Si leggono curiose e distorte considerazioni a proposito del leader che ha trascinato Team USA alla vittoria nel Mondiale in Turchia.

Si va con nonchalance imbarazzante da un inquietante “diventerà sicuramente fortissimo” ad un surreale “ha tutto per arrivare ai livelli di LeBron e Wade” passando per un micidiale “tra qualche anno dominerà la NBA”.

Evidentemente agli autori di questi commenti sfugge un particolare che è invece ben chiaro ai più attenti osservatori del basket internazionale: Kevin Durant è già oggi il più forte giocatore di pallacanestro del mondo.

Poco importa che abbia solo 22 anni. E’ già il padrone della lega di David Stern. E’ già il più dominante attaccante naturale dell’era post Michael Jordan. E’ già un sicuro iscritto nella Hall of Fame. E’ già sancito il suo ingresso nella top25 di tutti i tempi.

Ed è già colui che ha cambiato e cambierà i parametri del gioco, alzando l’asticella a requisiti somatico-fisici senza i quali sarà difficile entrare con costrutto in NBA.

Non è affatto un caso che la fattispecie di guardia-ala intorno ai 210 centimetri ma con capacità di giocare da esterno puro e mettere palla a terra con naturalezza sia sempre più in auge a livello collegiale oltreoceano, anche grazie ai passi in avanti della ricerca sugli omogeneizzati che permette di creare questi nuovi modelli impensabili 30 anni fa.

E’ già più forte di James, Wade ed Anthony. Non è solo più bello da vedere, ma ha semplicemente più talento e compensa con centimetri e grazia le carenze a livello muscolare.
Inoltre ha vinto con Team USA al primo colpo, diversamente da LeBron, Dwyane e Carmelo che hanno invece fallito per ben due volte (con compagni ben più celebrati di quelli di Kevin) prima dell’affermazione di Pechino due anni fa, mancando l’oro ad Atene 2004 ed in Giappone nel 2006.

Caso mai complesso il termine di paragone con Bryant, l’unico per cui sarei disposto ad accettare le rimostranze dei tifosi qualora ritenessero il loro prediletto ancora parecchie spanne sopra a Durant.
Sì, ci posso stare, anche perché l’ossessione per la vittoria del 24 gialloviola non ha eguali e difficilmente ne avrà nella lega, come ben testimoniato dagli anelli che ostenta con charme Jordanesco.

Tuttavia Bryant difficilmente potrà ambire ad uno sfizio che rischia di diventare tra una decina di anni un autentico tormentone nelle discussioni da bar sulla NBA.
Come sostiene infatti il suo compagno di reparto Andre Iguodala, che ai Mondiali è stato per l’ala dei Thunder ciò che Lodetti fu per Rivera o Oriali per Mazzola:

Kevin Durant sarà il leader di tutti i tempi della NBA per punti segnati superando Kareem Abdul-Jabbar, qui lo dico e lo sottoscrivo e poi vedremo come andrà a finire. Ama il gioco ed ha un talento inarrivabile per mettere la palla nel cesto.

L’ala dei Sixers ha fatto i compiti di matematica a casa, ma ha forse esagerato nello slancio: Kareem è a 38,387 punti segnati in 20 anni di carriera, con una media di 24.6 a partita, pur debuttando in NBA solo dopo la trafila collegiale a UCLA ed all’età attuale di Kevin, che ha invece lasciato la NCAA dopo un solo anno a Texas.

Durant è a poco meno di 6000 punti in 3 anni di carriera, con la media di 25.3 ma ultima stagione condita dal titolo di miglior marcatore oltre i 30 punti.

Per raggiungere l’ex centro dei Lakers, Kevin dovrebbe giocare altri 15 anni (fino ai suoi 37) ad una media di 75 partite a stagione e mantenendo i 30 punti a partita.
Non follia, ma impresa che richiede per lo meno l’allineamento del maggior numero di astri possibili (infortuni, squadre, compagni, ambizioni, trasferimenti, regole, avversari, evoluzione del gioco).

Più realistico andare all’assalto di Karl Malone (secondo in graduatoria con 36,928 punti) e soprattutto di Sua Maestà Michael Jordan, terzo a 32,292 e traguardo ampiamente alla portata di Durant (così come lo era e lo sarebbe ancora di LeBron, nonostante la decisione del Re di passare alla manovalanza in quel di South Beach).

E’ vero, a livello personale non faccio testo, visto che lo descrivo in termini entusiastici dai tempi del college e su questo stesso blog ne ho decantato le qualità in qualsiasi occasione mi permettesse di farlo.

