È il free-agent più ambito della storia della pallacanestro americana.

Sua Maestà concede udienza.

Far firmare il prossimo contratto a LeBron James equivale davvero a mettere le mani su una manciata di titoli NBA, o questa febbre per il Prescelto è ingiustificata?

Dal primo di luglio, com’è noto, partiranno per l’Ohio le delegazioni di Nets, Knicks, Bulls, Mavericks, Clippers, Heat, Blazers e chissà chi altro. Oro, incesso e mirra. Tutte pronte a promettere denaro e un progetto tecnico vincente all’ex #23 dei Cavaliers. Ex? Probabilmente sì, ma anche la franchigia sul lago Erie farà il suo tentativo per convincerlo a restare, mettendosi in concorrenza con gli altri visitatori.

L’estate di LeBron.
Ma non c’è mica solo lui. Un paio di giorni fa Eddie Johnson ha fatto una classifica dei 25 migliori svincolati sulla piazza ed i big non sono pochi, specie se teniamo il conto di quelli che possono scegliere di uscire dal contratto.

Eppure tutto è fermo. Sarà la firma del Re a dare il via a quell’effetto domino per cui ogni tessera cade spinta da quella precedente, occupando il posto immediatamente successivo. Non vale solo per la scelta delle franchigie deluse, ma anche per gli stessi giocatori. Come ha detto Chris Bosh, aspetto di vedere dove andrà Lebron per decidere il mio futuro.

Chi sostiene per raggiungerlo (a Chicago, secondo i più), chi invece per andare a prendere il malloppo rifiutato dal primo della lista (a Brooklyn, secondo EJ). Se infatti sappiamo che di domino si tratterà, meno certezze ci sono su come e dove cadranno le tessere.

È proprio questo ipotetico scenario che mi lascia perplesso: possibile che una franchigia offra il massimo salariale a LeBron James e poi ripieghi offrendo la stessa cifra per Chris Bosh? O per un altro dei big, come Amar’è Stoudemire, Dwyane Wade, Carlos Boozer, Dirk Nowitzki, Joe Johnson e via dicendo?

Il dubbio lo sollevò già Peter Vecsey lo scorso autunno riferendosi ai Knicks: che senso ha svuotare il monte ingaggi rinunciando a qualsiasi velleità per due anni, tutto per poter firmare un giocatore che potrebbe anche scegliere di andare altrove? Infatti James sembra (sembra!) più interessato a far parte di una squadra già competitiva anziché essere la pietra miliare di una pur rapida rifondazione.

Ma l’estate 2010 è quella delle opportunità! Niente LeBron? Ci sono tanti big, ne prenderemo un altro. Questa la strada intrapresa da molte franchigie che da anni brancolano nel buio in attesa della luce. Ma sarà luce?

Se penso che D’Antoni potrebbe ritrovarsi Joe Johnson ed Amar’e Stoudemire come contentino per il mancato arrivo di LeBron, mi domando se davvero i piani B, C, D e Y valessero l’assenza totale di un progetto tecnico per ben due anni. E se tutto quel ben di Dio messo da parte finirà nelle giuste mani o se in qualche anno si riproporranno i fantasmi dell’era Thomas.

LeBron sceglierà una squadra. Le altre si troveranno con un sacco di soldi da spendere e, con poche eccezioni, lo faranno male.

Quindi?
Quindi ormai è tardi, get LeBron or die trying.
Perché le alternative, specie a quei prezzi, si riveleranno dei binari morti.
Perché LeBron sarà pure zeru tituli, si può discutere della sua maturità, è sempre quello che fa il suo show polveroso nel pre-partita, ma è anche l’unico credibile dominatore della Lega della sua generazione.

Il basket è uno sport di squadra. In NBA però i casi in cui l’anello non è finito nelle dita di uno dei primi 5 giocatori della Lega a livello individuale sono rari. Nell’ultimo decennio oserei dire solo i Pistons, Billups permettendo. Ecco perché i Lakers di Bryant restano la squadra da battere nel futuro immediato, i Magic di Dwight Howard continueranno ad essere una contender ed i Thunder di Kevin Durant lo diventeranno presto.

I Thunder!
Una squadra costruita con intelligenza e pazienza, attorno un giocatore già proiettato nella top-5 del paragrafo precedente, con un supporting cast d’alto livello, alcuni utilissimi role-player ed un monte ingaggi che offre ancora spazi di manovra. Una franchigia che si muove lenta ma inesorabile verso l’obiettivo, completando il roster con piccole mosse come quelle di questi giorni. Dequan Cook preso in saldo si rivelerà il tiratore che mancava per la panchina di coach Brooks? Uno di quei piccoli, fondamentali pezzi, come ripete spesso Dan Peterson nelle sue telecronache.

