Quando l’assistente è pronto a prendere il comando. Anche se per farlo è costretto a fare le valigie.
Due i nomi da annotare: Tom Thibodeau e Monty Willliams.

Entrambi sono i “finalisti” della panchina rimasta libera a New Orleans e, proprio nelle ultime ore, è il vice di Doc Rivers ad essere vicino ad un accordo con la franchigia della Louisiana.

'Senti Doc, lascia fare a me, ok?'

Che sia giunto il momento di Thibodeau lo testimonia anche un articolo comparso su Dime, magazine dedicato alla NBA che prevalentemente si occupa di lifestyle e dei protagonisti dello star-system cestistico.

Alcuni sostengono che non è mai stato un head coach, ma è un assistente da 19 anni e le sue squadre sono sempre state preparate e difensivamente eccellenti, dunque l’esperienza non dovrebbe essere neppure argomento di discussione. Se Thibodeau non viene assunto (da qualcuno) dopo questa cavalcata trionfale dei Celtics, allora c’è qualcosa che non va con gli attuali general manager della NBA.

Una conclusione, questa del breve articolo di Daniel Marks, che mi para ampiamente condivisibile.

Prima di coadiuvare Doc Rivers a Boston, Thibodeau è stato il braccio destro di Bill Musselman in Minnesota, di Jerry Tarkanian e John Lucas (Spurs e Sixers) e soprattutto di Jeff Van Gundy, prima ai Knicks e poi ai Rockets.
Proprio il fratello dell’attuale coach dei Magic disse qualche anno fa.

Avere Tom nel nostro staff ci da un vantaggio incredibile. È un esperto nella preparazione della partita e nello sviluppo dei giocatori. Lo ritengo uno dei migliori allenatori che ci siano nella NBA di oggi e dovrebbe essere in cima alla lista dei candidati ad un posto da head coach.

Una condizione a cui Tom Thibodeau sembra essere giunto, invece, solo ora.

Non nascondo che mi piacerebbe che la promozione fosse una soluzione interna, ovvero che rimanesse a portare avanti quei Celtics che lui stesso ha contribuito a forgiare e che portano nell’ammirata identità difensiva il suo trademark. Per lui credo sarebbe più facile iniziare con un nuovo ruolo in un contesto che già conosce, mentre altrove potrebbe inciampare in difficoltà che hanno poco a che fare con le questioni tecniche del campo, ma che fanno parte del nuovo compito, ad esempio gestire un gruppo di atleti e dare indicazioni di mercato.

Ma la permanenza di Thibodeau ai Celtics ha forse una sola possibilità, quella legata ad un anticipato ritorno alla carriera di commentatore televisivo di Doc Rivers. Ma se è vero che in Louisiana sono ai dettagli contrattuali, evidentemente Rivers non ha fretta di abbandonare il posto di comando.

Monty Williams si sente già un head coach.

He is ready è anche quanto dice coach McMillan del suo assistente Monty Williams.

Intelligente ed elegante da giocatore, anche se la sua carriera non ha mai spiccato il volo, a 38 anni Williams è il più giovane tra i coach che attirano le attenzioni della Lega. Larry Brown, Pat Riley e Doc Rivers figurano tra i maestri che lo hanno allenato, mentre Gregg Popovich ha potuto averlo a disposizione sia come giocatore che – per un solo anno – come assistente.

Di Monty l’ex agente della C.I.A. dice: È pronto per iniziare. Qualcuno sarà presto fortunato, se là fuori si rendono conto che non serve ricorrere sempre ai grandi nomi. Servono allenatori. E lui questo è, un coach.

Williams ai Blazers si è costruito una reputazione per i risultati ottenuti nello sviluppare i giovani selezionati negli ultimi draft, su tutti Travis Outlaw e Nicolas Batum.

L’altro punto a favore di Williams è la sua abilità nel gestire i giocatori. Lo ha raccontato anche McMillan all’Oregonian.

Non ha paura delle star. Lavora con quei ragazzi allo stesso modo che con il dodicesimo uomo. Ha una grande fiducia in se stesso che lo porta a tirare da parte Brandon Roy per dirgli cosa fare, esattamente come farebbe con Jeff Pendergraph.

Un atteggiamento che si poteva riscontrare anche nella capacità di affrontare le “teste matte”, come Ruben Patterson, Zach Randolph e Darius Miles negli ultimi giorni marchiati Jail Blazers. Era sempre lui a vedersela con i giocatori quando nascevano discussioni infuocate con il capo-allenatore. E lo stesso McMillan sostiene che quei giocatori rispettavano il giovane assistente, tanto che Monty li potrebbe allenare ancora oggi.

Piace ai GM anche per la franchezza con cui tratta i giocatori. In this league, the truth helps guys out, sostiene Williams per giustificare i commenti brutalmente onesti che rivolge ai giocatori che deve sviluppare.

Il licenziamento di Mike Brown è forse il segnale che il concetto di player-coach sta mutando e che i general manager iniziano a cercare altre qualità nella guida a cui affidare la conduzione tecnica (e non) del roster.
Già l’anno scorso Williams è stato vicino a sedere sulla panchina dei Wolves, prima che Kahn optasse per il veterano Kurt Rambis (ed uno staff altrettanto esperto). Il gm dei Lupi rimase però impressionato da Williams.

Ad entrambi i colloqui Monty venne preparato. Conosceva il personale, ogni dettaglio del nostro salary cap, il modo in cui giocavamo. Faceva paura da quanto era preparato. Ma per metterla in parole semplici, Monty ha una grande presenza. Devi avere carattere e leadership per fare il capo allenatore e lui le possiede entrambe in abbondanza.

Quest’anno è stato contattato da Sixers (che però hanno già scelto Doug Collins) e appunto Hornets.

Sebbene Williams non possa vantare gli oggettivi successi di Tom Thibodeau, ovvio favorito nella corsa per la panchina degli Hornets, diverse fonti sostengono che la dirigenza della franchigia della Louisiana non abbia ancora sciolto ogni dubbio sulla sua decisione.
Owner e general manager sono rimasti infatti molto colpiti dal duplice incontro avuto con Williams e pare che anche Chris Paul spinga per il giovane assistente di McMillan.

La fretta di chiudere aumenta a causa di una concorrenza sempre più folta: Chicago, Atlanta, i Clippers ed ora anche Cleveland cercano un nuovo coach.

Difficile immaginare che il defensive guru ed il giovane emergente non possano avere la loro opportunità di dirigere, finalmente, una squadra tutta loro.

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