Ryan Gomes ha deciso: giocherà per i Los Angeles Clippers.

Miami prova ad inserire facce nuove per crescere.


E’ una giornata davvero importante per la NBA, perché con la firma dell’ex Boston e Minnesota, primo obiettivo dichiarato dei Velieri e destinato a portare molto in alto la franchigia Californiana, quasi tutti i tasselli di questo mercato troveranno collocazione quasi di inerzia, a domino.

La dimostrazione ci arriva per esempio da una solida acquisizione dei sempre più in crescita e temibili Miami Heat: la squadra di Michael Beasley ha infatti raggiunto l’accordo col free agent LeBron James, che ha giocato 7 anni senza successo e con compagni mediocri in quel gulag di Cleveland.

Finalmente questo giocatore molto considerato fin dai tempi del draft 2003 (prima scelta assoluta, davanti anche a Carmelo Anthony e Chris Kaman!) potrebbe aver trovato la sua sistemazione tattica ideale: il terzo violino, l’uomo chimica, l’aggregante, il giocatore di ruolo in una squadra da titolo.

Forse esaltato e convinto davanti allo schermo dalle prestazioni nelle ultime tre edizioni delle Finals di James Posey, Trevor Ariza e Ron Artest, ha trovato in queste settimane la quadratura del cerchio per il suo futuro tra i pro: posso farcela, posso diventare come loro e magari posso persino vincere qualcosa!

Gli bastava così solo trovare una squadra già munita di un Kobe e di un Gasol (o di un Pierce e di un Garnett), ovvero i primi due violini a cui portare le borracce e gli intangibles, ed il gioco era fatto.

Si trattava poi di convincere questi due campioni della bontà del suo approdo nella loro franchigia, ma Wade e Bosh si sono dimostrati ancora una volta suoi ottimi amici ed hanno voluto accoglierlo ugualmente a Miami, ben sapendo che i disponibili Travis Outlaw, Mike Miller ed ovviamente Ryan Gomes sarebbero stati molto più utili, per altro pure ad un prezzo inferiore.

Certo, ora ci vuole tanto lavoro e molta pazienza, perché non ci si inventa vincenti dall’oggi al domani. Serve estenuante sacrificio in palestra, applicazione, l’umiltà di riconoscere i propri numerosi limiti per poter svolgere al meglio quel lavoro sporco e regalare il proscenio alle stelle.

Molti osservatori sono scettici, addirittura definiscono il ragazzo un pagliaccio ed un perdente, mettendone in dubbio le qualità tecniche e la personalità emersa in questa scelta.

Eppure io voglio correre l’azzardo: ritengo che James abbia le caratteristiche fisiche, tattiche e mentali per dare un sostanzioso contributo a Mario Chalmers e compagni.

LeBron ha una discreta base atletica, un corpo abbastanza pronto per la NBA con forza nella parte alta, un’interessante completezza offensiva, la capacità di arrivare al ferro mettendo palla a terra e resistendo ai contatti.

Se la cava inoltre in campo aperto ed ha buon tempismo per la stoppata in recupero, così come la visione di gioco mi pare sopra media per il ruolo. Non si parte da zero insomma, aspetto che sembra sfuggire a molti addetti ai lavori.

Bisogna però fare progressi al tiro specie nel piazzato piedi a posto, che per un collante come lui sarà essenziale dovendo sfruttare la libertà e gli scarichi che arriveranno dai due leader spesso raddoppiati.

Anche in difesa e nella comprensione del gioco siamo in ritardo rispetto alle pretese che avrà lo staff tecnico di Miami, però il potenziale è alto ed il soggetto è giovane ed allenabile, quindi sarebbe da prevenuti non essere ottimisti sul futuro degli Heat.

Se poi non basteranno come modelli da seguire le registrazioni di Posey, Ariza ed Artest, il buon LeBron si potrà ispirare ai vari Anthony Parker, Jamario Moon ed Anderson Varejao, che pur con mansioni differenti hanno coperto il suo stesso nuovo ruolo a Cleveland.

