Bidoni, sopravalutati, delusioni, ma anche talenti interessanti che non trovano spazio o giocatori giusti nel posto sbagliato.

Fare una rassegna del genere ad inizio Agosto, per quanto ridotta ai minimi termini, è un azzardo di proporzioni bibliche.
Ma allo stato attuale delle cose, quali giocatori non appaiono ancora pronti all’emersione, per motivi tecnici, individuali o di contesto?

Jerryd Bayless – Portland
Come dimostrare finalmente un po’ di fiducia a Jerryd nel suo terzo anno di carriera? Beh, per esempio non scegliendo al draft due giocatori nel suo stesso ruolo (Elliot Williams ed Armon Johnson) e non inserendolo in qualsiasi ipotesi di trade che la profondissima Portland propone in giro per la lega. Coach McMillan pare averci rinunciato, ma ci ha mai realmente creduto in questi due anni, infortuni che l’hanno obbligato a schierarlo a parte? Bayless ha troppi missing links tecnici per entrare nelle mie grazie e soprattutto in quelle degli addetti ai lavori.

Earl Clark – Phoenix
Ancora non ci siamo e non mi sorprende che i Suns abbiano accumulato giocatori nei ruoli che dovrebbero essere suoi. Fa sempre il tiro sbagliato nel momento sbagliato, non riesce a dare un senso al suo talento comunque esistente, non dà la sensazione di impegnarsi e divertirsi giocando a pallacanestro. A Louisville sotto l’egida di Rick Pitino sembrava francamente tutt’altro giocatore; anche quest’anno farà fatica a trovare spazio nella rotazione di Phoenix.

Gerald Henderson – Charlotte
Non stravedo storicamente per lui, ma chi sembra avere un’opinione ancora peggiore è coach Larry Brown, la cui pazienza già rasenta per chiunque il minimo sindacale, figuriamoci se poi ha a che fare con rookie o giovanissimi. Anche in Summer League Gerald ha fatto fatica e storicamente non riuscire ad andare con regolarità intorno ai 20 punti in quel contesto è una condanna con poche possibilità di ricorso in appello. O si ricicla come specialista puro difensivo (Bruce Bowen?) o la strada per sbocciare in NBA si fa impervia.

James Johnson – Chicago
Che brutto ed inatteso impatto tra i pro per Johnson. In questi Bulls lanciati all’assalto dei primi tre posti ad Est non sembra proprio esserci spazio per lui ed è stato addirittura offerto in giro per la lega per sistemare il nuovo roster di Chicago. Deng, Gibson e Noah si accoppiano benissimo con Boozer ed affossano le velleità di James per la prossima stagione, eppure l’ex Wake Forest troverà sicuramente un senso tecnico da qualche parte nel paese.

Hasheem Thabeet – Memphis
Che sia un bidone, è ormai fatto piuttosto assodato. Ora l’obiettivo è cercare almeno di evitare di entrare tra le seconde scelte peggiori della storia del gioco, ma non sarà un percorso facile visto che persino in Summer League non è riuscito a mettere insieme prestazioni di primo livello. Sarà esposto in vetrina i primi mesi a Memphis per assegnargli almeno un senso esistenziale e soprattutto un valore di mercato, ricordando sempre che il periodo di gestazione di un lungo prima di sbocciare è di circa 3 anni. Ma oggi è ancora ben lontano dall’essere un centro credibile per l’NBA.

Jason Thompson – Sacramento
Delicatissima la situazione di Jason. Era uscito dal college come senior, ovvero già ventiduenne e quindi con margini di potenziale meno estesi di altri, e non a caso si era issato quasi subito come certezza nella nuova veste giovane dei Kings. Ora la scelta di Cousins e la presenza del pallino di coach Westphal Carl Landry rischia di ridimensionarne utilizzo e sviluppo. Ha tutto per essere un solido lungo titolare NBA nei prossimi anni, ma forse Sacramento non rappresenta più il suo habitat ideale.

Julian Wright – New Orleans
Ogni tasto digitato, una lacrima che cade sulla tastiera. Era (ed è!) uno dei miei incontrastati pallini degli ultimi 10 anni, un talento pazzo, un atleta irrazionale, un giocatore con doti uniche. Ma se persino il sottoscritto ci rinuncia, vuol dire che la situazione è veramente grave. E’ un idolo assoluto del popolo della Louisiana perché nonostante i suoi tanti errori getta in campo tutto quello che ha, ma ora vorrei tanto vederlo fuori dal contesto degli Hornets per capire se ci avevo davvero visto così male.

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2 Comments to “Not yet”

  1. Marco Vettoretti says:

    J-Wright è appena stato spedito a Toronto.

    A conti fatti le tue preghiere sono state esaudite, anche se ho i miei dubbi riguardo ad un miglioramento del contesto in cui Julian si viene a trovare.

  2. Gerry says:

    Ormai sta diventando un blog di collocamento: basta parlarne ed in 24 ore si accasano tutti. 🙂

    Come sostengo anche nel post successivo a questo, d’accordo con le tue conclusioni; certo sul piano personale la curiosità di vedere Wright con una maglia diversa, mista alla speranza di vederlo finalmente incidere, è davvero enorme.

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