Ma Kevin, oltre a tutto il resto, ha quella caratteristica ulteriore in grado di accasciarmi definitivamente colpendomi nel punto debole, da bacchettone che adora le buone maniere: è educato, umile, scrupoloso, lavoratore, rispetta gli avversari, ha la faccia pulita, non guida come uno scavezzacollo, non si droga come passatempo, non divorzia ogni anno, non malmena la propria compagna, non dice scemenze nelle interviste, non chiede (per ora) di giocare insieme a Rose e Howard e di portare il suo talento su qualche spiaggia nel paese.

Il suo volto inoltre assomiglia pure inequivocabilmente a quello del giovane Michael Jordan quando ancora aveva un leggero strato di capelli sulla testa…

Quello che è avvenuto in Turchia in questi giorni non può essere considerata l’esplosione di Kevin Durant, ma è inesorabilmente la sua consacrazione.
Non è un punto di partenza, ma è un punto di arrivo. Di un ragazzo di 22 anni che non si sente ancora arrivato e che ci concede il privilegio di essere suoi contemporanei. Magistero Superiore.

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13 Comments to “Magistero Superiore”

  1. simonpietro says:

    “è educato, umile, scrupoloso, lavoratore, rispetta gli avversari, ha la faccia pulita, non guida come uno scavezzacollo, non si droga come passatempo, non divorzia ogni anno, non malmena la propria compagna, non dice scemenze nelle interviste, non chiede (per ora) di giocare insieme a Rose e Howard e di portare il suo talento su qualche spiaggia nel paese.”
    Quoto in pieno: quasi si vergognava ieri a ricevere il premio di MVP (da te e molti altri già ampiamente pronosticato). E questo premio arriva dopo che è stato non la stella di team USA, ma il trascinatore puro, in pieno stile Jordaniano: considerando che Billups faceva il metronomo ma per varie motivi non è stato (o non ha voluto fare) il Mister-Big-Shot della situazione, gli altri hanno fatto i collanti: la difesa di Iggy (monumentale ieri sera), l’all-around di Lamarvelous, la scossa dalla panca di Westbrook, ma a livello realizzativo era tutto sulle spalle del neanche 22enne kevin. Mi ricorda il mio idolo Tim Duncan: dominatore silenzioso e umile, in corsa per ricevere il titolo di Quiet Boring MVP della prossima decade.

  2. Fraccu says:

    Sottoscrivo (sia il pezzo inappuntabile di Gerry, sia il paragone con Mr. Fundamentals).

  3. tika says:

    Io in questa analisi voglio leggere una provocazione. Vedremo cosa ci dirà il futuro. Che poi, dal punto di vista offensivo, le cose stanno come le dice Gerry sono praticamente d’accordo.

  4. Bandini says:

    “Il suo volto inoltre assomiglia pure inequivocabilmente a quello del giovane Michael Jordan quando ancora aveva un leggero strato di capelli sulla testa…” ho avuto la stessa sensazione. Incredibile poi la percentuale al tiro nei momenti decisivi dei match, in pratica non hai mai sbagliato, da vero leader.

  5. mauro says:

    aggiungo che ha vinto con una squadra quasi europea
    nel senso: pochi merletti e tanta sostanza
    come sono da anni gli spurs
    ma che aveva dato molti dubbi e poche certezze, prima della partenza

    la difesa del team usa mi ha impressionato
    veramente notevole

    la linea da tre spesso sembrava fosse il limite dove i difensori europei si fermavano, mentre kevin tirava da un metro più indietro (nba) spiazzando tutti
    tranquillità e voglia di dimostrare qualcosa mi sembravano le armi in più di kevin, ma forse anche di tutto il team

    una nota: mi ha colpito la capacità di dominare le partite di odom anche se secondo me giocava con voglia tendente allo zero, e qualcuno pensa ancora che l’oceano si è ristretto, bah!
    poi lasciamo perdere i teleconostri, mio dio che pena, ma almeno le partite le abbiamo viste.

    ciao a tutti e continuate cosi

  6. pipolino says:

    Articolo troppo di parte.. abbiam capito che ti piace Durant e Bryant.. va bene che ora James e Wade ti stiano sulle scatole perchè hanno fatto scelte che nn condividi.. ma da li a dire che son peggio di Durant no!
    Uno ha un certo anello al dito (vinto da MVP! non da secondo violino come il primo Bryant)
    L’altro ha due MVP della stagione (2 a 0 su Durant) e ha trascinato per anni una squadra mediocre ai PO e alle finals (direi che Durant è sulla buona strada)

    Quindi per me
    1 Wade/Bryant
    2 James/Durant

  7. Bro says:

    La differenza tra la coppia Bryant/Durant e quella composta da James/Wade si basa su un concetto fondamentale, ovvero il GIOCO della pallacanestro.
    I due giocatori degli Heat sono grandi atleti e giocatori, ma se andiamo a vedere l’aspetto più puro di questo sport non si esce dalle guardie di LA e OKC (e non venitemi a dire che KD è un ala), che abbinano una grande tecnica ad una completezza offensiva imbarazzante e ad un’ottima conoscenza del gioco e delle situazioni.