Sigh.

Per dirla alla Rolando: non ci posso credere!

Poteva essere ricordato come il prescelto, il Re, un sicuro top 10 di tutti i tempi se non addirittura il più dominante, grazie anche al vantaggio anagrafico da opporre persino al cospetto del signor Michael Jordan.

Ora sarà ricordato come colui che avrà vinto un titolo in meno di Dwyane Wade e che avrà aiutato Chris Bosh a raggiungere l’agognato anello.

Se ti senti il numero uno, vai a sfidare il numero due, il numero tre, il numero quattro; ma non ti accordi per giocarci insieme.

Aveva in mano l’eternità, ha scelto la commerciale attualità. Come sostiene Bill Simmons:

LeBron era di fronte alla più grande decisione nella storia dello sport: la vittoria (Chicago), la lealtà (Cleveland), l’immortalità (New York). Non avrei mai pensato che scegliesse l’aiuto!

Eppure la lega di David Stern è da oggi sicuramente più ricca: in un colpo solo ha trovato un grande possibile erede di Scottie Pippen ed ha liberato il talento cristallino di Antawn Jamison nella sempre più sua Cleveland, per i pochi tifosi dei Cavs che non si sono buttati nel lago o tra le fiamme delle magliette bruciate col numero 23.

In bocca al lupo LeBron, hai fatto la scelta giusta!
Anche Ryan Gomes avrà sicuramente approvato.

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27 Comments to “La decisione”

  1. Luca8 says:

    Complimenti per l’articolo, mi ha fatto un pó ridere dopo l’amarezza dovuta alla scoperta della destinazione di james. Nn avresti potuto esprimere meglio la cosa: nn mi si venga + a parlare di prescelto, the king o amenità del genere; per me sarà sempre solo colui che ha vinto solo grazie a wade, nella città di wade e come vassallo di wade. Sempre che poi riescano davvero a vincere, voglio vedere sia come completano il roster sia come fanno a gestire 3 signori da 25 tiri a partita. Nn credevo sarebbe mai successo ma preferisco vedere bryant emulare l’impresa di Jordan con il secondo three peat che nn vedere “the looser One” vincere il titolo.

  2. PINNO says:

    Ryan Gomes :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy: :notworthy:

  3. Lore says:

    Ha regalato giusto un paio di MVP a Durant, e questo, personalmente, mi fa felicissimo…

  4. onics says:

    questo articolo è assolutamente geniale

  5. Fazz says:

    copio dallo spazio dei Clippers:

    Gerry e mookie, visto che teneri a LA?
    Il rapporto tra il Gomes di uno e i Blazers dell’altro prometteva miele e cuoricini, ma è durato troppo poco…

    Così hanno pensato bene di ricorrere al piano B, in modo da tenervi tutti comunque uniti sotto un tetto familiare.

    Bella squadra. Foye mah, però alla fine lasciare gli infortuni del Barone in balia di due rookies, tra l’altro anche poco pronti, era un rischio notevole.

    Quanto a LeBron come detto altrove il problema è di gimmick e di legacy.

    E di difesa 😀

  6. SlyCat says:

    ‘na favola!!!…

  7. TheRedEvil says:

    Sinceramente non comprendo tutto questo accanimento e questa poca considerazione per la scelta.

    I grandi giocatori sono tali perché fanno divertire, impressionano ed emozionano. Soprattutto fanno vincere e vincono.
    LeBron doveva scegliere da dove ripartire per vincere e non vedo come si possa anche solo pensare che questa scelta non possa essere davvero azzeccata.

    Insomma, va a giocare con un superstar come Wade e con un comprimario di lusso come Bosh… Non capisco perché Allen e Garnett sono stati luminari ad accontentarsi per attaccare l’anello mentr James sarà ricordato come un perdente…

    Beh, dovessero mai vincere l’anello per 4 o 5 volte nei prossimi 5 anni credo che si ricorderà di questa super squadra con James, Wade e Bosh (in ordine casuale) e non di Wade e Bosh più l’aiuto di James.

