterling ma provare ad aggiungere Melo al Barone(motivato, e se non si motiva così non saprei come..),a Gordon e a quel mammasantissima di Griffin non sarebbe una cattiva idea no?Un Kaman + Aminu + 2 scelte più…Billy Cristal:) non sarebbero una contropartita malvagia no?Sai che derby? E chissà che questo non possa tener desti anche in RS i ragazzi in gialloviola…

  5. Mookie says:

    @ Paolino
    Ti sentisse Gerry, saresti nei guai.
    Non lo sai che Gomes è il collante della squadra?!
    They don’t need another hero…

  6. @ Mookie

    Dipede come evolverà l’est, io Melo e Amare insieme in una squadra che non difende li vedo benissimo fino alla semifinale di conference, da li in poi dipende chi ci trovi, magari con i Magic confusi di adesso potrebbero farcela, ma contro i Celtics attuali e gli Heat futuri (almeno quello che sperano di diventare) la vedrei comunque dura.

    Non mi preoccupuerei troppo di quanto ci rimetterebbe Melo con il nuovo CBA, a livello di introiti pubblicitari a NY ci rientra in un Amen.

    Cosina interessante, sembra che nel nuovo CBA sarà previsto che i giocatori che sono da oltre 10 anni consecutivi nella solita squadra vedrebbero il solo salario interamente decurtato dal cap (ma non dalla luxury) dall’undicesima stagione in poi, sarebbe il caso di Kobe, Pierce, Nowitzki, Duncan etc etc, attenzione perchè se va in porto una cosa simile a San Antonio il 1° luglio 2012 svuotano totalmente il cap, con a roster comunque le tre stelle !

  7. brunello says:

    vabbè, nel 2012 le 3 stelle di san antonio avranno superato i 100 anni complessivi, non mi pare che questo nuovo CBA (per san antonio) sia un fattore, in prospettiva.

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