Ovvero: come provare a indovinare l’upset – ammesso che si verifichi – scrutando nel fondo della tazzina della Regular Season.

THE WEST SIDE

Vincere almeno 50 partite a campionato per un decennio: è l’impresa centrata da Dallas quest’anno. Peccato che i suoi avversari al First Round siano gli Spurs all’undicesima stagione da cinquanta-o-più! Solo i Lakers (dal ’79 al ’91) hanno fatto meglio delle due franchigie texane.

Gli Spurs però un nuovo NBA-record lo hanno appena stabilito: 13 anni consecutivi con un bilancio vincente in trasferta. E San Antonio nelle ultime settimane ha inflitto due pesantissime sconfitte casalinghe a Lakers e Celtics, entrambi con uno scarto di 19 punti. In California non subivano una batosta simile da quando ospitarono i Celtics del PGA tour nel dicembre 2007; in Massachussetts quei diciannove punti sono ancora il margine più ampio mai inflitto al Big Three.

In stagione regolare gli Speroni sono anche gli unici nella Western Conference, assieme ai Blazers, a poter vantare un record vincente contro i Lakers dell’era Phil Jackson. Ma chi è oggi il trascinatore dell’Alamo? Impressionante il finale di erresse di Manu Ginobili, compresa una partita da 43 punti con 13 canestri dal campo e 14 liberi segnati. L’ultimo sperone a mettere 10 canestri e 10 tiri a cronometro fermo fu Tim Duncan (passaggio di consegne?) nel 2001. Caso vuole che accadde proprio in una sfida contro Dallas, vinta però dai Mavs in overtime.

Capitolo playmaker, paragrafo uno: il vecchietto terribile di Dallas.
Jason Kidd ha registrato contro i Kings una tripla doppia, l’ennesima della sua carriera. Di particolare c’è che con questa è diventato il terzo giocatore di sempre a riuscirci a 37 anni suonati. Prima di lui Karl Malone (a 40 anni) ed Elvin Hayes nei Rockets degli Eighties. Anche il grande John Stockton ci riuscì nel 2001, a 39 anni, ma quella era addirittura una sfida di playoff.

Capitolo playmaker, paragrafo due: once Nba Finals MVP.
Si chiama Chauncey Billups e dopo un avvio di carriera in sordina è stato pescato da Joe Dumars che a Detroit ne ha fatto il leader della squadra campione nel 2004. Tornato nel suo Colorado un anno fa, ha rilanciato le speranze di titolo di Carmelo Anthony e compagni. E quest’anno è diventato il giocatore più anziano (33) che abbia mai chiuso una stagione intera oltre i 19 punti di media.

Capitolo playmaker, paragrafo tre: l’erede di Big O.
Con 11 assist a partita Steve Nash è il miglior passatore della Lega. I suoi Suns sono, per il quinto anno consecutivo, la squadra con la miglior percentuale di tiro. L’ultima volta che una squadra riuscì a guidare questa graduatoria per cinque anni di seguito furono i Milwaukee Bucks, dal 1970 al 1974. Negli ultimi quattro campionati il playmaker dei Cerbiatti si chiamava Oscar Robertson. Lui, in quel periodo, un anello lo vinse..

Ancora non si sa se (e come) Portland potrà usufruire di Brandon Roy. Ma quando il franchise player ed Andre Miller sono contemporaneamente nello starting five i Blazers hanno vinto 35 volte su 49, cioè la percentuale finale dei Lakers. E se Roy non ce la fa, può essere Camby l’uomo della provvidenza? Il centro, arrivato a febbraio dai Clippers, nella decisiva sfida contro i Thunder ha stupito il Rose Garden con 30 punti (12/16 dal campo) e 13 rimbalzi. L’ultimo Blazer a segnare almeno 30 punti con almeno il 75% di precisione e 13 rimbalzi fu niente meno che Clyde Drexler nel marzo del 1988. Buon segno?

Camby se la vedrà con Amar’e Stoudemire, l’unico giocatore con David West ad aver aumentano la media di punti realizzati ogni mese da ottobre a marzo. Solo ad aprile è calato, passando da 27,3 a 26,4.

Utah ha perso il fattore campo proprio all’ultima di regular season. Privi di Boozer e Kirilenko, contro i Suns è stata deludente la prestazione di Paul Millsap. Eppure la power-forward del futuro della franchigia aveva fatto grandi partite partendo dalla panchina, come quella in cui ha catturato 24 rimbalzi. L’ultimo ad alzarsi dalla panchina e prendere così tanti rimbalzi fu Mark Eaton nel marzo 1988; anche allora Coach Sloan sedeva sulla panchina dei Jazz.

Utah può anche contare sul più preciso tiratore da tre punti della Lega: con il 53,6% di realizzazioni Kyle Korver ha battuto il record detenuto da Steve Kerr (52,4%) dalla stagione ’94/’95.

I Los Angeles Lakers sono pronti a tenere a battesimo il debutto nel basket che conta degli Oklahoma Thunder. Sicuri che sono pronti?

Quella dinastia che a Seattle ha conosciuto la sua fase embrionale e che in Oklahoma sta trovando maturazione è la squadra più migliorata degli ultimi dodici mesi. Coach Scott Brooks ha avuto le idee chiare fin dal training camp ed ha assemblato un gruppo con ruoli e gerarchie precise. Durant, Green, Westbrook e Sefolosha sono stati in quintetto base per tutte le 82 partite della stagione regolare, una costanza simile non si ripeteva dal 2003 quando Arenas, J.Richardson, Jamison e Dampier furono starters immancabili degli Wizards.

In Oklahoma l’allenatore è un serio candidato al premio di Coach of the Year, mentre il franchise player dovrebbe finire sul podio della classifica destinata al Most Valuable Player. Si tratta ovviamente di Kevin Durant, più giovane “capocannoniere” della storia della NBA: 30,1 punti di media a soli 21 anni. KD ha segnato almeno 30 punti in tutte le ultime sette partite e per capire quanto sia difficile contenere questo talento di 206 centimetri, i 756 tiri liberi che ha infilato nel cesto sono il sesto record all-time. Non se ne segnavano così tanti dal 1987 quando a infilarne 833 fu tale Michael Jordan. Passaggio di consegne fra alieni?

Prima volta ai playoff per i Thunder e Durant.. ed è subito Kobe Bryant! Al black mamba Kevin può invidiare la freddezza nei momenti clou: al contrario del #24 dei Lakers, la star che debuttò nei Sonics ha segnato solo 5 canestri su 26 nell’ultimo minuto di partite con un solo possesso di differenza.

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