    Certo molto influiranno poi le singole prestazioni nei momenti finali: Garnett nell’anno dell’anello è stato il vero ago della bilancia, anche se le partite alla fine le ha vinte Pierce nei minuti finali.
    Kobe quest’anno ha vinto perché Gasol e Artest hanno fatto la differenza nel secondo tempo di gara-7… Da solo non ci sarebbe certo nemmeno arrivato alle Finals!

    Pippen era un genio e senza Rodman Jordan non avrebbe vinto tutto quello che vinto.

    Bravo James, a mio parere ha fatto la scelta più giusta per se stesso: vuole vincere e per farlo è disposto a condividere la gloria. Che c’è di male? Diventerà di colpo meno forte e decisivo? Secondo me assolutamente no, diventerà devastante perché non avrà più 30 tiri a partita, ma 15 ben calibrati.

    Signori, non è tennis o golf: qui si gioca in 5 e si può essere decisivi anche con dei compagni di squadra alla tua altezza. Non credo che in tutte le 110 partite di una stagione sarà sempre e solo Wade a fare la differenza…

    Adesso voglio solo vedere come completeranno la squadra e se davvero nascerà la chimica necessaria!

  8. Luca10 says:

    Greatest loser ever!

    Poraccio, mi fa quasi pena – anzi, leva il quasi – per la clamorosa mentalità perdente e cagasotto che ha.

  9. fly circus says:

    ahahahaha gerry idolo

  10. […] This post was mentioned on Twitter by Francesco Guardini and Michele Bertini. Michele Bertini said: http://wegotgame.playitusa.com/?p=2807 […]

  11. il tuo commentatore preferito says:

    “la scelta è tra cle e ny, ve sta a coglionà tutti con ‘sta storia di miami”

    ed è con queste parole ancora nella testa che me ne sono andato a letto. a letto, eh, perchè d’estate di dormire non se ne parla per me. sono riuscito a prendere sonno verso le 2, mi son risvegliato che erano le 3 precise ma mi son detto di no, che non ne valeva la pena. son rimasto sveglio fino alle 4 e poi finalmente il meritato riposo con sveglia alle 8.

    “la scelta è tra cle e ny, ve sta a coglionà tutti con ‘sta storia di miami”

    vediamo se quella vecchia volpe del mio socio avrà avuto ragione ancora una volta, nel dubbio mi son sempre fidato ma stavolta mmm stavolta la faccenda puzzava. che non venisse ai Bulls ne avevo il sentore, era il progetto migliore ergo scartato a prescindere, anche se all’ultimora c’era stata un rumors nel mio stomaco che dava per certa la firma per la città del vento. troppo tardi. è una cosa di cui sono stato convinto per tutta la settimana: ma davvero si può ritenere che la sua decisione possa essere presa o possa cambiare negli ultimi due-tre giorni o nelle ultime ore? qualsiasi scelta, anche la peggiore, sono sicuro sia premeditata, programmata, pianificata. come è giusto che sia per qualsiasi scelta. non per questa. perchè effettivamente se i “3 top freeagents” come li hanno chiamati decidono di unirsi andando a giocare nell’unica squadra che aveva spazio sotto il tetto salariale per firmarli tutti, mi dite dov’è la scelta, se ce n’è solo una? mi dite dov’è la manovra della società? la bravura del manager, dello staff tecnico? no, per cortesia, basta con questo santone Riley, il massimo che può aver fatto è aver messo la pulce nell’orecchio di Wade (l’unico che ne esce pulito forse da ‘sta storia) per veder di convincere gli amichetti, se ci riusciva. “convincerli di decurtarsi lo stipendio, di accettare un contratto non al massimo salariale” seeeee ma che stiamo a parlà di morti di fame? suvvia. per anni l’accusa che veniva fatta al mio pupillo Kevin Garnett era quella di aver firmato un contratto troppo oneroso per consentire alla sua franchigia di firmare un cast di supporto adeguato (soprattutto se paragonato allo stipendio del rivale storico in PF, Tim Duncan). ok, giusto. ma un conto è firmare un contratto onesto con la squadra che ti ha scelto al draft e ti ha cresciuto per tutti questi anni, un altro è firmare da FA (da freeagent) per la squadra che ti assicura più garanzie di vittorie anche se un contratto con una seconda cifra più bassa e senza magari il due davanti. che poi anche su questa storia de “la squadra che offriva le maggiori opportunità di vittoria immediata” ci sarebbe da dire qualcosa: davvero Miami con Wade e Bosh e poco altro attorno offriva più di un quintetto con Noah, Boozer, Deng e (last but non di certo di least) Derrick Rose? io sarò tifoso, sicuramente di parte ma altrettanto sicuramente c’è qualcuno che di pallacanestro ne capisce pochino. non una novità.