La forza di Oklahoma City è proprio in questa cura dei dettagli, tipica delle grandi squadre. Nel management dei Thunder nessuno sente il bisogno di unirsi ai re magi diretti ad Akron. Il progetto prosegue secondo il piano A, la rotta non ha mai subito deviazioni.

Come sembrano lontane oggi quelle che dovevano essere le due dinastie del futuro! A testimoniare lo stato di disperazione dei Blazers, anche Portland sta preparando il suo (vano e quasi ridicolo) assalto a LeBron.

Sic transit gloria mundi.

Tags: , , , , , , , , ,

9 Comments to “Get LeBron or die trying”

  1. Luca 8 says:

    Ripiegare su Bosh o Joe Johnson fallito l’assalto a Lebron può essere considerato un fallimento, ma Wade no! Secondo me è l’unico della vasta lista dei FA all’altezza di James.

  2. Max Giordan says:

    Che poi me lo dovete dimostrare che si vince meglio con Lebron rispetto a JJ+Amare. Non ne sono mica così convinto.

    Metti quei 2 in mano a D’Antoni con un playmaker sufficiente, e poi ne riparliamo…

  3. Mookie says:

    Nessuna garanzia, solo il tempo potrà dimostrare se con LeBron si vince.

    Joe Johnson e Amar’e.. D’Antoni li ha avuti con un play ampiamente sufficiente, tale Steve Nash. Mai viste le Finals.
    LeBron ci è arrivato almeno una volta e con una squadra abbastanza triste.

    Boston ha vinto un titolo con il big 3 (senza però dimenticare la crescita di Rondo) ma il mix di intelligenza, spirito di squadra e talento di Pierce, Allen e Garnett fatico a vederlo in questo folto gruppo di free-agent. Se poi tutti mirano al contratto della vita..

    Amar’e lontano da Steve siamo sicuri si confermerà uno dei migliori giocatori d’area della Lega?

  4. Boimby says:

    la verita’ e’ che solo comprando Chris Paul e Le Bron insieme NY potrebbe vincere subito…

  5. Luca 8 says:

    @ Boimby:

    CP3 a New York non la vedo molto fattibile, Paul è ancora sotto contratto e potrebbe arrivare solo via trade. NY non ha molto da offrire, e se anche mettesse sul piatto Gallinari e Lee (ammesso che bastino agli Hornets) il Roster rimarrebbe pieno di buchi.
    Rispetto ad altre “pretendenti” per i free agent di spicco NY ha, secondo me, una marcia in meno in quanto non ha una buona ossattura di squadra da affiancare allo spazio salariale (cosa che hanno invece bulls, nets e clippers).
    Tutto questo per dire che se fossi uno di quei FA eviterei i Knicks com la peste dato che a loro non manca l’innesto di una stella, manca tutta la squadra!

  6. FATUR says:

    Direi che sei quantomeno ingrato nei confronti dei Blazers dato che il vero padrone del destino di Portland è la SFIGA con i continui infortuni e nonostante ciò sono arrivati ottimi risultati…

    Vedremo quando toccherà a Presti rifirmare i vari Westbrook, Durant etc (con il monte salari intasato si lavora senza lucidità) intanto ti butto lì un VEDREMO…o magari verrà fuori un “ve l’avevo detto”….che la SORTE non si prevede!

  7. Mookie says:

    Ciao Fatur, no non credo di essere INGRATO! 🙂
    A Portland è in atto una vera e propria rivoluzione che ha tenuto al suo posto solo il coach e – PER ORA – i giocatori. Già perché la dirigenza ora cerca un GM in grado di orchestrare trade importanti. Quindi se finora ci sono stati piccoli movimenti, da qui in avanti potrebbero esserci degli stravolgimenti al roster.

    Vedremo, ma una certa impostazione che – come dici tu – aveva dato buoni risultati nonostante una buosa dose di jella, è stata buttata in fretta e furia nel cestino.

  8. FATUR says:

    In questo caso non vedo cosa imputare a Pritchard che ha svolto un lavoro ottimo.
    Se l’hanno cacciato ci sarà qualcosa sotto come dici tu ma è tutto da vedere che riescano a fare di più stravolgendo il roster perchè oggi come oggi Oden+Przybilla valgono 0 ma tra un anno se si riprendono potrebbero essere la miglior coppia di centri x varietà di soluzioni tattiche da mettere in campo (dopo Howard e Gortat)…
    Quindi se il tuo upgrade è fermo ai box che senso ha buttarsi sul mercato?

  9. Mookie says:

    Esatto… che senso ha?
    Argomento che verrà approfondito nell’imminente blazers report.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>