Here comes the sun, here comes the sun,
and I say it’s all right.

Canada, Slovenia...


I nuovi Suns ci faranno divertire.

Non lo fanno da sempre? Nell’era Nash difficile ricordare una stagione in cui la squadra dell’Arizona non sia stata bella da vedere e capace di vincere tante partite.

Ma quest’anno qualcosa è cambiato: se n’è andato il go-to-guy, il principale scorer interno di un roster stracolmo di tiratori perimetrali. Lo ammetto, non sono un big fan di Amar’e Stoudemire, ma la sua assenza nella terra dei cactus si farà sentire.

Channing Frye dovrà fare un salto di qualità in difesa ed essere meno riluttante a cercare punti in avvicinamento al cesto avversario. Due obiettivi abbastanza difficili. L’ultimo arrivato Hakim Warrick è in grado di dare qualche canestro partendo dalla panchina, ma a qualsiasi altro livello ha pochissimo da offrire. Resta ignoto il destino di Louis Amudsen, lo specialista del lavoro sporco sotto i tabelloni.

Ecco dunque che il dopo Amar’e è legato essenzialmente ad un nome, quello di Robin Lopez. Il brillante finale della scorsa stagione lascia pensare che il fratello del centro dei Nets sia pronto per un ruolo da starter.

La fortuna di Robin è che in campo assieme a lui ci sarà tanto di quel fosforo come forse in nessun altro quintetto della NBA.
Steve Nash, Goran Dragic, Hedo Turkoglu. Wow!

Che il primo sia offensivamente il miglior playmaker della Lega, ci sono pochi dubbi. Lo sloveno è il mio personale most improved player della scorsa stagione: mi aveva impressionato già durante la scorsa Summer League e, come scrissi mesi fa, deve aver colpito per primo proprio il compagno di reparto canadese.

Intervistato in questi giorni, Dragic ha in qualche modo confermato questa mia sensazione. I Suns puntano su di lui e la cessione di Barbosa gli garantisce sempre più spazio in campo, sia da vice-Nash che da vice-Richardson.

...e Turchia portano il loro genio nel basket USA.

C’è poi la vera addizione dell’estate, il turco scappato da Toronto.
Se fosse un film, la pellicola più azzeccata sarebbe l’opera prima di Woody Allen: prendi i soldi e scappa.
Hedo un’estate fa ha lasciato i campioni ad Est e Dwight Howard per cercare il contratto della vita. L’avrebbe trovato in Oregon, ma ha preferito qualche dollaro in più e preso residenza in Canada. Contratto firmato e un anno dopo Turkoglu è tornato ambizioso e alla ricerca di una squadra con qualche velleità.

Ha preteso e ottenuto di andarsene ed è finito a Phoenix. Lui, point forward per eccellenza che sta per giostrare l’attacco insieme al miglior passatore in circolazione. E se il tormentone di questi giorni è “con quanti palloni giocheranno a Miami?”, a Phoenix quel che manca ora è proprio un realizzatore d’alto livello in grado di concretizzare le infinite possibilità con quei due in campo. Servirebbe soprattutto un giocatore interno che sappia giocare il pick’n’roll come faceva Amar’e.

Dodici mesi fa ero convinto che il progetto Suns fosse morto e sepolto, pronto alla discesa in picchiata. Mi sbagliavo. Ed oggi sembrano sempre più un intrigante mix di talenti di grande esperienza (chi avrebbe immaginato un Grant Hill così in forma?) e giovani che stanno maturando senza tutto l’hype che accompagna altrove i rookie più conosciuti. E poi sarà da seguire il ritorno di Josh Childress, con il bagaglio tecnico e tattico del basket europeo in faretra.

Dudley destinato a confermarsi tra i migliori tiratori di triple della Lega, lo stesso vale per Frye tra i lunghi, qualche chance di fare canestro potrei avercela pure io se mi facessero fare qualche minuto in campo con loro. Ma la difesa, nonostante il buon lavoro di Gentry, resta un punto debole.

Ma come cantavano i Beatles.. it’s alright.
I giocatori intelligenti e creativi meritano sempre fiducia.

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2 Comments to “La fuga dei cervelli”

  1. Platini says:

    Vero Mookie, veramente eccitanti! Hanno dato vita alle due più belle serie di play-off quest’anno, da tifoso dei Lakers quando sono usciti mi è dispiaciuto.. Spero che sorprendano anche la prossima stagione e se Childress ritrova il ritmo nba chissà..

  2. mauro says:

    io resto esterefatto
    voi due siete le persone che leggo più volentieri
    avete occhio
    senso critico e capacità di osservazione da conoscitori del gioco
    insomma siete: “quelli che ne sanno”
    e mookie mi scrivi che il turco è un genio?
    fatto perdere titolo a san antonio
    fatto perdere a orlando
    e figura di supercioccolata a toronto
    ma siamo ancora qui a dargli credito?
    uno dei più sopravvalutati
    oddio avevate già cannato con gli sfondamenti di Shane Battier
    quasi sempre in movimento
    ma ve lo perdono perchè anche molti arbitri non li vedono
    ma sul turco no
    non potete accorgervi che non sa prendere i tiri decisivi ( e con il suo stipendio…)
    anzi no li prende ma poi li sbaglia
    a san antonio ancora gridano vendetta per i suoi errori
    a orlando idem
    a toronto ha detto che nessuno lo capiva
    mi apre biaggi
    sempre a piangere
    e cmq i risultati non arrivano
    sopravvalutato
    unico termine che gli si addice
    ciao a tutti

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