    “la scelta è tra cle e ny, ve sta a coglionà tutti con ‘sta storia di miami”

    Avvocato, cosa debbo dirle adesso? che fino all’ultimo ha tentato di credere in una scelta razionale da parte del “decisore”? o forse eravamo noi col cuore e non con la testa a chiedergli di decidere nella maniera che ritenevamo noi più sensata per il bene della Lega e, se vogliamo, anche per il suo? forse eravamo noi a decidere per lui quale poteva essere la scelta migliore col cuore e lui a sapere razionalmente qual’era la cosa migliore per lui.
    semplicemente: io, lei Avvocato, tutti noi non siamo lui. ma lui adesso non è più quello che c’ha fatto credere di essere.
    quel tatuaggio Chosen One dietro le spalle sarà una dolorissima operazione da rimuovere. volesse farlo. perchè se l’è già tolto ieri in diretta televisiva. e forse è per questo che eravamo tutti a parlarne in questi giorni e in molti ad attendere questa puntata di espn. o forse in fondo ci stava a cuore che nonostante tutto, nonostante le infrazioni di passi non fischiate, il fisico da caterpillar che sacrifica la tecnica ma non la dinamica, le serie di playoff perse, gli haters e i lovers, i meglio Kobe o T-Mac (no, aspè, questo non c’entra ‘na ceppa), nonostante tutto era un simbolo di questa Lega e nel bene o nel male ci tenevamo tutti un po’ a lui.

    “ve sta a coglionà tutti con ‘sta storia di miami”

    sì, c’ha coglionato tutti, Avvocà. non più di quanto egli abbia coglionato sè stesso.

    (sì, l’ho scritto anche altrove, ma è una cosa tra noi due e devo essere sicuro che tu legga)

  12. Platini says:

    Bravo Gerry! Mi hai fatto ridere! Che scelta assurda.. Sono incredulo davanti al pc cercando qualcuno che mi dia un chiarimento. Dopo vent’anni di nba credevo di capirne qualcosa.. Non ci capisco niente..

  13. abitatodaltragente says:

    geniale!

  14. ultrasix says:

    Articolo favoloso.
    Peccato, Lebron non sarà mai il giocatore usato come metro di paragone. Kobe puo’ stare tranquillo. MJ rimarrà sempre piu’ intoccabile.
    E se Miami non vincesse???Già rido. Poteva prendersi NY e avere tutto il mondo ai suoi piedi, nel palcoscenico piu’ bello del mondo. Amar’e in post basso, il Gallo a ricevere i suoi scarichi, e invece….

  15. Fraccu says:

    Pezzo epico per una scelta epica.

    Con 3 stelle costrette a dividersi lo stesso pallone, l’anno prossimo avremo una stagione molto “innovativa”: l’Mvp non è più prenotato, i tabellini maestosi di Lbj non ci saranno più, niente “Wade one man show”, niente Bosh a sudare da solo per il 50% di vittorie…

    Con 3 attori sullo stesso palcoscenico nello stesso show, meno assoli, il baraccone nel complesso si impoverisce, lasciando più riflettori liberi agli altri spettacoli, ma ci sono in giro altri attori/”primedonne” di quella caratura?
    Nuova era.

