Melo ai Nets? E io divento suo fan!

Il nuovo boss di Brooklyn?


Certamente la soluzione che preferisco è e sarà sempre la chiusura di una carriera nella franchigia che ti ha permesso di debuttare nella lega, senza interruzioni.

Ma prendo atto con turbamento che oggi nella NBA questa visione romantica è anche e soprattutto utopica.

Carmelo ai Nets rappresenterebbe almeno una palese rottura col passato recentissimo, sia per le modalità della trade che si sta prefigurando, con le rispettive esigenze dei due team che collimano e le legittime richieste di Denver (valanga di prime scelte, giovane di gran potenziale nelle sembianze di Favors, contrattone in scadenza in quelle di Murphy), sia per ciò a cui va incontro il giocatore nella nuova squadra.

L’approdo in una franchigia riconosciuta come perdente, per molti anni addirittura zimbello della lega alla stregua dei Clippers, senza All Star conclamate e senza prospettive di successo immediate, ed il tentativo di portarla ai vertici rappresenterebbero una sfida realmente stimolante e finalmente da applausi.

Anzi, la sfida, perché nella ricerca a tutti i costi dell’Est trova risalto anche il lancio del guanto agli amici LeBron, Dwyane e Chris, come dire: ecco, ragazzi, ora ci sono pure io, sono solo ma dovete lottare anche contro di me.

Problema: Devin Harris e Brook Lopez oggi non possono essere valutati come big e non possono permettere a Melo di essere competitivo.
Magari potranno essere percepiti anche come All Star in futuro, ma questo sarà solo grazie alla valorizzazione di cui beneficeranno con l’arrivo di un primo violino acclarato.

Sono un playmaker di indubbio valore ma inferiore ai mammasantissima del ruolo ed un centro con grandi pregi e precisi limiti riscontrabili fin dai tempi del draft. In pillole, siamo lontanissimi dall’avere i pretoriani adatti non solo per competere per il titolo, ma pure per essere considerati contender nel medio periodo.

Il fascino del ritorno a casa in quel di Brooklyn (Melo è nato nel quartiere Red Hook, lo stesso di Al Capone per rendere il concetto) e la voglia di investire e soprattutto di vincere e farsi conoscere da parte di Prokhorov sono allora sufficienti per accettare di giocare per due o tre anni solo per qualche sporadico turno playoff?

Non lo so, ed infatti finché non vedo Anthony in maglia Nets mi riservo il beneficio del sospetto ed il timore che New Jersey stia imbastendo questo accumulo di prime scelte per niente, scommettendo su Godot invece che sul figliol prodigo.

Ma di sicuro l’eventuale scelta di Carmelo sarebbe sufficiente per rivedere un po’ di sano romanticismo nella NBA e per farmi tifare Nets nella finale della Eastern Conference del 2014 contro Miami.
Knicks permettendo, in tutti i sensi.

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5 Comments to “Ritorno a Red Hook”

  1. Mat says:

    oddio, se Melo va ai Nets, nel 2012 finisce veramente il mondo! XD
    scherzi a parte, secondo me si tirerebbe solo la zappa sui piedi. Ai Nets a parte Lopez ed Harris (che come detto nell’articolo non sono 2 di prima fascia) non cè NESSUNO…quindi perchè buttare via 2-3 anni della tua carriera da TOP PLAYER per costruire qualcosa dalle fondamenta (Melo ha 26 anni)? ok è la tua città, ma se vuoi essere ricordato, devi vincere!
    A New York sarebbe diverso soprattutto perchè troverebbe STAT e un ottimo nucleo di giocatori promettenti già affiatati….certo, il discorso è sempre quello: per avere Melo i Knicks cosa dovrebbero dare in cambio?? forse a NY converebbe aspettare, tanto quelli davvero nei guari sarebbero i Nuggets che a fine anno lo perderebbero in ogni caso.

  2. Dave says:

    … devo ammettere che, tra tutte le mete, io melo continuo a sognarlo a NY… anche solo perché direi che non hanno più bisogno di un play nell’immediato (ti sta scoppiano Felton, cazzo ti carichi con il contratto di Paul?) in una fantaformazione con melo, stat, gallo e Felton… è indubbio che se i Nets potessero permetterselo, una squadretta con harris e lopez, magari cedendo un po’ di roba ti resta anche il salary cap per un altro discreto giocatore, beh, lì allora…

  3. simonpietro says:

    io sono di quelli convinti che alla fine andrà a NY (sia da FA che alla dead-line) anche se ce lo vedo male ai Knicks. Sul bleacherreport, giornale filo-newyorchese ne sono elencati addirittura 5 di motivi per cui non dovrebbe andarci, alcuni validi altri secondo me forzati:
    1)la pressione dei media
    2)il paragone con LBJ-Wade
    3)non difende, e NY già difende male di suo (ma va????)
    4)si pesterebbe i piedi con Stoudemire a livello realizzativo
    5)la eastern conference ha delle front-line più fisiche in difesa rispetto a quelle dell’Ovest che sono più tecniche in attacco ma meno rognose (questo va inserito nella seconda colonna)
    Aggiungo io: D’Antoni nel suo gioco vuole degli esterni “soldatini”, cioè che aspettino gli scarichi sul pick’n’roll e a questi sono concesse alcune penetrazioni ogni tanto e basta. melo è Melo, darebbe una nuova dimensione, però un’ala mangia-palloni che attacca da fermo Mike non la vuole.
    Io credo che per questi 2 anni, considerato anche il livello della Eastern, possa andare. L’unico che porterei a NY, oltre a qualche aggiustamento in panca (che tanto non serve perchè Baffo gioca in 6-7 al massimo), è CP3, quello che IN COPPIA con Stat può fare la differenza, nel 2012 quando sia lui che Felton saranno FA.

  4. Francesco says:

    Il piu’ grosso limite di new york in questo momento e’ il centro titolare e in una certa misura lo spot di 2. Ok Con melo si sostituirebbe un ottimo giovane giocatore con ottime prospettive (gallinari) con uno dei primi5 talenti offensivi della lega. Non c’e’ modo che gallo possa giocare da 4 ad alti livelli in nba. E poi? Sarebbe una squadra molto piu’ forte ma non sarebbe mai una seria contender nemmeno se arrivasse paul. Troppo limitata difensifamente ( vogliamo parlare della difesa di stat?) e offensivamente sotto canestro. A meno che D’Antoni riesca,primo nella storoa, a vincere con una sorta di Nellie ball. Ma non credo. Date a questa new york un 5 molto forte ed e’ tutta un’altra storia.

  5. Rosenkrantz says:

    Ammetto che il punto di vista che si propone é sicuramente interessante! In questa NBA dove ogni top player punta ad andare in una squadra da titolo! L’idea di Melo di andare in una squadra in costruzione e senza alcuna certezza di vincere qualcosa in futuro e men che meno nell’immediato stuzzica anche a me! Sarebbe sicuramente controtendenza!
    A me sinceramente piacerebbe particolarmente anche l’idea di melo ai Bulls anche se non é proprio il giocatore che gli manca, vedere una coppia con lui e Rose mi intriga!
    Vediamo che succede!

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