…il vero affare tra i free agent della prossima estate?

Ultime partite per Rudy Gay in maglia Grizzlies?

Dando per scontato che il valore assoluto dei vari LeBron, Wade, Joe Johnson e Bosh debba essere considerato superiore a quello di Rudy, quei giocatori hanno uno status ed un ruolo ben delineato da padroni delle rispettive franchigie tali da rendere plausibile, se non addirittura probabile, la loro conferma nelle attuali squadre.

Gay si può invece considerare uno dei tanti in quel di Memphis, con Zach Randolph, O.J. Mayo e Marc Gasol apparentemente prioritari nei progetti futuri.
E’ stato inoltre maltrattato dalla sua dirigenza con il sanguinoso mancato rinnovo del contratto da rookie, che lo consegna ora all’estate bollente del mercato NBA come restricted free agent, ovvero con la possibilità per il GM Chris Wallace di pareggiare l’offerta contrattuale che riceverà ed accetterà il ragazzo.

Ma i Grizzlies saranno disposti a pareggiare un’offerta di contratto da stella affermata, magari intorno ai 45-50 milioni di dollari in 5 anni? E Rudy non rappresenta il perfetto piano B giovane e talentuoso per molte delle franchigie (penso subito a New York) che falliranno l’assalto agli All Star affermati?

La stagione dell’ex Connecticut ha francamente sorpreso in molti, non tanto per la qualità del suo gioco ed i flash abbaglianti di talento che non sono mai mancati, ma soprattutto per la continuità misteriosamente raggiunta a cospetto della critica che maggiormente gli veniva rivolta: testa estemporanea ed approccio disincantato alla gara.

La tendenza a piacersi troppo è sempre dietro l’angolo, ma abbiamo ormai a che fare con un’ala piccola moderna, versatile ed atletica, stabilizzatasi intorno ai 20 punti a partita in una squadra che certo non è carente in materia di giocatori che amano e richiedono coinvolgimento in attacco.
E Memphis per altro è ancora al 50% di vittorie nel selvaggio West.

Ho qualche dubbio sull’eventualità che Gay possa prendere in mano e guidare una franchigia nei prossimi cinque anni, ma ne ho certamente meno sulla possibilità che possa diventare un sublime secondo violino anche per squadre di prima fascia. Il tutto con una carta d’identità che recita 24 anni e con un potenziale ancora da esplorare e sviluppare.

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One Comment to “E se fosse Rudy Gay…”

  1. doppok says:

    A me RudY Gay ricorda un po’ Joe Johnson, messo sempre in secondo piano e poco o mal considerato. Dubito anche io che possa essere il leader totale di una squadra (ma se per questo ho lo stesso dubbio per quanto riguarda CB4, secondo me sopravvalutato) ma effettivamente se affiancato dai giusti giocatori potrebbe fare il salto di qualità definitivo. Penso a Detroit che si muove in sordina e ha già dimostrato di saper costruire bene le squadre…

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