  16. yanezh says:

    Bell’articolo!
    E davvero esemplari le parole di Bill Simmons!
    Io onestamente credevo scegliesse Chicago, mentre speravo in New York…
    La Virata su Miami è stata un delusione, bella forza vincere così…Anche se sarà tutto da vedere!
    In ogni caso, certi grandi non avrebbero mai fatto una scelta così…Kobe non è lontano, di più!

  17. mariopass says:

    articolo bellissimo, misura effettivamente di quanto avvenuto
    di solito sono i sudditi che salgono dal re, non viceversa.
    quanto alla storia dell’ingaggio ridotto…bè avrà di che riguadagnare. c’è un passo dell’intervista di stanotte su espn dove l’ex re dice “it’s business…”. appunto
    ma chi l’avrà consigliato?????

  18. fabio r says:

    Divertente articolo, ma triste giorno per noi appassionati NBA e per la lega stessa.

    Decisione incredibilmente patetica.

    Posey, Ariza…esatto!

  19. Rafck says:

    I limiti caratteriali li ha già mostrati nei playoffs. La differenza tra un grande giocatore e un campione sta anche in certe scelte…lui rimane nella prima categoria (anche se non mi piace), la seconda è strettamente riservata a kobe, mj, magic e bird e perché no, ginobli…non sarebbero mai andati a south beach

  20. R. says:

    delusione pazzesca!!!
    la decisione + banale..
    bello l’articolo…derisione pazzesca…

  21. mic says:

    io sinceramente non ho mai avuto grande stima di James pur riconoscendo il suo titanico valore cestistico, nel 2006 Wade con una squadra meno forte dei Cavs di quest’anno ha portato a casa l’anello mentre le dita di Lebron sono ancora prive del prestigioso cimelio…da appassionato di basket tuttavia sono contento della scelta di James perchè così avremo la possibilità di vedere 82 “ALL STAR GAME” ogni volta che Miami scende in campo e sono ancora più contento da tifoso dei Lakers e di Kobe….sai che risate che il mamba a giugno 2011 gli fa lo scherzetto!!!!!!!!

  22. Stefano says:

    Articolo MERAVIGLIOSO che condivido in tutto e per tutto. Partiamo da un presupposto: Bryant miglior giocatore della Lega, più vincente, completo. Wade subito dietro per atteggiamento e cattiveria. Mai mi sarei aspettato Wade accettare nella propria squadra uno come Lebron. Mi ha deluso davvero… Del personaggio e dell’uomo Lebron con questa decisione ho avuto solo la riprova di quello che ho sempre creduto. Molto spettacolo, molto basket, schiacciate, giocate favolose ma poco uomo. Piccolo uomo. Ma Wade mi ha deluso. Bosh per quanto mi riguarda è uno delle più sopravvalutate ali grandi NBA. E sono straconvinto che i Celtics restano ancora su un altro pianeta, specialmente se hanno confermato Pierce, Allen, e chissà chi prenderanno. Per chiudere, sono un tifoso Lakers fino al midollo, ma provo grande rispetto e stima per Boston, per Pierce, Allen, Garnett, Rondo. Non per i nuovi big three… Così non si entra nella storia… RIDICOLI

  23. ariel says:

    complimenti per l’articolo! Non posso che essere d’accordo

  24. Willkoss says:

    Grandissimo articolo, e spero tanto che i Lakers prendano in qualche modo un altro giocatore buono… e battano Miami in finale… e poi KOBE faccia un gran bel ballettino davanti all’ex prescelto…

    p.s. noto che molti paragonano questa triade a quello di boston, errato.
    Un conto è unirsi da over 30 a quasi fine carriera, un conto è un unirsi al top della propria di carriera

  25. Gianni says:

    “sai che risate che il mamba a giugno 2011 gli fa lo scherzetto!!!!!!!!”

    Che spettacolo! m’hai fatto troppo ridere! non perchè quello che hai detto non sia possibile, anzi! anch’io ci spero essendo tifoso lakers. Bell’articolo comunque, complimenti! mi trovo d’accordissimo

  26. mah says:

    Sei un Genio Gerry!

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