    E chi te lo dice è un tifoso degli Heat, quindi puoi stare tranquillo che di parte non sono.

    Avvocato, non so cosa aggiungere se non che concordo con lei ancora una volta.

  8. gEC says:

    Io volevo dire che Durant è un mix tecnico/fisico già visto e non detiene il primato di prima ala con capacità tecniche di una guardia d’elite mobilità di una SF e altezza di un Centro: Toni Kukoc da metà anni novanta ne è il capostipite

  9. Gerry says:

    Ha pieno diritto di cittadinanza il riferimento a Kukoc e non penso sia un caso che ci si debba rivolgere al vecchio continente per trovare un modello che possa avere senso.

    Sulla parzialità di quello che ho scritto, confermo: è il post più volutamente parziale che sia comparso su questo blog e non sarà di certo l’ultimo sul soggetto in questione! 🙂

  10. Qoqqo says:

    Siamo testimoni della nascita di un campione vero… Non ho dubbi che anche al livello di playoff NBA regga la pressione (a meno che non trovi Artest, troppa esperienza, troppo fisico, troppa intimidazione), ma ha comunque già ampiamente dimostrato in questo mondiale di avere il ghiaccio nelle vene quando conta veramente.
    Io, da primo tifoso di Bryant, di quelli che sostengono la sua candidatura a pari di Jordan (il che equivale a dire <Sono pronto, lapidatemi>), non posso che essere impressionato dalla maturità (anche fuori dal campo) di KD… L’unico dubbio che mi rimane è che sia troppo umile… Nè Bryant nè Jordan lo sono mai stati, dediti al lavoro, professionali, affamati, ma hanno sempre puntato al bersaglio grosso, ad essere i migliori di tutti sempre e comunque, e a far sentire ciò ai rivali contemporanei…

  11. simonpietro says:

    beh, ancora non abbiamo visto un Durant difensivamente decisivo come Wade (il più basso di tutti i tempi a fare 100 stoppate in RS) e Bryant (che quando vuole è difensivamente formidabile, tecnica pura) anche se rispetto alle altre superstar Kevin si impegna di più anche in marcatura, e questo lo porta spesso a stoppare in aiuto tiri importanti, sfruttando le sue lunghe leve. Io spero che quest’anno vedremo anche qualche suo buzzer beater, migliorando quel 5/26 nell’ultimo minuto in partite con finale in volata. Anche se credo che non sia una statistica decisiva, per esempio melo è un grande clutcher eppure è già oggi un gradino sotto Kevin soprattutto per integrazione in un gioco di squadra, mentre Duncan, pur non essendo famoso come uomo da buzzer beater, ha 4 anelli al dito.

    Qoqqo, a volte si può essere superstar senza far sapere al mondo di voler passare alla storia: non credo sia una bestemmia parlare di Duncan (tornando al paragone di prima)come una delle 3 migliori PF di sempre, eppure non l’ho mai sentito una volta imporsi come leader anche mediatico. Zitto zitto però quasi in punta di piedi, ha gli stessi titoli (di squadra e individuali) del Most-dominant-ever.

  12. gEC says:

    difensivamente mi pare abbia fatto un lavoro più che egregio su Kobe nell’ultima serie di PO, da quella stoppata che gli tirò in gara3 Bryant era parecchio intimorito quando sulle sue piste si trovava Durant eh..

  13. mirco says:

    non mi sembra corretto da parte di pipolino parlare di “articolo troppo di parte”, quella di gerry è una vera analisi di ciò che è successo nel mondiale, io per motivi di tempo ho visto solo la finale, ma l’incredibile precisione al tiro nei momenti decisivi era veramente surreale, quando voleva prendeva la palla e segnava senza usare troppe spallate o tiri da 100% (schiacciate); wade ha si l’anello di campione nba al dito, ma il paragone sarebbe come dire che bynum sia meglio di karl malone e KG solo perchè ha più anelli!!! non sono solo i titoli a dire la forza di un giocatore, così come james non è sicuramente migliore di garnett, barkley, shaq, kobe o iverson (al top della carriera) solo perchè ha due MVP della stagione regolare guadagnati con cifre spaventose ma mai con apparizioni memorabili ai playoff in 7 anni, a parte una ma che poi si è conclusa con uno sweep degli spurs.
    comunque complimenti a tutti quelli di questo sito e una mia ultima aggiunta: sono d’accordo sul fatto che sia un vero grandissimo realizzatore, capace di essere pericoloso al tiro da qualunque distanza, e questo poi con un difensore di fronte, sul campo, vuol dire molta più possibilità che questi saltino sulle tue finte. questo ragazzo umile e lavoratore farà molta strada… ciao

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