From Magic vs Celtics 88-92, del 16.5


E’ risaputo: i Boston Celtics traggono attacco, fiducia e risultati soprattutto da quello che fanno nella propria metà campo; in gara 1 contro Orlando ne abbiamo avuto l’ennesima conferma.

Stan, niente panico. Per ora.


Il grande burattinaio biancoverde della difesa Tom Thibodeau ha scelto di rimanere in single coverage (uno contro uno) contro Howard per evitare che dal raddoppio scaturisse la famigerata circolazione perimetrale di Orlando.

Non solo ha scongiurato questo pericolo, non permettendo a Lewis di intravedere la possibilità di ingresso in partita (0/6 da tre), ma la staffetta tra Perkins, Davis ed ovviamente Rasheed Wallace ha fatto addirittura tornare d’attualità le storiche polemiche sull’inadeguatezza offensiva di Dwight, Ewing o non Ewing: se riceve da fermo è innocuo, ha una posizione ed un baricentro troppo eretti, perde il controllo dell’uso dei piedi, non ha movimenti puri in post basso, deraglia col corpo se gli togli riferimenti.

Per non dare mai fiducia e ritmo al numero 12 di Orlando, Boston ha corredato il tutto con una sana dose di falli duri per mandarlo in lunetta, altra scelta tecnica che paga dividendi a prescindere dalle sue percentuali ai liberi (decoroso 7/12).

Tutto ciò ha permesso agli altri 4 difensori di restare accoppiati ai temutissimi tiratori dei Magic sul perimetro, regno della solita magnifica Boston a sanguisuga, ovvero la più bella interpretazione dell’aiuto e recupero e delle rotazioni nella NBA moderna.

Il celeberrimo pick and roll di apertura dei giochi di Orlando non si è mai sviluppato grazie sì alla costante opposizione dei lunghi sempre ben disposti a muovere i piedi e tenere i palleggi dei piccoli, ma soprattutto per merito della disposizione a semicerchio che permette ai difensori biancoverdi in aiuto di essere misteriosamente nella metà strada ideale sia per chiudere sul penetratore che per uscire sul tiratore.

In un momento preciso individuato scientificamente in base alla posizione della palla, la difesa di Boston si muove all’unisono chiudendosi a riccio verso chi ha il possesso ma occupando sempre le linee di passaggio, diventando per pochi secondi addirittura una sorta di zona 2-3 che poi si dilata a fisarmonica non appena la palla viene mossa dal centro verso l’esterno.

Le numerosissime palle perse dei Magic nel primo tempo sono state solo la naturale conseguenza, ulteriore manifesto della rottura dei giochi offensivi dopo l’eclissi della prima opzione.

Orlando non ha avuto i tempi tecnici per girare palla, ma si è dovuta spesso accontentare di ribaltare completamente il lato con passaggi rischiosissimi e non precisi che attraversavano l’area, permettendo così ai difensori sul lato debole di uscire sul perimetro come schegge impazzite e quindi contestare il ricevitore.

Nelle parole di Master of Panic Van Gundy a 12 minuti dalla fine c’era tutta la frustrazione di tre quarti persi sul piano squisitamente tattico prima ancora che fisico o mentale:

Loro stanno giocando meglio di noi, stiamo cercando risposte ma non ne abbiamo ancora trovate.

Se tirando 5/22 da fuori e nonostante le tante belle parole spese su Thibodeau, Orlando è riuscita a sfiorare la rimonta chiudendo a soli 4 punti da Boston (sempre in difficoltà quest’anno nel gestire vantaggi in doppia cifra!), ci sono tuttavia le premesse per assistere ad una serie apertissima ed entusiasmante, specie per chi ama gli aggiustamenti in corsa e le grandi sfide dalle panchine.

Inoltre Orlando in trasferta ha ampiamente dimostrato di saperci fare, così come il Garden di Boston non è sempre stato un baluardo inespugnabile quest’anno.

Niente panico quindi. Per ora.

Ma la puntualità dei Celtics nel ribaltare ogni apparente certezza di questi playoff, facendo sembrare gli avversari regolarmente più scarsi di quello che apparivano il giorno prima, comincia ad assumere contorni inquietanti.

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3 Comments to “Thibodeau: specialità guastafeste”

  1. francesco says:

    articolo condivisibile in tutto. Solo, dopo quello che ho visto ieri, sono molto più scettico sulla “serie apertissima”. Ieri Boston ha lasciato a 58 punti (cinquantotto!)Orlando nei primi tre quarti, facendo fare la figura del principiante a Howard. In tutto questo ebbra della strapotenza difensiva si è mangiata almeno tre o quattro contropiedi facili facili (un paio clamorosi). Si è fatta rimontare molto più per colpe proprie che per meriti altrui.
    Se gioca così per Orlando la vedo davvero ma davvero dura.

  2. ze says:

    “Si è fatta rimontare molto più per colpe proprie che per meriti altrui.” (francesco)

    Probabilmente è vero, anche se è già capitato che i C’s dilapidassero un vantaggio di 10+ punti (ben 14 volte in RS O_O), devono stare attenti a non giocare con il cronometro, continuando a eseguire.

    A ben vedere i primi adeguamenti ci sono già stati da parte di SVG, con Redick certamente più adatto di Barnes nel seguire lo squalo Ray nel suo moto perpetuo sui blocchi.

    Gran merito a Boston che ora si pone nella condizione ideale per tentare di andare per la giugulare già da gara2, dovranno ripartire da quanto di buono ha evidenziato Gerry.

  3. […] This post was mentioned on Twitter by Francesco Guardini. Francesco Guardini said: @Stipe81 http://bit.ly/aFFsee […]

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